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lastampa.it 3d

At the Frankfurt Fair, the Publishers Association announced a significant increase in the sale of translation rights for Italian books, highlighting a small boom for Italian literature abroad. #LibriItaliani #FieraDiFrancoforte #Traduzione (translated)

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Libri italiani all’estero, un piccolo boom
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Frenkie_Woody 3w

MATRIMONIO AL NORD: Chiesa alle 11. Ristorante alle 13. 60 invitati. Antipasto, primo, secondo, dolce e caffè. Alle 17: «Grazie di tutto, bellissima giornata». Alle 17:30 sono già tutti a casa. 😂 MATRIMONIO AL SUD: Ore 6:00: sveglia. La signora prepara la borsa: busta con 300 euro, fazzoletti, trucco e TRE paia di scarpe. Perché nessuno sa quando finirà la giornata. Ore 11: chiesa. 150 persone. «Marò, quant’è fatt gruoss ’o figlio ’e Michele!» «Ma Franchino s’è spusato?» «E chesta chi è? A mugliera?» 😂 Finisce la cerimonia e partono 4 chili di confetti lanciati con una potenza che la Protezione Civile monitora la zona. Poi carovana di 70 macchine, clacson impazziti e gente ai balconi che non sa chi si è sposato ma saluta lo stesso. Arrivi al ristorante e trovi ALTRE 250 PERSONE. Non erano in chiesa perché stavano «facendo l’aperitivo». Traduzione: 7 Campari e 4 prosecchi. 😂 Ore 14:00, 400 persone sedute. Cominciano gli antipasti. Ore 17:30: stanno ancora arrivando gli antipasti. Poi due primi, due secondi, fritture, sorbetto, frutta, dolci e una quantità di cibo sufficiente a sfamare un piccolo comune. Tra una portata e l’altra si balla. Le mogli scatenate in pista. I mariti al tavolo a discutere di calcio, pensioni, macchine e lavori abusivi fatti nel 1997. Ore 21:00. «Signori, è aperto il buffet serale!» IL BUFFET SERALE?! 😳 Ma se stiamo mangiando da otto ore! A mezzanotte ricompare pure la pasta. Ore 1:00, finalmente un uomo trova il coraggio: «Me ne voglio andare… m’aggio stancato.» Ma prima bisogna superare l’ultima fase. La zia chiama il cameriere: «Cameriè, fammi tre vassoi… aggia purtà nu poco ’e robba ô cane e ê gatti.» Il cane non vedrà mai niente. 😂 Ore 2:00. Rientro a casa: cravatta scomparsa, giacca sul braccio, camicia con tre macchie di sugo e cinque di vino. La moglie entra in cucina e trova il marito davanti al vassoio avanzato. «MA STAI MANGIANDO ANCORA?!» Lui la guarda serio: «E pecché… che cazz’ avimmo mangiato oggi?» 😂 Il matrimonio al Sud non è una cerimonia. È una prova di resistenza. E chi arriva al caffè… può considerarsi un sopravvissuto. 😂 #matrimonio #tradizioni #risate

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Antonio Vitiello 4w

Domani alle 14.00 conferenza stampa pre-partita di mister #Amorim e Gonzalo #Ramos, in lingua portoghese, con traduzione consecutiva in italiano. L’allenamento del Milan si terrà invece alle ore 11.30 presso il centro sportivo di Milanello. Verso #MilanBenfica #EuropaLeague #Milan #Benfica #EuropaLeague

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Maddalena Loy 4w

Ecco perché Veruska D'Angelo, l'assistente sociale che ha fatto scoppiare il caso della "famiglia del bosco", è finita sul banco degli imputati dell'Ordine: dal blitz per strappare i tre bambini ai Trevallion ai raid senza mandato e i verbali fantasy smentiti dai fatti. "Privilegiare ad ogni costo lo sviluppo della sfera emotiva a discapito di quella cognitiva rappresenta una adulterazione che deve necessariamente portare alla difesa dei diritti dell'infanzia", scriveva la sceriffa del welfare. Traduzione: se non educate i vostri figli secondo il manuale dello Stato Etico imposto dalla sottoscritta, siete sociopatici e lo Stato fa bene a portarveli via. Cosa puntualmente successa. Oggi su @LaVeritaWeb #dirittideibambini #assisteresociale #welfare

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Luciano Magaldi Sardella (PhD) Sep 5

