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#Gasdotti
Francesca Donato 4w

“Gli USA hanno confermato che il gasdotto saudita Est-Ovest è stato danneggiato. Le stazioni di pompaggio sono state colpite da proiettili provenienti dall'Iraq o dallo Yemen. Di conseguenza, 7 milioni di barili di petrolio al giorno non possono più essere trasportati. I gasdotti #Gasdotto #Petrolio #Conflitto #US #SA #IQ #YE

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giorgio bianchi Sep 8

Suicidio perfetto Di Marco Travaglio Mentre in Sassonia l’AfD sbancava le urne e spianava quel che resta dei vecchi partiti, a Cernobbio il ministro Giorgetti sussurrava la prima ragione del cataclisma che travolge l’Europa: “L’Italia paga le due guerre, in Medio Oriente e in Ucraina, due volte elevato a potenza. Noi ci approvvigionavamo del gas russo, non lo possiamo più fare: ci siamo affidati ad altri fornitori, che hanno difficoltà a fornircelo e a prezzi aumentati. Metà della capacità di raffinazione russa è stata distrutta dagli ucraini e il prezzo del gasolio dipende dal fatto che nessuno lo raffina più”. È la fotografia del suicidio perfetto dell’Ue: prima subisce, poi fomenta e allunga la guerra fra Nato e Russia in Ucraina; rinuncia al gas russo a buon prezzo per comprarlo a costi più alti da regimi uguali o peggiori; si fa distruggere i gasdotti da Kiev continuando a finanziarla (siamo a 220 miliardi: più della quota italiana di Pnrr) e armarla, fornendole i missili che distruggono le raffinerie russe e fanno impazzire i prezzi; e i pochi soldi che restano li butta nel riarmo (su cui già spende il triplo della Russia) e li toglie a salari, sanità, scuola, investimenti produttivi e gestione dei migranti. Il resto lo fa la guerra di Israele&Usa all’Iran, spalleggiata dagli europei con basi aeree e zero sanzioni. I popoli impoveriti e impauriti s’incazzano e s’aggrappano a chi non c’entra nulla con l’Ue: destre estreme e progressisti radicali. E il combinato disposto più povertà-più paura-meno voti ai partiti tradizionali fa impazzire le élite, come Giove che toglie la ragione a chi vuole rovinare. Ecco Paolo Gentiloni su Rep: “Hanno vinto quelli che vogliono farla finita con la memoria dell’Olocausto”, i “nostalgici del nazismo e i filo-putiniani”. Comunque niente di che: quattro baluba di un “Land poco meno popoloso della Calabria, i cui cittadini sono i più anziani e tra i più poveri della Germania”. Ed ecco la ricetta vincente: un succulento mix fra “un’Europa più integrata e forte”, “il messaggio di Mattarella a Cernobbio”, la “difesa comune” contro “l’ostilità russa”, la “pace giusta in Ucraina” e magari, volendo esagerare, l’Agenda Draghi. Questi geni, invece di guardarsi allo specchio per capire perché tutti li odiano, danno la colpa a Putin raccontandosi che la gente li adora, ma appena entra al seggio viene traviata dalle fake news russe e vota male. Quindi va rieducata a suon di insulti (populisti, sovranisti, putiniani, fascisti, nazisti, bifolchi), curata con dosi intensive di Europa, Occidente, Ucraina e riarmo (se “ha stato Putin”, bisogna fargli la guerra) e punita mettendo al bando i suoi punti di riferimento (censure “democratiche”, piazze represse, sanzioni individuali, partiti fuorilegge, elezioni annullate). Con idee così brillanti, cosa potrà mai andare storto? #UE #politica #crisi

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Sabrina F. Sep 7

🚨 LA RUSSIA STRACCIA L'ACCORDO! 🇷🇺 "La #Russia ha interrotto completamente l'erogazione del gas naturale attraverso i suoi gasdotti verso l'#Europa occidentale, con effetto immediato." 🇪🇺 Capo #UE: "Non potete semplicemente congelare mezzo continente! Questa è un'estorsione brutale e spietata!" 🇷🇺 Putin: "Avete trasformato le vostre sanzioni in un'arma contro di noi. Perché dovremmo riscaldare le mani che cercano di strangolarci?" 🇪🇺 Capo UE: "Questo è un atto di guerra economica! Per questo subirete un totale isolamento globale!" 🇷🇺 Putin: "L'isolamento è un mito dell'Occidente. Gli inverni freddi, tuttavia, sono molto reali." - Lord Q #Russia #Europa #Energia

