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#Pallone
Wazza e4 8h

Wazza criticized the decision to whistle a questionable foul before Sassuolo scored, calling it nonexistent. He wrote that the choice had created embarrassment even among the commentators, in contrast to the idea that no fouls should be called in football anymore. #Calcio #Sassuolo #Var (translated)

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François Citron 8h

François Citron called absurd what happened at the Mapei Stadium and claimed that the referee blew the whistle for no reason just before the ball entered the net for Sassuolo's goal. #Sassuolo #Calcio #Sport (translated)

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I Gigi 78 I 1d

Gigi 78 wrote that the evening had demonstrated, in his opinion, that it was possible to play football even without Matteo Politano. https://t.co/3SCAAUsR3L #pallone #Politano #calcio (translated)

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François Citron 1d

François Citron wrote that Spence and Palestra had made their debut and that he had won the Ballon d'Or. He added that he was beginning to see the pieces fall into place and that the circle would close on June 5, 2027. #PalloneDoro #Calcio #Sport (translated)

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𝐌𝐚𝐫𝐤 ⚽️ 5d

Mark had indicated that the winner of the fourth edition of the Twitter Football Golden Ball had been announced and had referred to a link for details. https://t.co/dmWMGDAkdf #PalloneDoro #Calcio #TwitterSports (translated)

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Antonio Belloni 6d

Antonio Belloni had written that Bartesaghi had shown a different side with the Under-21, not only because of the level of the opponents: according to him, he played with greater conviction, faced duels with confidence, managed the ball well, and became incisive again going forward. Belloni hoped he would find the same performance at Milan as well, stating that he had the qualities to become a top-level player. #Milan #Under21 #calcio (translated)

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ANSA.it 1w

A gigantic hot air balloon disintegrates in the sky over São Paulo, highlighting the dangers of illegal fire balloons prohibited by the authorities, which pose a threat to forests, buildings, and airplanes. #PalloniPirotecnici #SicurezzaAmbientale #IncendiBoschivi (translated)

www.ansa.it
Un gigantesco pallone aerostatico si disintegra nel cielo di San Paolo
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Daniele Mari 1w

Daniele Mari reported on Sportium Fun the comment of Viviano, who said he was increasingly amazed by Pio Esposito's ability to be in the right position, protect the ball, and aid the team’s advance. According to Viviano, these qualities also emerged in the action leading to Kayode's goal: Esposito had managed to insert himself at the right moment as the defense retreated. He compared him to Scamacca, stating that the latter had been anticipated three times out of three, and described Esposito’s abilities as extraordinary. In his commentary, Viviano also directed an insult at the viewers who, in his opinion, underestimated those plays. #calcio #talento #giocatori (translated)

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giamped 2w

La mia ex ha visto che sono entrato nel tabellone del pallone d’oro di X e, dopo essersi congratulata, mi ha chiesto di vederci per un caffè. Ma ormai è tardi: il successo mi ha travolto, l’app di hinge segna due nuovi match e la mente è già focalizzata verso nuovi obiettivi https://t.co/KXXwJVZa6c #PalloneDoro #Successo #NuoviObiettivi

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Buzzo 2w

Tuo fratello è morto dopo anni di atroci sofferenze, esausto mentre organizzi il funerale ti arriva un messaggio "Buonasera condoglianze, può comunque partecipare al pallone d'oro di Twitter?" #condoglianze #funerale #Twitter

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𝐌𝐚𝐫𝐤 ⚽️ 2w

Oggi sarebbero dovuti uscire i partecipanti di questa edizione del Pallone d'Oro del Twitter Calcio, ma per rispetto la presentazione slitta a domani… In base ai voti, tra i partecipanti ci sarebbe dovuto essere anche @StefanoVerbania. Ci ho ragionato tanto. Sarebbe stato giusto, e anche un gesto bellissimo, dare la vittoria a Stefano, che stava combattendo una battaglia molto più grande di questi giochetti di Twitter. Ma il Pallone d'Oro del Twitter Calcio è un format nato per essere scherzoso, e proprio per questo una cosa così seria non doveva essere mescolata con questo gioco. Ne ho parlato anche con persone a lui vicine, e in un momento così delicato abbiamo scelto di separare le due cose. Un abbraccio enorme alla sua famiglia e a tutti quelli che gli volevano bene. Ciao campione, per noi hai vinto tu. 💙 #PalloneDorodelTwitterCalcio #Calcio #Gioco

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Rep. Frank Pallone 2w

Frank Pallone, le démocrate le plus haut placé au sein de la commission de l’Énergie et du Commerce de la Chambre des représentants, a adressé des courriers à 25 entreprises, dont Walmart, pour obtenir des précisions sur leurs pratiques tarifaires. #Walmart #IntelligenceArtificielle #TarificationÉquitable

