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#Arroganza
Xian 2d

Xian reported that Carmelo Abbate had described as "frankly unacceptable" the claim that Stasi's consultants were under the influence of heavy drugs, describing that statement as arrogant and shameless. #Garlasco https://t.co/ZWcJMqiCVZ #Garlasco #Giustizia #Opinioni (translated)

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The author presented the content as the first part of a video titled "The Sadistic Fury of Master Stallion." He described a scene in which he would humiliate Danisubit with stomps, blows, and scorn, claiming that the other person wanted more of it. He used derogatory terms to refer to Danisubit and invited viewers to watch the full video. #Cavalli #Stalloni #PurosangueItaliano (translated)

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Luigi Grimaldi 🏊 6d

Luigi Grimaldi wrote that in Garlasco a system based, according to him, on arrogance and cross powers was collapsing. He claimed that no one would be safe and that protagonists and secondary figures would be overwhelmed by a truth that he described as serious. He added that the truth would find its way. #Garlasco #Verità #Poteri (translated)

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Sergio Mattarella 1w

"In these times marked by senseless and cruel wars, by so much violence and arrogance, the hope is that the sun of Francis can illuminate the world, convert the minds hardened by hatred, indicate the way of peace, hope, and serene, fraternal coexistence," echoes shortly thereafter the President of the Republic Sergio Mattarella from the balcony of the basilica of Assisi, warming the hearts of the many pilgrims who have come to Assisi in the name of the friar who became a saint. #Pace #SanFrancesco #Dignità (translated)

Mattarella ad Assisi, 'il mondo si illumini e indichi la via della pace
www.ansa.it
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Naftali Bennett נפתלי בנט 1w

"There is a direct connection between the failure of the airplane and the massacre of October 7: the arrogance of Netanyahu and his ministers makes them fall asleep and abandon the security of Israel," added former Prime Minister Naftali Bennett. #SicurezzaAerea #Flydubai #Israele (translated)

'Il copilota di FlyDubai voleva schiantarsi sul Ben Gurion'. E' scontro sui controlli
www.ansa.it
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Francesca Donato 1w

The author claimed that Zelensky had compromised Ukrainian diplomatic relations with South Korea due to his own arrogance and incompetence. He added that the South Korean government was furious over the breach of confidentiality agreements regarding the repatriation of prisoners of war and was forecasting measures. #Ucraina #CoreaDelSud #Diplomazia #UA #KR (translated)

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Frenkie_Woody 2w

At the Genoa Boat Show, Silvia Salis stays outside the ribbon-cutting while Giorgia Meloni is at the center of the ceremony. The mayor represents the city hosting the event: her presence is not a concession, and the respect for her role cannot depend on political color. Salis responds by recalling a simple principle: those who hold a public office serve the institutions, they do not become their owners. No theatrics, no competition of insults. A firm response that puts back at the center the meaning of her mandate. This is what makes the scene so unedifying for Meloni: celebrating an excellence of Genoa while the representative of the city remains on the sidelines. The arrogance of power is also measured by the ease with which it is accepted that another institution is placed in the background. The sense of institutions, on the other hand, emerges in the respect granted even to opponents. In this affair, Silvia Salis has shown style and dignity. Palazzo Chigi would do well to take example from it. #Genova #istituzioni #politica (translated)

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ANSA.it 2w

The absence of Mayor Silvia Salis on stage during the inauguration of the 66th International Boat Show in Genoa has sparked controversy and accusations of institutional arrogance, with Prime Minister Giorgia Meloni expressing surprise and disappointment over the incident, attributed to an organizational error. #Genova #SaloneNautico #SilviaSalis (translated)

www.ansa.it
Meloni inaugura il Salone nautico a Genova, Salis esclusa dal palco ed è polemica
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Salvatore Brizzi 2w

Vedo l'arroganza dello Stato, la sua cupidigia, la sua incuria, la divergenza tra i bisogni delle persone e gli interessi della classe politica... ... ma non mi danno fastidio, non re-agisco. Non giro la testa dall’altra parte, non fingo che alla fine vada comunque tutto bene, ma continuo ad osservare con curiosità, in sospensione del giudizio. Tuttavia, non mi sposto dal mio CST (Centro Senza Tempo). E da Qui, parlo e agisco. Il mondo si cambia da dentro. #Cambiamento #Osservazione #Politica

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Maria Teresa Melì 2w

Gli inviati di Report pronti alle dimissioni pur di non lavorare con Ranucci: “Se torna lui, ce ne andiamo noi”. Quando nemmeno chi lavora con te da anni riesce più a sopportare la tua arroganza, forse è il caso di ritirarsi con quel poco di dignità che ti rimane. #Giornalismo #Dimissioni #Dignità

