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#gogna
lautaro 15h

Lautaro wrote that he would have been happy if the couple had formed, but he would have accepted the opposite as well. He added that, beyond the “ship,” he believed it was important to convey to women an image of a girl who is calmer and freer, not constantly exposed to public shame. #gfvip #alepier #donne #sincerità #libertà (translated)

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Ermes Antonucci 1w

Ermes Antonucci wrote that Vittorio Sgarbi, hospitalized at Gemelli since Wednesday, had been consumed by depression and had progressively distanced himself from public life. The author linked Sgarbi's decline to years of what he described as a daily media campaign, arguing that the illness could not be traced back to a single cause. According to Antonucci, the campaign began on October 24, 2023, with an article in the Fatto Quotidiano about the fees received by Sgarbi for events and exhibitions, reported to be 300,000 euros in nine months. The following day, he wrote, the newspaper reported on an investigation in Rome and an alleged tax debt of 715,000 euros related to the purchase of a work by Zecchin. On December 15, 2023, the Fatto and Report published an investigation into the painting by Rutilio Manetti "The Capture of Saint Peter", claiming it had been stolen and altered to hide its provenance. Antonucci stated that in 95 days, the Fatto published 82 articles about Sgarbi and that Report dedicated four reports to the matter. He also wrote that the prosecutor's office in Macerata launched an investigation for self-laundering of cultural assets and that Sgarbi resigned as undersecretary for Culture on February 2, 2024. According to the author, Sgarbi was later acquitted of the charges related to the painting by Zecchin, the artwork by Manetti, and the services rendered as undersecretary. Antonucci argued that, while the legal issues were concluding, the media coverage had contributed to the worsening of the man's condition. #Sgarbi #giustizia #mediacritica (translated)

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Lia Bencivenga 2w

Sono sconvolta. Una cosa è ipotizzare, cercare di capire, discutere. Un’altra è leggere nero su bianco quello che è accaduto e rendersi conto che, sulla base di quella ricostruzione, un ragazzo di 23 anni è finito in carcere per volontà di #criminali. È schifoso. Vergognoso. Inaccettabile. E penso alle trasmissioni che, anche in questi mesi, hanno continuato a dare spazio a persone che probabilmente, anzi sicuramente, sapevano cosa era accaduto nel 2007. Persone che hanno avuto il coraggio di presentarsi davanti alle telecamere, continuando ad accusare un uomo innocente. Hanno continuato a parlare di DNA sui pedali, sangue sui pedali, scambio di pedali. Mi auguro che questa gente sparisca da qualunque albo professionale, da qualunque libro paga e da qualunque spazio condiviso con persone civili. Mi auguro che d’ora in poi questi criminali frequentino soltanto aule di tribunale e celle e che siano sottoposti alla gogna ogni maledetto giorno della loro misera esistenza. #criminali #Garlasco #giustizia #verità #dirittiumani

