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#abiti
@LuciaGoracci 2d

Lucia Goracci wrote that in New York an ICE agent shot seven times at a man who was in a car with a five-year-old child. According to her report, the agents were in civilian clothes and the police, upon arriving at the scene, found them disguised as construction workers, including masks. Goracci added that in Iran they are called "Lebas-shakhsi," meaning people without uniforms, and that they are very feared. #NY #Ice #Iran (translated)

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Nicola Porro 2w

The video of the hijacked plane's pilot: he has blood on his body and clothes (VIDEO)👇 Hijacked plane, the video of the injured pilot on the ground. The other is tied up: “They attempted to kill him” (translated)

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Luca Ciriani 2w

“Manipolare una foto per mostrare una persona in abiti più succinti rispetto alla realtà è indegno. Futuro nazionale in questa occasione ha colpito in modo indecoroso Matilde Siracusano, collega seria e preparata che quotidianamente mi affianca al dicastero, a cui mando un forte abbraccio. La foto modificata si commenta da sola e qualifica chi l’ha prodotta e pubblicata”Sul caso è intervenuto anche il ministro per i Rapporti col Parlamento, Luca Ciriani, di Fratelli d’Italia: “Manipolare una foto per mostrare una persona in abiti più succinti rispetto alla realtà è indegno. Futuro nazionale in questa occasione ha colpito in modo indecoroso Matilde Siracusano, collega seria e preparata che quotidianamente mi affianca al dicastero, a cui mando un forte abbraccio. La foto modificata si commenta da sola e qualifica chi l’ha prodotta e pubblicata”. #BullismoDigitale #Sessismo #IntelligenzaArtificiale

Foto fake di Siracusano, il centrodestra contro Vannacci: “Bullismo digitale che offende le donne”. Solidarietà dal centrosinistra alla sottosegretaria
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Il Messaggero 3w

La difesa di Massimo Bossetti contesta i test sugli abiti di Yara Gambirasio, sostenendo che nuove fotografie ad alta definizione potrebbero rivelare indizi previ non approfonditi nelle indagini precedenti. #YaraGambirasio #MassimoBossetti #giustizia

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Caso Yara Gambirasio, la difesa di Bossetti contesta i test sugli abiti: «Possibili nuovi indizi mai approfonditi»
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ElisabettaAldrovandi 3w

Non basta ritenersi (o essere) un fuoriclasse del Foro, indossare abiti sartoriali ed esprimersi in un linguaggio forbito, se una volta dismessa la toga si utilizzano in pubblico espressioni di dileggio, mortificazione e insultanti nei confronti dei colleghi. Personalmente, rispetto tutti. E se devo o voglio criticare qualcuno, ne critico le azioni, e mai mi sognerei di scadere in valutazioni di natura personale, ancorché mi capiti, ovviamente, di pensarne male. Saper distinguere ciò che è opportuno dire da ciò che è opportuno tacere, è la base. Della buona educazione, e del saper vivere civile. A volte, anche il più sostanzioso spessore culturale e professionale può disgregarsi di fronte a modalità espressive inadeguate e fuori luogo. Ricordiamolo. Tutti. Sempre. #BuonaEducazione #Rispetto #Cultura

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Il Post 4w

È morto a 87 anni lo stilista Bob Mackie, celebre per i suoi abiti scintillanti e per aver vestito Cher per molti anni. #BobMackie #moda #Cher

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È morto a 87 anni lo stilista Bob Mackie, famoso per i suoi abiti scintillanti e per aver vestito la cantante Cher per anni
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Maire de Laval Sep 10

« il manque 55 employés dans 4 mcdo en abitibi » quand on parle d’immigration est crazy😭😭 #Emploi #Immigration #Abitibi

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Chiara Degli Esposti 🚐🍔🦊 Sep 7

Forse non sono stata chiara. Pur con mille spiegazioni (e qualcuna ne ho offerta anche io) se voti AfD e abiti a un isolato dal posto dove gasavano i disabili, io ho tutto il diritto di chiamarti imbecille (e sono pure gentile). E poiché non cerco voti lo faccio con gusto. #politica #voto #AfD

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anna foglietta Sep 6

“Quello che vediamo in Palestina, Cisgiordania e Gaza non l’abbiamo visto da nessun’altra parte. Non c’è nessuna pietà. Ci stiamo abituando a non averla e questo sta rendendo disumano il mondo che abitiamo”

