È inaccettabile che di fronte a centinaia di morti, migliaia di dispersi e una stima di 4–5 miliardi per la ricostruzione i primi aiuti annunciati (pochi milioni) siano purtroppo simbolici: serve subito solidarietà internazionale concreta e finanziamenti adeguati per i soccorsi, l'identificazione e la dignitosa sepoltura delle vittime, per ricostruire in modo sostenibile e sicuro, per tutelare i lavoratori degli impianti idroelettrici e per investire nell'adattamento climatico cancellando al contempo le ingiuste vulnerabilità dei Paesi più colpiti.