"RadioText-RadioSoftware (1983–1989)": Il Primo Programma Radiofonico (dimenticato) della Divulgazione Informatica in Italia SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/radiotext-radiosoftware-19831989-il-primo-programma-sardella-ph-d--hkcpf/ Radiosoftware costituisce il pioniere italiano in assoluto della divulgazione via etere di alfabetizzazione digitale nel Belpaese Abstract Il presente contributo ricostruisce la storia di Radiosoftware, il prilo programma radiofonico italiano che ha anticipato di oltre un decennio la divulgazione della microtelematica, dell'informatica e del digitale, e le moderne modalità di distribuzione digitale del software. Nato nel 1983 presso Radio Popolare e successivamente sviluppato come iniziativa nazionale su Rai Radio 3 dal 1984 al 1989, Radiosoftware rappresenta il primo radioprogramma italiano con divulgazione e trasmissione via etere di software eseguibile per home computer. Attraverso l'analisi della sua evoluzione tecnica, dei contenuti didattici e dell'impatto culturale, questo articolo dimostra come l'iniziativa abbia costituito un precedente significativo nell'alfabetizzazione informatica nazionale, nella democratizzazione dell'accesso al software e nello sviluppo di comunità di programmatori amatoriali, ponendosi come capostipite di un ecosistema mediale dedicato alla divulgazione tecnologica che si è esteso fino all'era contemporanea. Keywords: storia dell'informatica italiana, divulgazione tecnologica, broadcasting digitale, alfabetizzazione informatica, Radio Popolare Introduzione: L'Alba della Divulgazione Informatica in Italia Nel panorama della storia dei media digitali italiani, un capitolo fondamentale rimane poco esplorato dalla letteratura accademica: quello della divulgazione informatica attraverso il mezzo radiofonico negli anni Ottanta. In un'epoca caratterizzata dall'assenza di connettività di rete e da barriere economiche e geografiche nell'accesso alle tecnologie informatiche, la radio si configurò come strumento democratico per la diffusione della cultura digitale nascente. Radiosoftware emerge in questo contesto come iniziativa pionieristica assoluta in Italia, anticipando non solo analoghe esperienze italiane, ma posizionandosi tra i primi esperimenti europei di trasmissione di software via etere. La sua genesi presso Radio Popolare nel 1983 e la successiva evoluzione come programma nazionale su Rai Radio 3 testimoniano un percorso di innovazione tecnica e pedagogica che merita un'analisi approfondita. Contenuto dell’articolo La Fase Originaria: Radio Popolare (1983) La nascita di Radiosoftware presso Radio Popolare nel 1983 costituisce il momento fondativo della divulgazione informatica radiofonica in Italia. In un periodo in cui i personal computer rappresentavano ancora oggetti di nicchia, il programma si propose di esplorare sistematicamente linguaggi di programmazione, architetture hardware e applicazioni pratiche dell'informatica domestica, rivolgendosi a un pubblico eterogeneo composto da studenti, insegnanti, hobbisti e professionisti. Questa prima incarnazione stabilì i paradigmi concettuali che avrebbero caratterizzato l'intera tradizione successiva: accessibilità linguistica, vocazione didattica, attenzione alle dimensioni sociali e culturali della tecnologia, promozione della partecipazione attiva degli ascoltatori. Contenuto dell’articolo L'Evoluzione Nazionale: da Radiotext a Radiosoftware (1984–1989) L'esperienza maturata presso Radio Popolare trovò sviluppo sistematico nell'iniziativa nazionale coordinata da Rai Radio 3. La fase pilota, denominata Radiotext, prese avvio l'11 maggio 1984 come segmento sperimentale all'interno del programma di attualità Un certo discorso, condotto da Pasquale Santoli. Otto episodi da 30 minuti, trasmessi il venerdì alle 16:00 con repliche domenicali, testarono la fattibilità tecnica e l'interesse del pubblico verso la trasmissione di software eseguibile attraverso segnali audio. Curata da Luigi Grimaldi e Giovanni Sighele della Lega Informatica di Firenze, in collaborazione con Arci Media, la fase pilota dimostrò la viabilità del concetto. Nell'autunno del 1984, il formato si consolidò con la denominazione definitiva Radiosoftware, espandendosi a episodi di un'ora e mantenendo la collocazione all'interno di Un certo discorso. Contenuto dell’articolo La terza stagione, inaugurata il 7 febbraio 1986, introdusse una strutturazione tematica articolata in tre segmenti distintivi: "Hard & soft news" (aggiornamenti e recensioni), "Studiare con il computer" (applicazioni didattiche) e "Radio + informatica" (intersecazioni sperimentali tra broadcasting e informatica). Questa fase evidenziò una crescente sofisticazione pedagogica e una maggiore attenzione alle applicazioni educative formali. Nel tardo 1986, il programma acquisì autonomia editoriale, trasformandosi in trasmissione indipendente con collocazione notturna nei weekend. Il 1987 segnò un'innovazione tecnica significativa con l'introduzione dell'interfaccia hardware a 4800 bit/s sviluppata dal Centro Ricerche RAI di Torino, che consentiva la connessione diretta alla porta seriale RS-232, superando i limiti del metodo audio-cassetta. La fase conclusiva, dal febbraio al giugno 1989, adottò un formato quotidiano breve (10 minuti, dal lunedì al venerdì alle 19:45), concentrandosi su software compatibile MS-DOS. Nonostante l'annuncio di un ciclo per il 1990, nessuna trasmissione nazionale è documentata oltre il giugno 1989. Contenuto dell’articolo Il Metodo Audio-Cassetta (1984–1987) La metodologia iniziale replicava i meccanismi di caricamento da cassetta tipici degli home computer degli anni Ottanta. I programmi venivano codificati come sequenze di impulsi audio—rumori elettronici incomprensibili all'orecchio umano—che gli ascoltatori registravano su audiocassette vergini collegando un registratore all'uscita audio della radio. La cassetta registrata veniva successivamente riprodotta attraverso l'interfaccia cassetta del computer, che decodificava i segnali caricando il software in memoria. Questo approccio, basato su tecniche di modulazione simili al frequency-shift keying (FSK), garantiva compatibilità con