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#Dottrina
Lula 2w

“Il Brasile non ci sta nel cortile di casa di nessuno”Dopo aver denunciato il ritorno alla legge del più forte, Lula ha tuonato: “Il Brasile non ci sta nel cortile di casa di nessuno”, chiaro riferimento alla riesumazione della dottrina Monroe e alle continue ingerenze statunitensi nell’emisfero occidentale. #Brasile #Lula #Elezioni2026

Lula sfida Bolsonaro junior: con ogni probabilità, sarà una conta all’ultimo voto
www.ilfattoquotidiano.it
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Mario Sechi 2w

"The Army of Robots" è un progetto di @FedorovMykhailo e rappresenta il salto tecnologico dell'Ucraina nella guerra dei droni e dei robot. L'esperienza sul teatro operativo, la nascita delle start up in una nazione invasa dalla Russia, il ruolo di paese-guida nella nuova dottrina https://t.co/hw3KAHrYY5 #ArmyOfRobots #UkrainianInnovation #DroneWarfare #UA #RU

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Arcivescovo Carlo Maria Viganò 3w

Non si può affatto dire che Leone proceda piano piano: sta procedendo a marce forzate, senza minimamente preoccuparsi delle reazioni — anche perché le reazioni sono poche, e quelle poche vengono prontamente sedate. Ciò che è cambiato rispetto a Bergoglio non è la velocità: è il volto. Bergoglio urlava, e chi urla sveglia; Prevost sorride, e chi sorride addormenta. Ma è un sorriso glaciale, il ghigno di chi sa di non incontrare resistenza. Si guardi ai fatti, non ai modi. L’agenda non è stata rallentata: è stata potenziata su tutti i fronti — sinodalità, ecologismo, immigrazionismo, ecumenismo sincretico, normalizzazione dell’ideologia LGBTQ+. E si guardino soprattutto le nomine, che di un pontificato sono la prova del nove: non ve n’è una sola che faccia eccezione; non un uomo di dottrina sicura promosso, non un nemico della Fede rimosso. Su ciascun capitolo Prevost è andato oltre il predecessore. #Cattolicesimo #Chiesa #Pontificato

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Il Fatto Quotidiano Sep 3

La Procura Militare di Roma ha avviato un'indagine preliminare sul generale Roberto Vannacci e altri esponenti di Futuro Nazionale per presunta ricostituzione del partito fascista, sollevata da una denuncia del Sindacato dei Militari, che accusa il movimento di promuovere un nucleo dottrinale antidemocratico e pratiche contrarie alla legge Scelba. #Fascismo #RobertoVannacci #Giustizia

www.ilfattoquotidiano.it
“Ricostituzione del partito fascista”, la Procura Militare avvia un’indagine su Vannacci
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Claudio Borghi A. Sep 3

Dopo la centesima domanda in merito alla questione del fine vita posso solo dirvi che io non ho la fortuna di Luca (Zaia) che nell'intervista di oggi dice di essere cattolico MA. Io sono cattolico PUNTO e quindi su certi temi così importanti mi rifaccio alla dottrina della Chiesa #Fede #Dottrina #FineVita

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ANSA.it Aug 13

Il fenomeno dello spiralismo sta emergendo come una dottrina mistico-filosofica che attribuisce una forma di coscienza agli algoritmi di intelligenza artificiale, coinvolgendo oltre 10.000 utenti su piattaforme come Reddit e Discord, e suscitando preoccupazioni tra i ricercatori per il potenziale sviluppo di convinzioni deliranti in soggetti vulnerabili a causa delle interazioni prolungate con i chatbot. #spiralismo #intelligenzaartificiale #AIpsychosis

www.ansa.it
Attribuire all'IA una componente mistico-filosofica, il caso dello 'spiralismo'
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Agostino Marottoli Jul 28

