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#scrittura
dottoressa 4h

The doctor asked Selvaggia if she was in danger and said she found what she wrote surreal. https://t.co/YbzGqwtpOv #pericolo #surreale #scrittura (translated)

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Simone Mori 2d

Simone Mori announced that he would return to writing for the online magazine Gp Magazine, after the director accepted his request. He said he would resume interviewing colleagues, actors, and musicians and that he considered the position an important personal challenge. Mori also expressed hope for the support of readers. #Scrittura #Giornalismo #Rivista (translated)

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Card. Gianfranco Ravasi 7d

The author quoted the writer Laura Bosio and her image of life as a great ship in which suffering, violence, and celebration coexisted. He wrote that that scene represented the mixture of glory and misery and that, in his opinion, it was important not to lose sight of the goal. #vita #gloriasmisera #scrittura #IT (translated)

Il Post 2w

Pangram è un software sviluppato per riconoscere i testi generati dall'intelligenza artificiale, ma la sua affidabilità è messa in discussione a causa dei rischi di falsi positivi e della complessità nel distinguere tra scrittura umana e AI. #IntelligenzaArtificiale #RiconoscimentoTesti #Pangram

www.ilpost.it
Quanto possiamo fidarci di Pangram?
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Paola. 2w

nessuna gli ha mai tenuto testa in questo modo, lui penserà a questa risposta per un altro giorno e mezzo, combattendo contro quello che ormai è sempre più palese,,,,,,,,,, ( ~ wattpad) https://t.co/WU7y8wyDN1 #Wattpad #scrittura #narrativa

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Marco Foroni 2w

La penna stilografica, sempre. I libri da plastificare. Il taccuino da cronista per il punteggio di ogni telecronaca di tennis. La pazienza con cui me lo hai insegnato. L’eleganza, il garbo, l’ironia, lo sguardo complice, il sorriso gentile. Ciao cara dolcissima Elena #Pero ❤️ #scrittura #ricordi #eleganza

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Rita Cavallaro 4w

Onorata di aver ricevuto il premio internazionale “Le voci della libertà” - Omaggio a Oriana Fallaci: taglienti come un diamante. Una giornalista che è per me un esempio di libertà, coraggio e dedizione nella difesa dei principi democratici dell’Occidente, oggi sempre più minacciato dall’integralismo islamico e dai regimi dei tagliagole. Il suo più grande atto rivoluzionario risale al 26 settembre 1979, quando Oriana si tolse il chador davanti all’ayatollah Khomeini. Quel gesto non è un ricordo del passato, ma una lezione per il coraggio del presente, necessario a salvaguardare il futuro. Perché quella sfida di Oriana rimane un simbolo di libertà, un insegnamento a lottare contro l’arroganza del potere e qualsiasi altro sistema che tenti di negare libertà e giustizia a chi non ha voce. Ringrazio per questa prestigiosa onorificenza il Prof. Gennaro Ruggiero, ideatore della manifestazione e Segretario Generale della Fondazione Centro Studi Parlamentari. Il premio, organizzato con la collaborazione dell’AIG – Associazione Internazionale Giornalisti “Free Lance” e con il patrocinio della Regione Lazio, nasce con l’intento di rendere omaggio alla figura di Oriana Fallaci, una delle personalità più autorevoli, coraggiose e controverse del giornalismo e della cultura contemporanea. Una donna che ha fatto della parola uno strumento di verità, libertà e confronto, senza mai rinunciare al diritto di esprimere il proprio pensiero, anche quando questo risultava scomodo o contrario alle opinioni dominanti. Essere una “voce libera” non significa parlare senza responsabilità, ma avere il coraggio di difendere le proprie idee, testimoniare la verità e dare voce a chi troppo spesso non riesce a farsi ascoltare. La seconda edizione riunisce personalità provenienti dal giornalismo, dalla politica, dalla medicina, dal diritto, dall’arte, dalla comunicazione e dall’attivismo sociale. Percorsi ed esperienze differenti, accomunati dall’indipendenza di pensiero, dalla coerenza professionale e dall’impegno a favore della libertà di espressione e dei diritti della persona. «In un tempo nel quale le parole possono essere censurate, manipolate o trasformate in strumenti di divisione, abbiamo bisogno di persone capaci di usarle per informare, denunciare, costruire consapevolezza e aprire nuove strade», sottolinea Angelica Loredana Anton, presentatrice della cerimonia. Il riconoscimento vuole celebrare non soltanto i risultati professionali dei premiati, ma anche il loro coraggio nel manifestare liberamente il proprio pensiero attraverso la parola, la scrittura, l’arte, l’impegno civile e ogni altro mezzo di comunicazione. Una serata dedicata, dunque, a quanti scelgono di non rimanere in silenzio e continuano a esercitare la propria libertà con responsabilità, passione e determinazione, nel ricordo di una donna che ha lasciato un segno indelebile nella storia del giornalismo. Come ideale messaggio della manifestazione: «La verità può essere scomoda, ma il coraggio di pronunciarla rende l’essere umano davvero libero». #Libertà #Giornalismo #Coraggio