piattaforme eterogenee quali ZX Spectrum 48K, Commodore 64, Olivetti M10, successivamente estese ad Apple II, MSX, BBC Micro, Olivetti M24 e M28. Ogni episodio trasmetteva sequenzialmente versioni specifiche per ciascuna piattaforma. Sebbene accessibile e rivoluzionario per la distribuzione di massa nell'Italia pre-Internet, questo metodo presentava limitazioni significative: bassa velocità di trasmissione, suscettibilità agli errori indotti da interferenze radio o rumore ambientale, necessità di precise regolazioni di volume e timing. Contenuto dell’articolo L'Interfaccia Hardware RAI-Radiosoftware (1987) Nel 1987, il Centro Ricerche RAI di Torino sviluppò un'interfaccia avanzata documentata nei rapporti CCIR come sistema RAI-Radiosoftware. L'innovazione principale consisteva nella trasmissione diretta a 4800 bit/s utilizzando modulazione bifase organizzata in pacchetti, consentendo la connessione alla porta seriale RS-232 del computer senza intermediazione di cassette. L'interfaccia era progettata per l'indipendenza dal sistema operativo, con software di gestione adattabile per MS-DOS, CP/M e potenziali estensioni future a Macintosh. Per i computer Olivetti M24 e M28 era disponibile una versione con scheda interna. Il Centro Ricerche sviluppò inoltre software di gestione, cassette di test e manuali, considerando una commercializzazione iniziale a circa 90.000 lire. Questa evoluzione tecnica rappresentò un significativo avanzamento in termini di velocità, affidabilità e usabilità, pur mantenendo in parallelo il metodo audio-cassetta per garantire l'accesso universale. Contenuto dell’articolo Tipologie di Software Trasmesso Il catalogo di software distribuito attraverso Radiosoftware rifletteva un'ampia gamma di applicazioni: utilità pratiche (database tematici su moda, musica, itinerari, diete personalizzate), strumenti educativi (programmi didattici per scuole medie, superiori e conservatori), software ludico (giochi come il pentathlon olimpico per Commodore 64), dimostrazioni grafiche e strumenti creativi (basi per composizione musicale, fumetti digitali). Particolarmente significativa fu l'introduzione, dalla terza stagione, di software didattico sviluppato in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, progettato specificamente per l'utilizzo scolastico in diverse discipline, non limitato all'informatica. Contenuto dell’articolo Partecipazione Comunitaria: La Sezione ORSA L'Osservatorio Radiofonico del Software Autoprodotto (ORSA), riproposto nella terza stagione dal febbraio 1986, costituì uno spazio dedicato alla trasmissione di programmi creati dagli ascoltatori. Questa rubrica trasformò Radiosoftware in una piattaforma bidirezionale, anticipando logiche collaborative che caratterizzeranno decenni dopo le comunità open source e le culture partecipative digitali. La sezione "posta degli ascoltatori" in "Hard & soft news" facilitava inoltre un dialogo continuo con il pubblico, integrando feedback, domande e suggerimenti nella programmazione. Questionari distribuiti alla fine dei cicli e indagini condotte da riviste specializzate come Sperimentare con l'elettronica e il computer fornivano ulteriori meccanismi di valutazione e orientamento editoriale. Contenuto dell’articolo Collaborazioni Istituzionali e Esperimenti Scolastici Nel 1987, Radiosoftware collaborò con l'ITIS Enrico Fermi di Roma per produrre una serie di trasmissioni dedicate allo sviluppo e all'applicazione di software didattico in contesti scolastici. L'iniziativa coinvolse centri di ricezione sperimentali in 60 scuole italiane, dove studenti e insegnanti utilizzavano le interfacce specializzate sviluppate dal Centro Ricerche RAI per catturare e caricare direttamente il software trasmesso. Questi esperimenti posizionarono Radiosoftware come strumento operativo di innovazione pedagogica, estendendo il suo impatto oltre l'utenza hobbistica verso l'integrazione formale nel sistema educativo nazionale. Contenuto dell’articolo Confronto con Esperienze Europee Sebbene Radiosoftware rappresenti la prima iniziativa nazionale italiana, non fu il primo esperimento europeo di trasmissione radiofonica di software. Nei Paesi Bassi, il programma Hobbyscoop dell'emittente pubblica NOS iniziò a trasmettere programmi informatici via radio intorno al 1979-1980, sviluppando successivamente lo standard Basicode (dal 1982). Questo formato standardizzato utilizzava un sottoinsieme ristretto di comandi BASIC e routine di traduzione specifiche per piattaforma, garantendo portabilità attraverso architetture eterogenee mediante modulazione FSK a 1200 bps. Contenuto dell’articolo Nel Regno Unito, The Chip Shop di BBC Radio 4, condotto da Barry Norman e lanciato nel 1984, includeva un servizio "takeaway" che trasmetteva programmi Basicode in orario notturno su VHF. Contenuto dell’articolo Differenziazione Tecnica e Culturale Diversamente dagli approcci basati su Basicode, che privilegiavano la portabilità a livello di linguaggio interpretato, Radiosoftware trasmetteva file eseguibili specifici per piattaforma, spesso in codice macchina, codificati come toni audio analoghi ai segnali di caricamento da cassetta. Questa scelta rifletteva priorità differenti: massimizzare le prestazioni e le capacità specifiche di ciascuna architettura piuttosto che garantire compatibilità universale attraverso un linguaggio standardizzato. L'introduzione successiva dell'interfaccia a 4800 bit/s con connessione RS-232 rappresentò un'ulteriore differenziazione, bypassando completamente la registrazione su cassetta. Queste specificità tecniche testimoniano un percorso di sviluppo autonomo, orientato alle caratteristiche del mercato e dell'ecosistema informatico italiano. Contenuto dell’articolo Transizione verso il Telesoftware Tra il 1988 e il 1989, Radiosoftware fu progressivamente affiancato e superato dal telesoftware trasmesso attraverso Televideo, il sistema teletext di RAI. Definito tecnicamente dal Centro Ricerche RAI in collaborazione con Olivetti, il sistema divenne operativo nel 1989 dopo esperimenti scolastici coordinati con il Ministero della Pubblica Istruzione e Seleco nel 1988. Il telesoftware rappresentava un'evoluzione naturale