“Quello che vediamo in Palestina, Cisgiordania e Gaza non l’abbiamo visto da nessun’altra parte. Non c’è nessuna pietà. Ci stiamo abituando a non averla e questo sta rendendo disumano il mondo che abitiamo”: così Anna Foglietta
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Stefano Bianchi Aug 11

Il mito non è una fiaba. Le comunità umane hanno sempre raccontato storie per ricordare ciò che le ha formate. Una crisi che ha rischiato di spezzarle. Una prova quasi impossibile. Una sconfitta da cui è nata una nuova consapevolezza. Un gesto, una scelta, un conflitto che, nel tempo, hanno finito per dire qualcosa di essenziale su chi siamo. È forse questo uno dei significati più profondi del mito. Il mito non è semplicemente una storia del passato. È una memoria condivisa che continua a essere raccontata perché contiene qualcosa che una comunità riconosce come vero. Per questo il mito non è una fiaba. La fiaba tende a semplificare: elimina le contraddizioni, ordina il mondo, separa il bene dal male e conduce verso una conclusione. Il mito, invece, conserva l'ambivalenza dell'esperienza umana. I suoi eroi non sono perfetti. Le loro vittorie hanno spesso un prezzo. Le loro virtù possono diventare difetti. Le loro scelte possono essere insieme necessarie e terribili. Prendiamo a esempio l'iliade. Achille è grande perché è anche distruttivo. Odisseo è astuto perché è anche ambiguo. Agamennone è re, ma il suo potere non lo rende meno fragile. È proprio questa imperfezione a rendere il mito inesauribile. Ogni generazione lo racconta nuovamente, con le proprie parole e le proprie inquietudini. Cambiano i significati, cambiano le domande, talvolta persino i personaggi acquistano volti nuovi. Eppure qualcosa rimane. Non perché il mito sia immutabile. Ma perché, attraverso il cambiamento, conserva una verità che non appartiene interamente a nessuna generazione. Forse è per questo che continuiamo a tornare a Omero, alle tragedie greche, ai grandi racconti fondativi. Non perché ci parlino di un mondo scomparso. Ma perché ci ricordano che alcune delle domande fondamentali dell'essere umano non sono mai cambiate. E forse il mito è proprio questo: una comunità che racconta se stessa per capire, ogni volta da capo, chi è. Sto esplorando questo spazio attraverso il mito, la letteratura, il teatro e la filosofia: non per cercare risposte definitive, ma per vedere cosa possono ancora dirci sul modo in cui abitiamo il mondo.

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Il Fatto Quotidiano Aug 4

L'articolo di Giuliana Lomazzi illustra i rischi della trombosi del viaggiatore, evidenziando che chi siede al finestrino ha un rischio doppio, e fornisce consigli pratici, come mantenere una buona idratazione e indossare abiti comodi, per prevenire questa condizione durante i voli a lungo raggio. #trombosi #viaggi #aerei

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“Per chi siede al finestrino il rischio è doppio e attenzione al falso mito dell’aspirinetta”: cos’è la trombosi del viaggiatore e i comportamenti da evitare prima e durante il volo
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Il Fatto Quotidiano Jul 28

Dal 19 luglio 2026, l'Europa ha imposto un divieto sulla distruzione di abiti invenduti, una misura che mira a ridurre lo spreco nel settore della moda e a promuovere pratiche di riciclo e riuso, ma che richiede anche un cambiamento culturale nei modelli di produzione e consumo, specialmente nel lusso, dove la reputazione del marchio deve trovare un equilibrio con la sostenibilità ambientale. #Moda #Sostenibilità #FastFashion

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“Il divieto di distruggere i vestiti invenduti? Già siamo sommersi di merci inutili e di scarsa qualità, la situazione peggiorerà esponenzialmente. Per il lusso sarà un problema, serve produrre meno”
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L
lastampa.it Jul 28

Un giallo irrisolto riguardante l'omicidio di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, avvenuto con l'uso della ricina, si evolve con l'arrivo di specialisti del Robert Koch Institut e investigatori tedeschi per esaminare potenziali tracce del veleno su abiti e alimenti nell'appartamento delle vittime. #Pietracatella #ricina #investigazione

www.lastampa.it
Uccise con la ricina, un giallo irrisolto: ora si va a caccia del veleno su abiti e alimenti
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Il Messaggero Jul 26