"Nous ne le ferons pas": le patron de Walmart promet de ne pas utiliser l'IA pour faire valser les prix en fonction du profil du client ou de la météo
www.bfmtv.com
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Inter ⭐⭐ 3w

Quando il tuo nome viene associato a un gesto tecnico, per giunta tra i più difficili del calcio, significa che hai lasciato il segno. Pablo Daniel Osvaldo, per molti, era quasi sinonimo di rovesciata. Arrivato in Italia giovanissimo, esplode alla Roma, dove potenza, tecnica e l’esultanza con la mitraglia gli valgono persino un paragone ingombrante: Batistuta. All’Inter arriva in prestito dal Southampton, come alternativa a Icardi. Segna due volte nel 7-0 al Sassuolo, poi trova la rete anche contro l’Atalanta. A San Siro l’Inter fatica e la difesa bergamasca non concede spazi. Serve una magia: su una punizione, Osvaldo si coordina all’altezza del dischetto e gira al volo il pallone in rete. Non è una rovesciata, ma è comunque un gesto tecnico da applausi. Sarà uno dei suoi ultimi gol da professionista. Pochi mesi dopo, una lite con Icardi chiuderà la sua avventura nerazzurra. Osvaldo lascerà il calcio a trent’anni. Una carriera fuori dagli schemi, con un ultimo lampo a San Siro. #Calcio #Osvaldo #Sport

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SandroSca 3w

Ieri Paolo Rossi avrebbe compiuto 70 anni 2 Scudetti 1 Campioni 1 Coppe 1 Supercoppa Capocannoniere A, Campioni, Mondiale Mondiale Pallone d'Oro Se vi chiedete perché non è quasi mai celebrato l'unico italiano a vincere Mondiali, Campioni&Pallone d'Oro, la risposta è corretta! https://t.co/qMIErJqKDr #PaoloRossi #Calcio #Mondiale

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ilBiancoNero 3w

🤍 Oggi Paolo Rossi avrebbe compiuto 70 anni. Nato il 23 settembre 1956, “Pablito” è stato campione del mondo, Pallone d’Oro e protagonista anche con la maglia della Juventus. Un nome eterno del calcio italiano e bianconero ⚪⚫🕊️ https://t.co/0pMOAzJ6xT #PaoloRossi #calcio #Juventus

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Paolo Ziliani 3w

Bilancio del “Nuovo Corso Orsato” dopo 5 (scandalose) giornate: i maggiori favori fatti a Juventus e Como, Inter e Frosinone guidano la classifica dei club più danneggiati La vergognosa cancellazione del VAR voluta da Orsato ha miracolato soprattutto (indovinate) la Juventus. E ieri il designatore si è superato: nell'incontro con gli allenatori ha detto che di errori veri ne sono stati commessi solo 5 (sigh!) e che il Nuovo Corso "non torna indietro di un centimetro". Dovrebbero metterlo alla porta, invece tutti ad applaudirlo Fa davvero ridere che Orsato, nell’incontro di ieri con gli allenatori di Serie A, abbia ammesso che sì, è vero, in questo inizio di campionato ci sono stati alcuni errori, per l’esattezza - tenetevi forte - cinque: due in Fiorentina-Frosinone (un rigore negato al Frosinone e la mancata espulsione del difensore viola Jimenez), il mancato cartellino rosso a Caqueret in Como-Parma, il rigore non concesso al Milan per il mani di Vlasic in Torino-Milan e il rigore non concesso all’Atalanta, domenica, per il fallo di Kalulu su Rowe in Juventus-Atalanta. Per il resto, tutto perfetto. Troppa grazia Sant’Antonio! E io che di sfondoni (del VAR più che degli arbitri) ne avevo contati più del triplo, almeno 16; e avevo annotato, così per curiosità, quali erano stati i club più danneggiati e quelli più miracolati. Giornata dopo giornata avevo cercato di tenere il dettaglio degli scempi compiuti da arbitri e VAR sotto gli occhi di tutti: che nel caso v’interessi vado subito a illustrarvi. Perchè di Orsato, non so voi, io non mi fido. Tantomeno dopo l’uscita trionfalistica di ieri nel corso della quale ha confermato che il Nuovo Corso da lui inaugurato “non torna indietro di un centimetro”: conta quello che vede l’arbitro, che poi è la strada che conduce dritta al bel calcio dei suoi tempi, quando lui stesso non si accorgeva dell’energumeno Pjanic “perchè troppo vicino all’azione” e le vittorie e gli scudetti andavano così là dove dovevano andare. La Restaurazione dell’ancien régime è dietro l’angolo (anzi, ha già svoltato). Frottole di Orsato a parte, bevute tuttavia fino all’ultima goccia da alti dirigenti, addetti ai lavori e media plaudenti, quel che è successo in questo avvio di un campionato destinato a passare alla storia come il primo giocato senza regolamento (quello in vigore lo conosce solo Orsato che lo ha comunicato nottetempo e in camera caritatis solo ai suoi sottoposti) è esattamente questo. Como, Fiorentina e Juventus sono ad oggi i club miracolati dal Nuovo Corso del Mosè del pallone; Frosinone e Inter i più danneggiati... P.S. L'articolo continua sul mio profilo “Palla Avvelenata” su Substack https://t.co/l4gP5JEXPE Se sei stufo di leggere balle e ti va di avere un po’ di sana contro-informazione, valuta la possibilità di abbonarti: 6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale. "Palla Avvelenata" è un best seller di Substack e ha abbonati anche all'estero #Calcio #SerieA #VAR