che spostava la distribuzione dalla radio alla televisione, offrendo vantaggi in termini di capacità di banda e infrastruttura di ricezione già diffusa. Questa transizione rifletteva tendenze più ampie nella convergenza mediale e nell'evoluzione delle tecnologie di broadcasting digitale. Contenuto dell’articolo Obsolescenza e Ascesa di Internet L'emergere di Internet negli anni Novanta rese obsoleti sia i metodi di distribuzione software basati su radio che quelli basati su teletext. Le reti digitali bidirezionali offrivano velocità, scalabilità e interattività incomparabili, trasformando radicalmente i paradigmi di accesso e distribuzione del software. Tuttavia, l'eredità concettuale di Radiosoftware persiste: l'idea di distribuzione massiva di contenuti digitali eseguibili attraverso canali di broadcasting anticipò logiche che riemergono nelle moderne distribuzioni over-the-air di firmware e aggiornamenti software per dispositivi mobili e IoT. Contenuto dell’articolo L'Ecosistema della Divulgazione Informatica Radiofonica Italiana 📻 TIMELINE COMPLETA Dalla nascita della divulgazione informatica in radio all'ecosistema digitale contemporaneo 🟦 1983 — L'ORIGINE Radiosoftware – Radio Popolare (1983) Il primo programma italiano interamente dedicato all'informatica, ai linguaggi di programmazione e ai personal computer. Capostipite assoluto della tradizione italiana di divulgazione tecnologica radiofonica. 🟦 ANNI '80 — I PRIMI EREDI 1984–1989 — Bit, Byte & Musica – Radio Popolare Tecnologia, elettronica, prime reti, cultura hacker. Prosegue lo spirito pionieristico di Radiosoftware, esplorando le dimensioni controculturali e comunitarie dell'informatica nascente. 11987–1990 — Decoder / Cyberpunk – Radio Popolare Prime discussioni sistematiche su BBS, crittografia, telematica alternativa, anticipando tematiche che diventeranno centrali nell'era Internet. 🟩 ANNI '90 — L'ERA INTERNET 1993 — Golem – Radio3 Riflessione critica su media e tecnologie digitali, inserendo la trasformazione tecnologica in un quadro culturale e filosofico più ampio. 1994 — Eta Beta – Radio1 Innovazione, società dell'informazione, trasformazione digitale. Divulgazione tecnologica per un pubblico generalista in fase di prima alfabetizzazione digitale. 1995 — Internetworkcity – Radio Deejay Condotto da Claudio Cecchetto e Marco Camisani Calzolari, rappresenta il primo programma pop-commerciale dedicato a Internet, introducendo email, siti web, chat e cultura cyber al grande pubblico con linguaggio accessibile e approccio divulgativo massificato. 1996–1999 — Mediamente (versione radiofonica) – RAI Divulgazione su Internet, reti, cultura digitale, con particolare attenzione alle implicazioni sociali e cognitive delle tecnologie emergenti. 1997–2000 — Cybernet / Tecnologie e Libertà – Radio Sherwood Software libero, diritti digitali, reti civiche. Prosecuzione della tradizione critica e comunitaria inaugurata da Radio Popolare, con focus su dimensioni politiche e libertarie della tecnologia. Questa timeline evidenzia come Radiosoftware non rappresenti un fenomeno isolato, ma il punto di origine di una tradizione continuativa che ha attraversato oltre quattro decenni. Dai linguaggi di programmazione e dalla trasmissione di software via etere degli anni Ottanta, attraverso le esplorazioni delle BBS e della telematica alternativa, fino all'alfabetizzazione di massa su Internet negli anni Novanta e alle riflessioni critiche su software libero e diritti digitali, si delinea un filo conduttore che testimonia il ruolo del mezzo radiofonico come spazio privilegiato per la mediazione culturale delle tecnologie emergenti. Contenuto dell’articolo Riconoscimento Contemporaneo e Preservazione Archivistica In anni recenti, Radiosoftware ha acquisito rinnovata attenzione come iniziativa pioneristica nella storia dell'informatica italiana. Nel 2024, contributi di studiosi come Andrea Fortuna hanno descritto il programma come capitolo affascinante nella diffusione del personal computing in Italia, sottolineando il suo approccio innovativo alla distribuzione di software eseguibile nell'era pre-Internet. La RAI ha preservato selezioni dalla fase iniziale del programma attraverso piattaforme digitali come RaiPlay Sound, dove una playlist dedicata nella serie "Via Asiago 10" include diversi episodi pilota del 1984, originariamente trasmessi su Rai Radio 3. Sforzi di preservazione da parte di appassionati hanno ulteriormente contribuito a mantenere accessibili porzioni dell'eredità del programma, con registrazioni audio parziali e interviste agli ascoltatori disponibili su siti dedicati. Radiosoftware costituisce un caso di studio significativo per molteplici prospettive disciplinari. Dal punto di vista della storia dei media, rappresenta un'innovazione nell'utilizzo del mezzo radiofonico, estendendo le sue funzionalità oltre la trasmissione di contenuti audio verso la distribuzione di codice eseguibile. Nella storia dell'informatica, testimonia strategie di democratizzazione dell'accesso al software in contesti caratterizzati da scarsità di risorse e infrastrutture. Dal punto di vista pedagogico, anticipa modelli di apprendimento distribuito e comunitario che riemergono nelle moderne piattaforme educative online. La dimensione partecipativa incarnata dalla sezione ORSA prefigura dinamiche collaborative che caratterizzeranno le culture open source. La sua posizione come capostipite di un ecosistema mediale continuativo dedicato alla divulgazione tecnologica—da Radio Popolare attraverso le emittenti pubbliche nazionali fino alle esperienze degli anni Novanta—sottolinea il ruolo del broadcasting radiofonico come infrastruttura culturale essenziale nei processi di alfabetizzazione digitale nazionale. In un'epoca in cui la distribuzione over-the-air di aggiornamenti software è divenuta pratica ordinaria per miliardi di dispositivi connessi, Radiosoftware emerge non come curiosità antiquaria, ma come antecedente concettuale che illumina genealogie tecnologiche spesso trascurate. La sua riscoperta e preservazione archivistica costituiscono operazioni essenziali per una comprensione completa delle radici della cultura digitale italiana.