Il Guardian ha raccolto dodici regole pratiche e due trucchi per affrontare il caldo estremo, basandosi sull'esperienza di chi vive stabilmente in zone con temperature superiori ai 40 gradi, suggerendo metodi come bere prima di avere sete, indossare abiti leggeri e proteggere la casa dal sole. #CaldoRecord #ConsigliEstivi #VivereInClimaEstremo

www.ilmessaggero.it
Caldo record, come rinfrescarsi? Le 12 regole (e i due trucchi) di chi vive stabilmente a 40 gradi
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Luigi Spreafico Jul 15

Provocazione o Insulto? Perché smettere di confonderli cambierà il modo in cui discuti Introduzione: Il Calore dello Scontro Nel cuore di una disputa accesa, quando la pressione dialettica sale, è comune percepire un’istanza dell'interlocutore non come un contributo al tema, ma come una minaccia identitaria. In quel momento, la nostra architettura cognitiva sembra collassare sotto il peso di una reazione pre-razionale: facciamo fatica a distinguere tra un pungolo intellettuale e un attacco personale. Le riflessioni di L.S. annotate nel suo "Diario XII" nel giugno 2026, mettono a nudo questa fragilità psicologica. L'autore stesso ammette di lasciarsi talvolta suggestionare da una tendenza pericolosamente moderna: l’assimilazione della provocazione all'insulto. Se persino chi analizza professionalmente le dinamiche comunicative fatica a riconoscere il confine, è evidente che ci troviamo di fronte a un nodo cruciale della nostra fenomenologia relazionale. Perché cediamo così facilmente all'istinto di replica, rinunciando a comprendere la reale natura dello scontro? L'Illusione della Somiglianza: Una Questione di Forma La confusione tra provocazione e insulto nasce primariamente da un inganno estetico. Siamo abituati a pensare che una comunicazione razionale debba essere necessariamente garbata e formale; quando invece la provocazione si manifesta in una veste rozza, goffa o persino astiosa, il nostro sistema di difesa la cataloga immediatamente come ostilità gratuita. È l'incapacità di distinguere tra l'estetica della consegna e l'intento del messaggio. La provocazione è spesso un'invitante sfida logica travestita da minaccia; tuttavia, la sua superficie ruvida innesca un istinto di risposta speculare che ci impedisce di guardare oltre la crosta del linguaggio. Ci fermiamo all'istinto di replica perché interpretiamo la sgradevolezza del tono come una prova dell'assenza di contenuto, ignorando che la verità può talvolta indossare abiti scomposti per scuotere le nostre certezze più radicate. La Provocazione come Strumento Razionale Contrariamente alla percezione comune, la provocazione non è un atto di chiusura, ma un'operazione euristica. Essa è intrisa di una tagliente razionalità che mira a forzare l'analisi e a spingere il confronto verso territori inesplorati. Nonostante l'apparente aggressività, la provocazione riconosce la dignità intellettuale dell'altro, considerandolo un soggetto capace di sostenere una tensione dialettica elevata."La provocazione chiede qualcosa."Questo passaggio del diario chiarisce l'essenza dell'atto: la provocazione è una domanda, un’istanza che esige un approfondimento o una difesa logica delle proprie posizioni. È un invito al gioco dialettico, per quanto duro possa apparire. Chi provoca non vuole distruggere l'interlocutore, ma testare la solidità delle sue fondamenta razionali, offrendo uno stimolo che, se accolto, produce una crescita per entrambi gli attori della discussione. L'Insulto: La Manifestazione del Dolore L'insulto opera su un piano ontologico radicalmente differente. Non è un argomento, né il tentativo di instaurare un dialogo; è, al contrario, la resa dell'intelletto e la manifestazione di un io interiore ferito e brutto. Quando un interlocutore "accusa il colpo" e si sente sopraffatto da un'argomentazione che non riesce a gestire, l'insulto diventa un meccanismo di difesa estremo. È l'estrusione del disagio di chi non ha più strumenti per abitare il piano della ragione. Come nota acutamente L.B., il ricorso all'insulto segnala spesso non tanto una mancanza di capacità intellettiva, quanto una deliberata mancanza di volontà di confrontarsi onestamente."L'insulto sanguina."Questa immagine potente descrive la natura viscerale e disordinata dell'offesa. Mentre la provocazione è chirurgica, l'insulto è una ferita aperta che sporca il campo del discorso. Esso non chiede nulla, non propone nulla: si limita a testimoniare la sofferenza e la "bruttezza" di chi lo scaglia. L'insulto non è un segnale di forza dominatrice, ma il sintomo di una vulnerabilità mal gestita che cerca di nascondersi dietro l'aggressione verbale. La Trappola del Registro: Perché Non Rispondere al Fuoco col Fuoco Il pericolo maggiore in un dibattito non è subire un insulto, ma reagire adottando lo stesso registro dell'avversario. Cedere a questa tentazione significa commettere una profonda ingiustizia alla sincerità delle nostre stesse posizioni. Se permettiamo alla scomposta reazione altrui di dettare le regole della nostra comunicazione, tradiamo l'integrità del nostro pensiero originale. Discendere nel disordine emotivo dell'altro è un atto di auto-sabotaggio filosofico: significa rinunciare alla superiorità della ragione per affogare nello stesso "sangue" dell'insultante. Mantenere la lucidità di fronte a un attacco scomposto non è solo una prova di forza psicologica, ma un dovere etico verso la verità che stiamo cercando di esprimere. Rimanere ancorati alla propria razionalità, anche quando l'altro capitola nell'offesa, è l'unico modo per onestamente onorare il contenuto del proprio discorso. Conclusione: Oltre la Superficie del Dialogo Smettere di sovrapporre provocazione e insulto è un atto di igiene mentale e civile. Dobbiamo imparare a vedere nella prima una richiesta di analisi e nel secondo l'esposizione di una ferita interiore. Sono due polarità opposte: l'una cerca il "più" della conoscenza attraverso lo scontro, l'altra rivela il "meno" della capacità dialettica. In un'epoca di conflitti verbali perenni, recuperare questa distinzione significa restituire nobiltà alla discussione e proteggere la nostra integrità intellettuale dalle reazioni scomposte che, troppo spesso, scambiamo per forza.La prossima volta che ti sentirai attaccato, avrai il coraggio di chiederti se l'altro sta cercando un confronto o se sta semplicemente sanguinando?