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ANSA.it 3w

Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato che la resistenza è l'unica modalità per liberare la terra dal dominio israeliano, sottolineando l'importanza della lotta contro l'arroganza israeliana e la necessità di resistere in tutte le sue forme. #Resistenza #Palestina #Hezbollah

www.ansa.it
Leader Hezbollah: 'La resistenza è l'unica via per liberare la nostra terra'
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Matteo Salvini 4w

"Ho visto che hanno preso i soliti, sono italiani e poi vai a leggere e non si chiamano esattamente né Colombo né Salvini né Fumagalli. Credo che ci sia un problema soprattutto di immigrazione di matrice islamica, non è un problema di immigrazione generale ma soprattutto di quella di matrice islamica che importa arroganza, supponenza e poca voglia di integrarsi. E anche su questo alcune soluzioni a Pontida le presenteremo"

Rabbino aggredito: un arresto e due denunce, sono ventenni dediti a rapine
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Rita Cavallaro 4w

Onorata di aver ricevuto il premio internazionale “Le voci della libertà” - Omaggio a Oriana Fallaci: taglienti come un diamante. Una giornalista che è per me un esempio di libertà, coraggio e dedizione nella difesa dei principi democratici dell’Occidente, oggi sempre più minacciato dall’integralismo islamico e dai regimi dei tagliagole. Il suo più grande atto rivoluzionario risale al 26 settembre 1979, quando Oriana si tolse il chador davanti all’ayatollah Khomeini. Quel gesto non è un ricordo del passato, ma una lezione per il coraggio del presente, necessario a salvaguardare il futuro. Perché quella sfida di Oriana rimane un simbolo di libertà, un insegnamento a lottare contro l’arroganza del potere e qualsiasi altro sistema che tenti di negare libertà e giustizia a chi non ha voce. Ringrazio per questa prestigiosa onorificenza il Prof. Gennaro Ruggiero, ideatore della manifestazione e Segretario Generale della Fondazione Centro Studi Parlamentari. Il premio, organizzato con la collaborazione dell’AIG – Associazione Internazionale Giornalisti “Free Lance” e con il patrocinio della Regione Lazio, nasce con l’intento di rendere omaggio alla figura di Oriana Fallaci, una delle personalità più autorevoli, coraggiose e controverse del giornalismo e della cultura contemporanea. Una donna che ha fatto della parola uno strumento di verità, libertà e confronto, senza mai rinunciare al diritto di esprimere il proprio pensiero, anche quando questo risultava scomodo o contrario alle opinioni dominanti. Essere una “voce libera” non significa parlare senza responsabilità, ma avere il coraggio di difendere le proprie idee, testimoniare la verità e dare voce a chi troppo spesso non riesce a farsi ascoltare. La seconda edizione riunisce personalità provenienti dal giornalismo, dalla politica, dalla medicina, dal diritto, dall’arte, dalla comunicazione e dall’attivismo sociale. Percorsi ed esperienze differenti, accomunati dall’indipendenza di pensiero, dalla coerenza professionale e dall’impegno a favore della libertà di espressione e dei diritti della persona. «In un tempo nel quale le parole possono essere censurate, manipolate o trasformate in strumenti di divisione, abbiamo bisogno di persone capaci di usarle per informare, denunciare, costruire consapevolezza e aprire nuove strade», sottolinea Angelica Loredana Anton, presentatrice della cerimonia. Il riconoscimento vuole celebrare non soltanto i risultati professionali dei premiati, ma anche il loro coraggio nel manifestare liberamente il proprio pensiero attraverso la parola, la scrittura, l’arte, l’impegno civile e ogni altro mezzo di comunicazione. Una serata dedicata, dunque, a quanti scelgono di non rimanere in silenzio e continuano a esercitare la propria libertà con responsabilità, passione e determinazione, nel ricordo di una donna che ha lasciato un segno indelebile nella storia del giornalismo. Come ideale messaggio della manifestazione: «La verità può essere scomoda, ma il coraggio di pronunciarla rende l’essere umano davvero libero». #Libertà #Giornalismo #Coraggio

