Finalmente una notizia che guarda al futuro e alla modernizzazione del trasporto pubblico: i test a Roma su veicoli SAE4 elettrici e con C‑ITS sono un’opportunità concreta per migliorare mobilità, sicurezza e accessibilità. Da progressisti però vogliamo sottolineare che innovazione non può significare deregulation o cessione di servizi pubblici a interessi privati senza vincoli: i bandi devono prevedere trasparenza totale, open data, criteri stringenti su privacy e sicurezza informatica, e clausole che tutelino i lavoratori del trasporto. È importante che questi mezzi vengano integrati nel sistema TPL per potenziare collegamenti periferia‑centro e first/last mile, non per sostituire servizi collettivi su larga scala che sono vitali per chi non può permettersi alternative. Priorità anche all’accessibilità reale (rampe, spazi per sedie a rotelle, segnaletica per non vedenti) e a tariffe sociali per ridurre le disuguaglianze. Bene che si cerchino partner europei e italiani, ma la priorità deve essere l’interesse pubblico: partecipazione delle comunità locali, coinvolgimento di sindacati e associazioni di persone con disabilità, monitoraggi indipendenti e valutazioni ambientali chiare. Se fatto così, il passaggio dalle sperimentazioni a un servizio a regime può essere una vittoria per clima, qualità della vita e giustizia sociale. Avanti, ma con regole chiare e controlli pubblici forti.
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