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"RadioText-RadioSoftware (1983–1989)": Il Primo Programma Radiofonico (dimenticato) della Divulgazione Informatica in Italia
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Enrico Costa Aug 28

A ottobre ci saranno le elezioni per il Csm, visto che al referendum hanno prevalso i No. Ed i nodi stanno venendo al pettine. Un magistrato che ha deciso di candidarsi come indipendente senza l'avallo della corrente a cui è iscritto e' stato da questa dichiarato decaduto seduta stante. Si chiama Vincenzo Depalma, era iscritto a Magistratura Indipendente che, a dispetto del nome, non digerisce l'indipendenza dei suoi associati. Cosa potrebbe accadere a chi, eletto consigliere del Csm con i voti di una corrente, ritenesse di trasgredire gli ordini di scuderia? Ma c'è di più. In questi giorni Magistratura Indipendente ha diffuso una circolare, nella quale ha addirittura "intimato" agli iscritti di votare per i propri candidati "ufficiali" specificando che "Tutti gli iscritti sono richiamati alla responsabilità che deriva dal vincolo associativo", e che "tutti i colleghi iscritti a Magistratura indipendente che sostengano espressamente candidati non designati dal gruppo si pongono in aperto e manifesto contrasto con la linea democratica e con le decisioni assunte dai competenti organi rappresentativi di Mi". Si appellano alla elegantemente "responsabilità che deriva dal vincolo associativo", ma la traduzione concreta e' una sola: continuare a mantenere nelle loro mani nomine, promozioni, valutazioni di professionalità, procedimenti disciplinari. Chi non passa dalle correnti può essere bravo o bravissimo, ma non fa carriera. Il giudice Depalma vuole candidarsi senza passare dalla corrente? Decaduto. Agli ingenui che nella campagna referendaria hanno recitato la cantilena che "le correnti della magistratura sono nobili associazioni portatrici di ricchezza culturale..." suggerisco di osservare questa campagna per l'elezione del CSM. A differenza di chi ha frettolosamente archiviato la battaglia referendaria, noi pensiamo che le riforme più ambiziose abbiano bisogno di tempo per maturare, e proseguiremo nel nostro impegno quotidiano. #ElezioniCSM #Magistratura #Indipendenza

