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Luciano Magaldi Sardella (PhD) 6h

LETTERE MERIDIANE — IL TEATRO-EDICOLA DI SAN SEVERO CONQUISTA IL MONDO SOURCE: SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/10/il-teatro-edicola-di-san-severo-conquista-il-mondo/?fbclid=IwY2xjawU4oqFleHRuA2FlbQIxMQBwZG9mAXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5rVEwYs6UUXg7v-P0SyIQ_DRb_F6ZiY58OcseYoV4J7atcTiERnhWaqKM2pw_aem_Njle1jq1XLzHr93KLBUcVA Dopo Broadway World, Los Angeles Journal, The Psychologist (British Psychological Association) ed Hollywood Beat Magazine, ora è arrivata la sua “consacrazione accademica” a cura della Stanford University. Come ho già sottolineato nel mio articolo sulla rivincita del GIO Festival a Foggia, celebrata dal BroadwayWorld per la prima mondiale scenica della giordaniana Marina (1888), la provincia di Foggia ha smesso ormai di essere periferia. Accade quando trova un’idea che sposta le coordinate: ebbene, a San Severo, a 40 chilometri da Foggia, è successo di nuovo. Solo che questa volta non serviva un’orchestra, ma sono bastate sei sedie. Il celebre Teatro-Edicola del sanseverese direttore artistico Francesco Gravino della Compagnia Teatrale Foyer’97 è finito sulla rivista accademica Stanford Social Innovation Review (SSIR) in qualità di caso di studio accademico. La notizia, rilanciata il 19 settembre 2026 da ANSA Nazionale, sembrava un refuso. Poi si è capito che non lo era. La SSIR, pubblicazione pluripremiata che copre soluzioni multisettoriali ai problemi globali, ha inserito il progetto nella sezione Dispatches con il reportage The Six-Seat Revolution. È il percorso inverso rispetto a quello del GIO Festival: non un’opera dimenticata che torna in un grande teatro storico italiano a ferro di cavallo, ma un teatro intero che rinasce dentro un luogo dismesso, dimenticato dall’uomo. Ci sono momenti in cui il passato e il futuro si intrecciano per creare qualcosa di visionario, innovativo, artisticamente “rivoluzionario”: San Severo ha vissuto uno di questi momenti la mattina del 27 marzo 2026, durante la Giornata Mondiale del Teatro, quando la saracinesca di un’edicola chiusa da sei anni in Via Matteo Tondi è stata riaperta “non per vendere giornali, ma per offrire emozionanti storie”, citando il motto graviniano. L’idea del visionario Francesco Gravino (nella foto sopra), direttore artistico, regista e attore della compagnia sanseverese Foyer ’97, attiva da almeno 30 anni in Capitanata si è basata sull’edicola, esagonale in metallo e vetro, concessa a titolo gratuito dal proprietario Pino Frau, ormai un relitto urbano creato dalla crisi dell’editoria degli inizi anni 2000: oggi in Italia le edicole attive sono scese da circa 35.000 nel 2005 a circa 20.000 nel 2024, con un calo del 42,8%. Gravino e altri undici attori l’hanno ristrutturata in due settimane di lavoro, senza fondi istituzionali, e l’hanno trasformata in quello che oggi è sotto esame della commissione londinese del Guinness World Record come “teatro più piccolo del mondo”. La formula è volutamente austera: sei spettatori alla volta fuori, attori dentro a meno di un metro, spettacoli di 15 minuti, rotazione continua dalle 11 alle 20.45, testi da Goldoni a Čechov, da Ibsen a Dacia Maraini. Sulla porta un QR code con un originale avvertimento teatrale: “Attenzione! Questo codice QR trasforma i passanti in attori. Scansionate solo se pronti.” I numeri hanno sùbito detto che non era una boutade: