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Luciano Magaldi Sardella (PhD) 2h

LETTERE MERIDIANE — IL TEATRO-EDICOLA DI SAN SEVERO CONQUISTA IL MONDO SOURCE: SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/10/il-teatro-edicola-di-san-severo-conquista-il-mondo/?fbclid=IwY2xjawU4oqFleHRuA2FlbQIxMQBwZG9mAXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5rVEwYs6UUXg7v-P0SyIQ_DRb_F6ZiY58OcseYoV4J7atcTiERnhWaqKM2pw_aem_Njle1jq1XLzHr93KLBUcVA Dopo Broadway World, Los Angeles Journal, The Psychologist (British Psychological Association) ed Hollywood Beat Magazine, ora è arrivata la sua “consacrazione accademica” a cura della Stanford University. Come ho già sottolineato nel mio articolo sulla rivincita del GIO Festival a Foggia, celebrata dal BroadwayWorld per la prima mondiale scenica della giordaniana Marina (1888), la provincia di Foggia ha smesso ormai di essere periferia. Accade quando trova un’idea che sposta le coordinate: ebbene, a San Severo, a 40 chilometri da Foggia, è successo di nuovo. Solo che questa volta non serviva un’orchestra, ma sono bastate sei sedie. Il celebre Teatro-Edicola del sanseverese direttore artistico Francesco Gravino della Compagnia Teatrale Foyer’97 è finito sulla rivista accademica Stanford Social Innovation Review (SSIR) in qualità di caso di studio accademico. La notizia, rilanciata il 19 settembre 2026 da ANSA Nazionale, sembrava un refuso. Poi si è capito che non lo era. La SSIR, pubblicazione pluripremiata che copre soluzioni multisettoriali ai problemi globali, ha inserito il progetto nella sezione Dispatches con il reportage The Six-Seat Revolution. È il percorso inverso rispetto a quello del GIO Festival: non un’opera dimenticata che torna in un grande teatro storico italiano a ferro di cavallo, ma un teatro intero che rinasce dentro un luogo dismesso, dimenticato dall’uomo. Ci sono momenti in cui il passato e il futuro si intrecciano per creare qualcosa di visionario, innovativo, artisticamente “rivoluzionario”: San Severo ha vissuto uno di questi momenti la mattina del 27 marzo 2026, durante la Giornata Mondiale del Teatro, quando la saracinesca di un’edicola chiusa da sei anni in Via Matteo Tondi è stata riaperta “non per vendere giornali, ma per offrire emozionanti storie”, citando il motto graviniano. L’idea del visionario Francesco Gravino (nella foto sopra), direttore artistico, regista e attore della compagnia sanseverese Foyer ’97, attiva da almeno 30 anni in Capitanata si è basata sull’edicola, esagonale in metallo e vetro, concessa a titolo gratuito dal proprietario Pino Frau, ormai un relitto urbano creato dalla crisi dell’editoria degli inizi anni 2000: oggi in Italia le edicole attive sono scese da circa 35.000 nel 2005 a circa 20.000 nel 2024, con un calo del 42,8%. Gravino e altri undici attori l’hanno ristrutturata in due settimane di lavoro, senza fondi istituzionali, e l’hanno trasformata in quello che oggi è sotto esame della commissione londinese del Guinness World Record come “teatro più piccolo del mondo”. La formula è volutamente austera: sei spettatori alla volta fuori, attori dentro a meno di un metro, spettacoli di 15 minuti, rotazione continua dalle 11 alle 20.45, testi da Goldoni a Čechov, da Ibsen a Dacia Maraini. Sulla porta un QR code con un originale avvertimento teatrale: “Attenzione! Questo codice QR trasforma i passanti in attori. Scansionate solo se pronti.” I numeri hanno sùbito detto che non era una boutade: più di 60 persone in un solo pomeriggio, tre giornate inaugurali che hanno registrato il tutto esaurito. Ma soprattutto un’eco positiva che è andata oltre i confini sanseveresi. BroadwayWorld (proprio come il previo caso del GIO Festival) la più influente testata mondiale di critica teatrale con oltre 5,5 milioni di visualizzazioni mensili, il 27 aprile 2026 gli ha dedicato una copertura esclusiva: An Abandoned Italian Newsstand Just Became the World’s Smallest Theatre. Non una segnalazione, ma un’analisi: “Non c’è foyer, non c’è balconata, non c’è graticcia. C’è a malapena una quinta. Quello che c’è è qualcosa di quasi irriconoscibile come serata a teatro, e proprio per questo è ancora più potente.” BroadwayWorld ha colto l’idea manifesto di Gravino: “Questo è un teatro di prossimità. In un’epoca di distanza digitale, stiamo rimettendo il contatto umano al centro,” incorniciandolo come “Più che un abile esercizio di teatro site-specific. È una riappropriazione.”