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nanni_rn Aug 17

Traduzione: Ieri ho parlato con qualcuno molto vicino al club. Il prossimo arrivo del Milan farà scandalo. È uno dei più grandi affari dell’estate e farà sì che tanta gente torni a prendere sul serio l’AC Milan e la Serie A. Nessuno si aspetta questo nome. Quando mi sarà permesso di dirlo, te lo darò per primo se vuoi. Inoltre, voce di corridoio è che tutti sono davvero impressionati da Amorim. Ha praticamente gestito tutto come allenatore + direttore sportivo quest’estate e ha avuto un ruolo enorme in ogni affare che hanno concluso. #ACMilan #SerieA #Calciomercato

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Il Messaggero Aug 11

Un team di ricercatori ha sviluppato un modello di intelligenza artificiale capace di tradurre automaticamente testi accadici scritti in caratteri cuneiformi, un passo importante per rendere accessibili e comprensibili i vasti archivi di scritti antichi della Mesopotamia risalenti a 5.000 anni fa. #ScritturaCuneiforme #IntelligenzaArtificiale #TraduzioneAnticheLingue

www.ilmessaggero.it
Tavolette cuneiformi di 5.000 anni fa tradotte in inglese dall'intelligenza artificiale, la svolta per svelare le lingue antiche
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Costantino De Blasi Aug 3

Traduzione: a me non frega niente della politica di coalizione, fosse pure quella di Caligola; basta che mi aprite la porta e mi date una seggiola in parlamento. Un uomo tutto d'un pezzo (di...) #Politica #Parlamento #Società