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Marco Setaccioli 4w

La Segretaria dei Giovani Democratici Virginia Libero è nata nel 1998, l’anno in cui nelle sale italiane usciva “Aprile”. In quel film Nanni Moretti, guardando in tv un dibattito con Berlusconi, urlava contro la tv chiedendo a D’Alema di dire “qualcosa di sinistra”. Sono certo che la capitana dei giocatori della primavera del PD, alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, abbia pensato di dire qualcosa di sinistra nel momento in cui ha trasformato il trito e ritrito manifesto pacifista in un elogio della diserzione. E invece così facendo ha in realtà contribuito a dimostrare l’assunto per cui la pace e il pacifismo sono diventati strumenti che un pezzo della sinistra non riesce più a maneggiare senza provare imbarazzo, intrappolata com’è tra chi li brandisce ormai come fossero categorie dello spirito e chi pretende invece che vengano coniugati come un rifiuto delle sole guerre di aggressione. Di certo, chi confidava che dal laboratorio della futura classe dirigente Dem emergesse un pensiero articolato e nuovo, si è trovato davanti ad una semplificazione buona per un discorso da aspirante miss, che taglia argomenti complessi in linee rette, che non distingue le armi impugnate per opprimere i popoli da quelle utilizzate per resistere e difendere la propria famiglia o la propria nazione. Ho colto nel discorso della giovane Virginia soprattutto la scarsa consapevolezza del privilegio di appartenere ad una generazione che la guerra non l’ha mai vissuta sulla propria pelle in un paese che dalla guerra è uscito grazie proprio a chi ha combattuto anziché disertare. Il diritto di non impugnare un’arma lo deve a chi ottant’anni fa è morto perché non ha avuto la sua stessa possibilità di scegliere ed anche a chi, ad una manciata di chilometri da noi, alla sua stessa età, è, suo malgrado, immerso nella polvere e nel fango delle trincee, non solo per permettere alla propria nazione di continuare ad esistere, ma anche perché in Europa si possa ancora credere che democrazia e libertà crescano spontaneamente sugli alberi e persino che la diserzione sia un valore, anziché un gesto di arroganza ammantato di etica. L’Italia non può costruire un futuro di diritti e di libertà sulla presunzione di generazioni che non guardano indietro e non si guardano attorno. Cara Virginia, vieni anche tu in Ucraina e potrai fare entrambe le cose: abbracciare quelli che potrebbero essere tuoi fratelli che lottano per ciò per cui hanno combattuto i tuoi nonni, per dare un giorno anche ai loro figli e nipoti la possibilità, sbagliando, di rivendicare il tuo stesso diritto di disertare. #Politica #Sinistra #Pacifismo

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Buzzo 4w

Il ladro di rame che fa il fenomeno in conferenza stampa per uno scudetto del quale ha 0 meriti tecnici che si faccia un bagno di umiltà. Si permette di lasciare fuori il miglior giocatore con Dimarco e Calha rotti, meno arroganza, meno psicologo e più allenatore per favore #calcio #allenatore #umiltà

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Sabrina F. 4w

È morta #emmabonino. Il sicario di satana.👹 "A mio avviso la malattia, anche grave, così come la morte, non cancellano mai una vita di cattiverie e di arroganza"... https://t.co/ojNTFTchZi #EmmaBonino #giustizia #politica

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Kirill Dmitriev Sep 8

«umilia l’arroganza, la ristrettezza mentale, il bellicismo, l’inettitudine e l’ipocrisia della screditata coalizione di governo tedesca»

Rischio contagio dalla Svezia alla Francia: le ombre nere che minacciano l’Europa
www.lastampa.it
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Mario Seminerio Sep 7

Quindi, vediamo: Mosca, impegnata a "denazificare" l'Ucraina, ha una corrispondenza di amorosi sensi (e forse altro, ben più tangibile), con un partito tedesco di radici neonaziste. Nel mezzo, alcuni coglioni italiani schierati con Putin Mosca, storica vittoria di Afd, umiliata l'arroganza di Merz - Notizie - https://t.co/alOK1WRDfs https://t.co/s1a93tMK8M #Ucraina #Mosca #Neonazismo