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Marco Setaccioli Sep 6

LETTERA AL MIO PEGGIOR ALLIEVO Stamattina ho letto uno dei tanti straordinari post del mio amico Mattia Madonia, che si chiedeva cosa direbbe Indro Montanelli del suo allievo @marcotravaglio, e così, davanti alla mia vecchia Olivetti Lettera 22, ho pensato di somministrare il post all’AI come elemento di contesto e le ho chiesto di commentare il “lavoro” di Travaglio come se a scrivere fosse Montanelli. L’AI ha scelto autonomamente una lettera aperta, che riporto di seguito senza correzioni. —- Caro Marco, la chiamo per nome, come si fa con i figliocci e con i traditori: due categorie che, in una vita lunga e litigiosa, ho imparato a non tenere troppo distanti. Le batto queste righe sulla Lettera 22 - la verde - che qualcuno ha avuto la bontà di recapitarmi quassù, o quaggiù, non ho ancora capito in quale reparto mi abbiano sistemato. La macchina per scrivere ha un difetto che è la sua unica virtù: batte una lettera per volta, e ogni tasto è un fatto. Con una Lettera 22 non si bara. Con una linea editoriale, a quanto vedo, sì. Le devo un ringraziamento e una frustata, nell’ordine. Il ringraziamento è per avermi copiato la posa: il bastian contrario, l’uomo solo controvento, quello che dà del somaro a tutti. Bravo. Ha imparato la mia faccia. Peccato che della mia faccia lei abbia preso la smorfia e buttato via l’osso: perché controcorrente ci si va per amore dei fatti, non per amore della corrente contraria. Il contrarianismo senza i fatti non è coraggio, ma vanità con l’elmetto. Veniamo alla frustata, che è più istruttiva. Io, la guerra di un piccolo popolo aggredito da un colosso, l’ho vista con questi occhi, nel Quaranta, sugli sci, al gelo, tra i finlandesi. Non commentai una riga: raccontai. Raccontai la neve, i cecchini bianchi, i carri sovietici che si impantanavano nella loro stessa arroganza. E il lettore, senza che io glielo dicessi, diventava profinlandese. Perché la verità, quando la lasci in pace, cammina da sola. È il mestiere, caro Marco. Quello che lei ha smesso di fare. Perché quando un altro piccolo popolo - lo scriva pure, il nome, Ucraina, non morde - si è trovato sotto lo stesso colosso, con lo stesso pretesto delle minoranze da proteggere e delle zone cuscinetto da inventare, lei che ha fatto? Ha lasciato parlare i fatti? No. Ha lasciato parlare le veline. Ha preso il comunicato dell’aggressore e gli ha messo addosso la cravatta buona del dubbio: l’«eh, ma la NATO», l’«eh, ma non è tutto bianco e nero». Certo che non è tutto bianco e nero. Ma quando un carro armato entra in casa d’altri, il colore glielo do io: è del colore del torto. Lei mi dirà che pone domande, che dubita, che non si fa arruolare. Il dubbio, caro figliolo, è un arnese sacro, a patto di usarlo su tutti. Il suo lo tira fuori sempre e soltanto contro gli aggrediti. Un dubbio a senso unico non è giornalismo: è ufficio stampa con la puzza sotto il naso. Le confesso una cosa, ché quassù (o quaggiù) si diventa sinceri per noia. Di errori ne ho collezionati a bizzeffe, alcuni imperdonabili, e ho pagato anche con del piombo nelle gambe, regalatomi da gente che il dubbio non lo tollerava affatto. Non le do lezioni di virtù: sarei ridicolo. Le do una lezione di mestiere, l’unica cosa su cui posso ancora permettermi la superbia. Ed è vecchia come il piombo dei tipografi: i fatti prima, l’opinione dopo, e mai - mai - l’opinione travestita da fatto. Lei ha fatto l’esatto contrario. Ha preso il mio metodo, l’ha capovolto, e ci ha appiccicato sopra la mia foto come un santino. È l’unico plagio che non le perdono: non quello dei fatti, ma quello della faccia. La saluto. E le lascio, come si usa tra maestri e cattivi allievi, un compito per casa: un giorno solo, uno, provi a far parlare i fatti dell’aggredito con la stessa generosità con cui fa parlare i dubbi dell’aggressore. Vedrà che fatica. Il mestiere è tutto lì. Suo, con l’affetto ruvido che si deve ai figli sbagliati, I. M. #giornalismo #opinione #scrittura