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Fabrizio Biasin 3w

Zinedine Zidane a Téléfoot: “La nostra è una scelta forte e pienamente voluta: vogliamo provare Diouf terzino sinistro anche se nel suo club non gioca in quella posizione. Lavoreremo per metterlo nelle migliori condizioni, credo in lui in questo ruolo” Partito come centrocampista centrale, poi impiegato come mezzala, a volte pure da trequartista, da quest’anno quinto a destra nel 3-5-2, ma Zizou lo vede terzino… a sinistra. Alla fine vincerà il Pallone d’Oro in porta ♥️ #Zidane #Calcio #PalloneDoro

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Gianni Infantino 3w

"Figlio di Valentino, figlio del calcio, tu stesso il calcio - riassume nel suo messaggio di addio il presidente Fifa, Gianni Infantino -. Sei stato poesia, la poesia più dolce: pallone e rime, un messaggio di costante bellezza"

L'Italia piange Sandro Mazzola: 'Eri il figlio del calcio'
www.ansa.it
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Paolo Ziliani 3w

Nel giorno dei 100 anni di San Siro, lo stadio dedicato a Meazza che tenne a battesimo Sandrino al debutto nel 1961, Mazzola se ne va: una vita per l’Inter da campione eccelso Figlio di una leggenda vivente come papà Valentino scomparso a Superga, Mazzola è riuscito nell’impossibile impresa di arrampicarsi sul suo piedistallo. Un altro mito della Grande Inter che se ne va Sembra quasi che abbia voluto sceglierlo, il giorno della sua morte, Sandro Mazzola: che ci ha lasciato oggi, 19 settembre 2026, nel giorno in cui lo stadio di San Siro che negli anni 60 e 70 lo vide eccelso e inimitabile primattore compie 100 anni; lo stadio che porta il nome di Giuseppe Meazza, altra leggenda interista, l’uomo che - guarda caso - tenne a battesimo in Serie A come allenatore proprio lui, Sandrino Mazzola, il 10 giugno 1961 in un match passato alla storia del calcio italiano: quel Juventus-Inter 9-1 in cui Angelo Moratti, papà di Massimo, in segno di protesta contro la FIGC del presidente Umberto Agnelli - en passant anche presidente della Juventus - decise di schierare la formazione De Martino, cioè la Primavera di oggi, dopo l’annullamento della vittoria a tavolino data all’Inter per l’invasione di campo che il 16 aprile aveva costretto l’arbitro Gambarotta a sospendere al 30’ del primo tempo, sullo 0-0, la partita al Comunale di Torino. La FIGC del presidente Umberto Agnelli accolse il ricorso del presidente della Juventus Umberto Agnelli e in barba a ogni precedente in materia dispose la ripetizione della partita: che l’Inter, appunto, boicottò mandando in campo i ragazzi e spedendo in panchina non Helenio Herrera ma Giuseppe Meazza. L’uomo di cui San Siro che oggi compie 100 anni porta il nome. L’uomo che proprio in quell’occasione tenne a battesimo Mazzola al debutto in Serie A in cui Sandro mise la firma all’unico gol nerazzurro di una partita surreale - oggi diremmo distopica - entrata subito nella storia non proprio adamantina del nostro calcio borderline. Raccontare Mazzola a chi non ha avuto la fortuna di vederlo giocare, diciassette lunghe stagioni dal 1960 al 1977, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro scudetti, il titolo di campione d’Europa con l’Italia nel 1968, capocannoniere sia in Serie A (1964-65, 17 gol) sia in Coppa dei Campioni (1963-64, 7 gol), una vita per l’Inter prima da giocatore e capitano (417 partite, 116 gol), poi da dirigente prima con Fraizzoli e poi con Massimo Moratti, raccontare Mazzola a parole - dicevo - non è facile. Ma a fotografarne la grandezza tecnica basta forse una tabella, quella che vedete sotto: è tratta dall’Albo d’Oro del Pallone d’Oro e si riferisce al 1971. Un’edizione del Pallone d’Oro in cui Mazzola, a quel tempo 29enne, si piazza al secondo