. Il tutto, in un Mezzogiorno d’Italia spesso raccontato solo per criminalità organizzata e marginalizzazione. A quel sigillo se ne è aggiunto un altro, ancora più spiazzante per un’edicola di San Severo: il Los Angeles Journal, una delle testate più influenti della West Coast per le arti performative. Il 12 maggio 2026, titola in questo modo: San Severo’s Teatro Edicola as an Innovative Model for Los Angeles Theaters? aprendo così: “In una città del Sud Italia di cui Hollywood non ha mai sentito parlare, un regista teatrale ha appena costruito il palcoscenico più piccolo del mondo: sei posti, quindici minuti, zero distanza. Los Angeles dovrebbe prestare attenzione.” Il Los Angeles Journal non fa folklore, ma mette il chiosco di via Matteo Tondi accanto al presigioso teatro losangelino Ahmanson da 1600 posti, al Pantages di Broadway in Hollywood, ai 99-seat plan di Rogue Machine, all’ Odyssey, al Victory Theatre e all’ Hollywood Fringe. Rievoca persino l’Electrical Box Theatre di Ethan Marks, una vera e propria scatola elettrica foderata di velluto rosso in downtown Los Angeles, per dire che Gravino ha portato all’estremo la domanda che Los Angeles si fa da decenni: Quanto piccolo può diventare un palco prima di smettere di essere un palco? E riconosce il modello urbano sanseverese: costo quasi zero, due settimane di lavoro e una sestina di sedie, a fronte di una immediata copertura mediatica provinciale, regionale e nazionale, riconoscimento dell’ Amministrazione Comunale sanseverese, e un format esportabile (quasi) ovunque. Dopodiché, il terzo tassello americano è arrivato dall’ Hollywood Beat Magazine il 20 aprile 2026: Six seats. Fifteen minutes. One actor. No stage. Il magazine racconta il chiosco di Via Tondi rimasto dismesso per quasi sei anni, il presidio culturale contemporaneo da sei posti, inserendo Francesco Gravino nella genealogia alta: Richard Schechner e l’environmental theatre, Jerzy Grotowski e il teatro povero, Nicolas Bourriaud e l’estetica relazionale. Ma chiude con concretezza: non è una tesi, è fixing a street corner, ovvero aggiustare un angolo di strada urbana chiedendosi non quanto grande può diventare un teatro, ma quanto piccolo deve tornare per recuperare il suo potere originario. E infine, il celebre londinese The Psychologist, la rivista della British Psychological Society (BPS), la più antica società di psicologia al mondo, ha trasformato il Teatro-Edicola in caso di studio scientifico: il 30 luglio 2026 pubblica The world’s smallest theatre — and Psychologists’ next act, partendo dallo stesso dettaglio, la mattina del 27 marzo in cui la saracinesca metallica del chiosco esagonale di Via Tondi si riapre dopo sei anni, sei persone dentro, un attore a meno di un metro che inizia Chekhov. Descrive la formula: sei spettatori, 15 minuti, 11 attori su 10 ore, da Goldoni a Euripide, dentro un chiosco dove la quarta parete non si rompe perché architettonicamente non è mai esistita. Ma la BPS fa un passo oltre: cita gli studi del 2025 di Damien Gabriel su IBRO Neuroscience Reports, la performance live genera attivazione emotiva e fisiologica misurabilmente più forte del video e introduce la prossemica di Edward Hall: sotto il metro è spazio intimo, riservato a medici, amici stretti, amanti. In quello spazio da un metro quadrato, il respiro dell’attore è udibile, le microespressioni leggibili, il confine sé-altro diventa permeabile. Il Teatro-Edicola “non rende il teatro migliore, lo rende inevitabile”. Ed è qui che si capisce perché Stanford lo studia come caso di studio accademico di innovazione sociale, non come caso di originalità artistica. In Italia, nel frattempo, il circuito mediatico nazionale aveva già intercettato il fenomeno: RaiNews — TG2 Storie lo porta su RaiDue alla mezzanotte del 19 aprile. RTL 102.5 dedica spazio al format ideato da Gravino e sviluppato da Foyer’97 nel cuore di San Severo in Via Tondi, definendolo micro-palcoscenico permanente capace di portare teatro nello spazio pubblico. ANSA.it, Gazzetta del Mezzogiorno, La Repubblica, TG2000, Radio Capital, RSI svizzera, ANSA Brasile e tanti altri seguono. E per diritto di cronaca: Fiorello lo ha elogiato in La Pennicanzacome caso artistico ispirato al suo Edicola Fiore, nonché Biagio Antonacci, nel suo tour nell’anfiteatro augusteo di Lucera, ha fatto tappa “conoscitiva” nel Teatro-Edicola cantando la celebre e nostalgica Iris davanti ad un pubblico sicuramente maggiore dei “sei posti”. La Compagnia Teatrale Foyer ’97 di Francesco Gravino non è nata ieri: ha alle spalle il Teatro-Cantina del 2016, il teatro sottoterra, e nel 2011 una performance sulla torre campanaria di una chiesa del centro di San Severo a 45 metri d’altezza. Il Teatro Edicola completa, nelle parole di Gravino, “l’intera estensione verticale del teatro: sottoterra, piano strada, tetto”. E si prepara al trentennale del 2027 puntando ad acquistare l’edicola per renderla permanente esportando il “Modello San Severo” a Roma, Lucca, nei festival di Santarcangelo e Todi. Come per il GIO Festival, qualcuno potrebbe osare di affermare che si tratta solo di un exploit ma, quando BroadwayWorld ti mette accanto alla Los Angeles Opera House, il Los Angeles Journal ti propone come modello per Hollywood, Hollywood Beat Magazine ti legge con Grotowski e la British Psychological Society ti usa per spiegare i neuroni specchio, non è più un exploit ma un eccellente posizionamento artistico ed accademico. A chi ancora sussurra che Foggia e la Capitanata siano provincia, la risposta ora è scritta su due fronti opposti e complementari: il 5 giugno a Foggia un’opera di 138 anni ha ritrovato la scena al Giordano finendo su BroadwayWorld; il 27 marzo a San Severo un’edicola di 4 metri quadrati ha inventato una scena che non esisteva, finendo a Stanford, a Los Angeles, a Hollywood e a Londra. La periferia, quando ha un’idea precisa, diventa centro. Anche con sei sedie. Luciano Magaldi Sardella

