WRLD

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#IPE
Meio Independente 8h

Meio Independente stated that, according to Ipespe, voters of Flávio Bolsonaro (PL) were more inclined to go to the polls than those of Lula (PT), despite the president's aggressive campaign. The publication reported that 51% of Flávio's voters had the highest likelihood of attending, compared to 45% of Lula's voters; 4% answered blank, null, did not know, or did not respond. https://t.co/g7XRirbAQI #Eleições2023 #Brasil #Lula (translated)

1804
chrzanik 11h

Chrzanik responded to Monika Piątkowska's statement directed at Łukasz. Piątkowska was said to have indicated that everything pointed to his presidency, and announced that she and the members of the Civic Coalition would be watching him closely. The author of the post wrote that Monika Piątkowska might succeed next time. https://t.co/IpE9EH73Zi #Polska #Polityka #KoalicjaObywatelska (translated)

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JH Fonseca 2d

JH Fonseca stated that a survey by IPESPE released that day showed Flávio with 52.7% and Lula with 47.3%, and predicted that the difference would increase. He also said that people were tired of Lula, whom he accused of corruption, and described the first lady as someone who spent too much. #eleições2024 #politica #corrupção (translated)

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BTS ARMY Colombia⁷ 🇨🇴 5d

BTS ARMY Colombia reported that the two performances of BTS at the Nemesio Camacho El Campín stadium brought together more than 100,000 people and generated nearly $99 billion for Bogotá, with an impact on accommodation, gastronomy, commerce, and transportation. According to the publication, 18.4% of attendees came from other countries, mainly Ecuador, Mexico, Venezuela, and Central America, while 25% of the tickets were purchased by people from other regions of Colombia. In total, about 43% of the audience came from outside Bogotá. Flight bookings to the city increased by 46.6% compared to the same period last year, the account added. The publication quoted the District Secretary of Government, Gustavo Quintero, who highlighted the contribution of such events to the economy, employment, tourism, and the international positioning of Bogotá, as well as their role in strengthening the sense of belonging. It also noted that during the two days, a security, mobility, risk management, and public space operation was coordinated. The Secretariats of Government, Security and Mobility, IDIGER, IPES, DADEP, the Metropolitan Police of Bogotá, and the Local Mayor's Office of Teusaquillo participated. The information was attributed to the District Secretary of Government. https://t.co/E9mkt0cmh8 #BogotáRecibeABTS #ARMYColombia #BTS #Bogotá #Economía (translated)

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Paola 2w

C'è una bionda a #lavitaindiretta con ipersecrezione acuta di bile indotta da collera repressa. La paziente ha superato la soglia di tolleranza ed è entrata in modalità risatina isterica omeostatica. Urge ricovero immediato. #garlasco #sanità #salute #psicologia

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Gianluca Di Marzio 2w

.@realmadrid, Mbappé fuori 10/12 giorni per un'ipertensione della capsula del ginocchio sinistro: i dettagli https://t.co/304YcaNTt9 #Mbappé #RealMadrid #infortunio #None

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Eduardo Inda 2w

El marido de la ministra Saiz, condenado por apalear a tres agentes municipales en San Fermín, es policía foral. https://t.co/ipEcMO92TX #SanFermín #policía #justicia #ES

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Boca Juniors - La12Tuittera 2w

✅LEO FLORES hoy PRESENTE en la práctica de #Boca, donde si está OK, será TITULAR el domingo vs Racing. https://t.co/iPEROwHXUD #Boca #Racing #Fútbol

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Christophe Barraud🛢🐳 3w

🇨🇳 🌎 #China’s share of global container exports soars to 40% - Financial Times https://t.co/ipENw7gEVg https://t.co/3vypoJ5rks #China #ContainerExports #GlobalTrade #CN

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Luciano Magaldi Sardella (PhD) 3w

