TEATRO-EDICOLA (FRANCESCO GRAVINO) SU “LA STAMPA (SPECCHIO)”, “SEI SEDIE AL TEATRO-EDICOLA” by FRANCESCA TAMBURRINO SOURCE: https://www.lastampa.it/specchio/rubriche/segue-buffet/2026/09/27/news/sei_sedie_al_teatro_-_edicola-15748967/ “SEI SEDIE AL TEATRO-EDICOLA" Per la gioia degli amanti del genere, la notizia è rassicurante: i teatri sono tornati di moda. Forse non erano mai passati ma lievemente appannati dall’interesse per altri generi ritenuti più contemporanei. Errore, il teatro dopo millenni regge all’usura e la negatività lo rinvigorisce. Become a Medium member Riaprono sale date per perse e nuovi spazi fioriscono. Perché il teatro si può fare ovunque, nelle case, nelle strade, sulle ceneri di spazi nati per altro. Per esempio nelle edicole: in molte città questi baracchini vendono di tutto fuorché ciò per cui furono pensate, i giornali. La trovata geniale la si scova nel foggiano con il Teatro-Edicola, il teatro più piccolo del mondo, sei sedie, meno di due metri quadrati, attenta programmazione, repliche ogni quindici minuti e il sold out è facilmente garantito. Un esperimento felice che ha incuriosito perfino la nobile rivista della statunitense Stanford University. La trovata della foggiana San Severo è piaciuta tanto agli allievi della Stanford, che ne hanno fatto un caso di studio. Il risultato è stato pubblicato sulla “Stanford Social Innovation Review (SSIR)” rivista trimestrale e sito web pluripremiato data la sua specializzazione specifica nella copertura di soluzioni multisettoriali ai problemi globali, considerata uno dei punti di riferimento mondiali per l’innovazione sociale. L’articolo “The Six-Seat Revolution”, vale a dire la Rivoluzione delle sei sedie, è stato curato dal ricercatore foggiano Luciano Magaldi sardella, supervisionato dell’editor David V. Johnson e si può recuperare nella sezione Dispatches della “Stanford Social Innovation Review”. Immaginarsi la soddisfazione della compagnia teatrale Foyer 97 che si vede proiettata nella fama globale e nell’interesse planetario, maturata in una pioggia di richieste di duplicazione. In fondo chi non ha uno spazio dismesso e in stato di abbandono da recuperare meritevole d’assurgere a presidio culturale? Intanto i benemeriti dell’idea vincente a ottobre torneranno in scena e già preparano il trentennale della compagnia che cade il prossimo anno. Su quelle sei sedie, loro assicurano, si sono seduti giovani e adulti in egual se pure striminzita misura. Un esperimento che nell’universo dello spettacolo viene seguito con attenzione. Tanto che Biagio Antonacci ha fatto tappa a sorpresa nel Teatro-Edicola dove ha cantato la sua “Iris”. Passanti in capannello oltre il sold out.