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Il teatro-edicola di San Severo conquista il mondo
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Il Messaggero Sep 10

La tensione nel Golfo Persico aumenta dopo che le forze americane hanno attaccato le petroliere iraniane in risposta a tentativi di attacco contro navi statunitensi, mentre l'Iran ha lanciato missili contro basi americane in Giordania e rivendica attacchi contro cacciatorpediniere della Marina. #Iran #GolfoPersico #TensioniInternazionali

www.ilmessaggero.it
Hormuz, sale la tensione: raid Usa sulle petroliere. L?Iran colpisce le basi americane in Giordania
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Il Fatto Quotidiano Sep 9

L'esercito statunitense ha annunciato di aver distrutto cinque petroliere iraniane in risposta a recenti attacchi del regime iraniano contro navi americane e obiettivi in Giordania, mentre i Pasdaran dichiarano di aver colpito due navi statunitensi come rappresaglia. #Iran #Usa #Guerra

www.ilfattoquotidiano.it
Usa: “Distrutte 5 petroliere iraniane”. Media: “Bombe a grappolo di Teheran in Giordania contro obiettivi americani”
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jacopo iacoboni Sep 9

Questa notte, per respingere l'attacco balistico iraniano, le basi americane in Giordania hanno utilizzato circa tra 70 missili Patriots, secondo diversi analisti. L'Ucraina ne ha chiesti 300 per tutto l'inverno https://t.co/avhOVbHW8a #Iran #Missili #Ucraina

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L
lastampa.it Sep 9

Gli Stati Uniti hanno confermato la distruzione di cinque petroliere iraniane in risposta agli attacchi di Teheran contro una nave della Marina americana, mentre l'Iran ha reagito lanciando attacchi in Giordania. #Iran #Usa #Guerra

www.lastampa.it
Gli Usa: distrutte 5 petroliere iraniane dopo gli attacchi di Teheran alla nave americana
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Luciano Magaldi Sardella (PhD) Sep 5

"GIO FESTIVAL (FOGGIA)" CONQUERS HOLLYWOOD AND ENTERS THE RACE FOR THE “OPERA OSCARS” (BEST RECORDING OF MONTH FOR GRAMOPHONE UK) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/gio-festival-foggia-conquers-hollywood-enters-race-uk-sardella-ph-d--tlaee/ SOURCE 1: https://hollywoodbeatmagazine.com/2026/09/03/giordanos-marina-journey-nominated-for-international-opera-awards/ SOURCE 2: https://www.instagram.com/p/DcWc0dfjBr4/ There comes a moment in the cultural life of a nation when tradition ceases to be mere memory and once again becomes an event. Such is what is now unfolding with Marina by Umberto Giordano: the long‑lost opera, newly reborn through the “GIO Festival” led by Dino De Palma and Gianna Fratta, and today officially nominated for the “International Opera Awards”, the so‑called “Opera Oscars” that each year celebrate the world’s finest achievements in musical theatre. The announcement — reported by the prestigious Californian magazine Hollywood Beat Magazine — marks a historic turning point: a work that remained in obscurity for more than a century now ascends to the international stage, projecting Italian creativity into the very heart of the global cultural industry. It is not merely a recognition; it is a signal. The Teatro Umberto Giordano, the entire organisational engine of the “GIO Festival”, together with all public and private institutions involved, demonstrates once again that when it chooses to honour its treasures, it still has the power to astonish the world. Marina is not simply a rediscovered opera: it is a journey that begins with the archival papers of the “Frederick R. Koch Collection” at Yale University’s “Beinecke Rare Book and Manuscript Library”, passes through the passion of musicologists such as Andreas Gies, ignites in the production of the “GIO Festival”, and — after attracting the attention of “Broadway World” with its six million monthly global readers — now reaches Hollywood, where the international press celebrates its dramatic potency, its luminous vocal writing, and its striking modernity. In an operatic landscape often dominated by the great repertory titles, the nomination of “Marina (1888)” shows that a work can still be rediscovered, reinvented, relaunched. It can speak to the present — and it can do so with the voice of Foggia and of the people of Foggia across the world. For those who cherish culture, music, and history, this is a moment to remember. For those who believe in the value of research and dissemination, it is a victory to celebrate. For those who live opera as a mission, it is an epoch‑making triumph. And now, with its nomination for the International Opera Awards — the global “Opera Oscars” — the journey of Marina and of Umberto Giordano continues. Towards the world. Towards the future. Towards a new chapter in the great Giordanian tradition. At long last, we may say: Welcome back, Umberto!