VENDETTA, POLITICA E DEMOCRAZIA: una visione sociologica Il caso giudiziario del gioielliere condannato per l'omicidio di alcuni rapinatori in fuga ha superato i confini delle aule di tribunale, trasformandosi in un acceso dibattito pubblico e questo stimola l’interesse del sociologo. Se osservata attraverso le categorie sociologiche di Pierre Bourdieu, questa vicenda cessa di essere un isolato fatto di cronaca o una questione di dottrina penale, configurandosi come una chiara manifestazione delle tensioni strutturali che attraversano lo spazio sociale, in particolare nel rapporto tra il campo giuridico, il mondo dei profani e il campo politico. Il campo giuridico si costituisce storicamente come uno spazio sociale autonomo, regolato da logiche proprie e accessibile solo a professionisti dotati di specifiche competenze linguistiche e tecniche (giudici, avvocati, giuristi, ecc.). Quando i magistrati emettono una sentenza di condanna basata sul rigido scrutinio della legittima difesa, applicando i requisiti di attualità del pericolo e proporzionalità, esercitano il potere tipico del campo ovvero il potere di nominare, classificare e produrre la realtà sociale in modo legittimo. L'evento drammatico viene spogliato della sua carica emotiva e tradotto in categorie codificate dalla legge. A questa razionalizzazione formale si contrappone l'habitus dei profani, ovvero dei cittadini comuni, la cui percezione della giustizia risponde a un senso pratico immediato. Per una parte consistente dell'opinione pubblica, la condanna dell'esercente appare incomprensibile perché urta contro schemi cognitivi basati sulla tutela emotiva della proprietà privata e sul principio della compensazione morale rispetto al torto subìto. Si manifesta così una frattura netta tra la neutralizzazione formale della violenza operata dallo Stato e le istanze etiche, spesso disorganiche, del pubblico non specialista. Sotto il profilo della sociologia del diritto, il contrasto tra l'azione del gioielliere e la risposta dell'ordinamento richiama il principio fondativo dello Stato moderno cioè la rinuncia da parte del cittadino al proprio diritto di vendetta privata. Nel patto sociale stabilito all’interno degli Stati di diritto, l'individuo cede la gestione della giustizia riparativa (vendetta) a un'entità terza e impersonale, lo Stato, la quale assume su di sé il monopolio della forza legittima. La reazione del gioielliere, che colpisce i rapinatori durante la fuga, viene interpretata dal campo giuridico come un tentativo di riappropriarsi di quella violenza privata originaria che il contratto sociale ha storicamente bandito. La condanna penale non mira soltanto a sanzionare un illecito, ma risponde alla necessità strutturale di riaffermare l'esclusività del potere statale, impedendo che i singoli consociati tornino a farsi giustizia da sé, disfacendo l'ordine legalizzato e pertanto la coesione sociale. Questa divisione tra habitus profano e razionalità giuridica apre lo spazio a un marcato pericolo di manipolazione dell'opinione pubblica, operata dalle forze politiche attraverso una sistematica comunicazione mediatica. Nel tentativo di erodere l'autonomia del campo giuridico, gli attori politici più radicali e conservatori utilizzano i mass media per amplificare la risposta emotiva dei cittadini profani, offrendo una narrazione semplificata e polarizzata del reato. La cronaca giudiziaria viene così strumentalizzata per veicolare e legittimare modelli di controllo sociale basati sulla violenza e sull'autodifesa militarizzata, elementi ideologici tipici delle destre populiste che, si ricorda, hanno come nucleo valoriale ed ontologico fondante, l'assunto della disuguaglianza tra i cittadini, formalizzando una divisione gerarchica tra chi ha il diritto intrinseco di essere protetto, o persino di esercitare una forza letale, e chi viene permanentemente declassato a una categoria subalterna priva di tutele umane fondamentali. Attraverso la celebrazione mediatica del cittadino che si fa giustizia da sé, la propaganda politica tenta di normalizzare l'uso privato delle armi e di ridefinire il concetto stesso di sicurezza, trasformando un grave illecito penale in un atto di eroismo civile. Questa strategia non mira solo a raccogliere consenso elettorale immediato, ma persegue l'obiettivo più profondo di imporre una visione del mondo autoritaria, in cui la coesione sociale non è garantita dall'equità delle istituzioni terze, bensì dalla minaccia della forza privata e dalla punizione esemplare del deviante. La vicenda si arricchisce di un ulteriore livello di complessità con l'intervento del Ministro della Giustizia il quale, superando le proprie prerogative in ossequio alla linea della propria parte politica, richiede formalmente la grazia per il condannato. Dal punto di vista bourdieusiano, questa condotta descrive il tentativo del campo politico di invadere i confini del campo giuridico, cercando di subordinare l'ortodossia delle procedure legali alle logiche del consenso elettorale e alla legittimazione dei sopra citati modelli securitari. Il ministro tenta di capitalizzare politicamente il risentimento dei profani, proponendo un principio di visione e di divisione del mondo alternativo a quello espresso dalla magistratura, fondato sull'idea di una giustizia sostanziale e di parte. A questa ingerenza risponde l'ammonimento del Presidente della Repubblica, che interviene per sanzionare l'infrazione delle regole istituzionali e per ristabilire i confini del campo giuridico. Il richiamo del Quirinale risponde alla necessità non tanto di ribadire le proprie prerogative quanto di difendere l'autonomia del diritto da condizionamenti esterni, riaffermando l'immagine di un potere statale neutrale, oggettivo e superiore agli interessi particolari delle fazioni politiche. In ultima analisi, il conflitto generato attorno alla figura del gioielliere mette a nudo l'essenza stessa del fenomeno giuridico secondo Bourdieu per cui il diritto non è un apparato neutrale e universale, ma l'esito di una lotta simbolica permanente per il monopolio della violenza legittima. La condanna giudiziaria e la successiva difesa dei confini istituzionali da parte della presidenza servono a mantenere viva l'efficacia dell'imposizione di un ordine sociale dominante che si dissimula dietro l'apparenza di una mera, e inevitabile, applicazione tecnica della legge. Il caso esaminato mostra quindi come la stabilità di questo ordine fondante dei regimi democratici dipenda costantemente dalla capacità del campo giuridico di respingere le spinte emotive della piazza, i modelli di controllo reazionari e le strumentalizzazioni della politica, riaffermando ogni volta la propria universale legittimità. L'analisi di questa complessa dinamica tra campi del potere permette di formulare una considerazione conclusiva sulla natura e sulla funzione dell'ordine sociale dominante all'interno dei sistemi democratici contemporanei. Sebbene Bourdieu evidenzi con severità critica i meccanismi di conservazione e di dissimulazione del potere insiti nelle istituzioni statali, la strenua difesa dei confini del campo giuridico mostra un risvolto democratico di fondamentale importanza. I meccanismi di autoconservazione istituzionale, la rigida e razionale applicazione della norma penale e la ferma reazione del vertice dello Stato contro le ingerenze di parte non devono essere intesi come una sterile chiusura tecnocratica, bensì come i veri e propri anticorpi che proteggono la democrazia. Nel momento in cui le forze politiche radicali tentano di cavalcare le passioni popolari per legittimare modelli reazionari di controllo sociale, la tenuta dell'ordine giuridico formale si erge come un argine insostituibile. Riaffermando la neutralità della legge e l'esclusività statale della forza, questi presidi istituzionali neutralizzano il pericolo di una deriva autoritaristica, impedendo che lo Stato di diritto venga svuotato dall'interno a favore di una logica della violenza privata e del populismo penale e politico. PS: se volete approfondire leggete Bourdieu "La forza del diritto. Elementi per una sociologia del campo giuridico"