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giorgio bianchi Sep 2

PUTIN FA COSE Di Marco Travaglio A leggere i media che la sanno lunga, nei tre mesi estivi Putin è riuscito in una serie di misfatti che uno normale faticherebbe a perpetrare in 30 anni (anche perché intanto devasta l’Ucraina e avanza in quel che resta del Donbass). L’ultima è stata truccare il referendum islandese sull’Ue (Riotta su Rep: “Spot e notizie false sui social: l’ombra lunga del Cremlino sul trionfo dei No”). Ma questo è niente. Ha spedito droni in tutto il Nord Europa, camuffandoli così bene che non s’è trovata mezza prova, ma si sa che erano russi, specie quelli ucraini. Ha piazzato un drone esplosivo che però non è esploso all’aeroporto di Lipsia e Merz dice che è suo, anche se pure oggi le prove le porta domani (invece per i gasdotti fatti esplodere per davvero dagli ucraini, Kiev va premiata con più soldi e più armi). E chi ha lasciato lì “un deposito d’armi in un bosco vicino Berlino”? “Sospetti sugli 007 di Mosca” (Rep). Ha incendiato “fabbriche d’armi tra Estonia, Bulgaria e Italia”, a Colleferro, dove Crosetto esclude i russi, ma Iacoboni li sgama: “Il Cremlino assolda gang locali per non lasciare impronte” (Stampa). E ha pure scatenato la “disinformazione per influenzare le elezioni in Sassonia-Anhalt con l’Operazione Matrioska” e screditare “Glucksmann, candidato in Francia” (Foglio), che crolla nei sondaggi non perché è una pippa al sugo detestata dai francesi, ma perché non piace a Putin. Ha infiltrato in Slovenia una tal “Viktorija Krivolucka, nata in Russia e amica della presidente Musar”. Ha fatto una capatina a Vagli di Sotto (Garfagnana, 843 abitanti) per apporre una “targa in memoria di Daria Dugina”, simpaticamente assassinata a Mosca dagli ucraini, fra le proteste di Filippo Sensi per lo “scempio” (non l’omicidio: la targa). Ora prepara “attacchi ibridi” su “Isole Svalbard, Isole Aland, Estonia, Gotland e Corridoio di Suwalki” (Corriere), l’invasione dei “Paesi Baltici, la preda più facile per lo Zar”, della Norvegia “cruciale per Putin” (Domani) e della Gran Bretagna (“Londra si prepara a un attacco russo: ‘Lo faranno, è inevitabile’. Scorte d’acqua e cibo in scatola, in arrivo nuovo ‘manuale’, Corriere). Lì, per portarsi avanti, ha già “rubato i dati di 9 milioni di passeggeri” (Rep). Nei ritagli di tempo, “arruola spie-escort da Hollywood alla rete di Epstein” (Iacoboni), senza dimenticare “le falle del sistema Infantino e la rete dai sauditi a Putin per impadronirsi del calcio” (Rep) dopo aver fallito d’un soffio l’operazione Pirlo. Last but not least, ha riempito Ceuta di marocchini coi “canali russi e la macchina delle fake” (Foglio), ma senza avvisare Calenda, che accusa Meloni di “perder tempo su cinque migranti invece di capire cosa fare se Putin attacca l’Europa”. A proposito: ma non era moribondo? #Putin #Ucraina #Disinformazione

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Il Fatto Quotidiano Aug 21

Volodymyr Zhuravlyov, un subacqueo professionista ucraino di 46 anni, è stato arrestato in Croazia mentre si trovava sotto falso nome per girare un film, ed è accusato di aver partecipato al sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, un crimine di cui le autorità polacche si erano rifiutate di estradarlo in precedenza. #Ucraina #NordStream #Croazia

www.ilfattoquotidiano.it
Sub professionista, già sfuggito all’arresto in Polonia: chi è l’ucraino fermato in Croazia per il sabotaggio di Nord Stream
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Il Fatto Quotidiano Aug 19

