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#celebrazione
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lastampa.it 3d

President Trump has relaunched the initiative to honor Christopher Columbus during the Columbus Day celebration, calling him the original American hero and emphasizing his impact on the Italian-American community. #ColumbusDay #Trump #ItalianAmerican (translated)

www.lastampa.it
Trump rilancia l’iniziativa per onorare Cristoforo Colombo: “È l’eroe americano originale”
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Simone Pillon 2w

Il cattolicesimo francese sta tornando. Dopo 250 anni di menzogne illuministe e di massacri in nome della fraternitè, la figlia primogenita della Chiesa finalmente si risveglia, e lo fa con decine di sacerdoti che confessano e perdonano lungo le strade di Parigi, prima della spettacolare celebrazione eucaristica con papa Leone. Bentornati francesi! Come già successo a Poitiers, abbiamo bisogno anche di voi per salvare la nostra Europa. #Cattolicesimo #Francia #Europa

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Inter ⭐⭐ 3w

Le parole del Presidente e CEO nerazzurro, intervenuto al termine della celebrazione che si è tenuta nella Basilica di S. Ambrogio https://t.co/rgf5IN2Dtn #Inter #SerieA #Calcio

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David Parenzo 3w

Questa sera comincia Yom Kippur, il Giorno dell'Espiazione, la ricorrenza più solenne del calendario ebraico. Una celebrazione che coinvolge gli ebrei di tutto il mondo a tutte le latitudini. Anche i meno osservanti si ricordano di questo giorno e lo osservano. Per venticinque https://t.co/utmEvW9RlJ #YomKippur #GiornoDellEspiazione #Ebraismo #IT #IL

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Il Messaggero 4w

A Parigi, l'attesa per la messa di Leone XIV ha superato le aspettative con 600 mila iscritti, costringendo le autorità a ampliare l'area della celebrazione fino a place de l'Étoile e avenue de la Grande-Armée per accogliere i fedeli. #LeoneXIV #MessaParigi #PapaFrancesco

www.ilmessaggero.it
Effetto Leone XIV su Parigi: 600 mila iscritti alla messa, non basta nemmeno Place de la Concorde
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don Tonio 4w

Festa della Esaltazione della Santa Croce. E sono 35, dal 14 settembre 1991! 35 anni di Sacerdozio, più di metà della mia vita ormai. Un tempo lungo nel quale il Signore e i fratelli hanno accompagnato i miei passi, mi hanno voluto bene, mi hanno fatto sentire a casa ovunque la Provvidenza mi abbia mandato. Ed io ho ricambiato, almeno spero. Si fa sosta solo per un attimo e poi con gioia si riprende subito la strada, ancora lunga! 🙏 #FestaDellaCroce #Sacerdozio #Celebrazione

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Il Post Sep 8

La Bosnia Erzegovina ha deciso di ritirare il personale dall'ambasciata in Serbia e dichiarare persona non grata due diplomatici serbi in risposta alla celebrazione dei funerali di Ratko Mladić, considerato un criminale di guerra, evidenziando le persistenti divisioni etniche e le tensioni tra i due paesi. #BosniaErzegovina #RatkoMladić #RelazioniDiplomatiche

www.ilpost.it
La Bosnia Erzegovina ha risposto ai funerali di Mladić in Serbia
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ANSA.it Sep 8

Il funerale di Ratko Mladić a Belgrado, definito come una celebrazione inaccettabile per un criminale di guerra condannato, contraddice il percorso della Serbia verso l'Unione Europea, suscitando una forte condanna da parte dell'Ue. #Mladic #genocidio #criminiDiGuerra

www.ansa.it
L'Ue: il funerale di Mladic contraddice il percorso della Serbia verso l'Unione
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Il Fatto Quotidiano Aug 28

La morte di Ratko Mladic ha diviso la Serbia, suscitando tra festeggiamenti e amnesia collettiva da parte di alcuni, mentre altri ricordano il suo legame con crimini di guerra e genocidio, portando a un attivismo studentesco contro la celebrazione del suo operato. #RatkoMladic #Serbia #Srebrenica

www.ilfattoquotidiano.it
Ratko Mladic e l’amnesia collettiva. La Serbia si divide: chi ricorda i suoi crimini e chi lo definisce “un eroe che ha salvato il Paese dalla Jihad”
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ANSA.it Aug 16