"FOGGIA SERA": DA SAN SEVERO ALLA STANFORD UNIVERSITY: LA "RIVOLUZIONE A SEI POSTI" DEL TEATRO EDICOLA SOURCE: https://foggiasera.it/2026/09/19/da-san-severo-alla-stanford-university-la-rivoluzione-a-sei-posti-del-teatro-edicola-by-luciano-magaldi-sardella/ SAN SEVERO (FG) - La Stanford Social Innovation Review (SSIR), la rivista accademica pubblicata dallo Stanford Center on Philanthropy and Civil Society della prestigiosa Stanford University, la seconda al mondo nello Shanghai Ranking of World Universities, è il punto di riferimento mondiale per ricercatori, policy maker e operatori dell'imprenditoria innovativa e della filantropia che ha pubblicato il reportage "The Six-Seat Revolution" sul Teatro Edicola di San Severo, il teatro più piccolo del mondo nato dall'intuizione di Francesco Gravino, direttore artistico della compagnia Foyer '97. A firmarlo è Luciano Magaldi Sardella, ricercatore indipendente e giornalista internazionale, originario di Orta Nova con radici materne sanseveresi, già autore di studi pubblicati su riviste accademiche internazionali. Il pezzo è apparso nell'edizione settembrina (Fall 2026) della review accademica, nell'ambito della sezione dedicata ad Arti e Cultura. Una presenza che proietta San Severo, e più in generale la Capitanata, nell'élite internazionale della ricerca sull'innovazione culturale e urbana. Il teatro nasce da una edicola dismessa Tutto comincia il 27 marzo 2026, Giornata Mondiale del Teatro, in Piazza Municipio a San Severo. Un'edicola inutilizzata da anni in via Matteo Tondi apre la sua saracinesca per rivelare, al posto di giornali e sigarette, un attore in scena. Dentro: sei sedie. Ogni quindici minuti, un nuovo pubblico prende posto. Prendendo ispirazione dal formato televisivo di Edicola Fiore del noto presentatore siciliano di di radio e tv, nasce il Teatro Edicola, una struttura ormai mediaticamente riconosciuta come il teatro più piccolo al mondo per dimensioni e capienza: quattro metri quadrati complessivi, con uno spazio scenico inferiore ai due metri. Gravino guida la Foyer '97 da quasi trent'anni, costruendo un percorso artistico esigente in un contesto, quello dell'Italia meridionale, storicamente penalizzato dal punto di vista dei finanziamenti pubblici alla cultura. Eppure, quando ha visto quella edicola vuota, ha scelto la strada della provocazione: trasformare il minimo indispensabile in un manifesto sul senso stesso del teatro. Il modello e i suoi effetti misurabili La stagione inaugurale è durata tre giorni. Tutti gli spettacoli sono andati esauriti. In un solo pomeriggio, oltre sessanta persone hanno assistito alle rappresentazioni. Il costo dell'intera operazione pilota è stato inferiore ai tremila dollari. La formula è radicale nei suoi elementi costitutivi: spettacoli della durata di cinque-dodici minuti, pensati appositamente per lo spazio rotazione del pubblico ogni quindici minuti contatto visivo diretto e inevitabile tra attore e spettatore nessuna distanza architettonica o psicologica tra scena e platea biglietto proposto a cinque euro a persona, con un modello economico ibrido che prevede supporto municipale, sponsor locali e ricavi da botteghino. Secondo l'analisi pubblicata sulla Stanford Social Innovation Review, il Teatro Edicola rappresenta un modello replicabile di rigenerazione urbana a basso costo e alto impatto, in grado di riattivare spazi commerciali abbandonati (edicole, tabaccherie, cabine telefoniche) senza necessità di grandi investimenti infrastrutturali. La voce di chi ha costruito tutto Francesco Gravino non ha dubbi sul senso dell'operazione: «Non servono grandi teatri per cambiare un pezzo di città. Serve una buona idea e il coraggio di restituire alla collettività uno spazio che ha perso la sua funzione». E sulla portata del riconoscimento internazionale: «Teatro Edicola nasce per dimostrare che un luogo di incontro e cultura può nascere dovunque, anche in due metri quadrati. Che oggi questo lavoro venga studiato a livello internazionale e che arrivino richieste di informazioni da città come Lucca e Roma è la conferma che la strada è quella giusta». Il regista ha anche spiegato la scelta simbolica del luogo: l'edicola era il punto in cui ogni mattina ci si fermava, ci si aggiornava, ci si riconosceva come comunità. La sua scomparsa ha lacerato una trama sociale precisa. Restituirle una funzione culturale significa ricucire quel tessuto da dove si era strappato. Le sfide: scalabilità, riconoscimento istituzionale, radicamento Il reportage della SSIR non si limita a celebrare il progetto ma analizza anche i nodi critici. Il primo è la sostenibilità nel tempo: un'attivazione di tre giorni, per quanto riuscita, non costituisce ancora un programma stabile, una vera e propria programmazione stagionale (weekend dalla primavera all'autunno) con un roster rotante di compagnie locali e regionali. Il secondo nodo riguarda la replicabilità senza perdita d'identità: il Teatro Edicola funziona anche grazie alle radici profonde della Foyer '97 nel territorio sanseverese. Trapiantare il modello altrove richiede non solo un kit fisico, ma un intero processo di costruzione comunitaria. Il terzo ostacolo è istituzionale: in un sistema di finanziamento pubblico che premia le organizzazioni con sedi consolidate e metriche di output prevedibili, un progetto deliberatamente sperimentale, iperlocalista e per sua natura impermanente fatica ad accedere ai canali ordinari del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) del Ministero della Cultura. Una lezione che viaggia oltre la Puglia Nella "Stanford Social Innovation Review" l'autore conclude che le intuizioni del Teatro Edicola trascendono il contesto sanseverese: in qualsiasi comunità in cui le istituzioni culturali faticano a raggiungere pubblici giovani, diversi o economicamente marginali, il principio della prossimità si rivela dirompente: incontrare le persone dove già si trovano, negli spazi che abitano quotidianamente. Dal popoloso centro della Daunia alle pagine della Stanford University: San Severo e la sua edicola dimostrano che sei sedie, quattro metri quadrati e una visione sono sufficienti per cambiare il modo in cui una città pensa sé stessa. E per offrire al mondo un modello che costa meno di quanto si creda ma vale molto di più di quanto si immagini.