più di 60 persone in un solo pomeriggio, tre giornate inaugurali che hanno registrato il tutto esaurito. Ma soprattutto un’eco positiva che è andata oltre i confini sanseveresi. BroadwayWorld (proprio come il previo caso del GIO Festival) la più influente testata mondiale di critica teatrale con oltre 5,5 milioni di visualizzazioni mensili, il 27 aprile 2026 gli ha dedicato una copertura esclusiva: An Abandoned Italian Newsstand Just Became the World’s Smallest Theatre. Non una segnalazione, ma un’analisi: “Non c’è foyer, non c’è balconata, non c’è graticcia. C’è a malapena una quinta. Quello che c’è è qualcosa di quasi irriconoscibile come serata a teatro, e proprio per questo è ancora più potente.” BroadwayWorld ha colto l’idea manifesto di Gravino: “Questo è un teatro di prossimità. In un’epoca di distanza digitale, stiamo rimettendo il contatto umano al centro,” incorniciandolo come “Più che un abile esercizio di teatro site-specific. È una riappropriazione.”. Il tutto, in un Mezzogiorno d’Italia spesso raccontato solo per criminalità organizzata e marginalizzazione. A quel sigillo se ne è aggiunto un altro, ancora più spiazzante per un’edicola di San Severo: il Los Angeles Journal, una delle testate più influenti della West Coast per le arti performative. Il 12 maggio 2026, titola in questo modo: San Severo’s Teatro Edicola as an Innovative Model for Los Angeles Theaters? aprendo così: “In una città del Sud Italia di cui Hollywood non ha mai sentito parlare, un regista teatrale ha appena costruito il palcoscenico più piccolo del mondo: sei posti, quindici minuti, zero distanza. Los Angeles dovrebbe prestare attenzione.” Il Los Angeles Journal non fa folklore, ma mette il chiosco di via Matteo Tondi accanto al presigioso teatro losangelino Ahmanson da 1600 posti, al Pantages di Broadway in Hollywood, ai 99-seat plan di Rogue Machine, all’ Odyssey, al Victory Theatre e all’ Hollywood Fringe. Rievoca persino l’Electrical Box Theatre di Ethan Marks, una vera e propria scatola elettrica foderata di velluto rosso in downtown Los Angeles, per dire che Gravino ha portato all’estremo la domanda che Los Angeles si fa da decenni: Quanto piccolo può diventare un palco prima di smettere di essere un palco? E riconosce il modello urbano sanseverese: costo quasi zero, due settimane di lavoro e una sestina di sedie, a fronte di una immediata copertura mediatica provinciale, regionale e nazionale, riconoscimento dell’ Amministrazione Comunale sanseverese, e un format esportabile (quasi) ovunque. Dopodiché, il terzo tassello americano è arrivato dall’ Hollywood Beat Magazine il 20 aprile 2026: Six seats. Fifteen minutes. One actor. No stage. Il magazine racconta il chiosco di Via Tondi rimasto dismesso per quasi sei anni, il presidio culturale contemporaneo da sei posti, inserendo Francesco Gravino nella genealogia alta: Richard Schechner e l’environmental theatre, Jerzy Grotowski e il teatro povero, Nicolas Bourriaud e l’estetica relazionale. Ma chiude con concretezza: non è una tesi, è fixing a street corner, ovvero aggiustare un angolo di strada urbana chiedendosi non quanto grande può diventare un teatro, ma quanto piccolo deve tornare per recuperare il suo potere originario. E infine, il celebre londinese The Psychologist, la rivista della British Psychological Society (BPS), la più antica società di psicologia al mondo, ha trasformato il Teatro-Edicola in caso di studio scientifico: il 30 luglio 2026 