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Luciano Magaldi Sardella (PhD) Sep 5

“MARINA” DAL “GIO FESTIVAL (FOGGIA)" CONQUISTA HOLLYWOOD, SI CANDIDA AGLI OSCAR DELLA LIRICA (MIGLIOR REGISTRAZIONE PER GRAMOPHONE UK) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/marina-dal-gio-festival-foggia-conquista-hollywood-si-sardella-ph-d--4fjve/ SOURCE 1: https://hollywoodbeatmagazine.com/.../giordanos-marina.../ SOURCE 2: https://www.instagram.com/p/DcWc0dfjBr4/ C’è un momento, nella vita culturale di un Paese, in cui la tradizione smette di essere memoria e torna ad essere avvenimento. È ciò che sta accadendo con “Marina” di Umberto Giordano, l’opera perduta e finalmente rinata grazie al GIO Festival di Dino De Palma ,e Gianna Fratta, oggi ufficialmente candidata agli “International Opera Awards”, gli “Oscar della lirica” che ogni anno celebrano le eccellenze mondiali del teatro musicale. La notizia, rilanciata dalla prestigiosa rivista californiana “Hollywood Beat Magazine”, segna un passaggio storico: un titolo rimasto nell’ombra per oltre un secolo conquista la ribalta internazionale, proiettando la creatività italiana nel cuore dell’industria culturale globale. Non è solo un riconoscimento ma un segnale: il Teatro Umberto Giordano, tutta la macchina organizzativa del GIO Festival assieme a tutti gli altri enti pubblici e privati coinvolti, quando decide di valorizzare i suoi tesori, sa ancora stupire il mondo. “Marina” non è soltanto un’opera ritrovata ma un viaggio che parte dalle carte d’archivio della collezione “Frederick R. Koch” della “Beinecke Rare Book and Manuscript Library” della Yale University, attraversa la passione dei musicologi come Andreas Gies, si accende nella produzione del GIO Festival e, dopo aver attirato l’attenzione di “Broadway World” con i suoi 6 milioni divisite mondiali mensili, approda ora ad Hollywood, dove la critica internazionale ne celebra la forza drammatica, la scrittura vocale luminosa, la modernità sorprendente. In un panorama lirico spesso dominato dai grandi titoli di repertorio, la candidatura di “Marina” può ancora essere scoperta, reinventata, rilanciata. Può parlare al presente, e può farlo con voce di Foggia e dei foggianoi nel mondo. Per chi ama la cultura, la musica, la storia, questo è un momento da ricordare! Per chi crede nel valore della ricerca e della divulgazione, è una vittoria da celebrare! Per chi vive la lirica come missione, è un trionfo epocale! E ora, con la candidatura agli International Opera Awards, gli “Oscar mondiali della lirica”, il viaggio di “Marina” e di Umberto Giordano continua. Verso il mondo. Verso il futuro. Verso un nuovo capitolo della grande tradizione giordaniana. Finalmente possiamo dire: Bentornato, Umberto !!!