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Luciano Magaldi Sardella (PhD) 3w

"PUGLIA IN": DA SAN SEVERO ALLA STANFORD UNIVERSITY: LA "RIVOLUZIONE A SEI POSTI" DEL TEATRO EDICOLA SOURCE: https://www.pugliain.net/301723-san-severo-teatro-edicola/ SAN SEVERO (FG) - La "Stanford Social Innovation Review (SSIR)", la rivista accademica pubblicata dallo "Stanford Center on Philanthropy and Civil Society" della prestigiosa Stanford University, la seconda al mondo nello Shanghai Ranking of World Universities, è il punto di riferimento mondiale per ricercatori, policy maker e operatori dell’imprenditoria innovativa e della filantropia che ha pubblicato il reportage “The Six-Seat Revolution” sul Teatro Edicola di San Severo, il teatro più piccolo del mondo nato dall’intuizione di Francesco Gravino, direttore artistico della compagnia Foyer ’97. A firmarlo è Luciano Magaldi Sardella (nella foto in alto), ricercatore indipendente e giornalista internazionale, originario di Orta Nova con radici materne sanseveresi, già autore di studi pubblicati su riviste accademiche internazionali. Il pezzo è apparso nell’edizione settembrina (Fall 2026) della review accademica, nell’ambito della sezione dedicata ad Arti e Cultura. Una presenza che proietta San Severo, e più in generale la Capitanata, nell’élite internazionale della ricerca sull’innovazione culturale e urbana. Il teatro nasce da una edicola dismessa Tutto comincia il 27 marzo 2026, Giornata Mondiale del Teatro, in Piazza Municipio a San Severo. Un’edicola inutilizzata da anni in via Matteo Tondi apre la sua saracinesca per rivelare, al posto di giornali e sigarette, un attore in scena. Dentro: sei sedie. Ogni quindici minuti, un nuovo pubblico prende posto. Prendendo ispirazione dal formato televisivo di Edicola Fiore del noto presentatore siciliano di di radio e tv, nasce il Teatro Edicola, una struttura ormai mediaticamente riconosciuta come il teatro più piccolo al mondo per dimensioni e capienza: quattro metri quadrati complessivi, con uno spazio scenico inferiore ai due metri. Gravino guida la Foyer ’97 da quasi trent’anni, costruendo un percorso artistico esigente in un contesto, quello dell’Italia meridionale, storicamente penalizzato dal punto di vista dei finanziamenti pubblici alla cultura. Eppure, quando ha visto quella edicola vuota, ha scelto la strada della provocazione: trasformare il minimo indispensabile in un manifesto sul senso stesso del teatro. Il modello e i suoi effetti misurabili La stagione inaugurale è durata tre giorni. Tutti gli spettacoli sono andati esauriti. In un solo pomeriggio, oltre sessanta persone hanno assistito alle rappresentazioni. Il costo dell’intera operazione pilota è stato inferiore ai tremila dollari. La formula è radicale nei suoi elementi costitutivi: spettacoli della durata di cinque-dodici minuti, pensati appositamente per lo spazio rotazione del pubblico ogni quindici minuti contatto visivo diretto e inevitabile tra attore e spettatore nessuna distanza architettonica o psicologica tra scena e platea biglietto proposto a cinque euro a persona, con un modello economico ibrido che prevede supporto municipale, sponsor locali e ricavi da botteghino Secondo l’analisi pubblicata sulla Stanford Social Innovation Review, il Teatro Edicola rappresenta un modello replicabile di rigenerazione urbana a basso costo e alto impatto, in grado di riattivare spazi commerciali abbandonati (edicole, tabaccherie, cabine telefoniche) senza necessità di grandi investimenti infrastrutturali. La voce di chi ha costruito tutto Francesco Gravino non ha dubbi sul senso dell’operazione: «Non servono grandi teatri per cambiare un pezzo di città. Serve una buona idea e il coraggio di restituire alla collettività uno spazio che ha perso la sua funzione». E sulla portata del riconoscimento internazionale: «Teatro Edicola nasce per dimostrare che un luogo di incontro e cultura può nascere dovunque, anche in due metri quadrati. Che oggi questo lavoro venga studiato a livello internazionale e che arrivino richieste di informazioni da città come Lucca e Roma è la conferma che la strada è quella giusta». Il regista ha anche spiegato la scelta simbolica del luogo: l’edicola era il punto in cui ogni mattina ci si fermava, ci si aggiornava, ci si riconosceva come comunità. La sua scomparsa ha lacerato una trama sociale precisa. Restituirle una funzione culturale significa ricucire quel tessuto da dove si era strappato. Le sfide: scalabilità, riconoscimento istituzionale, radicamento Il reportage della SSIR non si limita a celebrare il progetto ma analizza anche i nodi critici. Il primo è la sostenibilità nel tempo: un’attivazione di tre giorni, per quanto riuscita, non costituisce ancora un programma stabile, una vera e propria programmazione stagionale (weekend dalla primavera all’autunno) con un roster rotante di compagnie locali e regionali. Il secondo nodo riguarda la replicabilità senza perdita d’identità: il Teatro Edicola funziona anche grazie alle radici profonde della Foyer ’97 nel territorio sanseverese. Trapiantare il modello altrove richiede non solo un kit fisico, ma un intero processo di costruzione comunitaria. Il terzo ostacolo è istituzionale: in un sistema di finanziamento pubblico che premia le organizzazioni con sedi consolidate e metriche di output prevedibili, un progetto deliberatamente sperimentale, iperlocalista e per sua natura impermanente fatica ad accedere ai canali ordinari del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) del Ministero della Cultura. Una lezione che viaggia oltre la Puglia Nella "Stanford Social Innovation Review" l’autore conclude che le intuizioni del Teatro Edicola trascendono il contesto sanseverese: in qualsiasi comunità in cui le istituzioni culturali faticano a raggiungere pubblici giovani, diversi o economicamente marginali, il principio della prossimità si rivela dirompente: incontrare le persone dove già si trovano, negli spazi che abitano quotidianamente. Dal popoloso centro della Daunia alle pagine della Stanford University: San Severo e la sua edicola dimostrano che sei sedie, quattro metri quadrati e una visione sono sufficienti per cambiare il modo in cui una città pensa sé stessa. E per offrire al mondo un modello che costa meno di quanto si creda ma vale molto di più di quanto si immagini.