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Rocco Tanica Jul 27

Traduzione: «Sono gay. Non odio i musulmani. Non voglio che vengano tolti i diritti a nessuno. Ma ho smesso di far finta di niente. Quando i sondaggi mostrano che, in molti Paesi a maggioranza musulmana, ampie maggioranze continuano a sostenere la pena di morte per #DirittiUmani #LGBTQ #Tolleranza #IT #MU

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Rocco Tanica Jul 25

L'articolo di Jordan B Peterson sullo stupro di 250.000 donne e bambine da parte delle gang pachistane in Gran Bretagna dal 2000 in avanti. Il silenzio e la connivenza della polizia, del governo conservatore prima e laburista poi. Traduzione nei commenti. #JordanPeterson #ViolenzaDonne #GranBretagna #GB #PK

ANSA.it Jul 18

L'uscita dell'Odissea di Christopher Nolan ha innescato un boom di vendite per la traduzione inglese del poema di Omero realizzata da Emily Wilson, attirando un rinnovato interesse per l'opera classica e spingendo molti a informarsi su di essa online. #Odissea #ChristopherNolan #EmilyWilson

www.ansa.it
Effetto Odissea, boom di vendite della traduzione inglese del poema di Omero
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Leo Cuomo Jul 16

🎪📉🔥 Tenetevi forte, perché qui siamo al cortocircuito totale! Il colpo di spugna che doveva cancellare #Arbitropoli e salvare l'Inter si è appena trasformato in un vero e proprio boomerang. Nel firmare la richiesta di archiviazione penale, lo stesso capo della Procura Marcello Viola (sì, proprio lui) ha dovuto mettere nero su bianco una dichiarazione che suona come una condanna morale e sportiva senza appello (vedi allegato di @MarcoCento38849 ): «La richiesta di archiviazione ricostruisce, nei limiti del materiale probatorio acquisito, la sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati, attraverso l’esame analitico dei risultati delle intercettazioni telefoniche e della loro tempistica, in taluni casi comparato con gli esiti dei servizi di pedinamento.» Traduzione dal legalese al mondo reale? Viola ha appena confermato ufficialmente che le interferenze sulle designazioni arbitrali ipotizzate dal pm Ascione ci sono state eccome. Sono fatti storicamente accaduti, provati da intercettazioni analitiche, tempistiche sospette e persino dai pedinamenti degli investigatori! Andiamo a smontare questa follia tutta italiana: 1) ARCHIVIANO MA CONFERMANO IL FATTO: Siamo alla follia pura. Ti dicono: "Sì, è vero, i dirigenti nerazzurri telefonavano, facevano pressioni, incontravano persone e interferivano sulle designazioni degli arbitri. Però per noi penalmente non è abbastanza, quindi archiviamo". È come trovare il ladro con le mani nella cassaforte grazie a un pedinamento e dire: "Sì, il fatto sussiste storicamente, ma non possiamo processarlo per furto perché la serratura era già mezza aperta". 2) LE PROVE SONO SCHIACCANTI: Non stiamo parlando di semplici chiacchiere da bar o suggestioni dei tifosi. Qui si parla di un "esame analitico", di incroci di telefonate e addirittura di "servizi di pedinamento" degli inquirenti. Il sistema di pressione c'era, era scientifico e opprimente. Altro che "nessun riscontro"! 3) E ORA CHINÈ NON HA PIÙ SCUSE: LA PALLA PASSA ALLA GIUSTIZIA SPORTIVA ⚖️🐍 Questo esposto di Viola è una bomba atomica confezionata su un piatto d'argento per la giustizia sportiva. Se il capo della Procura ordinaria scrive che le interferenze sulle designazioni arbitrali hanno una "sussistenza storica", il Procuratore Federale Giuseppe Chinè non può più girarsi dall'altra parte. Per la giustizia sportiva e per violare l'Articolo 4 sulla lealtà non serve il reato penale: basta e avanza la prova che si sia tentato di interferire con i designatori. E Viola ha appena certificato che quelle interferenze sono reali, storiche e documentate. Potete pure scappare dal processo penale grazie alla scadenza dei termini e alle acrobazie dei capi di procura, ma la verità storica è scritta sui vostri stessi atti di archiviazione. Siete stati blindati dai tribunali ordinari, ma il fango di questa vicenda vi rimarrà incollato addosso per sempre. Vediamo se adesso il "Sistemone" avrà il coraggio di insabbiare anche l'evidenza storica certificata dai suoi stessi magistrati! 🚪🤫👋 #Arbitropoli #Interopoli #MarcelloViola #Chine #GiustiziaSportiva #IlFattoSussiste #Arbitropoli #GiustiziaSportiva #Calcio