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Paolo Ziliani 2w

Siamo alla vergogna totale: Massa e Di Bello in Inghilterra-Spagna concedono un rigore che in Serie A col “protocollo Orsato” è vietato. La conferma che il calcio made in Italy è fuorilegge Bellingham (52’) cade in area su contrasto di Rodri sotto gli occhi di Massa che fa proseguire. Ma il contatto c’è stato e Di Bello richiama Massa: che rivede l’azione e comanda il calcio di rigore. Sanno che in Europa il regolamento di Orsato non conta, conta quello del calcio Il campionato di Serie A 2026-27, cioè quello in corso, si sta svolgendo nella più aperta “irregolarità regolamentare” - in spregio al regolamento del gioco del calcio accantonato per far posto al regolamento ad personam del designatore Orsato - e andrebbe fermato, sospeso, invalidato. E adesso non è più un sospetto: è una certezza. A darcene la prova sono stati ieri proprio due arbitri italiani, Massa e Di Bello, designati dall’UEFA per dirigere la sfida Inghilterra-Spagna di Nations League: Massa arbitro in campo, Di Bello arbitro al VAR. Ebbene, sapete cosa è successo? È successo che al minuto 52, sul risultato di 2-1 per l’Inghilterra, Bellingham è caduto in area dopo un contrasto con Rodri: il tutto sotto gli occhi di Massa che come le immagini dimostrano è lì a due passi, vede tutto e decide che Rodri non ha commesso alcun fallo oppure che Bellingham è caduto a terra accentuando l’entità del contatto. Fosse successo nel campionato di Serie A, ligio alle direttive di Orsato l’addetto al VAR si sarebbe ben guardato dal richiamare l’arbitro alla revisione dell’azione: lo abbiamo visto innumerevoli volte nelle prime 5 giornate in cui in 50 partite c’è stata solo un’OFR (e per un fallo di mano non visto in Genoa-Frosinone), mai per cadute dopo contrasti in area come ad esempio l’intervento falloso di Alajbegovic su Keita in Juventus-Parma, sul risultato di 1-0, con rigore per il Parma non concesso dall’arbitro Fourneau e silenzio di tomba dell’addetto VAR Meraviglia, come per lo sgambetto di Dragusin a Monterisi in Fiorentina-Frosinone o come per la spinta di DeBruyne a Vazquez in Genoa-Napoli alla prima di campionato. Cos’è successo invece in Inghilterra-Spagna? È successo che Di Bello, l’arbitro al VAR, si è ricordato che in tutta Europa, anzi che in tutto il mondo si gioca con il regolamento del gioco del calcio e non con quello di Orsato; e poichè il contatto tra la tibia di Rodri e quella di Bellingham c’era stato e il regolamento invita espressamente il VAR a richiamare l’arbitro in caso di chiaro ed evidente errore, ecco che Di Bello rinsavisce di colpo, richiama Massa e lo invita all’On Field Review a bordo campo. Massa risponde obbedisco, va al monitor, vede la gamba di Rodri colpire la gamba di Bellingham e anche se l’inglese ci marcia un po’ lasciandosi cadere più che volentieri, facendo cioè ciò che Orsato odia e persegue di più, Massa non ha dubbi: poichè non siamo in Serie A dove vige la giurisdizione dello sceriffo di Schio ma in Europa, dove conta il regolamento, l’intervento di Rodri su Bellingham è da calcio di rigore. Dito puntato sul dischetto e tanti saluti al “protocollo Orsato” (che Massa e Di Bello, naturalmente, torneranno ad osservare fin dalla prossima giornata di campionato in barba al regolamento del gioco del calcio). Insomma, ormai l’avete capito tutti: siamo alle comiche. Anche se in realtà per chi ama il calcio e ha a cuore i valori della regolarità e della giustizia c’è ben poco da ridere: perchè Massa e Di Bello hanno confermato ieri, col loro operato in Inghilterra-Spagna, che quello che si gioca in Italia è un calcio fuorilegge, da selvaggio West, dove i banditi hanno licenza di fare quel che gli pare perchè allo sceriffo del villaggio, lo sceriffo Orsato, piace così. L’ho scritto prim’ancora che il campionato cominciasse, l’ho ripetuto a giochi aperti e lo ribadisco anche oggi: o qualcuno nel Palazzo interviene a mettere la camicia di forza al designatore Orsato dando ordine che si ritorni all’uso e al rispetto del regolamento del gioco del calcio valido in tutto il mondo, oppure il calcio italiano - che già non è messo bene - finirà alla gogna del mondo intero come il calcio dei fuorilegge. Fermate Orsato. Nel vecchio West si sarebbe detto: Wanted dead or alive. P.S. Se l’articolo ti è piaciuto e ancora non conosci il mio profilo “Palla Avvelenata” su https://t.co/l4gP5JEXPE vieni a dargli un’occhiata; e valuta la possibilità di abbonarti (6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale) per avere ogni giorno una lettura di qualità e un giornalismo libero e indipendente. “Palla Avvelenata” è un bestseller di Substack con abbonati in USA, Francia, Inghilterra e altri Paesi del mondo #calcio #SerieA #arbitraggio

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GiùlemanidallaJuve Sep 3

Antonio Giraudo torna a parlare dopo 20 anni: “Calciopoli? Gogna mediatica senza precedenti che ha affossato il calcio” E' quello che sosteniamo anche noi. Con calciopoli hanno distrutto il calcio italiano e qualcuno ne va anche fiero. Il limite di chi per vincere ha fatto questo #Calcio #Calciopoli #Sport

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Ninabecks con Israele e Ucraina nel cuore Sep 1

Brutto ranocchio del cavolo… La cardiologa Maria Grazia Modena, in questi giorni ha ricordato come, nel 2015, subì una gogna mediatica da parte del narcisista Ranucci. Report accusò la dottoressa per corruzione e per sperimentazioni cliniche sospette. Tre anni dopo, venne assolta in quanto il fatto non sussisteva. Il “giornalista”, dopo aver rovinato la reputazione della ricercatrice, si limitò a scrivere sul sito due righe in merito all’innocenza. Report non è mai stato un giornalismo d’inchiesta bensì uno sputtanamento con l’obiettivo di colpire e rovinare persone appartenenti a un differente schieramento politico. Paolino Bonacci #giornalismo #verità #giustizia

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s💥🫧 Aug 31

non capirò mai cosa spinge le persone a chiamare fabrizio corona e sfogarsi cioè è letteralmente il suo pane quotidiano mettere la gente alla gogna come fai a non pensare che probabilmente ha una microspia su per il culo #FabrizioCorona #gossip #società