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Il Post Jul 7

Il matrimonio tra Taylor Swift e Travis Kelce, tenutosi al Madison Square Garden, è stato un evento segreto con oltre mille ospiti, allestito per ricreare un'atmosfera bucolica, mentre dettagli su abiti, decorazioni e partecipanti continuano a emergere nei media. #Matrimonio #TaylorSwift #TravisKelce

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Cosa sappiamo del matrimonio di Taylor Swift e Travis Kelce
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Francesca Totolo Jun 28

Tornato a casa dopo il pride, Lorenzo Pezzotti ha ribadito quanto detto su @matteosalvinimi, affermando di voler entrare in politica per poter dire tutto. Oggi, tornato in abiti civili e usando l’eterna scusa “aver bevuto cose che non dovevo bere”, dice di aver detto cose senza senso e che voleva essere una trovata goliardica. Il soggetto è stato attaccato giustamente dalla stessa comunità Lgbt. #Pride #Politica #LGBT

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Il Post Jun 25

Il caldo estremo ha spinto le culture umane ad adottare diverse strategie di adattamento, variando dall'uso di abiti larghi in lana nelle zone desertiche per proteggersi dai raggi UV, alla scelta di tessuti leggeri come cotone e lino nelle aree umide, evidenziando come le tecniche di termoregolazione siano influenzate da molteplici fattori ambientali ed evolutivi. #Antropologia #CaldoEstremo #Evoluzione

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Come le culture umane si sono adattate al caldo
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Lila Jun 24

Ma perché queste si sposano a Giugno con i vestiti a maniche lunghe e il collo alto ma poi si sono convinte che così coperte siano automaticamente chic spoiler no #moda #abiti #matrimonio

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Ultimora.net Jun 23

Sparatoria Montréal, recuperato in una stanza d'albergo un manifesto di oltre 100 pagine attribuito al killer, nel quale l'uomo si definiva un incel, affrontava temi misogini e criticava l'industria pornografica. L'attacco è avvenuto nei pressi degli uffici di Aylo, società madre di Pornhub. L'aggressore è stato descritto come un maschio bianco vestito con abiti mimetici #Incels #Maschilismo #ViolenzaDiGenere

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