WRLD

Search

#Esilio
Il Fatto Quotidiano 5d

The Catalan independentist Carles Puigdemont can return to Spain after 9 years of exile, as the Supreme Court has revoked the arrest warrant against him and against former ministers Toni Comín and Lluís Puig. #Catalogna #Puigdemont #Amnistia (translated)

www.ilfattoquotidiano.it
L’indipendentista catalano Puigdemont potrà tornare in Spagna dopo 9 anni: la Corte suprema ha revocato l’ordine di arresto
2147
Il Messaggero 2w

Garry Kasparov, a Russian opposition figure in exile and former chess champion, stated that he has been warned by Lithuanian and American security services that his life is in danger, revealing that he is on a list of people to be assassinated and claiming to take precautionary measures. #Kasparov #Russia #Opposizione (translated)

www.ilmessaggero.it
Kasparov: «La mia vita è in pericolo, avvisato dai servizi lituani e americani. Mi vogliono assassinare»
2059
Il Post 3w

María Corina Machado, leader dell'opposizione venezuelana in esilio, ha tentato senza successo di tornare in Venezuela sette volte, con tre recenti tentativi falliti in meno di 24 ore. #MaríaCorinaMachado #VenezuelanOpposition #RitornoInVenezuela

www.ilpost.it
María Corina Machado ha tentato di tornare in Venezuela sette volte, senza riuscirci
1502
Il Fatto Quotidiano 3w

L'Al-Hilal Omdurman, costretta all'esilio a causa della guerra in Sudan, ha saputo conquistare la gloria in due campionati stranieri, giocando per i connazionali che soffrono e affrontando la sfida di ritornare a casa. #AlHilal #CalcioSudanese #Esilio

www.ilfattoquotidiano.it
“Giocano per i sudanesi che soffrono”: l’Al-Hilal Omdurman scappa dalla guerra e diventa campione in due Paesi stranieri
8685
L
lastampa.it Sep 4

Il festival MiTo si apre con il Requiem pacifista di Britten, mentre artisti di diverse discipline esplorano temi di guerra, esilio e creatività nella loro varietà. #MiTo2026 #Britten #TorinoDanza

www.lastampa.it
TorinoSette, MiTo apre con il Requiem del pacifista Britten contro le guerre che uccidono il futuro
15781
Il Fatto Quotidiano Aug 29

Sarah Ferguson torna nel Regno Unito dopo un periodo di esilio legato agli scandali degli Epstein Files, sperando di passare inosservata mentre l'attenzione è concentrata su Harry e Meghan. #SarahFerguson #EpsteinFiles #RegnoUnito

www.ilfattoquotidiano.it
Sarah Ferguson torna nel Regno Unito dopo l’esilio per gli scandali degli Epstein Files. “Con tutti gli occhi puntati su Harry e Meghan, sperava di passare inosservata”
10545
Barbara Collevecchio Aug 27

@robymart62 Shlosberg è rimasto nel Paese quando poteva andare in esilio, e nella dichiarazione finale ha parlato di migliaia di persone perseguite per convinzioni pacifiche. Il silenzio sotto minaccia di 11 anni di colonia penale non è consenso, è deterrenza riuscita. #Giustizia #DirittiUmani #Libertà #IT

Il Fatto Quotidiano Aug 7

Dopo cinque anni di esilio, una selezione di 23 calciatrici afghane torna a competere a livello internazionale grazie a una deroga della Fifa, un evento che rappresenta un simbolo di resistenza contro la discriminazione e la repressione operata dai talebani, ma che evidenzia anche le ingiustizie subite dalle donne afghane in ambito sportivo e sociale. #CalcioFemminile #DirittiUmani #Afghanistan

www.ilfattoquotidiano.it
Il ritorno in campo delle calciatrici afghane dopo cinque anni di esilio. Amnesty: “Punite due volte e lasciate nel dimenticatoio”
18289
Il Fatto Quotidiano Jul 19