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Da San Severo alla Stanford University: la “Rivoluzione a Sei Posti” del Teatro Edicola
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Luciano Magaldi Sardella (PhD) 3w

CIVICO 93": DA SAN SEVERO ALLA STANFORD UNIVERSITY: LA "RIVOLUZIONE A SEI POSTI" DEL TEATRO EDICOLA" SOURCE: https://www.civico93.it/da-san-severo-alla-stanford-university-la-rivoluzione-a-sei-posti-del-teatro-edicola/ SAN SEVERO (FG) - Il reportage accademico di Luciano Magaldi Sardella sul microteatro di Francesco Gravino approda sulla rivista più autorevole al mondo in materia di innovazione sociale: sei sedie e quattro metri quadrati che cambiano il modo di pensare il teatro e la città. La Stanford Social Innovation Review (SSIR), la rivista accademica pubblicata dallo Stanford Center on Philanthropy and Civil Society della prestigiosa Stanford University, la seconda al mondo nello "Shanghai Ranking of World Universities", è il punto di riferimento mondiale per ricercatori, policy maker e operatori dell'imprenditoria innovativa e della filantropia che ha pubblicato il reportage "The Six-Seat Revolution" sul Teatro Edicola di San Severo, il teatro più piccolo del mondo nato dall'intuizione di Francesco Gravino, direttore artistico della compagnia Foyer '97. A firmarlo è Luciano Magaldi Sardella, ricercatore indipendente e giornalista internazionale, originario di Orta Nova con radici materne sanseveresi, già autore di studi pubblicati su riviste accademiche internazionali. Il pezzo è apparso nell'edizione settembrina (Fall 2026) della review accademica, nell'ambito della sezione dedicata ad Arti e Cultura. Una presenza che proietta San Severo, e più in generale la Capitanata, nell'élite internazionale della ricerca sull'innovazione culturale e urbana. Il teatro nasce da una edicola dismessa Tutto comincia il 27 marzo 2026, Giornata Mondiale del Teatro, in Piazza Municipio a San Severo. Un'edicola inutilizzata da anni in via Matteo Tondi apre la sua saracinesca per rivelare, al posto di giornali e sigarette, un attore in scena. Dentro: sei sedie. Ogni quindici minuti, un nuovo pubblico prende posto. Prendendo ispirazione dal formato televisivo di Edicola Fiore del noto presentatore siciliano di di radio e tv, nasce il Teatro Edicola, una struttura ormai mediaticamente riconosciuta come il teatro più piccolo al mondo per dimensioni e capienza: quattro metri quadrati complessivi, con uno spazio scenico inferiore ai due metri. Gravino guida la Foyer '97 da quasi trent'anni, costruendo un percorso artistico esigente in un contesto, quello dell'Italia meridionale, storicamente penalizzato dal punto di vista dei finanziamenti pubblici alla cultura. Eppure, quando ha visto quella edicola vuota, ha scelto la strada della provocazione: trasformare il minimo indispensabile in un manifesto sul senso stesso del teatro. Gravino guida la Foyer '97 da quasi trent'anni, costruendo un percorso artistico esigente in un contesto, quello dell'Italia meridionale, storicamente penalizzato dal punto di vista dei finanziamenti pubblici alla cultura. Eppure, quando ha visto quella edicola vuota, ha scelto la strada della provocazione: trasformare il minimo indispensabile in un manifesto sul senso stesso del teatro. Il modello e i suoi effetti misurabili La stagione inaugurale è durata tre giorni. Tutti gli spettacoli sono andati esauriti. In un solo pomeriggio, oltre sessanta persone hanno assistito alle rappresentazioni. Il costo dell'intera operazione pilota è stato inferiore ai tremila dollari. La formula è radicale