pubblica The world’s smallest theatre — and Psychologists’ next act, partendo dallo stesso dettaglio, la mattina del 27 marzo in cui la saracinesca metallica del chiosco esagonale di Via Tondi si riapre dopo sei anni, sei persone dentro, un attore a meno di un metro che inizia Chekhov. Descrive la formula: sei spettatori, 15 minuti, 11 attori su 10 ore, da Goldoni a Euripide, dentro un chiosco dove la quarta parete non si rompe perché architettonicamente non è mai esistita. Ma la BPS fa un passo oltre: cita gli studi del 2025 di Damien Gabriel su IBRO Neuroscience Reports, la performance live genera attivazione emotiva e fisiologica misurabilmente più forte del video e introduce la prossemica di Edward Hall: sotto il metro è spazio intimo, riservato a medici, amici stretti, amanti. In quello spazio da un metro quadrato, il respiro dell’attore è udibile, le microespressioni leggibili, il confine sé-altro diventa permeabile. Il Teatro-Edicola “non rende il teatro migliore, lo rende inevitabile”. Ed è qui che si capisce perché Stanford lo studia come caso di studio accademico di innovazione sociale, non come caso di originalità artistica. In Italia, nel frattempo, il circuito mediatico nazionale aveva già intercettato il fenomeno: RaiNews — TG2 Storie lo porta su RaiDue alla mezzanotte del 19 aprile. RTL 102.5 dedica spazio al format ideato da Gravino e sviluppato da Foyer’97 nel cuore di San Severo in Via Tondi, definendolo micro-palcoscenico permanente capace di portare teatro nello spazio pubblico. ANSA.it, Gazzetta del Mezzogiorno, La Repubblica, TG2000, Radio Capital, RSI svizzera, ANSA Brasile e tanti altri seguono. E per diritto di cronaca: Fiorello lo ha elogiato in La Pennicanzacome caso artistico ispirato al suo Edicola Fiore, nonché Biagio Antonacci, nel suo tour nell’anfiteatro augusteo di Lucera, ha fatto tappa “conoscitiva” nel Teatro-Edicola cantando la celebre e nostalgica Iris davanti ad un pubblico sicuramente maggiore dei “sei posti”. La Compagnia Teatrale Foyer ’97 di Francesco Gravino non è nata ieri: ha alle spalle il Teatro-Cantina del 2016, il teatro sottoterra, e nel 2011 una performance sulla torre campanaria di una chiesa del centro di San Severo a 45 metri d’altezza. Il Teatro Edicola completa, nelle parole di Gravino, “l’intera estensione verticale del teatro: sottoterra, piano strada, tetto”. E si prepara al trentennale del 2027 puntando ad acquistare l’edicola per renderla permanente esportando il “Modello San Severo” a Roma, Lucca, nei festival di Santarcangelo e Todi. Come per il GIO Festival, qualcuno potrebbe osare di affermare che si tratta solo di un exploit ma, quando BroadwayWorld ti mette accanto alla Los Angeles Opera House, il Los Angeles Journal ti propone come modello per Hollywood, Hollywood Beat Magazine ti legge con Grotowski e la British Psychological Society ti usa per spiegare i neuroni specchio, non è più un exploit ma un eccellente posizionamento artistico ed accademico. A chi ancora sussurra che Foggia e la Capitanata siano provincia, la risposta ora è scritta su due fronti opposti e complementari: il 5 giugno a Foggia un’opera di 138 anni ha ritrovato la scena al Giordano finendo su BroadwayWorld; il 27 marzo a San Severo un’edicola di 4 metri quadrati ha inventato una scena che non esisteva, finendo a Stanford, a Los Angeles, a Hollywood e a Londra. La periferia, quando ha un’idea precisa, diventa centro. Anche con sei sedie. Luciano Magaldi Sardella