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"GIO FESTIVAL (FOGGIA)" CONQUERS HOLLYWOOD AND ENTERS THE RACE FOR THE “OPERA OSCARS” (BEST RECORDING OF MONTH FOR GRAMOPHONE UK)
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Luciano Magaldi Sardella (PhD) Sep 5

“MARINA” DAL “GIO FESTIVAL (FOGGIA)" CONQUISTA HOLLYWOOD, SI CANDIDA AGLI OSCAR DELLA LIRICA (MIGLIOR REGISTRAZIONE PER GRAMOPHONE UK) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/marina-dal-gio-festival-foggia-conquista-hollywood-si-sardella-ph-d--4fjve/ SOURCE 1: https://hollywoodbeatmagazine.com/.../giordanos-marina.../ SOURCE 2: https://www.instagram.com/p/DcWc0dfjBr4/ C’è un momento, nella vita culturale di un Paese, in cui la tradizione smette di essere memoria e torna ad essere avvenimento. È ciò che sta accadendo con “Marina” di Umberto Giordano, l’opera perduta e finalmente rinata grazie al GIO Festival di Dino De Palma ,e Gianna Fratta, oggi ufficialmente candidata agli “International Opera Awards”, gli “Oscar della lirica” che ogni anno celebrano le eccellenze mondiali del teatro musicale. La notizia, rilanciata dalla prestigiosa rivista californiana “Hollywood Beat Magazine”, segna un passaggio storico: un titolo rimasto nell’ombra per oltre un secolo conquista la ribalta internazionale, proiettando la creatività italiana nel cuore dell’industria culturale globale. Non è solo un riconoscimento ma un segnale: il Teatro Umberto Giordano, tutta la macchina organizzativa del GIO Festival assieme a tutti gli altri enti pubblici e privati coinvolti, quando decide di valorizzare i suoi tesori, sa ancora stupire il mondo. “Marina” non è soltanto un’opera ritrovata ma un viaggio che parte dalle carte d’archivio della collezione “Frederick R. Koch” della “Beinecke Rare Book and Manuscript Library” della Yale University, attraversa la passione dei musicologi come Andreas Gies, si accende nella produzione del GIO Festival e, dopo aver attirato l’attenzione di “Broadway World” con i suoi 6 milioni divisite mondiali mensili, approda ora ad Hollywood, dove la critica internazionale ne celebra la forza drammatica, la scrittura vocale luminosa, la modernità sorprendente. In un panorama lirico spesso dominato dai grandi titoli di repertorio, la candidatura di “Marina” può ancora essere scoperta, reinventata, rilanciata. Può parlare al presente, e può farlo con voce di Foggia e dei foggianoi nel mondo. Per chi ama la cultura, la musica, la storia, questo è un momento da ricordare! Per chi crede nel valore della ricerca e della divulgazione, è una vittoria da celebrare! Per chi vive la lirica come missione, è un trionfo epocale! E ora, con la candidatura agli International Opera Awards, gli “Oscar mondiali della lirica”, il viaggio di “Marina” e di Umberto Giordano continua. Verso il mondo. Verso il futuro. Verso un nuovo capitolo della grande tradizione giordaniana. Finalmente possiamo dire: Bentornato, Umberto !!!

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“MARINA” DAL “GIO FESTIVAL (FOGGIA)" CONQUISTA HOLLYWOOD, SI CANDIDA AGLI OSCAR DELLA LIRICA (MIGLIOR REGISTRAZIONE PER GRAMOPHONE UK)
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Luciano Magaldi Sardella (PhD) Sep 5