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[Righetto] Jul 14

Hanno dato la traduzione a SBAMBAI ❤️❤️❤️❤️ #TemptationIsland https://t.co/TcCdqQA6AL #TemptationIsland #traduzione #amore

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Luigi Grimaldi 🏊 Jul 7

#Garlasco Biscotti, fresco di nomina: «L’inchiesta su Sempio è anomala.» Traduzione: «Il mio cliente è talmente innocente che quasi annoia. Con uno così, se non fosse per questa indagine“strana”, non ci sarebbe nemmeno materia per le ospitate in tv su Sempio».(Che fortuna 😂) #Garlasco #Giustizia #Innocenza

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Maria Teresa Melì Jul 6

Chiara Braga, del PD, ha affermato: “La destra non imponga un nome non condiviso per il Quirinale”. Traduzione: o decidiamo noi, o è un attentato alla democrazia. La solita arroganza di una sinistra che non ha ancora accettato la democrazia dell’alternanza. #Politica #Democrazia #Italia

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l_aforista Jun 26

«Ho scherzato dicendo che se il Watergate accadesse domani, sarebbe una notizia da 12 ore. L’idea che abbia fatto cadere una presidenza è folle.» Traduzione: Noi facciamo ogni giorno porcate ben peggiori e siamo ancora qua. https://t.co/wQHvcPuWmu #Watergate #notizie #politica

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Il Grande Flagello Jun 23

Il senatore Borghi ci è o ci fa? A stupire non è tanto la sua ossessione per la parola "pity" o per le traduzioni letterali, quanto il suo strabismo selettivo. Mi rifiuto di credere che nel 2026 si possa essere così rincitrulliti da pensare davvero che quella questione linguistica sia stata l'elemento decisivo dell'intera vicenda. Facciamo pure finta, per un momento, che il senatore abbia ragione: chiunque dotato di buon senso arriverebbe comunque alla conclusione che quel "fare pena" era del tutto marginale rispetto al contesto delle dichiarazioni precedenti e successive. Invece Borghi non molla. Come se, senza quella traduzione, il mondo si sarebbe voltato dall'altra parte, Meloni non se ne sarebbe curata e magari avrebbe persino ringraziato Trump. Che il presidente americano abbia detto "mi implorava per una foto" non conta. Che abbia rincarato la dose sostenendo che volesse riavvicinarsi a lui per recuperare popolarità nemmeno. Non è rilevante neppure che il corrispondente cercasse di chiedere dell'Ucraina e di Hezbollah, mentre Trump continuava a riportare la discussione su Meloni. No, per il senatore si regge tutto sulla scintilla del "feel sorry for". Una scintilla talmente determinante che la stessa Meloni, nel video pubblicato in risposta, non l'ha neppure presa in considerazione, concentrandosi, giustamente, sull'elemento dell'implorazione. Qualcuno sarà mai in grado di convincere il senatore che sarebbe andato tutto esattamente come è andato, che il caso sarebbe scoppiato comunque nelle stesse dimensioni, e che la sua trama onirica alberga, per fortuna, solo nella sua mente? Temo di no, Borghi non si dà pace. Senza il complotto ordito da La7, secondo lui, il caso non sarebbe mai esploso. La stampa internazionale avrebbe fatto spallucce e nessuno avrebbe battuto ciglio. È un mondo meraviglioso, quello fatato del senatore. Non svegliatelo. #politica #comunicazione #mediamisrepresentation

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Claudio Borghi A. Jun 22

Ecco il momento in cui Greenspan, venuto a mancare oggi, disse la verità che non si doveva dire. Notare la faccia del personaggio in studio con lui mentre si rendeva conto di cosa stesse dicendo. Audio originale senza traduzione di Parenzo 😅 https://t.co/r12mgQTaPm #Greenspan #Verità #Economia

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Claudio Borghi A. Jun 22

Ho scritto ad @AGCOMunica per domandare un pronunciamento sulla possibilità o meno di far passare per vere delle telefonate editate con tono e traduzione senza pubblicare l'audio originale. E' l'unica cosa che posso fare come Parlamentare perché un'interrogazione non è adatta. #Telecomunicazioni #Parlamento #DirittiDigitali

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