www.letteremeridiane.org
Il teatro-edicola di San Severo conquista il mondo
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The author presented the content as the first part of a video titled "The Sadistic Fury of Master Stallion." He described a scene in which he would humiliate Danisubit with stomps, blows, and scorn, claiming that the other person wanted more of it. He used derogatory terms to refer to Danisubit and invited viewers to watch the full video. #Cavalli #Stalloni #PurosangueItaliano (translated)

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Eleonora Aloise 1w

Eleonora Aloise told the story of the tennis player Yunchaokete Bu, born in 2002 in Xinjiang, in the Mongolian community of Bortala. According to the author, his original name was Buyunchaokete, written all together, because surnames were not used in the community. Aloise added that the ATP would have derived a surname by separating the name and that he was called Bu or Bert. In her story, Bu's father died before his birth, and after his mother remarried and moved away, the child was entrusted to his paternal grandparents. Pastors who did not know Mandarin and lived with limited means, the grandparents sent him to the SOS Children’s Village in Urumqi so that he could study. Aloise wrote that when Bu was five years old, the youth tennis coach Luo Yong arrived at the center to engage the kids in physical activities. In the post, she attributed the discovery of the boy's talent to Lu Yang: according to Aloise's words, Bu was neither the fastest nor the strongest, but the one who worked hardest. The coach then proposed that he transfer to his sports center in Huzhou, 3,000 kilometers from Bortala, and Bu agreed. Aloise described the journey as a series of coincidences and detours, evoking the legendary names of the region and comparing the opportunity Bu received to a letter from Hogwarts. She concluded by suggesting that his more suitable name could be Jangar, the protagonist of the local epic. #tennis #tennis #storia #sport (translated)

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Daniela Cavallo 2w

“Si tratta di un colpo basso ai danni della forza lavoro e, ancora una volta, di un tentativo sfacciato di mettere le mani nelle tasche dei dipendenti”, ha dichiarato ad ARD e ZDF Thorsten Gröger, responsabile di IG Metall per la Bassa Sassonia, mentre Daniela Cavallo, presidente del consiglio di fabbrica, prevede uno “scontro duro”. #Volkswagen #Sindacato #CrisiEconomica

La crisi morde Volkswagen: disdetti dieci contratti collettivi. A rischio accordi su indennità, ferie e orario di lavoro
www.ilfattoquotidiano.it
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Daniela Cavallo 2w

VW-Betriebsratschefin Daniela Cavallo rechnete mit einer „heftigen Auseinandersetzung zum Jahreswechsel“. #Volkswagen #Tarifverträge #Sparmaßnahmen

Volkswagen verschärft Sparkurs und kündigt Tarifverträge
kurier.at
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Marco Setaccioli 2w

The peaceful Russia in 2027 will further increase military spending while cutting school, pensions, and healthcare. While we are abundant with pseudo-intellectual politicians and "openly biased" journalists shouting against war-mongering Europe, solely responsible for the war that, according to them, Russia has suffered rather than declared, Moscow shows its willingness to dialogue by increasing military spending by an additional 27% year on year. This is reported by Reuters, which has seen a draft of the budget that will be presented to the Duma in the coming days. Defense spending is expected to rise to 17.1 trillion rubles (202 billion dollars) compared to the 13.5 trillion planned for 2026, an impressive figure in itself but even more chilling when considering the gap between projected and actual investments. This year, despite forecasts, the final defense budget could come close to 18 trillion, and the count may even be partial, as some expenses are classified and others are included in other chapters. In contrast, funding for social policies, which includes items such as pensions, payments to war veterans, and maternity allowances, will decrease by 7% in 2027. Education funding will decrease by 6% and healthcare by 6.8%, compared to the initial plan. Spending allocated to the "national economy" section, which includes road construction and other infrastructure projects as well as subsidies for agriculture and other sectors, will be reduced by 7.4%. Significant increases in taxes and public utility rates are also expected. The drastic worsening of the financial situation in recent years has forced the Kremlin to drain its financial reserves, increase the deficit, and raise public debt, which in 2027 will continue to grow to 21.7% of GDP - according to Moscow's optimistic forecasts - surpassing the 20% threshold considered "safe" for economic and financial stability. Debt poses a systemic danger given the crazy interest rates the Russian central bank has had to impose to curb runaway inflation. Indeed, 9.4% of the 2027 budget will be spent on debt service, rising to 10.6% by 2029. When someone tells us that peace is not being made because "Europe has not yet appointed its representative for negotiations" or that "Zelensky has banned talks by decree," instead of saying that Russia has so far rejected all ceasefire and truce proposals, that it spends on weapons, in purchasing power terms, as much as our entire continent, and that it already teaches young generations to hate us and how to fight us, we know they are mainly trying to hide from us that to the east there are those who see us and treat us as an enemy and have dedicated their entire economy to our destruction instead of the well-being of their people. (translated)

