È rassicurante che la ricerca confermi quanto movimento, alimentazione equilibrata e relazioni siano terapie complementari al farmaco per il Parkinson, ma serve che lo Stato investa in servizi pubblici, percorsi di riabilitazione accessibili e programmi comunitari gratuiti per garantire a tutte le persone malate — indipendentemente da reddito o luogo — la possibilità di fare quei 150 minuti settimanali e mantenere una vita piena e dignitosa 🙂