nei suoi elementi costitutivi: ● spettacoli della durata di cinque-dodici minuti, pensati appositamente per lo spazio ● rotazione del pubblico ogni quindici minuti ● contatto visivo diretto e inevitabile tra attore e spettatore ● nessuna distanza architettonica o psicologica tra scena e platea ● biglietto proposto a cinque euro a persona, con un modello economico ibrido che prevede supporto municipale, sponsor locali e ricavi da botteghino Secondo l'analisi pubblicata sulla Stanford Social Innovation Review, il Teatro Edicola rappresenta un modello replicabile di rigenerazione urbana a basso costo e alto impatto, in grado di riattivare spazi commerciali abbandonati (edicole, tabaccherie, cabine telefoniche) senza necessità di grandi investimenti infrastrutturali. La voce di chi ha costruito tutto Francesco Gravino non ha dubbi sul senso dell'operazione: «Non servono grandi teatri per cambiare un pezzo di città. Serve una buona idea e il coraggio di restituire alla collettività uno spazio che ha perso la sua funzione». E sulla portata del riconoscimento internazionale: «Teatro Edicola nasce per dimostrare che un luogo di incontro e cultura può nascere dovunque, anche in due metri quadrati. Che oggi questo lavoro venga studiato a livello internazionale e che arrivino richieste di informazioni da città come Lucca e Roma è la conferma che la strada è quella giusta». Il regista ha anche spiegato la scelta simbolica del luogo: l'edicola era il punto in cui ogni mattina ci si fermava, ci si aggiornava, ci si riconosceva come comunità. La sua scomparsa ha lacerato una trama sociale precisa. Restituirle una funzione culturale significa ricucire quel tessuto da dove si era strappato. Le sfide: scalabilità, riconoscimento istituzionale, radicamento Il reportage della SSIR non si limita a celebrare il progetto ma analizza anche i nodi critici. Il primo è la sostenibilità nel tempo: un'attivazione di tre giorni, per quanto riuscita, non costituisce ancora un programma stabile, una vera e propria programmazione stagionale (weekend dalla primavera all'autunno) con un roster rotante di compagnie locali e regionali. Il secondo nodo riguarda la replicabilità senza perdita d'identità: il Teatro Edicola funziona anche grazie alle radici profonde della Foyer '97 nel territorio sanseverese. Trapiantare il modello altrove richiede non solo un kit fisico, ma un intero processo di costruzione comunitaria. Il terzo ostacolo è istituzionale: in un sistema di finanziamento pubblico che premia le organizzazioni con sedi consolidate e metriche di output prevedibili, un progetto deliberatamente sperimentale, iperlocalista e per sua natura impermanente fatica ad accedere ai canali ordinari del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) del Ministero della Cultura. Una lezione che viaggia oltre la Puglia Nella Stanford Social Innovation Review l'autore conclude che le intuizioni del Teatro Edicola trascendono il contesto sanseverese: in qualsiasi comunità in cui le istituzioni culturali faticano a raggiungere pubblici giovani, diversi o economicamente marginali, il principio della prossimità si rivela dirompente: incontrare le persone dove già si trovano, negli spazi che abitano quotidianamente. Dal popoloso centro della Daunia alle pagine della Stanford University: San Severo e la sua edicola dimostrano che sei sedie, quattro metri quadrati e una visione sono sufficienti per cambiare il modo in cui una città pensa sé stessa. E per offrire al mondo un modello che costa meno di quanto si creda ma vale molto di più di quanto si immagini.