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rachele 3w

zeudi: “io non sono per nulla romantica, quindi ho deciso di portare scarlett a fare una passeggiata a cavallo sul lungomare al tramonto” #passeggiata #cavallo #tramonto

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Il Post 3w

Nell'episodio 327 del podcast Scuola di vita, Matteo Caccia discute dell'annuncio di Giorgia Meloni riguardo a una legge che introdurrà un numero massimo di studenti stranieri per classe, mentre interludia con storie di insegnanti e studenti a cavallo tra storia e attualità. #Scuola #GiorgiaMeloni #StudentiStranieri

www.ilpost.it
Ep 327 – Scuola di vita
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ANSA.it 4w

Una missione archeologica a Tell el-Abqa'in, vicino ad Alessandria d'Egitto, ha scoperto la tomba di un cavallo, un frammento di stele commemorativa del re Merneptah e vari reperti che rivelano dettagli sulla vita militare e quotidiana durante il regno di Ramses II. #archeologia #Egitto #RamsesII

www.ansa.it
Un cavallo sepolto e la stele di un re rinvenuti vicino ad Alessandria d'Egitto
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lastampa.it 4w

Un team di ricerca cinoamericano ha ricostruito il volto di Equus ovodovi, un antico cavallo estinto risalente a 40.000 anni fa, utilizzando dati genetici e tecniche di anatomia comparata per rivelarne l'aspetto e colmare un secolo di mistero sui suoi resti fossili. #EquusOvovodi #Fossili #RicercaScientifica

www.lastampa.it
Sembrava impossibile ricostruirlo ma grazie a denti e mandibole riemerge un estinto 40 mila anni fa
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Stazione Quinta 4w

Qui invece c’è la dimostrazione pratica della teoria del ferro di cavallo. Alessandro Barbero, parlando dell’AfD: «Preferirei di gran lunga che non ci fosse gente che si commuove vedendo salutare col braccio alzato, però […] su certe cose la pensa come me». Tolta la simbologia che lo respinge, Barbero riconosce la convergenza: no al riarmo europeo, no allo scontro con la Russia... Il cerchio comincia a chiudersi. Estrema destra ed estrema sinistra partono da storie opposte, ma finiscono nello stesso posto: contro l’ordine liberale occidentale, contro l’atlantismo e vicine nel modo in cui guardano le dittature – oggi, la Russia di Putin. #politica #liberalismo #EstremaDestra

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Luciano Magaldi Sardella (PhD) Sep 5

