From Yale University to Foggia: World Staging Premiere of Umberto Giordano's “Marina” at Foggia's Teatro Umberto Giordano SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/from-yale-university-foggia-world-premi%C3%A8re-scenic-sardella-ph-d--id9de/ SOURCE: https://www.foggiareporter.it/dalla-yale-university-a-foggia-la-prima-mondiale-in-forma-scenica-di-marina-al-teatro-giordano.html (With heartfelt thanks to the distinguished journalist, Dr Christiana Lenoci…) From the Frederick R. Koch Collection of the Beinecke Rare Book and Manuscript Library at Yale University to Foggia. Such is the extraordinary journey of Marina, Umberto Giordano’s first opera, which—after 138 years of oblivion—received its World Première in scenic form on 5 June 2026 at the Umberto Giordano Theatre in Foggia, inaugurating the GIO Festival – Giordano International Opera Festival. This remarkable rediscovery is recalled by Luciano Magaldi Sardella, Contributing Review of Books Critic at the London School of Economics (LSE). The project, conceived by Gianna Fratta and the artistic direction of the GIO Festival, seeks to transform Foggia, the Tavoliere plain, the Monti Dauni and the Gargano into a widespread stage dedicated to the city’s native composer, following the model of the great festivals devoted to Verdi, Rossini and Bellini. The vanished score At the age of twenty‑one, Umberto Giordano entered the Sonzogno Competition in Milan with Marina, a one‑act melodrama. Among seventy‑two competitors, he ranked within the top twelve. The prize was awarded to Pietro Mascagni’s Cavalleria rusticana. Giordano received an honourable mention, withdrew the score, and recycled part of its music in his later Mala Vita (1892). After his death in 1948, the manuscript disappeared and—entirely legally—ended up catalogued and forgotten within Yale’s collection. It was brought back to light by the musicologist and conductor Andreas Gies who, while studying the works of Leoncavallo, identified the autograph score in Yale’s online catalogue. Together with his colleague from San Severo, Emanuele d’Angelo, Gies prepared a rigorous critical edition that restored the work’s readability. Following its absolute première in concert form at the Teatro Dal Verme in Milan in February 2026—the very theatre that witnessed the early steps of Puccini and Leoncavallo—recorded live by Decca Classics with Eleonora Buratto in the title role and Freddie De Tommaso as Giorgio, praised by Gramophone and The Times of London, Marina finally returned home. Foggia reclaims it On 5 June 2026, the Umberto Giordano Theatre hosted the World Première in scenic form. The production was directed by Giandomenico Vaccari, who transposed the action to the era of the First World War; conducted by Matteo Dal Maso, winner of the Donatella Flick LSO Conducting Competition; and featured Valeria Sepe as Marina. A historic event for a city that lends its name to both its Theatre and its Conservatoire, yet until now had been the only among the cities of Italy’s great opera composers without a festival entirely dedicated to its own. The GIO Festival, from 5 to 20 June, unfolded across sixteen days and more than twenty events in seven municipalities of the Capitanata—Foggia, Manfredonia, Peschici, Vieste, Biccari, Roseto Valfortore and Torremaggiore—uniting opera, jazz, cinema and dance. The finale: opera as urban intervention On the evening of 20 June 2026, thirteen lorries arrived in Piazza Cavour in Foggia from Milan. They carried the entire production apparatus of Teatro alla Scala. The square was transformed into an open‑air theatre for Giordano’s Andrea Chénier, conducted by Gianna Fratta and featuring Maria Agresta and Jorge de León, before thousands of citizens. The opera of a revolutionary, erupting into the summer air of the city where Giordano was born. A gesture of proximity theatre demonstrating what a manuscript can achieve: turning a forgotten archive into a driver of economic and touristic development for the region, with Confcommercio’s puzzle‑based itineraries, Giordano‑themed menus, and QR codes featuring a digital avatar of the composer. Marina was lost for 138 years. To bring it back, six months, a library card, and a festival were enough.