www.civico93.it
DA SAN SEVERO ALLA STANFORD UNIVERSITY: LA “RIVOLUZIONE A SEI POSTI” DEL TEATRO EDICOLA - Civico93 | Be original
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Daniella Marques 4w

Quem não cuida das contas não cuida das pessoas, simples assim! Até o Ipea avalia que precisamos trocar de presidente da República. Vamos juntos com @flaviobolsonaro 2️⃣2️⃣. https://t.co/1AgusU7fry #Política #Economia #Eleições2022

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NRC Sep 10

In haar opiniestuk betoogt Roxane van Iperen dat de opkomst van kunstmatige intelligentie en sociale media de menselijke aandacht en ons vermogen tot kritisch denken bedreigt, waardoor universiteiten een radicalere visie moeten ontwikkelen op de hedendaagse realiteit. #KunstmatigeIntelligentier #Onderwijs #Cultuur

www.nrc.nl
Als we ruimte geven aan de menselijke rafelranden, komen we los van het AI-infuus
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LISA BRASIL Sep 9

Confira as sessões de ALWAYS LALISA no Brasil, ordenadas em ordem alfabética pelo nome dos estados. Até o momento desta publicação, apenas o estado do Piauí não possui sessões. TODOS OS OUTROS ESTADOS, além do Distrito Federal, terão sessões de ALWAYS LALISA. Nem todos os estados terão sessões no dia 12/09 (estreia). — Acre, Rio Branco Cine Araújo Rio Branco — Alagoas, Maceió Cinesystem Maceió Kinoplex Maceió — Amapá, Macapá Cinépolis Amapá Garden Shopping, Macapá — Amazonas, Manaus UCI Manauara UCI Sumaúma — Bahia, Juazeiro Cinemark Juazeiro da Bahia — Bahia, Salvador Cinemark Salvador — Ceará, Fortaleza Cinépolis Rio Mar UCI Kinoplex Iguatemi Fortaleza UCI Parangaba — Distrito Federal, Brasília Cinemark Iguatemi Brasília Cinemark Pier 21 Cinemark Taguatinga Kinoplex ParkShopping — Espírito Santo, Vila Velha Cinemark Vila Velha Kinoplex Praia da Costa — Espírito Santo, Vitória Cinemark Vitória — Goiás, Goiânia Cinemark Flamboyant - Goiânia Kinoplex Goiânia — Maranhão, Imperatriz Cinesystem Imperatriz — Maranhão, São Luis Cinépolis São Luis — Mato Grosso, Cuiabá Cine Araújo Multiplex Pantanal — Mato Grosso do Sul, Campo Grande Cinemark Campo Grande UCI Bosque dos Ipes — Minas Gerais, Belo Horizonte Cinemark BH Shopping Cinemark Pátio Savassi — Minas Gerais, Juiz de Fora UCI Kinoplex Independência — Minas Gerais, Uberlândia Cinépolis Uberlândia — Pará, Ananindeua Cinesystem Ananindeua — Pará, Belém Cinépolis Boulevard Belém UCI Bosque Grão Pará — Pará, Santarém Cinesystem Santarém (Rio Tapajós Shopping) — Paraíba, João Pessoa Cinépolis Manaira Shopping — Paraná, Curitiba Cinemark Mueller Cinépolis Jockey Plaza Curitiba UCI Estação UCI Palladium — Paraná, Foz do Iguaçu Cinemark Foz do Iguaçu — Paraná, Ponta Grossa Cine Araújo Ponta Grossa — Pernambuco, Recife Cinemark RioMar Recife UCI Kinoplex Recife Delux UCI Kinoplex Tacaruna — Rio de Janeiro, Cabo Frio Cine Araújo Multiplex Park Lagos — Rio de Janeiro, Campo dos Goytacazes Cine Araújo - Multiplex Partage Campos Shopping — Rio de Janeiro, Duque de Caxias Cine Araújo Duque de Caxias — Rio de Janeiro, Niterói Cinemark Plaza Shopping Niterói — Rio de Janeiro, Nova Iguaçu Kinoplex Nova Iguaçu — Rio de Janeiro, Rio de Janeiro Cinemark Carioca Shopping Cinemark Downtown Cinemark Metropolitano Barra