Dopo “Broadway World”, la Marina (1888) del Teatro Umberto Giordano (GIO Festival) di Foggia approda sul belga “Opera Gazet” SOURCE: https://medium.com/@ingnucllms/dopo-broadway-world-la-marina-1888-del-teatro-umberto-giordano-gio-festival-di-foggia-d8a501107038 SOURCE: https://www.operagazet.com/marina-by-giordano-its-world-stage-premiere-in-foggia/ Dalla homepage di “Broadway World” alle pagine dell’autorevole magazine internazionale: la prima scenica mondiale del melodramma giovanile di Umberto Giordano consacra Foggia capitale del verismo ritrovato. FOGGIA, 29 agosto 2026 — Vi è un destino che attende, paziente, di compiersi. È il destino di Marina, melodramma in un atto su musica di Umberto Giordano e libretto di Enrico Golisciani, composta nel 1888 per il celebre concorso Sonzogno e poi ritirata dallo stesso compositore, caduta in un oblio lungo 138 anni. Quel destino si è compiuto il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, con la World Staging Premiere dell’opera, evento inaugurale della prima edizione del GIO Festival — Giordano International Opera Festival, la nuova manifestazione internazionale che dal 5 al 20 giugno ha trasformato la Capitanata in un palcoscenico diffuso dedicato al Maestro foggiano. Un’impresa culturale di respiro europeo, promossa dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, che ha saputo restituire alla storia un tassello fondamentale del verismo nascente. L’allestimento foggiano — regia di Giandomenico Vaccari, direzione e concertazione di Matteo Dal Maso, scene e costumi di Alfredo Troisi, luci di Massimo Russo, nel ruolo eponimo il soprano Valeria Sepe — ha rappresentato non una semplice esecuzione, ma la resurrezione scenica di un’opera creduta perduta, la cui partitura autografa è stata riscoperta solo recentemente presso la Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University, nella Frederick R. Koch Collection, grazie al lavoro filologico del direttore d’orchestra e musicologo veneto di origini tedesche, Andreas Gies, che ne ha curato l’edizione critica. Dopo l’eco transatlantica che ha visto il GIO Festival conquistare la homepage di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale di Marina, con foto esclusive dello storico debutto, giunge oggi un nuovo, prestigioso riconoscimento internazionale. L’autorevole magazine operistico belga Opera Gazet dedica infatti un’ampia recensione musicologica all’evento foggiano con l’articolo: “ “MARINA” (by Giordano) — ITS WORLD STAGE PREMIÈRE IN FOGGIA”. Un approdo tutt’altro che secondario. Se “Broadway World” ha segnato il debutto transatlantico dell’opera del grande compositore foggiano, Opera Gazet ne suggella la consacrazione critica presso il pubblico più esigente e specializzato: quello dei melomani, degli studiosi e degli addetti ai lavori di tutto il mondo. Da Foggia a New York, da New York al circuito della stampa lirica internazionale. Il percorso di Marina conferma ciò che il GIO Festival ha inteso dimostrare sin dalla sua fondazione: il patrimonio giordaniano non è memoria locale, ma repertorio vivo, capace di dialogare con i grandi palcoscenici e con le più prestigiose testate del mondo. La riscoperta di Foggia è ormai patrimonio di tutti.

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Luciano Magaldi Sardella (PhD) Sep 5