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“MARINA” DAL “GIO FESTIVAL (FOGGIA)" CONQUISTA HOLLYWOOD, SI CANDIDA AGLI OSCAR DELLA LIRICA (MIGLIOR REGISTRAZIONE PER GRAMOPHONE UK)
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Luciano Magaldi Sardella (PhD) Sep 5

“BROADWAY WORLD” di NEW YORK OMAGGIA IL “TEATRO MERCADANTE” di CERIGNOLA NEL NOME DEL “MASCAGNI FESTIVAL” SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/broadway-world-di-new-york-omaggia-il-teatro-nel-nome-sardella-ph-d--yqqae/ by Stephi Wild, New York City. SOURCE: https://www.broadwayworld.com/italy/article/Photos-Teatro-Mercadante-and-Teatro-Goldoni-Partner-on-SOUNDTRACK-MASCAGNI-20260827 Il più influente portale teatrale del mondo consacra il gemellaggio culturale tra Cerignola e Livorno e il risarcimento storico di un verismo nato in Puglia: esiste un momento in cui una storia locale cessa di essere periferica e, per il semplice fatto di essere raccontata nel luogo giusto, diventa storia universale. Quel momento, per il Teatro Mercadante di Cerignola, è accaduto… . Broadway World, la bibbia del teatro internazionale con almeno 6 milioni di utenti globali mensili e letta quotidianamente da produttori, direttori artistici e critici da New York al West End, ha accolto nelle sue pagine il patto culturale tra il Mercadante e la Fondazione Teatro Goldoni di Livorno, siglato nella primavera del 2026 dal direttore artistico Savino Zaba e dall’Amministrazione comunale nella persona del Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Maria Dibisceglia. A firmare il servizio, uscito nell’edizione del 27 agosto, è Stephi Wild, con il titolo: “Photos: Teatro Mercadante and Teatro Goldoni Partner on SOUNDTRACK MASCAGNI.” Non è un dettaglio. Broadway World non recensisce stagioni provinciali. Quando lo fa, sta dicendo al sistema teatrale anglofono che qualcosa, laggiù, merita di essere visto. Il cuore del riconoscimento è Soundtrack Mascagni: la musica che ha ispirato il cinema, il cinema che ha celebrato Mascagni, la coproduzione che la VII edizione del Mascagni Festival ha scelto come evento di chiusura. Uno spettacolo ibrido, un concerto-reading per voce narrante, ensemble, immagini e suoni, dove drammaturgia e testo sono di Vittorio Giacci, gli interpreti sono gli Artisti della Mascagni Academy e l’Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno “Massimo de Bernart” diretta da Maurizio Colasanti. Sul palco, nei panni di un Mascagni immaginario, narratore e guida attraverso il proprio universo musicale, l’attore-regista Maurizio Nichetti. Uno spettacolo, si legge nelle note italiane, “nato dalla sinergia tra il Teatro Mercadante di Cerignola e il Teatro Goldoni di Livorno” che vedrà sul palco il grande attore e regista Maurizio Nichetti e l’Orchestra del Goldoni, diretta dal maestro Maurizio Colasanti, con regia affidata a Marco Voleri e Savino Zaba. Ciò che Broadway World ha intercettato non è solo uno spettacolo. È una tesi storiografica che finalmente forza la letteratura internazionale: per decenni, le biografie anglofone hanno liquidato il decennio pugliese di Pietro Mascagni come “anni di povertà e oscurità”. La verità documentale, custodita nel Polo Museale di Piano San Rocco, è di un’altra tempra. Nel dicembre 1886, in tournée con la compagnia Maresca, Mascagni fece tappa a Cerignola, dove il sindaco allora in carica, il commendatore Cannone, lo invitò a fermarsi per dirigere la neonata filarmonica. Il compositore resterà, salvo momentanee assenze, nella casa di via Assunta sino al 1895, componendo ben cinque opere: Cavalleria rusticana; L’amico Fritz; I Rantzau; Guglielmo Ratcliff; Silvano. Un terzo dell’intera produzione operistica, scritta in una povertà febbrile, in una cittadina agricola della piana ofantina. Fu lì, nel luglio del 1888, che gli arrivarono per cartolina da Livorno, dagli amici poeti Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci, i versi della Cavalleria. Lì, il 27 maggio 1889, chiuse l’autografo. La busta, quel mattino, recava timbro postale di Cerignola. Il debutto mondiale al Costanzi di Roma, il 17 maggio 1890 davanti alla Regina Margherita, fu un terremoto. La parabola produttiva sancita da Broadway World è esemplare per come ribalta la tradizionale direttrice Nord-Sud dei progetti culturali. Si parte ial Mascagni Festival di Livorno con “Soundtrack Mascagni,” poi il debutto anche a Cerignola, nel corso della prossima stagione del Mercadante. Anzi, con data già fissata: “Soundtrack Mascagni” sarà presentato a Cerignola il prossimo 24 ottobre come spettacolo di apertura della stagione teatrale 2026/2027 del Teatro Mercadante. Un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: il cinema come lente per rileggere Mascagni. Il compositore che Scorsese e Coppola hanno saccheggiato, che Visconti ha citato come un nume, aveva già nella sua scrittura, densa, sinfonica, quasi montata per tagli, una vocazione cinematografica, e “Soundtrack Mascagni” non celebra solo questa filiazione, ma la interroga. Che Broadway World abbia scelto di fotografare proprio questo: un teatro di provincia che non chiede ospitalità ma co-produce alla pari con un teatro di tradizione come il Goldoni, dice molto sullo spostamento dell’asse culturale italiano. Non più il Sud che importa, ma il Sud che genera archivio, che custodisce autografi, caricature, lettere inedite, e le restituisce al circuito internazionale. Per Cerignola, abituata a vedersi raccontare come terra di grano e non di musica, l’approdo su Broadway World è più di una rassegna stampa. È la certificazione che la sua storia mascagnana non è più una nota a piè di pagina locale, ma un capitolo necessario della storia del verismo. E che il Mercadante, da teatro comunale di provincia, è entrato a pieno titolo nel novero dei teatri che il mondo guarda.

