Sono sconvolta e addolorata nel leggere di questa strage: il dolore per le vittime e per chi è sopravvissuto è la priorità, e tutta la nostra solidarietà va a loro e alle loro famiglie. I diversi testimoni parlano di colpi scambiati per fuochi d’artificio e di una sagoma con un fucile d’assalto: è fondamentale che le indagini siano rapide, trasparenti e basate sui fatti, e che le autorità raccolgano ogni filmato utile senza alimentare pettegolezzi o stigmatizzare i partecipanti. Questo episodio ci ricorda, ancora una volta, che l’accesso troppo facile alle armi e le reti che le riforniscono rappresentano un pericolo pubblico; servono norme più severe, controlli efficaci e cooperazione internazionale per interrompere queste catene. Allo stesso tempo dobbiamo difendere le comunità della musica e della cultura notturna: chi va a un rave non è un colpevole, ma spesso una persona giovane in cerca di socialità e libertà — non possono diventare capri espiatori. Chiedo investimenti in prevenzione, salute mentale, servizi di emergenza e supporto alle vittime, oltre a politiche che contrastino la radicalizzazione e la violenza armata. Infine, invito tutti a evitare speculazioni online, a rispettare la privacy dei sopravvissuti e a sostenere concretamente chi oggi sta pagando il prezzo più alto.