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Tommaso Cerno Jul 20

In Germania il gioielliere sarebbe stato assolto. E per la dottrina Usa massima libertà di difesa https://t.co/pVcVo5s6Vv #Germania #Giustizia #Libertà

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Arcivescovo Carlo Maria Viganò Jul 14

La Fraternità San Pio X ha depositato un ricorso gerarchico preliminare presso il Dicastero per la Dottrina della Fede, contro la sentenza di scomunica comminata dopo le Consacrazioni episcopali dello scorso 1 Luglio. La Fraternità compie un’azione canonicamente corretta e strategicamente opportuna. Non è un cedimento, né una resa, ma un esercizio di difesa dei propri diritti all’interno dell’ordinamento ecclesiale. Da un punto di vista strategico, è un’ottima mossa: costringe infatti la Santa Sede ad andare fino in fondo alla strada che essa ha scelto di intraprendere. Qualsiasi sia la risposta del Vaticano, la Fraternità sta forzando il proprio interlocutore a mostrare le proprie intenzioni. Ottima mossa. #Chiesa #Diritti #Fede

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Arcivescovo Carlo Maria Viganò Jul 5

Reverendo e caro Don Davide, desidero esprimere a Lei, agli Ecc.mi Vescovi – in particolare ai Confratelli neo-consacrati – e a tutta la Fraternità Sacerdotale, la mia spirituale vicinanza e il mio pieno sostegno in quest’ora così travagliata e drammatica. Ho particolarmente apprezzato la Sua Lettera a Leone, commosso per il profondo spirito sacerdotale che la pervade. Lo spietato Decreto e la Nota dell’ex-Sant’Uffizio, con la loro durezza verso chi ha la sola “colpa” di voler rimanere Cattolico, rivelano ancora una volta lo scisma in atto tra il papa e il Papato stesso: la chiesa conciliare-sinodale che tenta di eclissare la Chiesa Cattolica. Mentre si mostra indulgenza, se non aperta complicità, verso veri scismi e abusi di ogni genere, si riservano le pietre a chi custodisce e trasmette la Fede. Ed è proprio la vostra fedeltà a rendere evidente il fallimento della rivoluzione conciliare e la vitalità della Tradizione. Ai sacerdoti, ai chierici e ai fedeli laici della Fraternità fondata dal Venerato Mons. Marcel Lefebvre, mi permetta, caro Don Davide, di dire con affetto: Non lasciatevi turbare. Rimanete saldi nella Fede, nella Dottrina immutabile, nel Sacerdozio e nella Santa Messa di sempre, fedeli a Santa Romana Chiesa, nella luminosa testimonianza a Cristo Re e Pontefice. La Santissima Vergine Maria, Ausiliatrice dei Cristiani e debellatrice di tutte le eresie, vi protegga sempre e vi confermi nella Verità. Cum Benedictione + Carlo Maria Viganò, Arcivescovo Viterbo, 4 Luglio MMXXV #Fede #Tradizione #Sacerdozio