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-rivincita-del-gio-festival-broadway-world-celebra-e-asgue/ SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/08/la-rivincita-del-gio-festival-broadwayworld-celebra-marina-e-foggia/ Il GIO Festival è stato a dir poco snobbato da Rai3 Puglia e da altre testate regionali. Ma il festival dedicato a Umberto Giordano, promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, si è preso una bella rivincita, finendo nella home page di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale dell’opera Marina, andata in scena il 5 giugno scorso al Teatro Umberto Giordano di Foggia. Non è poco, visto che BroadwayWorld è tra i più importanti siti statunitensi dedicati al teatro e allo spettacolo. Lo sbarco oltreoceano dell’opera del grande compositore foggiano non è sfuggito a Luciano Magaldi Sardella, che ha inviato alla redazione di Lettere Meridiane un approfondito e interessante contributo che potete leggere di seguito. Nell’articolo, l’autore ricostruisce con maestria la straordinaria vicenda della prima opera di Giordano, composta nel 1888 e rimasta per 138 anni senza un allestimento scenico, fino alla storica rappresentazione del 5 giugno scorso al Teatro Giordano. Ma soprattutto racconta come la prima edizione del GIO Festival abbia riportato Foggia al centro della scena lirica internazionale, attraverso il ritrovamento e la valorizzazione di Marina, il coinvolgimento di importanti istituzioni musicali e l’attenzione della stampa americana. Una stimolante riflessione sul riscatto culturale e identitario di una città che troppo a lungo ha portato il nome di Giordano sul frontone del proprio teatro senza riuscire a farne leva di visibilità internazionale. (g.i.) + + + + + Ci sono momenti nella storia di una città in cui il passato e il futuro si stringono la mano sul palcoscenico del presente. Foggia ha vissuto uno di questi momenti la sera del 5 giugno 2026, quando il sipario del Teatro Umberto Giordano si è alzato su Marina, un’opera composta nel lontano 1888 da un pressappoco ventunenne di nome Umberto Giordano, ancora studente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. E quella partitura ha finalmente trovato, dopo centotrentotto anni di silenzio, il suo primo respiro scenico nel mondo. “Non è un evento ordinario. È una svolta. Un vuoto colmato. Una storia riscritta.” Umberto Giordano, uno dei più celebri compositori veristi della fin-de-siècle, nato a Foggia, autore di capolavori come Andrea Chénier, Fedora, Siberia, era rimasto fino ad oggi l’unico grande operista italiano senza un festival interamente dedicato alla sua opera. Un paradosso che pesava come un’ingiustizia storica su una città che porta il suo nome inciso sul frontone del proprio teatro più bello. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival, durante la prima edizione del Giordano International Opera Festival. Il manoscritto, custodito nella Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, ha compiuto un viaggio straordinario: dalle biblioteche d’élite della costa est americana al cuore pulsante della Daunia. Nella notte del 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano di Foggia, quel silenzio si è finalmente spezzato. Il GIO Festival è nato a Foggia come un grande nuovo progetto culturale promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia, con l’obiettivo di trasformare l’eredità artistica del compositore verista in un motore di valorizzazione territoriale e turismo culturale. Sotto la direzione artistica della direttrice d’orchestra Gianna Fratta e del violinista Dino De Palma, l’evento colma finalmente un vuoto storico. Il modello di riferimento è esplicito e ambizioso: un progetto ispirato ai grandi festival dedicati ai compositori italiani come il Verdi Festival, il Puccini Festival, il Rossini Opera Festival (e così via…) , pur mantenendo una forte dimensione territoriale e partecipativa. Foggia, in altri termini, si candida ufficialmente al tavolo dei grandi. E lo fa con le credenziali che servono: una prima mondiale scenica irripetibile (parallela a quella concertistica del teatro milanese Dal Verme registrata dalla prestigiosa casa discografica lirica Decca Classics), una produzione operistica di qualità (tutta la macchina organizzativa), istituzioni culturali di primo piano al suo fianco (Teatro dell’Opera di Milano, Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari). Il festival si è avvalso della collaborazione dell’Orchestra del Conservatorio e del Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, della Fondazione dei Monti Uniti e della Fondazione Apulia Felix. Una rete di eccellenze che ha conferito alla manifestazione spessore e risonanza nazionale. Il Teatro Umberto Giordano è uno scrigno ottocentesco di rara bellezza, il più antico teatro funzionante storico a ferro di cavallo in Puglia. Eppure per decenni ha vissuto in una sorta di semiclandestinità culturale, relegato ai margini delle rotte liriche che contano, condannato anche da ritari di lavorazioni che ne hanno bloccato l’utilizzo dal 2007 al 2014, inclusa la recente richiesta di adeguamento antincendio. Inoltre, Qualcuno lo chiamava, con quel misto di condiscendenza e rassegnazione tutta provinciale, “teatro di provincia”, destinato solo a raccogliere la denominazione storica di Umberto Giordano. Quell’etichetta è ora destinata a cadere. È proprio a Foggia che questo piccolo capolavoro giovanile ha visto il suo primo allestimento scenico, inserendo la città nella toponomastica internazionale dell’opera lirica. Un posizionamento che non ha precedenti nella storia recente della città. Il Teatro Giordano ha registrato il tutto esaurito nella storica prima in formato scenico della Marina giordaniana, accogliendo centinaia di spettatori, mentre altrettanti hanno seguito lo spettacolo dall’esterno grazie a un maxi schermo allestito per l’occasione. La produzione ha risposto con piena dignità artistica alle aspettative: l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Sul podio, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia diretta da Matteo Dal Maso. Scene e costumi affidati ad Alfredo Troisi, luci curate da Massimo Russo. Un ensemble di talenti che ha reso onore al nome che il teatro porta con orgoglio. Il sigillo definitivo dell’importanza storica di questo momento è arrivato dall’altra parte dell’Atlantico. Broadway World, la più influente testata mondiale di critica e informazione sullo spettacolo dal vivo, arricchito dalle sue oltre 5,5 visualizzazioni mensili nel mondo, ha dedicato all’evento una copertura esclusiva, pubblicando una galleria fotografica integrale della première mondiale scenica a cura di Chloe Rabinowitz e un approfondimento critico di notevole spessore a cura di Rachel Stone. L’articolo della testata americana ha sottolineato il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale, evidenziando la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore. Il Teatro Umberto Giordano è così approdato per la prima volta sul sito newyorchese affiancandosi a leggendo comer Los Angeles Opera House, Houston Opera, BBC Classical Music at Royal Opera House, e via dicendo. È lì il suo posto naturale. Doveva esserci già da almeno diversi decenni. Ma finora il mondo conosceva Umberto Giordano, ricordandosi i suoi successi milanesi e non l’opera giovanile scritta tra Foggia e il conservatorio di Napoli, la perduta (e poi ritrovata) Marina (1888). Ma sottolineiamolo: non è un dettaglio secondario. Broadway World non dedica gallerie esclusive ai teatri di provincia. Lo fa per gli eventi che spostano le coordinate della storia della musica, dell’opera, del teatro nei circuiti che contano. E questa volta, quelle coordinate si sono spostate su Foggia grazie al GIO Festival, in nome di Umberto Giordano. Ricordiamo per onor di cronaca, o per chi ancora non lo sapesse, che Il GIO Festival è un nuovo e ambizioso evento a cadenza biennale ideato dalla Camera di Commercio di Foggia, con l’obiettivo di celebrare il genio del compositore foggiano Umberto Giordano e trasformarlo in un potente volano di sviluppo per l’intera Capitanata. Biennale significa continuità, progettualità, visione. Significa che Foggia non vuole essere una meteora nel firmamento operistico, ma una presenza stabile e riconoscibile nel panorama dei festival lirici del circuito internazionale. Andrea Chénier, Siberia e Fedora avevano già portato da almeno un secolo il nome di Giordano al Metropolitan Opera House di New York, dove l’opera viene eseguita ancora oggi con grande partecipazione di pubblico. Ora è Foggia stessa, non solo le sue opere sparse per il mondo, a reclamare il proprio “posto al sole”. Il compositore che la sua città aveva faticato a riconoscere in vita, e di cui conserva il nome sul teatro, sulla piazza e sul conservatorio, può diventare finalmente leva di un riscatto culturale, economico e identitario senza precedenti. Il GIO Festival 2026 non è un punto d’arrivo, spero. Dovrebbe essere il primo capitolo di una storia nuova per Foggia, per la Capitanata, per il Mezzogiorno culturale italiano. Il Teatro Umberto Giordano non è più soltanto un gioiello architettonico da preservare: è diventato ora un luogo di creazione e di ispirazione, capace di attrarre l’attenzione della stampa internazionale e di ospitare eventi che entrano nei libri della lirica mondiale. A chi ancora sussurra che Foggia è una città di provincia, la risposta ora è scritta sui palchi del mondo: la sera del 5 giugno 2026, la periferia è diventata centro.