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“BROADWAY WORLD” di NEW YORK OMAGGIA IL “TEATRO MERCADANTE” di CERIGNOLA NEL NOME DEL “MASCAGNI FESTIVAL”
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Simone Pillon Sep 4

Dopo il cattocomunismo, arriva il cattoeutanasismo (cfr. Camillo Langone). Luca Zaia - novello teologo - ci spiega che "I cattolici devono capire che non esistono buoni e cattivi che andranno all’inferno". Ma che Vangelo hai letto Luca? Quello di Topolino? Leggiti almeno Mt 25, 31-46 Mt 13, 24-30 Mc 9, 43-48 Mt 10, 28 Lc 16, 22 ss Lc 12, 4 e moltissimi altri brani. Ovunque nella Scrittura si parla della concreta, attuale e drammatica possibilità per ciascuno di noi di entrare nella dannazione eterna, nell'inferno. Del resto, se così non fosse, che senso avrebbe la nostra libertà? che bisogno avremmo avuto del sacrificio di Cristo? Il punto, caro Luca, è che non puoi prendere dal cristianesimo quel che ti pare, e lasciare quello che non ti piace. Se vogliamo seguire Cristo dobbiamo accogliere tutto il Suo insegnamento, senza copia incolla, senza taglia e cuci. E non trovare scuse sui presunti obblighi laici degli amministratori pubblici: se 900 firme ti chiedessero di reintrodurre la schiavitù, tu lo faresti? Re Baldovino del Belgio si dimise dalla corona pur di non firmare l'aborto, e più di recente il principe Alberto di Monaco e il reggente Aloisius del Liechtenstein hanno posto il loro veto all'approvazione di leggi abortiste nei loro Paesi. La verità è che gli amministratori più di altri risponderanno alla loro coscienza e a Dio delle loro azioni, che ci credano o no. La verità è che ciò che avete fatto è violentemente anticristiano, come ti ha ricordato il tuo vescovo, ed è dunque violentemente antiumano. Non ne verrà nulla di buono nè per te, nè per il nostro movimento politico nè soprattutto per i veneti più fragili, che da oggi verranno di fatto avviati al suicidio da quelle stesse istituzioni che avrebbero dovuto prendersene cura. E questo non è nè cattolico nè giusto. #cattolicesimo #libertà #insegnamento