Un cittadino ucraino, arrestato a Pola, Croazia, è sospettato di aver partecipato agli attentati ai gasdotti Nord Stream nel 2022 e su di lui pende un mandato di arresto europeo emesso dalla Germania. #NordStream #Ucraina #Croazia

www.ilfattoquotidiano.it
Arrestato un cittadino ucraino in Croazia: è sospettato degli attentati ai gasdotti Nord Stream del 2022
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Il Post Aug 19

La polizia croata ha arrestato un uomo ucraino, Vladimir Z., sospettato di aver posizionato le esplosioni che nel 2022 hanno danneggiato i gasdotti Nord Stream, in esecuzione di un mandato di arresto europeo emesso dalla Germania, rendendolo il terzo cittadino ucraino arrestato in relazione al sabotaggio. #NordStream #Sabotaggio #Ucraina

www.ilpost.it
Un altro uomo ucraino sospettato del sabotaggio dei gasdotti Nord Stream è stato arrestato in Croazia
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Il Fatto Quotidiano Jul 28

Un gruppo di manifestanti ha assaltato l'hub del gas di Mellitah in Libia, causando il blocco della produzione e interrompendo il flusso dei gasdotti verso le centrali elettriche, mentre si chiedono migliori servizi energetici e le dimissioni del governo di Abdul Hamid Dbeibah. #Libia #Gas #Eni

www.ilfattoquotidiano.it
Libia, manifestanti assaltano l’hub del gas di Mellitah: “Completo arresto della produzione”
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Alessandro Di Battista Jul 2

Per anni chiunque ha posto domande sul sabotaggio dei gasdotti è stato deriso e bollato come “filo-putiniano”, “filo-russo”, “complottista”. Ma avevamo ragione noi. Leggete qui 👉 https://t.co/hA0itsykaF e iscrivetevi al mio canale Substack https://t.co/rbBZBflnlb #Gasdotti #Complottismo #FiloRusso #IT #RU

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Peter Gomez Jul 2

Nord Stream, France Press: “Per la Germania il sabotaggio dei gasdotti fu commissionato dalle autorità ucraine” https://t.co/ocejbSGdQf #NordStream #Ucraina #Gasdotti #DE #UA #FR

Il Messaggero Jun 24

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha accusato gli Stati Uniti di pianificare l'acquisizione del controllo della parte europea dei gasdotti Nord Stream per rivendere il gas russo, criticando al contempo l'ipocrisia delle diplomazie occidentali e ribadendo le condizioni russe per una risoluzione della crisi in Ucraina, tra cui il riconoscimento dello status neutrale dell'Ucraina e l'abrogazione delle leggi discriminatorie contro i russi. #NordStream #Lavrov #Ucraina

www.ilmessaggero.it
Lavrov: «Gli Usa vogliono il controllo del Nord Stream per rivendere il gas russo». E Mosca fissa le condizioni per la pace
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Marco Setaccioli Jun 17