I Giochi del Mediterraneo tornano in Italia, dopo diciassette anni, con la XX edizione che si svolgerà a Taranto dal 21 agosto al 3 settembre, coinvolgendo circa quattromila atleti da ventisei paesi in una celebrazione di sport, cultura e diplomazia, con l'obiettivo di promuovere la pace e la fratellanza tra le nazioni della regione. #GiochiDelMediterraneo #Taranto2026 #Sport

www.ansa.it
Sport, cultura e diplomazia, ecco l'Olimpiade del Mare nostrum
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Ministero di Ravvedimento e Santità Italia Aug 15

GRAN MEGA SERVIZIO DI CELEBRAZIONE | 15 AGOSTO 2026 | PROFETA DOTT. OWUOR | #TruthBeyondDebate https://t.co/qVYcddgvpb. . #Celebrazione #Profeta #Servizio

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Michele Boldrin Aug 15

Che infornata di Super Atlete ha oggi l'Italia! Una stupenda celebrazione dell'integrazione etnica e culturale in corso, nonostante tutto. P.S. Celebriamo anche gli atleti e le loro vittorie. Ma il numero di record femminili ha del sorprendente. #SuperAtlete #Integrazione #SportFemminile #IT

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Michele Boldrin Aug 15

Che infornata di Super Atlete ha oggi l'Italia! Una stupenda celebrazione dell'integrazione etnica e culturale in corso, nonostante tutto. #SuperAtlete #Integrazione #Cultura #IT

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Alessandro Jacobone - Milanisti NE Aug 11

La strategia comunicativa di Gerry #Cardinale sembrerebbe prendere una forma piuttosto chiara: arrivo io, rimetto ordine e provo a mettere in ghiacciaia quei cortocircuiti che hanno accompagnato il mercato rossonero, a partire dal famoso “non entra nessuno se prima non esce nessuno”. Oggi @Gazzetta_it riporta infatti che domani è previsto un incontro tra Cardinale e #Amorim e che la rosa verrà integrata a prescindere dalle operazioni in uscita, utilizzando fondi messi a disposizione da RedBird. Se confermata, sarebbe un ulteriore conferma di un cambio di passo importante. Una modalità che, con tutte le proporzioni del caso, ricorda quella del Presidente rossonero per antonomasia, Silvio Berlusconi: arrivare, prendere posizione e provare a modificare lo scenario. E, diciamolo, dopo tanti attacchi sarebbe anche comprensibile. Gerry #Cardinale si trova in una situazione alquanto irripetibile. Guida sì un #Milan che vive un periodo tutt’altro che brillante, con il rischio della contestazione oggi molto più concreto rispetto a quello della celebrazione. Ma allo stesso tempo ha davanti un’opportunità enorme: entrare di prepotenza nella storia rossonera legando il proprio nome alla conquista del ventesimo Scudetto e quindi della seconda stella. Mi auguro che sia davvero conscio di tanta fortuna. Adesso però devono seguire i fatti, perché il mercato rossonero è rimasto al palo e la squadra necessita di importanti interventi. Bene #Ramos e #Gila, ma bisogna ripartire subito con la stessa decisione. La sensazione è che la prossima settimana possa rivelarsi particolarmente frizzante. Che le luci e i meriti dei fuochi d'artificio illuminino uno piuttosto che l'altro dirigente, è sfumatura alla quale concedo la giusta attenzione che merita, ovvero zero. #ACMilan #Calciomercato #Football

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Ninabecks con Israele e Ucraina nel cuore Aug 11