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-rivincita-del-gio-festival-broadway-world-celebra-e-asgue/ SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/08/la-rivincita-del-gio-festival-broadwayworld-celebra-marina-e-foggia/ Il GIO Festival è stato a dir poco snobbato da Rai3 Puglia e da altre testate regionali. Ma il festival dedicato a Umberto Giordano, promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, si è preso una bella rivincita, finendo nella home page di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale dell’opera Marina, andata in scena il 5 giugno scorso al Teatro Umberto Giordano di Foggia. Non è poco, visto che BroadwayWorld è tra i più importanti siti statunitensi dedicati al teatro e allo spettacolo. Lo sbarco oltreoceano dell’opera del grande compositore foggiano non è sfuggito a Luciano Magaldi Sardella, che ha inviato alla redazione di Lettere Meridiane un approfondito e interessante contributo che potete leggere di seguito. Nell’articolo, l’autore ricostruisce con maestria la straordinaria vicenda della prima opera di Giordano, composta nel 1888 e rimasta per 138 anni senza un allestimento scenico, fino alla storica rappresentazione del 5 giugno scorso al Teatro Giordano. Ma soprattutto racconta come la prima edizione del GIO Festival abbia riportato Foggia al centro della scena lirica internazionale, attraverso il ritrovamento e la valorizzazione di Marina, il coinvolgimento di importanti istituzioni musicali e l’attenzione della stampa americana. Una stimolante riflessione sul riscatto culturale e identitario di una città che troppo a lungo ha portato il nome di Giordano sul frontone del proprio teatro senza riuscire a farne leva di visibilità internazionale. (g.i.) + + + + + Ci sono momenti nella storia di una città in cui il passato e il futuro si stringono la mano sul palcoscenico del presente. Foggia ha vissuto uno di questi momenti la sera del 5 giugno 2026, quando il sipario del Teatro Umberto Giordano si è alzato su Marina, un’opera composta nel lontano 1888 da un pressappoco ventunenne di nome Umberto Giordano, ancora studente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. E quella partitura ha finalmente trovato, dopo centotrentotto anni di silenzio, il suo primo respiro scenico nel mondo. “Non è un evento ordinario. È una svolta. Un vuoto colmato. Una storia riscritta.” Umberto Giordano, uno dei più celebri compositori veristi della fin-de-siècle, nato a Foggia, autore di capolavori come Andrea Chénier, Fedora, Siberia, era rimasto fino ad oggi l’unico grande operista italiano senza un festival interamente dedicato alla sua opera. Un paradosso che pesava come un’ingiustizia storica su una città che porta il suo nome inciso sul frontone del proprio teatro più bello. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival, durante la prima edizione del Giordano International Opera Festival. Il manoscritto, custodito nella Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, ha compiuto un viaggio straordinario: dalle biblioteche d’élite della costa est americana al cuore pulsante della Daunia. Nella notte del 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano di Foggia, quel silenzio si è finalmente spezzato. Il GIO Festival è nato a Foggia come un grande nuovo progetto culturale promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia, con l’obiettivo di trasformare l’eredità artistica del compositore verista in un motore di valorizzazione territoriale e turismo culturale. Sotto la direzione artistica della direttrice d’orchestra Gianna Fratta e del violinista Dino De Palma, l’evento colma finalmente un vuoto storico. Il modello di riferimento è esplicito e ambizioso: un progetto ispirato ai grandi festival dedicati ai compositori italiani come il Verdi Festival, il Puccini Festival, il Rossini Opera Festival (e così via…) , pur mantenendo una forte dimensione territoriale e partecipativa. Foggia, in altri termini, si candida ufficialmente al tavolo dei grandi. E lo fa con le credenziali che servono: una prima mondiale scenica irripetibile (parallela a quella concertistica del teatro milanese Dal Verme registrata dalla prestigiosa casa discografica lirica Decca Classics), una produzione operistica di qualità (tutta la macchina organizzativa), istituzioni culturali di primo piano al suo fianco (Teatro dell’Opera di Milano, Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari). Il festival si è avvalso della collaborazione dell’Orchestra del Conservatorio e del Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, della Fondazione dei Monti Uniti e della Fondazione Apulia Felix. Una rete di eccellenze che ha conferito alla manifestazione spessore e risonanza nazionale. Il Teatro Umberto Giordano è uno scrigno