Kinoplex Nova América Kinoplex RioSul UCI Kinoplex Norte Shopping UCI New York City Center UCI Park Campo Grande UCI Park Jacarepagua — Rio Grande do Norte, Natal Cinemark Natal Cinépolis Natal Shopping — Rio Grande do Sul, Canoas Cinemark Canoas UCI ParkShopping Canoas — Rio Grande do Sul, Porto Alegre Cinemark Barra Sul Cinemark Wallig — Rondônia, Porto Velho Cine Araújo Porto Velho — Roraima, Boa Vista Multiplex Pátio Roraima — Santa Catarina, Florianópolis Cinemark Floripa Shopping — Santa Catarina, São José Cinépolis Continente Shopping — São Paulo, Barueri Cinemark Tamboré — São Paulo, Bauru Cine Araújo Bauru — São Paulo, Campinas Cinemark Shopping Iguatemi Campinas Kinoplex Dom Pedro — São Paulo, Cotia Cinemark Granja Viana — São Paulo, Guarulhos Cinemark Guarulhos — São Paulo, Mauá Cine Araújo Mauá — São Paulo, Mogi das Cruzes Cinemark Mogi das Cruzes — São Paulo, Osasco Cinemark Osasco Kinoplex Osasco — São Paulo, Piracicaba Cine Araújo Piracicaba — São Paulo, Praia Grande Cinesystem Litoral — São Paulo, Ribeirão Preto Cinemark Ribeirão Preto UCI RibeirãoShopping — São Paulo, Santo André Cinemark Grand Plaza Shopping — São Paulo, Santos Cinemark Praia Mar Shopping — São Paulo, São Bernado do Campo Cinemark Extra Anchieta UCI Metropole — São Paulo, São Caetano do Sul Cinemark São Caetano — São Paulo, São Carlos Cine Araújo São Carlos — São Paulo, São José do Rio Preto Cine Araújo Rio Preto Shopping — São Paulo, São José dos Campos Cinemark Center Vale Cinemark Colinas Kinoplex Vale Sul — São Paulo, São Paulo Cine Araújo Campo Limpo Cinemark Aricanduva Cinemark Central Plaza Cinemark Eldorado Cinemark Market Place Cinemark Metrô Tatuapé Cinemark Móoca Cinemark Raposo Cinemark Paulista Cinemark Shopping Cidade São Paulo Cinemark Shopping D Cinemark Shopping Interlagos Cinemark Shopping Metrô Santa Cruz Cinemark SP Market Cinemark Tietê Plaza Cinemark Tucuruvi Cinépolis Itaquera Cinépolis JK Iguatemi Cinesystem Pompéia Kinoplex Vila Olímpia UCI Jardim Sul UCI Plaza Sul UCI Santana — São Paulo, Sorocaba Cinépolis Iguatemi Sorocaba Multiplex Pátio Cianê — São Paulo, Taubaté Cinemark Via Vale Taubaté — Sergipe, Aracaju Cinemark RioMar Cinemark Shopping Jardins Aracaju — Tocantins, Palmas Cinemark Capim Dourado #AlwaysLalisa @wearelloud #AlwaysLalisa #Cinema #Brasil

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Matteo Sorrentino ✍️ Sep 9

Ho visto questo video in rete e ho letto dello stato di salute del Pocho Lavezzi. Molti si chiedevano perché si muovesse così, in maniera compulsiva. In un primo momento ho pensato fosse un movimento istintivo, magari il nervosismo o l'emozione. Poi ho letto che però non era questo. Era ipomania, "una condizione che può essere associata ai disturbi dello spettro bipolare. Una malattia caratterizzata da repentine alterazioni dell'umore. Durante le fasi acute si manifestano iperattività, loquacità, eccessi di autostima, comportamenti disinibiti o impulsivi, forte eccitazione e agitazione psicomotoria." Cosi recitava l'articolo dove si spiegavano le condizioni del Pocho. E allora il cuore si è fatto piccolo piccolo. Non mollare @PochoLavezzi. Non arrenderti mai, esattamente come facevi in campo. ❤️ https://t.co/qH40Ddn6BW #PochoLavezzi #SaluteMentale #Bipolarità