Dinorah Figuera, ex presidente dell'Assemblea Nazionale del 2015 e recentemente tornata in Venezuela dopo anni di esilio, si trova ora al centro delle trattative con il chavismo per la riforma del sistema elettorale e la ricostruzione istituzionale del Paese, un passaggio cruciale dopo il sequestro del presidente Nicolás Maduro. #Venezuela #DinorahFiguera #chavismo

www.ilfattoquotidiano.it
Venezuela, chi è Dinorah Figuera e perché è lei che tratta con il chavismo
16590
Il Post Jul 16

La Corte di giustizia dell'Unione Europea ha dichiarato che la legge sull'amnistia per gli indipendentisti catalani, approvata dal parlamento spagnolo nel 2024, è compatibile con le norme europee, aumentando così le possibilità di un ritorno in Spagna dell'ex presidente catalano Carles Puigdemont, attualmente in esilio. #Puigdemont #catalogna #amnistia

www.ilpost.it
Per la Corte di giustizia dell’Unione Europea la legge sull’amnistia per gli indipendentisti catalani è compatibile con le norme europee
16006
Paolo Becchi Jun 30

I giornali italiani ed europei NON DICONO CHE E' UN OLIGARCA UKRAINO in esilio da Zelensky ferito ieri nell'attentato a Monaco, assieme a moglie e figlio. #Ucraina #Zelensky #Monaco #IT #UA #DE

119
L
lastampa.it Jun 4

Il film d'animazione Persepolis, co-diretto da Marjane Satrapi e Vincent Paronnaud e presentato al Festival di Cannes nel 2007, narra la storia autobiografica di una ragazza iraniana durante e dopo la rivoluzione islamica del 1979, esplorando temi di identità, esilio e libertà attraverso uno stile in bianco e nero, ed è oggi considerato uno dei più importanti film d'animazione europei, soprattutto in memoria della sua autrice scomparsa a 57 anni. #Persepolis #MarjaneSatrapi #RivoluzioneIraniana

www.lastampa.it
Persepolis, il trailer del film di Marjane Satrapi: la storia che ha raccontato l’Iran al mondo
16709
Ultimora.net Jun 4

È morta Marjane Satrapi, fumettista franco-iraniana nota in tutto il mondo per “Persepolis”, romanzo poi diventato film che racconta la sua vita in Iran durante la Rivoluzione islamica e il suo successivo esilio in Europa. Aveva 56 anni "Marjane è morta di dolore poco più di un anno dopo la scomparsa di Mattias Ripa, suo marito e l'amore della sua vita", si legge in una dichiarazione della famiglia inviata all'AFP #MarjaneSatrapi #Persepolis #RIP

19215
Il Post Jun 4

È morta a 56 anni Marjane Satrapi, la fumettista franco-iraniana famosa per il suo romanzo a fumetti Persepolis, in cui narra la sua infanzia in Iran durante la Rivoluzione islamica e il suo esilio in Europa. #MarjaneSatrapi #Persepolis #fumetto

www.ilpost.it
È morta Marjane Satrapi, autrice di “Persepolis”
10145
Marco Setaccioli May 27