ottocentesco di rara bellezza, il più antico teatro funzionante storico a ferro di cavallo in Puglia. Eppure per decenni ha vissuto in una sorta di semiclandestinità culturale, relegato ai margini delle rotte liriche che contano, condannato anche da ritari di lavorazioni che ne hanno bloccato l’utilizzo dal 2007 al 2014, inclusa la recente richiesta di adeguamento antincendio. Inoltre, Qualcuno lo chiamava, con quel misto di condiscendenza e rassegnazione tutta provinciale, “teatro di provincia”, destinato solo a raccogliere la denominazione storica di Umberto Giordano. Quell’etichetta è ora destinata a cadere. È proprio a Foggia che questo piccolo capolavoro giovanile ha visto il suo primo allestimento scenico, inserendo la città nella toponomastica internazionale dell’opera lirica. Un posizionamento che non ha precedenti nella storia recente della città. Il Teatro Giordano ha registrato il tutto esaurito nella storica prima in formato scenico della Marina giordaniana, accogliendo centinaia di spettatori, mentre altrettanti hanno seguito lo spettacolo dall’esterno grazie a un maxi schermo allestito per l’occasione. La produzione ha risposto con piena dignità artistica alle aspettative: l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Sul podio, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia diretta da Matteo Dal Maso. Scene e costumi affidati ad Alfredo Troisi, luci curate da Massimo Russo. Un ensemble di talenti che ha reso onore al nome che il teatro porta con orgoglio. Il sigillo definitivo dell’importanza storica di questo momento è arrivato dall’altra parte dell’Atlantico. Broadway World, la più influente testata mondiale di critica e informazione sullo spettacolo dal vivo, arricchito dalle sue oltre 5,5 visualizzazioni mensili nel mondo, ha dedicato all’evento una copertura esclusiva, pubblicando una galleria fotografica integrale della première mondiale scenica a cura di Chloe Rabinowitz e un approfondimento critico di notevole spessore a cura di Rachel Stone. L’articolo della testata americana ha sottolineato il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale, evidenziando la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore. Il Teatro Umberto Giordano è così approdato per la prima volta sul sito newyorchese affiancandosi a leggendo comer Los Angeles Opera House, Houston Opera, BBC Classical Music at Royal Opera House, e via dicendo. È lì il suo posto naturale. Doveva esserci già da almeno diversi decenni. Ma finora il mondo conosceva Umberto Giordano, ricordandosi i suoi successi milanesi e non l’opera giovanile scritta tra Foggia e il conservatorio di Napoli, la perduta (e poi ritrovata) Marina (1888). Ma sottolineiamolo: non è un dettaglio secondario. Broadway World non dedica gallerie esclusive ai teatri di provincia. Lo fa per gli eventi che spostano le coordinate della storia della musica, dell’opera, del teatro nei circuiti che contano. E questa volta, quelle coordinate si sono spostate su Foggia grazie al GIO Festival, in nome di Umberto Giordano. Ricordiamo per onor di cronaca, o per chi ancora non lo sapesse, che Il GIO Festival è un nuovo e ambizioso evento a cadenza biennale ideato dalla Camera di Commercio di Foggia, con l’obiettivo di celebrare il genio del compositore foggiano Umberto Giordano e trasformarlo in un potente volano di sviluppo per l’intera Capitanata. Biennale significa continuità, progettualità, visione. Significa che Foggia non vuole essere una meteora nel firmamento operistico, ma una presenza stabile e riconoscibile nel panorama dei festival lirici del circuito internazionale. Andrea Chénier, Siberia e Fedora avevano già portato da almeno un secolo il nome di Giordano al Metropolitan Opera House di New York, dove l’opera viene eseguita ancora oggi con grande partecipazione di pubblico. Ora è Foggia stessa, non solo le sue opere sparse per il mondo, a reclamare il proprio “posto al sole”. Il compositore che la sua città aveva faticato a riconoscere in vita, e di cui conserva il nome sul teatro, sulla piazza e sul conservatorio, può diventare finalmente leva di un riscatto culturale, economico e identitario senza precedenti. Il GIO Festival 2026 non è un punto d’arrivo, spero. Dovrebbe essere il primo capitolo di una storia nuova per Foggia, per la Capitanata, per il Mezzogiorno culturale italiano. Il Teatro Umberto Giordano non è più soltanto un gioiello architettonico da preservare: è diventato ora un luogo di creazione e di ispirazione, capace di attrarre l’attenzione della stampa internazionale e di ospitare eventi che entrano nei libri della lirica mondiale. A chi ancora sussurra che Foggia è una città di provincia, la risposta ora è scritta sui palchi del mondo: la sera del 5 giugno 2026, la periferia è diventata centro.