12009
Stefania Maurizi Sep 8

@cavallette una figura internazionale leader nel dibattito delle libertà digitali ci ha detto che la persecuzione contro #AutisticiInventati punta "a scoraggiare chiunque fornisca servizi digitali gratuiti alla comunità e a rafforzare le già potentissime e ipercentralizzate aziende USA" #LibertàDigitali #AutisticiInventati #ServiziDigitali #US

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Luca Toselli Sep 6

Juventus Milan è una partita da tripla. Due squadre che lo scorso anno sono state iper-deludenti e si sono qualificate per l'Europa League. Diversi cambi tra staff, mercato e dirigenza: siamo di fronte a due rose semi-rivoluzionate. Noi però abbiamo 11 mesi di Luciano Spalletti a Torino, questo microvantaggio è da sfruttare. Da 50-50 di partenza cerchiamo di arrivare a 51-49 per noi. Vedremo anche diversi giocatori nuovi (anche per esigenza a causa infortuni), speriamo di respirare novità rispetto allo scorso anno. #Juventus #Milan #SerieA

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La Giornata Tipo Sep 6

“Ciao ragazzi, scusate il disturbo. Da buon esaltato di basket, volevo condividere con voi un incontro che definire emozionante sarebbe riduttivo. Mi trovavo in vacanza in Francia, in un ristorante per un compleanno di un amico. Ad un certo punto un signore anziano ferma un ragazzone nero. Lui è di spalle e noto solo un gran orologio. Penso si tratti di un rapper americano. Si gira. Aguzzo la vista. È Russell Westbrook! È assieme ad una signora e una guardia del corpo. Premetto che ero a fine cena ed ero abbastanza alticcio… Con un balzo mi catapulto da lui. “Yo Russ!!” Lui si gira con una naturalezza disarmante, come se lo avesse chiamato un amico. “Can I take a pic?” “Of course”. Perfetto. Tocco le tasche. Non ho il telefono. PANICO. Il ristorante è iper silenzioso e io rompo la quiete con uno schiamazzo da stadio, chiedendo a uno dei miei amici di venirmi in soccorso con un telefono. Si precipita una mia amica che allunga il telefono al “bodyguard” per scattare la foto con Westbrook. Mentre il “bodyguard” ci scatta le foto, noto che anche lui indossa un signor orologio. E penso tra me e me: “Va bene tutto, ma il bodyguard con 80 mila euro al polso?!?!” La cosa mi insospettisce. Così guardo meglio. Prima dietro il telefono. Poi sotto il cappello. Vedo il mento. Vedo un grande sorriso. E improvvisamente mi si accende la lampadina. Russ, nel frattempo, ha già capito perfettamente cosa sta succedendo e inizia a ridere, probabilmente perché ha intuito che sto per realizzare l’assurdità della situazione. Guardo ancora una volta il “bodyguard”. Chris Paul. Chris. Porca miseria. Paul!!! Il cervello deflagra. L’unica cosa che riesco a dire è: “Yo PointGod!!! No way!!!” Preso dall’emozione, lo accuso pure di essersi nascosto: “You tryna sneak on me man!!!” Scoppiamo tutti a ridere. A quel punto chiedo una foto con entrambi. Accettano. L’euforia fa scomparire l’ubriachezza.  Ho appena incontrato Russ e PointGod insieme nel modo più random possibile. RESOCONTO FINALE: - Ho confuso Chris Paul per il bodyguard di Russell Westbrook. - Ho una foto con Russell Westbrook scattata da Chris Paul in persona. - Ho fatto ridere due leggende della NBA. - Ho una foto con due leggende della NBA. - Ragazzi, non bevete, perché potreste non riconoscere Chris Paul. - Ho una storia divertente da raccontare ai miei futuri figli e nipoti.” (Ernesto Carmignani) #basket #NBA #incontro

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Cristina Correani 🇵🇸 Sep 5

Lo scrivete sui giornali per sperare che la gente creda all'innocente siparietto di una ragazzina di dieci anni iper sorvegliata che prende un telefono [il suo?] e chiama la madre impegnata nel comiziaccio? Ci fate tutti così scemi? #giustizia #verità #diritti

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