👏👏👏👏👏👏👏👏👏 Pietro Rael Preziosi Alice non lo sa ma negli anni 70 ai giovani di sinistra piaceva anche Battisti e a noi giovani di destra piacevano anche De Andrè, Guccini e De Gregori. Non ne facevamo una questione politica perché ci piaceva la musica, ci piacevano le loro poetiche seppur evidentemente di sinistra. Alice non lo sa ma la musica univa e andava oltre le ideologie. Poi sei arrivata tu e quelli come te, Alice, quelli che hanno distrutto il nostro mondo ideale e hanno cancellato qualunque barlume di convivenza civile fra persone che la pensano diversamente. PS. Ti sei fatta una bella pubblicità, Alice, perché io e tanta gente come me non sapevamo nemmeno che tu esistessi, musicalmente. Sanremo assicurato, dai! David Gramiccioli Tuo nonno è diventato De André grazie agli italiani. Tutti. Indistintamente. Nonostante il cognome importante, e sarebbe ipocrita fingere che non abbia rappresentato un vantaggio, fino a poco tempo fa, in Italia, in pochi conoscevano Alice De André. Attrice, stand-up comedian e oggi, improvvisamente, protagonista del dibattito pubblico. La notorietà, si sa, arriva spesso per vie imprevedibili. E in questo caso è arrivata anche attraverso Matteo Salvini. «Mio nonno gli avrebbe chiesto cosa ci faceva lì», ha dichiarato Alice De André, commentando la presenza di Salvini nella residenza di Fabrizio De André, L’Agnata. La nipote del cantautore ha inoltre sostenuto la contestazione di una ragazza presente tra il pubblico e si è detta sorpresa dalle critiche ricevute: «Forse mio nonno è diventato una specie di santino nazionale». No, Alice. Tuo nonno non è diventato un santino nazionale. È diventato qualcosa di molto più importante: un artista che ha saputo entrare nella storia culturale di questo Paese e nel cuore di milioni di italiani. E lo ha fatto attraverso le sue canzoni, la sua poesia, la sua capacità straordinaria di raccontare gli ultimi, gli emarginati, gli inquieti, gli uomini e le donne che la società spesso preferisce non vedere. Ma c'è un particolare che sarebbe bene non dimenticare. Quegli italiani erano, e sono, di ogni orientamento politico. Destra. Sinistra. Centro. Nessuna appartenenza. Italiani che hanno comprato i suoi dischi, riempito i suoi concerti, cantato le sue canzoni e contribuito, nel tempo, a trasformare Fabrizio De André in quello che oggi rappresenta: un patrimonio culturale che appartiene a tutti. E proprio quella popolarità, costruita dal talento di tuo nonno ma alimentata dall'affetto di un intero Paese, oggi consente anche a chi porta il suo cognome di godere di una luce riflessa che, piaccia o non piaccia, esiste. Per questo forse sarebbe opportuno usare quella luce con maggiore cautela. Perché Fabrizio De André non ha mai avuto bisogno di essere trasformato in una bandiera politica. E non ha certamente bisogno che qualcuno stabilisca, a posteriori, chi abbia il diritto di avvicinarsi alla sua memoria e chi invece debba essere considerato un intruso. Se Salvini va a L'Agnata, può piacere o non piacere. Si può condividere la sua presenza oppure no, ma contestarlo in quel luogo, durante la celebrazione di Faber proprio no. . Pensare che la memoria di Fabrizio De André appartenga a una famiglia, a una parte politica o a una determinata sensibilità ideologica significa dimenticare proprio ciò che ha reso universale la sua opera. E allora viene quasi da tornare alle parole dello stesso Fabrizio. Quelle parole che, forse più di qualsiasi polemica, spiegano quanto sia pericoloso salire in cattedra per distribuire patenti morali agli altri: «Si sa che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio». Ecco, Alice. Forse tuo nonno non è diventato un santino. Forse è diventato semplicemente troppo grande perché qualcuno possa pensare di possederne la memoria. #Musica #Cultura #DeAndre

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Il Fatto Quotidiano Aug 7

Bob Montgomery, un ottantaduenne di Bowral, ha completato un'incredibile traversata dell'Australia in bicicletta insieme al nipote per raccogliere fondi per la SLA, ma è morto dopo la festa di celebrazione al suo ritorno, lasciando un'eredità di ispirazione e generosità. #AustraliainBicicletta #Beneficenza #OneLastRide

www.ilfattoquotidiano.it
Ha attraversato l’Australia in bicicletta a 82 anni con il nipote per beneficenza, poi muore dopo la festa
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Maddalena Loy Aug 7

Ieri Giuseppe Conte si è presentato in audizione con il suo repertorio più collaudato: cliché pandemici, luogocomunismo a getto continuo, la nostalgica celebrazione del paternalistico “Stato-papà” e l'ormai classico cortocircuito sulle ‘evidenze scientifiche’, dipinte prima come faro indiscutibile per giustificare restrizioni senza precedenti e poi, all'occorrenza, come poche e incerte: un capolavoro di equilibrismo. Il racconto della gestione della pandemia sembra uscito da una replica del 2020: stessa retorica piagnona, stesso tono autoassolutorio, giocato con il tono che riesce meglio al leader M5S, quello della vittima. Poi, gran finale con tre numeri di prestigio: un presunto scoop sulle mascherine, il M5S miracolosamente riscopertosi “contrario all'obbligo vaccinale” (dopo averlo votato e sostenuto pubblicamente: strizzata d’occhio ai novax?) e l’epidemiologo Donato Greco promosso, a posteriori, liquidatore del piano pandemico. Una magia durata pochissimo: le ‘favolose’ ricostruzioni sono state smontate una dopo l'altra da FdI nel corso della stessa audizione. Neanche una parola sulla sofferenza patita da bambini, adolescenti e ragazzi. Alla fine resta in bocca il sapore di una performance noiosa e modesta, giocata sulla nostalgia della propria narrazione e sulla riscrittura dei fatti. Un'esibizione che, per profondità e statura, è apparsa parecchio distante da quella che ci si aspetterebbe da un uomo di Stato. Oggi su @LaVeritaWeb #Pandemia #Politica #GiuseppeConte