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Francesca Totolo Aug 27

Non c’è più alcun limite alla vergogna: ora mettono pure alla gogna gli anziani. Il signor Angelo Serafini è stato accusato di essere un attore, anche dalla giornalista Anna Mallamo, in “arte” @manginobrioches. Il figlio di Serafini: “Stiamo vivendo questi giorni davvero malissimo. Hanno accusato papà delle peggiori nefandezze, è assurdo. Ho letto che avrebbe preso dei soldi, che sarebbe un attore professionista, che sarebbe stato convinto dal partito della Meloni. Ovviamente si tratta di accuse false, falsissime. E stata una cosa assolutamente spontanea”. @tempoweb #Giustizia #Solidarietà #DirittiUmani

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anna paola concia Aug 18

Ora @repubblica la chiama #trappolawoke, come se nulla fosse, come se non avesse contribuito alla caccia alle streghe, alla gogna contro chi a #sinistra si è permesso di sollevare dubbi. Un “contrordine compagni” fischiettando, mentre sono stati fatti molti danni. Eh no!!! #trappolawoke #sinistra #cacciaallestreghe

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Barbara Collevecchio Aug 16

Ho letto in questi giorni la storia di Jason Arday. Da anni affermo che le ondate pubbliche di gogna e indignazione sono un funzionamento patologico della psiche collettiva. Una proiezione e agito sadico. E infatti, si è suicidato. #JasonArday #SaluteMentale #IndignazioneCollettiva #Noncisonoriferimentispecificiapaesineltweet.

SUPERNONNO IL RITORNO Aug 16

Per chi non si beve tutto. Mentre gran parte del giornalismo italiano si esercita nell’antica arte del copia-incolla da agenzie ONU e comunicati di Hamas, c’è un giornalista in Rai che ha deciso di non farsi dettare la linea da Ramallah. Si chiama Giovan Battista Brunori, e oggi è una rarità: uno che ha ancora la schiena dritta. Capo della sede RAI a Gerusalemme, Brunori ha fatto qualcosa che nel 2025 equivale a un atto di insubordinazione: ha mostrato Gaza da un altro angolo, quello scomodo, quello che smentisce le lacrime facili e la propaganda prefabbricata. Quando il Tg1 ha disturbato la narrazione La settimana scorsa, il suo servizio per il Tg1 ha fatto tremare più tastiere che razzi. Le immagini? Scorte di aiuti umanitari marcite al sole perché “nessuno andava a ritirarle”. La frase? Tagliente come un referto: «Il cibo a Gaza sta avariando perché non ci sono organizzazioni che lo vanno a prendere.» Apriti cielo. Le ONG si sono stracciate le vesti. La sinistra ha invocato la gogna. La Rai? È corsa ai ripari con una replica del Tg3, in pieno stile “scusate il giornalismo”. Ma Brunori non ha indietreggiato. Perché il giornalismo, quello vero, non chiede il permesso prima di disturbare. Sul campo, non su Zoom Giovan Battista Brunori non racconta Gaza da un bar di Ramallah o da un attico romano. Nel 2024 era tra i pochi a documentare l’attacco del 7 ottobre, le infiltrazioni di Hamas, le case distrutte degli israeliani di Netiv HaAsara, a due passi dal confine. Mentre altri parlavano di “resistenza”, lui mostrava famiglie sgozzate, villaggi assaltati, bambini presi in ostaggio. Un crimine? No. Un servizio pubblico. Ma questo oggi basta per finire nella lista nera degli “squilibrati filo-israeliani” (copyright collettivi studenteschi). La colpa di raccontare tutto Brunori non si limita a un copione. Non chiude gli occhi dove serve. Nel caos informativo della guerra Israele-Gaza, è uno dei pochi a non affidarsi alle infografiche dell’UNRWA e ai pianti in slow motion rilanciati da Al Jazeera. E questo lo rende pericoloso. Perché chi racconta tutto, rompe l’incantesimo. Non c’è spazio per i “Mr. Fafo”, i martiri ricorrenti da Instagram, quando si mostra la realtà nuda: tunnel sotto gli ospedali, miliziani travestiti da soccorritori, aiuti bloccati da Hamas per esigenze belliche. Il problema? È difficile smentirlo Brunori ha un curriculum da campo: Afghanistan, Iraq, Libano, Ucraina. Ha vinto il premio Ilaria Alpi (1998), il Premio Feniks (2021) e quello Delio Costanzo (2024). Ma il suo vero trofeo è l’indipendenza. Non lavora per far contenti i partiti. Né le ambasciate. Né le piazze. Parla arabo. Conosce la storia. E quando va in onda, non ha bisogno di urlare per dire cose gravi. In un mondo dove la verità è soggetta al sentiment, Brunori è rimasto fedele alla sostanza. Non piacerà a chi cerca eroi prefabbricati e vittime su commissione. Ma è l’unico in Rai che ancora ti fa cambiare canale perché dice troppo, non perché dice poco. E oggi, questo, è rivoluzionario. Chi non si inginocchia alla propaganda, chi ha ancora fame di giustizia, ti guarda e ti dice: vai avanti. Perché oggi, raccontare la verità è un atto di coraggio. @LuigiGiliberti2 #Giornalismo #Verità #LibertàDiStampa