Dalla Yale University a Foggia: la Prima Mondiale in forma scenica di “Marina” al Teatro Umberto Giordano di Foggia SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/dalla-yale-university-foggia-la-prima-mondiale-forma-sardella-ph-d--jjthe/ SOURCE: https://www.foggiareporter.it/dalla-yale-university-a-foggia-la-prima-mondiale-in-forma-scenica-di-marina-al-teatro-giordano.html (Ringraziando la meravigliosa giornalista dr.ssa Christiana Lenoci...) Dalla Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University a Foggia. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival – Giordano International Opera Festival. A ricordarlo è Luciano Magaldi Sardella, Contributing ” Review of Books” Critic, London School of Economics (LSE). Il progetto è stato ideato da Gianna Fratta e dalla direzione artistica del GIO Festival per trasformare Foggia, il Tavoliere, i Monti Dauni e il Gargano in un palcoscenico diffuso dedicato al compositore foggiano, sul modello dei grandi festival di Verdi, Rossini e Bellini. La partitura scomparsa Il ventunenne Umberto Giordano partecipa al Concorso Sonzogno di Milano con Marina, melodramma in un atto. Su 72 concorrenti, si piazza tra i primi dodici. Il premio va alla Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Giordano ottiene una menzione d’onore, ritira la partitura e ne ricicla parte della musica nella successiva Mala Vita (1892). Dopo la sua morte, nel 1948, il manoscritto scompare e finisce, del tutto legalmente, catalogato e dimenticato nella collezione di Yale. A riportarla alla luce è stato il musicologo e direttore d’orchestra Andreas Gies che, studiando le opere di Leoncavallo, ha individuato la partitura autografa nel catalogo online di Yale. Insieme al collega sanseverese Emanuele d’Angelo, Gies ha curato una rigorosa edizione critica che ha restituito leggibilità all’opera. Dopo la prima assoluta in forma di concerto al Teatro Dal Verme di Milano nel febbraio 2026 – lo stesso teatro che vide gli esordi di Puccini e Leoncavallo – incisa dal vivo da Decca Classics con Eleonora Buratto nel ruolo del titolo e Freddie De Tommaso come Giorgio, lodata da Gramophone e dal Times di Londra, Marina è finalmente tornata a casa. Foggia se la riprende Il 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano, la prima scenica mondiale. Regia di Giandomenico Vaccari, che ha trasposto l’azione all’epoca della Prima Guerra Mondiale, direzione di Matteo Dal Maso, vincitore del Donatella Flick LSO Conducting Competition, e Valeria Sepe nel ruolo di Marina. Un evento storico per una città che dà il nome al suo Teatro e al suo Conservatorio, ma che fino ad oggi era l’unica tra le città dei grandi operisti italiani senza un festival interamente dedicato al suo compositore. Il GIO Festival, dal 5 al 20 giugno, si è diffuso in 16 giorni e oltre 20 eventi in sette comuni della Capitanata – Foggia, Manfredonia, Peschici, Vieste, Biccari, Roseto Valfortore e Torremaggiore – unendo opera, jazz, cinema e danza. Il finale: l’opera come intervento urbano La sera del 20 giugno 2026, tredici tir sono entrati in Piazza Cavour a Foggia da Milano. Trasportavano l’intero apparato produttivo del Teatro alla Scala. La piazza si è trasformata in un teatro a cielo aperto per Andrea Chénier di Umberto Giordano, diretto da Gianna Fratta con Maria Agresta e Jorge de León, davanti a migliaia di cittadini. L’opera di un rivoluzionario, esplosa nell’aria d’estate della città dove Giordano è nato. Un’operazione di teatro di prossimità che ha dimostrato cosa può fare un manoscritto: trasformare un archivio dimenticato in un motore di sviluppo economico e turistico per il territorio, con percorsi a enigmi di Confcommercio, menù a tema giordaniano e QR code con avatar digitale del compositore. Marina è stata perduta per 138 anni. Per riportarla indietro sono bastati sei mesi, una tessera di biblioteca e un festival.
I militanti del Leoncavallo hanno offerto 5 milioni di euro per l’acquisto dello stabile che avevano occupato: i soldi provengono da una cordata di imprenditori. Ma non erano anticapitalisti? https://t.co/ISuOnPKk42 #Leoncavallo #Anticapitalismo #Occupazione