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Paolo Becchi Jun 23

Questa è una cosa documentata, ma di cui non si parla mai. Israele ha una dottrina di rappresaglia nucleare in caso di sconfitta sul terreno, per cui colpirà anche un paese Nato e in particolare l'Italia. Si chiama l'"opzione Sansone" https://t.co/lcjAJ4fNB0 #Israele #Nato #opzioneSansone #IL #IS

L
lastampa.it Jun 16

L'articolo analizza il recente accordo tra Stati Uniti e Iran, evidenziando il cambiamento generazionale in Iran con la nuova leadership di Mojtaba Khamenei che mira a sfruttare la pace per creare un nuovo ordine regionale, mentre mette in discussione la fallimentare dottrina neocon di cambiamento di regime, suggerendo un futuro basato su una diplomazia più paziente e meno aggressiva. #AccordoUsaIran #MedioOriente #Neocon

www.lastampa.it
Accordo Usa-Iran, sconfitti i vecchi turbanti e i vecchi neocon
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Cecilia Sala Jun 8

La guerra in Iran ha messo al potere una leadership militare più propensa ad attaccare della leadership religiosa che c’era prima. Il 28 febbraio i pasdaran si sono liberati della “dottrina della pazienza strategica” di Ali Khamenei, che contestavano da tempo, ma erano #Iran #Guerra #LeadershipMilitare #IR

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Il Messaggero May 29

La Cina sta costruendo una vasta rete di infrastrutture militari nel deserto dello Xinjiang, inclusi oltre 80 nuovi lanciatori di missili e misteriose fortezze ottagonali, per garantire una robusta capacità di rappresaglia nucleare e sostenere una strategia di deterrenza contro potenziali attacchi preventivi dagli Stati Uniti, nonostante ufficialmente aderisca alla dottrina del No First Use. #Cina #nucleare #strategiaMilitare

www.ilmessaggero.it
Cina, l'arsenale nucleare nel deserto: 80 nuove postazioni di lancio e misteriose fortezze ottagonali. Le foto satellitari
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Marco Setaccioli May 27