“Lukashenko ha detto che era ora che i presidenti di Ucraina e Bielorussia si incontrassero... ed è arrivata Sviatlana Tsikhanouskaya”. Ho preso spunto da questo interessante episodio, perché l’invito ufficiale a Kiev per la leader dell’opposizione bielorussa in esilio, considerata dalla comunità internazionale la legittima vincitrice delle elezioni del 2020, non è solo un assist alla Bielorussia democratica. È un capolavoro di "trolling" geopolitico. Una mossa di judo comunicativo che trasforma la minaccia del regime di Minsk, che proprio in questi mesi si presta a esercitazioni nucleari congiunte con Mosca, in una barzelletta da social network. Dietro la risata c’è infatti una strategia precisa, che per la prima volta nella storia della Russia di Putin sta mettendo a nudo i limiti strutturali della macchina d'informazione di Mosca. Per decenni, la Russia ha dominato lo spazio post-sovietico (e non solo) attraverso una dottrina di guerra d'informazione basata sulla saturazione, sul cinismo e sul terrore psicologico. La propaganda del Cremlino è rigida, verticale, solenne. Si nutre dei lunghi e cupi monologhi storici di Vladimir Putin, delle minacce nucleari apocalittiche di Dmitry Medvedev e dei talk-show televisivi urlati da megafoni di regime. È una comunicazione che esige rispetto o, in alternativa, paura. L'Ucraina ha capito che rispondere a questa narrazione con lo stesso tono accorato e burocratico sarebbe stato un suicidio comunicativo. Kiev ha così introdotto nel conflitto il linguaggio del XXI secolo: la decentralizzazione, l'ironia "memetica" e l'immediatezza. Quando Lukashenko si è offerto come mediatore, l'Ucraina non ha risposto con un freddo comunicato del Ministero degli Esteri. Ha usato il paradosso. Invitare Tsikhanouskaya significa dire al mondo, in modo chiaro e comprensibile a chiunque, che Lukashenko è un usurpatore senza legittimità. Il potere autoritario sa come gestire la rabbia o la sottomissione, ma si ritrova del tutto disarmato di fronte a chi decide di prenderlo in giro. L'episodio Tsikhanouskaya è solo l'ultimo capitolo di una strategia che ha radicalmente ribaltato i rapporti di forza comunicativi. Dai selfie in strada di Zelensky fatti nelle prime ore di invasione per smentire le notizie sulla sua fuga, fino alla documentazione meticolosa dell’impatto sui civili della guerra di terrore russa o ai successi delle azioni di guerra, ottenuti attraverso l’impiego di nuove tecnologie, ad evidenziare le differenze tra una macchina bellica offensiva russa costruita sulla retorica di grandi missili e bombardamenti a tappeto sulle città, e quella difensiva, agile, basata su invenzioni domestiche, capaci di bucare le difese della presunta superpotenza. La stessa nascita della NAFO (North Atlantic Fella Organization), un esercito decentralizzato di utenti web che, a colpi di ironia e immagini di cani Shiba, neutralizza quotidianamente i bot e i troll russi sui social è in questo senso un fenomeno emblematico. Questa agilità comunicativa serve a un duplice scopo. All'interno, mantiene alto il morale di una popolazione sotto le bombe, trasformando la resilienza in orgoglio. All'esterno, garantisce il supporto di parti delle opinioni pubbliche occidentali altrimenti esposte alla disinformazione di Mosca, traducendo una complessa e tragica guerra di logoramento in una narrazione universale di Davide contro Golia, dove Davide ha il volto di trenta-quarantenni spigliati e determinati, mentre il gigante non è solo cattivo, ma ha anche tutta la goffaggine di una spietata ed autoreferenziale gerontocrazia. C’è quindi, di conseguenza, anche un problema di velocità. La macchina della propaganda russa è una burocrazia pesante: per reagire a un imprevisto ha bisogno di direttive che scendano dall'alto. La comunicazione ucraina, invece, agisce in tempo reale, con l'elasticità di una start-up. A qualcuno questa guerra nella guerra potrà sembrare un dettaglio, ma in realtà non lo è. Perché soprattutto su questo terreno si gioca il sostegno del quale l’Ucraina ancora gode a livello internazionale. E dall’esito di questa battaglia dipende almeno in parte la possibilità di trasformare la vittoria di Kyiv in un trionfo del mondo libero. Vale a dire l’opportunità di bloccare ogni possibile via di fuga al regime morente di Vladimir Putin, cui non sarà possibile spacciare per pareggio una sconfitta che appare sempre più catastrofica e quindi sfuggire al destino che attende (quasi) tutti i più sanguinari dittatori della storia. #Ucraina #Bielorussia #Geopolitica

12783
L
lastampa.it May 22

Nell'intervista, il dissidente cubano Ferrer, ora in esilio a Miami, afferma che il regime castrista è in declino e che la popolazione desidera libertà e riforme, incluso il ritorno alla proprietà privata. #Cuba #dissidenza #libertà

www.lastampa.it
Cuba, il dissidente Ferrer: “Il regime castrista è agli sgoccioli. La gente sogna libertà e riforme”
15541