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Barbara Collevecchio Aug 6

Non piango un uomo che ha realizzato il suo talento. Lo celebro e ringrazio sia stato al mondo #Guccini #Guccini #talento #celebrazione #Nocountrycodesfound.

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Il Fatto Quotidiano Aug 1

Il articolo discute l'arrivo massiccio di migranti a Ceuta in un momento di celebrazione per la stabilità del Marocco, evidenziando la necessità che l'Europa smetta di governare con la paura e che affronti le cause profonde delle migrazioni, richiamando l'importanza di una politica di compassione e dialogo per costruire un futuro di pace nel Mediterraneo. #Migranti #UnioneEuropea #Mediterraneo

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Ceuta: se l’Europa vuole un futuro, deve smettere di governare con la paura
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Agostino Marottoli Jul 28

VENDETTA, POLITICA E DEMOCRAZIA: una visione sociologica Il caso giudiziario del gioielliere condannato per l'omicidio di alcuni rapinatori in fuga ha superato i confini delle aule di tribunale, trasformandosi in un acceso dibattito pubblico e questo stimola l’interesse del sociologo. Se osservata attraverso le categorie sociologiche di Pierre Bourdieu, questa vicenda cessa di essere un isolato fatto di cronaca o una questione di dottrina penale, configurandosi come una chiara manifestazione delle tensioni strutturali che attraversano lo spazio sociale, in particolare nel rapporto tra il campo giuridico, il mondo dei profani e il campo politico. Il campo giuridico si costituisce storicamente come uno spazio sociale autonomo, regolato da logiche proprie e accessibile solo a professionisti dotati di specifiche competenze linguistiche e tecniche (giudici, avvocati, giuristi, ecc.). Quando i magistrati emettono una sentenza di condanna basata sul rigido scrutinio della legittima difesa, applicando i requisiti di attualità del pericolo e proporzionalità, esercitano il potere tipico del campo ovvero il potere di nominare, classificare e produrre la realtà sociale in modo legittimo. L'evento drammatico viene spogliato della sua carica emotiva e tradotto in categorie codificate dalla legge. A questa razionalizzazione formale si contrappone l'habitus dei profani, ovvero dei cittadini comuni, la cui percezione della giustizia risponde a un senso pratico immediato. Per una parte consistente dell'opinione pubblica, la condanna dell'esercente appare incomprensibile perché urta contro schemi cognitivi basati sulla tutela emotiva della proprietà privata e sul principio della compensazione morale rispetto al torto subìto. Si manifesta così una frattura netta tra la neutralizzazione formale della violenza operata dallo Stato e le istanze etiche, spesso disorganiche, del pubblico non specialista. Sotto il profilo della sociologia del diritto, il contrasto tra l'azione del gioielliere e la risposta dell'ordinamento richiama il principio fondativo dello Stato moderno cioè la rinuncia da parte del cittadino al proprio diritto di vendetta privata. Nel patto sociale stabilito all’interno degli Stati di diritto, l'individuo cede la gestione della giustizia riparativa (vendetta) a un'entità terza e impersonale, lo Stato, la quale assume su di sé il monopolio della forza legittima. La reazione del gioielliere, che colpisce i rapinatori durante la fuga, viene interpretata dal campo giuridico come un tentativo di riappropriarsi di quella violenza privata originaria che il contratto sociale ha storicamente bandito. La condanna penale non mira soltanto a sanzionare un illecito, ma risponde alla necessità strutturale di riaffermare l'esclusività del potere statale, impedendo che i singoli consociati tornino a farsi giustizia da sé, disfacendo l'ordine legalizzato e pertanto la coesione sociale. Questa divisione tra habitus profano e razionalità giuridica apre lo spazio a un marcato pericolo di manipolazione dell'opinione pubblica, operata dalle forze politiche attraverso una sistematica comunicazione mediatica. Nel tentativo di erodere l'autonomia del campo giuridico, gli attori politici più radicali e conservatori utilizzano i mass media per amplificare la risposta emotiva dei cittadini profani, offrendo una narrazione semplificata e polarizzata del reato. La cronaca giudiziaria viene così strumentalizzata per veicolare e legittimare modelli di controllo sociale basati sulla violenza e sull'autodifesa militarizzata, elementi ideologici tipici delle destre populiste che, si ricorda, hanno come nucleo valoriale