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La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra)
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Luciano Magaldi Sardella (PhD) Sep 5

Dalla Yale University a Foggia: la Prima Mondiale in forma scenica di “Marina” al Teatro Umberto Giordano di Foggia SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/dalla-yale-university-foggia-la-prima-mondiale-forma-sardella-ph-d--jjthe/ SOURCE: https://www.foggiareporter.it/dalla-yale-university-a-foggia-la-prima-mondiale-in-forma-scenica-di-marina-al-teatro-giordano.html (Ringraziando la meravigliosa giornalista dr.ssa Christiana Lenoci...) Dalla Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University a Foggia. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival – Giordano International Opera Festival. A ricordarlo è Luciano Magaldi Sardella, Contributing ” Review of Books” Critic, London School of Economics (LSE). Il progetto è stato ideato da Gianna Fratta e dalla direzione artistica del GIO Festival per trasformare Foggia, il Tavoliere, i Monti Dauni e il Gargano in un palcoscenico diffuso dedicato al compositore foggiano, sul modello dei grandi festival di Verdi, Rossini e Bellini. La partitura scomparsa Il ventunenne Umberto Giordano partecipa al Concorso Sonzogno di Milano con Marina, melodramma in un atto. Su 72 concorrenti, si piazza tra i primi dodici. Il premio va alla Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Giordano ottiene una menzione d’onore, ritira la partitura e ne ricicla parte della musica nella successiva Mala Vita (1892). Dopo la sua morte, nel 1948, il manoscritto scompare e finisce, del tutto legalmente, catalogato e dimenticato nella collezione di Yale. A riportarla alla luce è stato il musicologo e direttore d’orchestra Andreas Gies che, studiando le opere di Leoncavallo, ha individuato la partitura autografa nel catalogo online di Yale. Insieme al collega sanseverese Emanuele d’Angelo, Gies ha curato una rigorosa edizione critica che ha restituito leggibilità all’opera. Dopo la prima assoluta in forma di concerto al Teatro Dal Verme di Milano nel febbraio 2026 – lo stesso teatro che vide gli esordi di Puccini e Leoncavallo – incisa dal vivo da Decca Classics con Eleonora Buratto nel ruolo del titolo e Freddie De Tommaso come Giorgio, lodata da Gramophone e dal Times di Londra, Marina è finalmente tornata a casa. Foggia se la riprende Il 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano, la prima scenica mondiale. Regia di Giandomenico Vaccari, che ha trasposto l’azione all’epoca della Prima Guerra Mondiale, direzione di Matteo Dal Maso, vincitore del Donatella Flick LSO Conducting Competition, e Valeria Sepe nel ruolo di Marina. Un evento storico per una città che dà il nome al suo Teatro e al suo Conservatorio, ma che fino ad oggi era l’unica tra le città dei grandi operisti italiani senza un festival interamente dedicato al suo compositore. Il GIO Festival, dal 5 al 20 giugno, si è diffuso in 16 giorni e oltre 20 eventi in sette comuni della Capitanata – Foggia, Manfredonia, Peschici, Vieste, Biccari, Roseto Valfortore e Torremaggiore – unendo opera, jazz, cinema e danza. Il finale: l’opera come intervento urbano La sera del 20 giugno 2026, tredici tir sono entrati in Piazza Cavour a Foggia da Milano. Trasportavano l’intero apparato produttivo del Teatro alla Scala. La piazza si è trasformata in un teatro a cielo aperto per Andrea Chénier di Umberto Giordano, diretto da Gianna Fratta con Maria Agresta e Jorge de León, davanti a migliaia di cittadini. L’opera di un rivoluzionario, esplosa nell’aria d’estate della città dove Giordano è nato. Un’operazione di teatro di prossimità che ha dimostrato cosa può fare un manoscritto: trasformare un archivio dimenticato in un motore di sviluppo economico e turistico per il territorio, con percorsi a enigmi di Confcommercio, menù a tema giordaniano e QR code con avatar digitale del compositore. Marina è stata perduta per 138 anni. Per riportarla indietro sono bastati sei mesi, una tessera di biblioteca e un festival.