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Marco Setaccioli Sep 6

LETTERA AL MIO PEGGIOR ALLIEVO Stamattina ho letto uno dei tanti straordinari post del mio amico Mattia Madonia, che si chiedeva cosa direbbe Indro Montanelli del suo allievo @marcotravaglio, e così, davanti alla mia vecchia Olivetti Lettera 22, ho pensato di somministrare il post all’AI come elemento di contesto e le ho chiesto di commentare il “lavoro” di Travaglio come se a scrivere fosse Montanelli. L’AI ha scelto autonomamente una lettera aperta, che riporto di seguito senza correzioni. —- Caro Marco, la chiamo per nome, come si fa con i figliocci e con i traditori: due categorie che, in una vita lunga e litigiosa, ho imparato a non tenere troppo distanti. Le batto queste righe sulla Lettera 22 - la verde - che qualcuno ha avuto la bontà di recapitarmi quassù, o quaggiù, non ho ancora capito in quale reparto mi abbiano sistemato. La macchina per scrivere ha un difetto che è la sua unica virtù: batte una lettera per volta, e ogni tasto è un fatto. Con una Lettera 22 non si bara. Con una linea editoriale, a quanto vedo, sì. Le devo un ringraziamento e una frustata, nell’ordine. Il ringraziamento è per avermi copiato la posa: il bastian contrario, l’uomo solo controvento, quello che dà del somaro a tutti. Bravo. Ha imparato la mia faccia. Peccato che della mia faccia lei abbia preso la smorfia e buttato via l’osso: perché controcorrente ci si va per amore dei fatti, non per amore della corrente contraria. Il contrarianismo senza i fatti non è coraggio, ma vanità con l’elmetto. Veniamo alla frustata, che è più istruttiva. Io, la guerra di un piccolo popolo aggredito da un colosso, l’ho vista con questi occhi, nel Quaranta, sugli sci, al gelo, tra i finlandesi. Non commentai una riga: raccontai. Raccontai la neve, i cecchini bianchi, i carri sovietici che si impantanavano nella loro stessa arroganza. E il lettore, senza che io glielo dicessi, diventava profinlandese. Perché la verità, quando la lasci in pace, cammina da sola. È il mestiere, caro Marco. Quello che lei ha smesso di fare. Perché quando un altro piccolo popolo - lo scriva pure, il nome, Ucraina, non morde - si è trovato sotto lo stesso colosso, con lo stesso pretesto delle minoranze da proteggere e delle zone cuscinetto da inventare, lei che ha fatto? Ha lasciato parlare i fatti? No. Ha lasciato parlare le veline. Ha preso il comunicato dell’aggressore e gli ha messo addosso la cravatta buona del dubbio: l’«eh, ma la NATO», l’«eh, ma non è tutto bianco e nero». Certo che non è tutto bianco e nero. Ma quando un carro armato entra in casa d’altri, il colore glielo do io: è del colore del torto. Lei mi dirà che pone domande, che dubita, che non si fa arruolare. Il dubbio, caro figliolo, è un arnese sacro, a patto di usarlo su tutti. Il suo lo tira fuori sempre e soltanto contro gli aggrediti. Un dubbio a senso unico non è giornalismo: è ufficio stampa con la puzza sotto il naso. Le confesso una cosa, ché quassù (o quaggiù) si diventa sinceri per noia. Di errori ne ho collezionati a bizzeffe, alcuni imperdonabili, e ho pagato anche con del piombo nelle gambe, regalatomi da gente che il dubbio non lo tollerava affatto. Non le do lezioni di virtù: sarei ridicolo. Le do una lezione di mestiere, l’unica cosa su cui posso ancora permettermi la superbia. Ed è vecchia come il piombo dei tipografi: i fatti prima, l’opinione dopo, e mai - mai - l’opinione travestita da fatto. Lei ha fatto l’esatto contrario. Ha preso il mio metodo, l’ha capovolto, e ci ha appiccicato sopra la mia foto come un santino. È l’unico plagio che non le perdono: non quello dei fatti, ma quello della faccia. La saluto. E le lascio, come si usa tra maestri e cattivi allievi, un compito per casa: un giorno solo, uno, provi a far parlare i fatti dell’aggredito con la stessa generosità con cui fa parlare i dubbi dell’aggressore. Vedrà che fatica. Il mestiere è tutto lì. Suo, con l’affetto ruvido che si deve ai figli sbagliati, I. M. #giornalismo #opinione #scrittura

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SUPERNONNO IL RITORNO Sep 3

“Non risulta che la sciacquetta che non si sciacqua Giulia Innocenzi sia iscritta all’Albo dei giornalisti, né nell’elenco dei professionisti né in quello dei pubblicisti”. Lo scrive il sindacato Unirai-Figec nella nota sulla vicenda Report. Eppure eccola lì, con un’arroganza degna di chi sembra essersi autoproclamata proprietaria del fortino, a dettare condizioni alla Rai. Ma Report cos’era, un partito? La Rai una proprietà privata? E da quando chi lavora in un programma del servizio pubblico può decidere chi entra, chi esce e quali regole valgono? Qualcuno ricordi a Innocenzi una cosa semplice: la Rai non è casa vostra. [Siete dei poveri comunisti] #giornalismo #Rai #Report

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