Ho inviato una lettera al Direttore del Messaggero per richiedere la rettifica di un articolo incredibile scritto da una delle tante penne particolarmente sensibili alle ragioni di Putin, tal Enrico Scoccimarro. Secondo l’autore la Russia avrebbe stravinto all’Aja, presso il tribunale internazionale basato sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS), in un giudizio che sancirebbe ora la legittimità dell’occupazione della Crimea, della costruzione del Ponte di Kerch e del principio secondo cui le acque del Mar D’Azov sarebbero esclusivamente russe. Peccato che sia vero esattamente il contrario e che la versione riportata senza vergogna su una testata nazionale sia il copia e incolla del comunicato emesso dalla Federazione Russa. Nel pezzo si legge ad esempio che “il tribunale ha stabilito che lo Stretto di Kerch e il Mar d'Azov devono essere considerati acque interne, confermando la giurisdizione russa su tali aree”. In realtà il tribunale ha smontato questa tesi: «The Arbitral Tribunal thus cannot accept the Russian Federation's argument... and rejects the Russian Federation's first general objection». A rafforzamento di questo, la Russia sosteneva anche che dopo l'annessione illegale delle regioni di Donetsk, Zaporizhzhia e Kherson nel 2022 fosse cambiato lo status sovrano. Il tribunale ha respinto anche questo punto («rejects the Russian Federation's third general objection»), riaffermando che la giurisdizione si basa sulla situazione del 2016, quando entrambi i paesi erano indiscutibilmente Stati costieri legittimi del Mar d'Azov. Nell’articolo è anche scritto che “il collegio arbitrale ha respinto anche le pretese ucraine relative allo sfruttamento delle risorse naturali, negando a Kiev il controllo sulle attività estrattive e sulle riserve ittiche presenti in quelle acque”. Una versione manipolata che spaccia per diniego, quella che è piuttosto una dichiarazione di incompetenza da parte del tribunale. L'UNCLOS (la Convenzione ONU sul diritto del mare) ha respinto le richieste ucraine, non perché infondate, ma perché non ha l'autorità legale per stabilire a quale Stato appartenga un territorio terrestre (la Crimea). A questo proposito Scoccimarro scrive anche che “la Corte ha negato che l'integrazione delle regioni di Donetsk, Luhansk, Zaporizhia e Kherson, avvenuta negli ultimi anni, rappresenti una violazione del diritto internazionale in questo contesto marittimo”. Altra manipolazione, che lascia intendere una legittimazione delle annessioni da parte dei giudici, le quali invece, nel ritenere le acque del Mar D’Azov ancora condivise è stata di fatto palesemente esclusa. Nell’articolo infine è scritto che “la Corte ha sottolineato che anche l'Ucraina non ha rispettato integralmente i propri obblighi di cooperazione internazionale necessari alla tutela dell'ambiente marino”. Ma non si trova traccia delle violazioni del diritto internazionale marittimo da parte russa nella costruzione del ponte di Kerch, elemento che si evince in ben tre punti del dispositivo. In particolare al punto 5 si legge: «Decides, unanimously, that the Russian Federation violated Article 206 of the Convention...» (La Russia ha violato l'obbligo di valutazione di impatto ambientale per il ponte di Crimea, i cavi elettrici e i gasdotti). Al punto 6 è scritto: «...violated Articles 205 and 206... by failing to publish reports...» (Ha violato l'obbligo di pubblicare e trasmettere i rapporti ambientali). Infine il punto 7: «...violated Articles 123, 192, and 194... and by failing to fulfil its duty to cooperate...» (Ha violato l'obbligo generale di protezione dell'ambiente marino e, soprattutto, ha violato il dovere di cooperazione con l'Ucraina). Dal momento che Scoccimarro non è nuovo a simili vergognose violazioni del codice deontologico, ho chiesto esplicitamente la rettifica. In caso di inadempienza procederò alla segnalazione al collegio di disciplina dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, nel cui elenco è iscritto. #Russia #Ucraina #DirittiUmani

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nello scavo May 30

#Russia cerca varchi nel sottosuolo. Missioni disumane nei gasdotti: costretti per giorni a strisciare tra fanghi tossici e cadaveri. Chi si rifiuta viene picchiato e spinto dentro, tra deliri e suicidi. @nelloscavo inviato in #Ucraina @Avvenire_Nei https://t.co/sZmc96Efvm #Russia #Ucraina #gasdotti #RU #UA

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nello scavo May 30

#Russia cerca varchi nel sottosuolo. Missioni disumane nei gasdotti: costretti per giorni a strisciare tra fanghi e sostanze tossiche.Chi si rifiuta viene picchiato e spinto dentro, tra cadaveri e deliri. @nelloscavo inviato in #Ucraina @Avvenire_Nei https://t.co/sZmc96Efvm #Russia #Ucraina #dirittiumani #RU #UA

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La Repubblica.it May 5

La guerra in Iran ha spinto i Paesi del Golfo a cercare alternative allo Stretto di Hormuz, riattivando vecchi progetti per oleodotti e gasdotti terrestri e progettando nuovi corridoi, nonostante i vincoli finanziari e politici che ostacolano le soluzioni rapide. #IranWar #EnergyInfrastructure #MiddleEastEconomics

www.repubblica.it
Vecchi oleodotti, ferrovie e canali futuristici: il Golfo cerca nuove rotte per bypassare Hormuz
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