ed ontologico fondante, l'assunto della disuguaglianza tra i cittadini, formalizzando una divisione gerarchica tra chi ha il diritto intrinseco di essere protetto, o persino di esercitare una forza letale, e chi viene permanentemente declassato a una categoria subalterna priva di tutele umane fondamentali. Attraverso la celebrazione mediatica del cittadino che si fa giustizia da sé, la propaganda politica tenta di normalizzare l'uso privato delle armi e di ridefinire il concetto stesso di sicurezza, trasformando un grave illecito penale in un atto di eroismo civile. Questa strategia non mira solo a raccogliere consenso elettorale immediato, ma persegue l'obiettivo più profondo di imporre una visione del mondo autoritaria, in cui la coesione sociale non è garantita dall'equità delle istituzioni terze, bensì dalla minaccia della forza privata e dalla punizione esemplare del deviante. La vicenda si arricchisce di un ulteriore livello di complessità con l'intervento del Ministro della Giustizia il quale, superando le proprie prerogative in ossequio alla linea della propria parte politica, richiede formalmente la grazia per il condannato. Dal punto di vista bourdieusiano, questa condotta descrive il tentativo del campo politico di invadere i confini del campo giuridico, cercando di subordinare l'ortodossia delle procedure legali alle logiche del consenso elettorale e alla legittimazione dei sopra citati modelli securitari. Il ministro tenta di capitalizzare politicamente il risentimento dei profani, proponendo un principio di visione e di divisione del mondo alternativo a quello espresso dalla magistratura, fondato sull'idea di una giustizia sostanziale e di parte. A questa ingerenza risponde l'ammonimento del Presidente della Repubblica, che interviene per sanzionare l'infrazione delle regole istituzionali e per ristabilire i confini del campo giuridico. Il richiamo del Quirinale risponde alla necessità non tanto di ribadire le proprie prerogative quanto di difendere l'autonomia del diritto da condizionamenti esterni, riaffermando l'immagine di un potere statale neutrale, oggettivo e superiore agli interessi particolari delle fazioni politiche. In ultima analisi, il conflitto generato attorno alla figura del gioielliere mette a nudo l'essenza stessa del fenomeno giuridico secondo Bourdieu per cui il diritto non è un apparato neutrale e universale, ma l'esito di una lotta simbolica permanente per il monopolio della violenza legittima. La condanna giudiziaria e la successiva difesa dei confini istituzionali da parte della presidenza servono a mantenere viva l'efficacia dell'imposizione di un ordine sociale dominante che si dissimula dietro l'apparenza di una mera, e inevitabile, applicazione tecnica della legge. Il caso esaminato mostra quindi come la stabilità di questo ordine fondante dei regimi democratici dipenda costantemente dalla capacità del campo giuridico di respingere le spinte emotive della piazza, i modelli di controllo reazionari e le strumentalizzazioni della politica, riaffermando ogni volta la propria universale legittimità. L'analisi di questa complessa dinamica tra campi del potere permette di formulare una considerazione conclusiva sulla natura e sulla funzione dell'ordine sociale dominante all'interno dei sistemi democratici contemporanei. Sebbene Bourdieu evidenzi con severità critica i meccanismi di conservazione e di dissimulazione del potere insiti nelle istituzioni statali, la strenua difesa dei confini del campo giuridico mostra un risvolto democratico di fondamentale importanza. I meccanismi di autoconservazione istituzionale, la rigida e razionale applicazione della norma penale e la ferma reazione del vertice dello Stato contro le ingerenze di parte non devono essere intesi come una sterile chiusura tecnocratica, bensì come i veri e propri anticorpi che proteggono la democrazia. Nel momento in cui le forze politiche radicali tentano di cavalcare le passioni popolari per legittimare modelli reazionari di controllo sociale, la tenuta dell'ordine giuridico formale si erge come un argine insostituibile. Riaffermando la neutralità della legge e l'esclusività statale della forza, questi presidi istituzionali neutralizzano il pericolo di una deriva autoritaristica, impedendo che lo Stato di diritto venga svuotato dall'interno a favore di una logica della violenza privata e del populismo penale e politico. PS: se volete approfondire leggete Bourdieu "La forza del diritto. Elementi per una sociologia del campo giuridico"

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