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La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra)
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Bellino Craxi Sep 5

Ho sorriso quando ho letto di Vannacci come cavallo di Troia della Russia in Italia. Più che un cavallo, lo vedo come un figlio #Vannacci #Russia #Italia

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Roberto Vannacci Sep 5

“Xenofobo, omofobo, sessista, misogino, fascista, negazionista, razzista, ignorante, falsificatore, populista, traditore, pagliaccio, buffone, troglodita, fenomeno da baraccone ed ora, cavallo di Troia di Mosca”

Il “me ne frego” di Vannacci alle accuse su Mosca. La clip con la voce di Pavarotti fa arrabbiare la famiglia del tenore
www.ilfattoquotidiano.it
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Il Fatto Quotidiano Sep 5

La famiglia di Luciano Pavarotti si dissocia dall'uso della sua voce in un video di Roberto Vannacci, che risponde alle accuse di essere un cavallo di Troia di Mosca con un messaggio provocatorio, chiudendo con il motto Me ne frego. #Vannacci #Pavarotti #Politica

www.ilfattoquotidiano.it
Il “me ne frego” di Vannacci alle accuse su Mosca. La clip con la voce di Pavarotti fa arrabbiare la famiglia del tenore
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Eurosport IT Sep 4

DOPO 32 ANNI DI ATTESA, LE AZZURRE TORNANO A VINCERE AL MONDIALE 💙🏀 L'Italbasket di coach Capobianco esordisce a Berlino con una vittoria fondamentale per 63-54 sulla Cechia. In attacco, decidono Cecilia Zandalasini (19) e Matilde Villa con 14 punti e le giocate chiave nel break a cavallo degli ultimi due periodi. #Italbasket #Basket #FIBAWWC #Italbasket #Basket #FIBAWWC

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Ander Bruckestand Sep 4

La moglie di Vannacci, travestita da Befana, brinda ai suoi "amici russi, soprattutto a Vladimir, e al cavallo di Troia italiano". La scenetta è di una tristezza ed uno squallore unici. Questa gente non sta bene. https://t.co/dYARqfZJJ7 #politica #satira #attualità

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jacopo iacoboni Sep 4

L'Italia il colabrodo dei visti ai russi per l'Europa: 160mila anche.nel 2025, e dentro spingiamo agenti del GRU, sabotatori e figlie di Putin. Il cavallo di Troia dell'Europa Oggi il retroscena su @LaStampa https://t.co/l4c7MLspBd #Italia #Visti #Europa

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Roberto Vannacci Sep 3

Ora aspetto l'articolo del Financial Times in cui si accuserà il segretario al Tesoro americano (!) di essere il cavallo di Troia della Russia. Dopodomani Futuro Nazionale al 14%. https://t.co/WA1MGgtFHG #Finanza #Politica #Economia

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Roberto Vannacci Sep 3

“Egregio Signore, Le rispondo con mano tremante, avendo appena scoperto di essere un ‘candidato della Manciuria’ inviato dalla Federazione Russa – è l’esordio del leader di Futuro Nazionale – per lamentarmi dei prezzi insostenibili della benzina nel mio Paese, l’Italia. Si affida a testate notoriamente russofobe come l’Ecfr e l’Iai per dipingermi come un ‘Cavallo di Troia’. Onestamente, mi aspettavo di più da Lei”

“Ricostituzione del partito fascista”, la Procura Militare avvia un’indagine su Vannacci
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