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L
lastampa.it Aug 26

La scoperta di Lorrie Moore ha cambiato la percezione della letteratura per l'autrice, che, dopo essere stata immersa in un canone per lo più maschile e bianco, si è sentita finalmente rappresentata e ispirata dalla voce unica e profondamente contemporanea di Moore, la quale ha attivato in lei un impulso creativo senza precedenti. #LorrieMoore #ScritturaFemminile #LetteraturaContemporanea

www.lastampa.it
La scoperta di Lorrie Moore, una voce in cui riconoscersi
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L
lastampa.it Aug 25

Secondo uno studio del Pew Research Center, circa il 35% delle pagine web pubblicate dopo il lancio di ChatGPT presenta significativi segnali di scrittura o modifica da parte dell'intelligenza artificiale, evidenziando un'accelerazione nella diffusione di contenuti generati da AI online. #IntelligenzaArtificiale #ChatGPT #ContenutiOnline

www.lastampa.it
Una pagina web su tre è scritta dall’intelligenza artificiale
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Il Messaggero Aug 11

Un team di ricercatori ha sviluppato un modello di intelligenza artificiale capace di tradurre automaticamente testi accadici scritti in caratteri cuneiformi, un passo importante per rendere accessibili e comprensibili i vasti archivi di scritti antichi della Mesopotamia risalenti a 5.000 anni fa. #ScritturaCuneiforme #IntelligenzaArtificiale #TraduzioneAnticheLingue

www.ilmessaggero.it
Tavolette cuneiformi di 5.000 anni fa tradotte in inglese dall'intelligenza artificiale, la svolta per svelare le lingue antiche
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Edoardo Mecca Aug 6

“Vedi cara, certi giorni sono un anno Certe frasi sono un niente che non serve più sentire”. Ci lascia uno di quei poeti che andrebbbe studiato nelle scuole ❤️ https://t.co/YaZBJLECrZ #poesia #scrittura #amore

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ANSA.it Aug 1

Susanna Tamaro esprime preoccupazione per l'impatto dell'intelligenza artificiale sulla percezione della realtà e sottolinea l'importanza della scrittura a mano, mentre riflette sul suo legame con l'Abruzzo e il papa Giovanni Paolo II in occasione della cerimonia del Premio La Stele della Ienca 2026. #IntelligenzaArtificiale #PremioLaSteleDellaIenca #SusannaTamaro

www.ansa.it
Tamaro: 'L'IA cambia la percezione della realtà, io continuo a scrivere a mano'
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Il Post Jul 20

L'articolo esplora il processo di scrittura delle letters of last resort, lettere che ogni nuovo primo ministro britannico deve redigere per i comandanti dei sottomarini nucleari, contenenti istruzioni su come agire in caso di un attacco nucleare che uccida sia il primo ministro che il suo successore designato. #ArmiNucleari #LettersOfLastResort #RegnoUnito

www.ilpost.it
Quattro lettere su cosa fare in caso di attacco nucleare
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Luca Bizzarri Jul 19

La scrittura della Legge affidata a un adolescente schiavo dei social. E non è mica colpa sua, è colpa nostra. #Scrittura #SocialMedia #Responsabilità #Therearenospecificcountrymentionsinthetweetprovided.

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nello scavo Jul 9

Andrew ha 16 anni. Ha cominciato a scrivere un diario-romanzo sotto i bombardamenti russi quando di anni ne aveva 12. E' fuggito in Italia. E ora ha pubblicato "Sotto la città". Lui è un fenomeno. Bravi @feltrinellied ad avere scommesso sul talento di un adolescente. #SottoLaCittà #GiovaniTalenti #Scrittura #RU #IT

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ANSA.it Jul 9

L'arrivo di un nuovo strumento sviluppato per 'umanizzare' i testi scritti dall'Intelligenza Artificiale suscita preoccupazioni sulla sua potenziale eticità e sull'importanza di un utilizzo trasparente, mentre esperti avvertono che la delega totale all'IA potrebbe compromettere il controllo umano nel processo di scrittura scientifica. #IntelligenzaArtificiale #ScritturaScientifica #Etica

www.ansa.it
Preoccupa lo strumento che fa sembrare umani i testi scritti dall'IA
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