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Dalla Yale University a Foggia: la Prima Mondiale in forma scenica di “Marina” al Teatro Umberto Giordano di Foggia
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Il Messaggero Sep 1

Gli Stati Uniti hanno bombardato l'isola di Larak in risposta a minacce iraniane, suscitando nuove tensioni in Medio Oriente e provocando la reazione di Teheran che ha lanciato missili contro basi americane in Giordania. #Iran #MedioOriente #Trump

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Guerra in Iran, gli Usa bombardano l?isola di Larak. Trump: «Colpiremo duramente, ormai sono falliti»
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ANSA.it Aug 31

Gli Stati Uniti hanno intensificato i raid in Iran, colpendo l'isola di Larak, mentre Teheran risponde attaccando obiettivi americani in Giordania e promettendo vendetta. #Iran #Guerra #Petrolio

www.ansa.it
Tornano i raid Usa in Iran, attacco su Larak. Teheran prende di mira le basi americane
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Peter Gomez Aug 31

Riprende la guerra tra Usa e Iran. Raid di Washington sull’isola di Larak. Missili di Teheran su basi americane in Giordania ed Emirati. “Petroliera in fiamme a Hormuz” - leggi https://t.co/LQj06RzitF #GuerraUsaIran #ConflittoMediorientale #PetrolieraHormuz #US #IR #JO #AE

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Il Fatto Quotidiano Aug 31

La guerra tra Stati Uniti e Iran si intensifica con un attacco statunitense sull'isola di Larak e contromisure iraniane che includono missili su basi americane in Giordania ed Emirati, mentre una petroliera è in fiamme nello Stretto di Hormuz a causa di mine. #Iran #Usa #Hormuz

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Riprende la guerra tra Usa e Iran. Raid di Washington sull’isola di Larak. Missili di Teheran su basi americane in Giordania ed Emirati. “Petroliera in fiamme a Hormuz”
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lastampa.it Aug 31

L'Iran ha risposto a un attacco statunitense lanciando missili contro basi in Giordania, secondo fonti arabe e conferme da un funzionario americano. #Iran #Giordania #AttaccoMilitare

www.lastampa.it
Nuovo attacco Usa su Hormuz. Teheran risponde: missili contro basi in Giordania
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Il Fatto Quotidiano Aug 5

Il principe Ali bin Al Hussein accusa Gianni Infantino di aver ricattato la Giordania, affermando che il pagamento del premio per il secondo posto nella Coppa Araba FIFA sarebbe stato condizionato dal sostegno alla sua ricandidatura, mentre il denaro promesso non è ancora stato versato. #FIFA #GianniInfantino #Calcio

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Infantino choc, il principe di Giordania lo accusa: “Mi ha ricattato. Non lo abbiamo appoggiato in passato e non lo faremo ora”
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Il Fatto Quotidiano Aug 4

La Giordania ha convocato una riunione d'emergenza dei Paesi arabi e musulmani per discutere il rischio di una guerra religiosa a causa delle operazioni di reclutamento di ebrei religiosi per una nuova unità di polizia sul Monte del Tempio, che potrebbero portare a un'occupazione della Spianata delle Moschee e a tensioni nel mondo musulmano, con le elezioni israeliane in vista. #Gerusalemme #Giordania #Israele

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“Gli estremisti israeliani vogliono occupare la Spianata delle Moschee”: la Giordania convoca una riunione d’emergenza dei Paesi arabi e musulmani
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Gianni Infantino Jul 31

Si tratta di un'opportunità, non un obbligo, sarà istituita solo se approvata dalla maggioranza delle 211 federazioni affiliate e dal Consiglio Fifa. L'obiettivo è liberare un potenziale commerciale finora non pienamente sfruttato e redistribuire maggiori risorse allo sviluppo del calcio mondiale.Dieci anni di crescita dei finanziamenti attraverso il programma Fifa Forward hanno permesso a nazionali come Capo Verde, Curaçao, Giordania e Uzbekistan di qualificarsi per la prima volta nella loro storia a una Coppa del Mondo. Vogliamo contribuire a creare le prossime realtà stile Capo Verde. I tifosi rimangono il pilastro fondamentale del gioco e lo sport che amano non cambierà. Il mio compito, come presidente, è creare le condizioni affinché il calcio prosperi in tutto il mondo e generi un valore condiviso e duraturo. Con questo obiettivo abbiamo lavorato negli ultimi mesi insieme all'amministrazione Fifa per offrirvi questa opportunità, senza lasciare indietro nessuno. Tuttavia, la decisione spetta a voi.

Uefa contro la Fifa, boicottaggio dei Mondiali? Ecco tutti i tornei a rischio
www.ilmessaggero.it
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Бивш шведски премиер: Инатът на Путин го тласка към най-лошия сценарий в Украйна
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ANSA.it Jul 30

Donald Trump ha autorizzato una massiccia campagna aerea contro l'Iran, con attacchi su vari obiettivi militari dopo l'escalation dei lanci di missili iraniani contro le truppe americane in Giordania, mentre sussistono timori di un ampliamento del conflitto nel Medio Oriente che potrebbe coinvolgere l'Egitto e il Canale di Suez. #Trump #Iran #conflittoMedioOriente

www.ansa.it
Nuova rappresaglia sull'Iran, Trump valuta una vasta campagna aerea
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ANSA.it Jul 30

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver distrutto e danneggiato diversi F-35 americani in un raid su una base in Giordania in risposta agli attacchi statunitensi che hanno causato morti in Iran, mentre Donald Trump si mostra esasperato dalla mancata strategia sull'Iran all'interno della sua amministrazione. #Iran #Usa #Trump

www.ansa.it
Duri raid Usa sull'Iran. I pasdaran: 'Distrutti e danneggiati F-35 in una base in Giordania'
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