posto dietro Johan Cruyff e davanti a George Best: e anche se ai tempi non eravate ancora nati o eravate troppo piccoli per ricordare, che fuoriclasse immensi siano stati Cruyff dell’Ajax e Best del Manchetser United credo lo sappiate tutti. Erano, è vero, tempi d’oro per il calcio italiano: che due anni prima, nel 1969, aveva trionfato con Rivera Pallone d’Oro e Gigi Riva secondo e che di lì a due anni avrebbe portato nientemeno che un portiere, Dino Zoff, sul secondo gradino del podio tra Cruyff (vincitore) e Gerd Muller (terzo classificato). Sandro Mazzola è stato un campione unico. Numero 8 della leggendaria Grande Inter di Helenio Herrera, in cui il 9 era Peirò (e prima Di Giacomo) e il 10 Luisito Suarez, Mazzola era un ibrido unico nel suo genere capace com’era, grazie alla sue doti di tecnica e velocità, scatto e resistenza di essere al tempo stesso eccelso attaccante e eccelso centrocampista, all’occorrenza anche di fatica. Ma ancora una volta sono le immagini, più della parole, a raccontare tutto di lui. E anche se quelle in bianco e nero non rendono giustizia, riguardatevi il gol che l’8 dicembre 1966 Mazzola segnò in Coppa dei Campioni sul campo dell’allora fortissimo Vasas Budapest: gol dell’1-0 dopo imbeccata di Bedin a innescarne la corsa. https://t.co/e90SQPEyK2 Sarti, Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso. Emoziona rileggere i nomi della Grande Inter degli anni Sessanta; e rattrista e fa male sapere che con la scomparsa di Mazzola sono oggi soltanto due i sopravvissuti: Gianfranco Bedin, classe 1945, e Aristide Guarneri, classe 1938, che ho la fortuna di incrociare ogni tanto nella città dove vivo, Cremona, nei pressi di Piazza Marconi, in perfetta forma: tutto diresti tranne che di trovarti di fronte a un ottantottenne. A pochi giorni dal crudele addio a Franco Baresi, leggenda del Milan, il calcio italiano s’inchina e piange Sandro Mazzola. Campione d’Europa nel 1968, vicecampione del mondo nel 1970, campione per sempre nel cuore non solo dei tifosi dell’Inter e della nazionale ma di tutti gli sportivi italiani. Capace di compiere la più difficile e grande delle imprese: salire - e rimanervi - sul piedistallo di un papà, il Valentino Mazzola scomparso a Superga, per classe, bravura e carisma inarrivabile. P.S. Se l’articolo ti è piaciuto e ancora non conosci il mio profilo “Palla Avvelenata” su https://t.co/l4gP5JEXPE vieni a dargli un’occhiata; e valuta la possibilità di abbonarti (6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale) per avere ogni giorno una lettura di qualità e un giornalismo libero e indipendente. “Palla Avvelenata” è un bestseller di Substack con abbonati in USA, Francia, Inghilterra e altri Paesi del mondo #SanSiro #SandroMazzola #Inter

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Torino Football Club 3w

Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club, addolorati per la triste notizia, si stringono con affetto intorno alla famiglia Mazzola nel ricordo di Sandro Mazzola, calciatore simbolo dell’Inter e della Nazionale, poi dirigente con un’esperienza anche in granata dal 2000 al 2003. Di ricordi che legano Sandro Mazzola al Toro ce ne sarebbero tantissimi. Per salutarlo vogliamo rivivere insieme le emozioni e la gioia provate il 26 gennaio 2019, nel giorno del centenario dalla nascita di Valentino Mazzola, leggendario capitano del Grande Torino, di cui Sandro era il figlio primogenito: “Quando ero piccolo mi aggrappavo a lui quando entravo qui al Filadelfia. Poi mentre lui si cambiava io stavo fuori dallo spogliatoio e giocavo a pallone. E poi entravo in campo tenendo per mano mio papà.”. Sul sito ufficiale il cordoglio completo del Club. #TorinoFC #SandroMazzola #Calcio

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