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Maria Teresa Melì Aug 14

Archiviazione per Giovanni Toti: nessun voto di scambio. Prima distruggono una giunta con la gogna mediatico-giudiziaria, poi emerge che il reato non sussiste. Il giustizialismo si conferma un cancro per il Paese. #Giustizia #Politica #Toti

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Nicola Porro Aug 6

"Mio padre è morto prima che mi fosse restituita la dignità”, il drammatico racconto di una vittima di Report 👇 Report lo mette alla gogna, il giudice lo assolve: il caso Rigoli inchioda il metodo Ranucci https://t.co/VrK24A5AWX #Report #giustizia #dignità #IT

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Giorgia Meloni Aug 6

Che cosa significa? Che dovrebbero farci i processi sommari, appenderci a testa in giù, rasarci i capelli ed esporci alla pubblica gogna?

“Partigiano, porta via Salvini e Berlusconi. E i fasci della Meloni”: quando nel 2020 Guccini reinterpretò Bella ciao
www.ilfattoquotidiano.it
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Roberto Vannacci Aug 2

AVEVAMO RAGIONE. LA REALTÀ PRESENTA SEMPRE IL CONTO. Dopo la gogna mediatica a cui sono stato sottoposto ora cominciano a darmi ragione. Ma lo fa un giornale di sinistra, quindi, tutti zitti! https://t.co/d4dJhTtGYG #Realtà #Verità #Media

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L
lastampa.it Jul 26

Dopo l'attentato a Berlino al Christopher Street Day, un uomo di nome Abdul Malik, scambiato per il vero ricercato Abdul Ballout, è diventato vittima di una gogna su internet, nonostante sostenga di avere una fedina penale immacolata e di essere innocente. #Berlin #Attentato #IdentitàFalsa

www.lastampa.it
Attentato a Berlino, il web trova il colpevole e parte la gogna: ma è un sosia
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Pina Picierno Jul 19

“La gogna non ha bisogno di una condanna per funzionare” scrive oggi Federico Pizzarotti, e ha ragione. Pizzarotti ha subito in questi anni sei procedimenti penali e ogni procedimento si è chiuso con un’archiviazione, un proscioglimento o un’assoluzione. Venerdì è stato #gogna #giustizia #Pizzarotti #IT

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Ermes Antonucci Jul 13

Ranucci denuncia rivelazione di atti coperti da segreto e querela per diffamazione chi ha diffuso notizie sul coinvolgimento di Lavitola nell'attentato. Lui, il conduttore di una trasmissione che da anni fa inchieste basate su fughe di notizie e sulla gogna. La faccia come il c. #giustizia #inchieste #diffamazione

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Massimo Zampini Jul 12

@FabRavezzani Lì però sbagliò Kalulu ad allungare le mani. E cominciò la gogna mediatica per il povero Bastoni (plurimulticit) #Calcio #Mediagate #Sport

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Daniele Mari Jul 11

Zazzaroni: "Inchiesta Rocchi? Io spero solo che archivino in fretta. Sono assolutamente innocentista nei confronti di Rocchi. Non garantista, proprio innocentista: ha perso il lavoro non avendo commesso reati. E' stabilito che non ha favorito l'Inter, che tra l'altro quell'anno perse pure lo scudetto. Stiamo spiegando ogni volta sul giornale cosa è successo con la designazione di Mariani, con quella di Colombo. Hanno tolto il discorso delle bussate, che non aveva senso. Veramente la gogna mediatica l'ha ammazzato: io spero che Rocchi possa recuperare anche in termini di immagine una volta che verrà fuori che non hanno trovato niente. Ha sparato qualche cazzata al telefono? Ma solo con i suoi, con i suoi collaboratori. E sono verificate. Io rispetto il lavoro dei magistrati, Ielo è magistrato di grande livello, Ascione ha fatto il suo lavoro però questa inchiesta mi ha lasciato veramente di gelo. Ho capito che può capitare a chiunque di finire come Rocchi, che non meritava assolutamente una situazione del genere. E a me non frega niente di difendere l'Inter, il Milan, la Juventus. Io dico quello che penso" #Calcio #Giustizia #Sport

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