“Lukashenko ha detto che era ora che i presidenti di Ucraina e Bielorussia si incontrassero... ed è arrivata Sviatlana Tsikhanouskaya”. Ho preso spunto da questo interessante episodio, perché l’invito ufficiale a Kiev per la leader dell’opposizione bielorussa in esilio, considerata dalla comunità internazionale la legittima vincitrice delle elezioni del 2020, non è solo un assist alla Bielorussia democratica. È un capolavoro di "trolling" geopolitico. Una mossa di judo comunicativo che trasforma la minaccia del regime di Minsk, che proprio in questi mesi si presta a esercitazioni nucleari congiunte con Mosca, in una barzelletta da social network. Dietro la risata c’è infatti una strategia precisa, che per la prima volta nella storia della Russia di Putin sta mettendo a nudo i limiti strutturali della macchina d'informazione di Mosca. Per decenni, la Russia ha dominato lo spazio post-sovietico (e non solo) attraverso una dottrina di guerra d'informazione basata sulla saturazione, sul cinismo e sul terrore psicologico. La propaganda del Cremlino è rigida, verticale, solenne. Si nutre dei lunghi e cupi monologhi storici di Vladimir Putin, delle minacce nucleari apocalittiche di Dmitry Medvedev e dei talk-show televisivi urlati da megafoni di regime. È una comunicazione che esige rispetto o, in alternativa, paura. L'Ucraina ha capito che rispondere a questa narrazione con lo stesso tono accorato e burocratico sarebbe stato un suicidio comunicativo. Kiev ha così introdotto nel conflitto il linguaggio del XXI secolo: la decentralizzazione, l'ironia "memetica" e l'immediatezza. Quando Lukashenko si è offerto come mediatore, l'Ucraina non ha risposto con un freddo comunicato del Ministero degli Esteri. Ha usato il paradosso. Invitare Tsikhanouskaya significa dire al mondo, in modo chiaro e comprensibile a chiunque, che Lukashenko è un usurpatore senza legittimità. Il potere autoritario sa come gestire la rabbia o la sottomissione, ma si ritrova del tutto disarmato di fronte a chi decide di prenderlo in giro. L'episodio Tsikhanouskaya è solo l'ultimo capitolo di una strategia che ha radicalmente ribaltato i rapporti di forza comunicativi. Dai selfie in strada di Zelensky fatti nelle prime ore di invasione per smentire le notizie sulla sua fuga, fino alla documentazione meticolosa dell’impatto sui civili della guerra di terrore russa o ai successi delle azioni di guerra, ottenuti attraverso l’impiego di nuove tecnologie, ad evidenziare le differenze tra una macchina bellica offensiva russa costruita sulla retorica di grandi missili e bombardamenti a tappeto sulle città, e quella difensiva, agile, basata su invenzioni domestiche, capaci di bucare le difese della presunta superpotenza. La stessa nascita della NAFO (North Atlantic Fella Organization), un esercito decentralizzato di utenti web che, a colpi di ironia e immagini di cani Shiba, neutralizza quotidianamente i bot e i troll russi sui social è in questo senso un fenomeno emblematico. Questa agilità comunicativa serve a un duplice scopo. All'interno, mantiene alto il morale di una popolazione sotto le bombe, trasformando la resilienza in orgoglio. All'esterno, garantisce il supporto di parti delle opinioni pubbliche occidentali altrimenti esposte alla disinformazione di Mosca, traducendo una complessa e tragica guerra di logoramento in una narrazione universale di Davide contro Golia, dove Davide ha il volto di trenta-quarantenni spigliati e determinati, mentre il gigante non è solo cattivo, ma ha anche tutta la goffaggine di una spietata ed autoreferenziale gerontocrazia. C’è quindi, di conseguenza, anche un problema di velocità. La macchina della propaganda russa è una burocrazia pesante: per reagire a un imprevisto ha bisogno di direttive che scendano dall'alto. La comunicazione ucraina, invece, agisce in tempo reale, con l'elasticità di una start-up. A qualcuno questa guerra nella guerra potrà sembrare un dettaglio, ma in realtà non lo è. Perché soprattutto su questo terreno si gioca il sostegno del quale l’Ucraina ancora gode a livello internazionale. E dall’esito di questa battaglia dipende almeno in parte la possibilità di trasformare la vittoria di Kyiv in un trionfo del mondo libero. Vale a dire l’opportunità di bloccare ogni possibile via di fuga al regime morente di Vladimir Putin, cui non sarà possibile spacciare per pareggio una sconfitta che appare sempre più catastrofica e quindi sfuggire al destino che attende (quasi) tutti i più sanguinari dittatori della storia. #Ucraina #Bielorussia #Geopolitica

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L
lastampa.it May 27

L'articolo analizza la necessità per la NATO e l'UE di sviluppare una dottrina militare per l'intelligenza artificiale, basata sulla dignità umana e sulle democrazie liberali, come alternativa a quella statunitense. #Nato #UnioneEuropea #IntelligenzaArtificiale

www.lastampa.it
Una dottrina militare per l’Ai, ecco la sfida che attende Nato e Ue
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Il Fatto Quotidiano May 25

Papa Leone XIV, nella sua prima Enciclica Magnifica Humanitas, sottolinea l'importanza di proteggere la dignità umana nell'era dell'intelligenza artificiale, avvertendo contro i rischi della competizione militare e dell'idolatria del profitto, e promuovendo un approccio etico e collettivo all'innovazione tecnologica per evitare la sindrome di Babele. #PapaLeoneXIV #IntelligenzaArtificiale #DottrinaSociale

www.ilfattoquotidiano.it
La dottrina di Papa Leone XIV sull’Intelligenza artificiale: “Disarmare l’IA significa sottrarla alla logica della competizione militare, economia e cognitiva”
19119
ANSA.it May 18

Papa Leone XIV si appresta a promulgare la sua prima Lettera Enciclica, intitolata Magnifica Humanitas, dedicata alla custodia della persona umana nell'era dell'intelligenza artificiale, con presentazione prevista il 25 maggio 2026 presso l'Aula del Sinodo. #MagnificaHumanitas #IntelligenzaArtificiale #DottrinaSociale

www.ansa.it
Pronta la prima enciclica di Leone, è sull'AI ed esce il 25 maggio
19135
L
lastampa.it May 15

Il summit del G2 segna un cambiamento radicale nella politica internazionale, mettendo in luce la vittoria strategica della Cina mentre gli Stati Uniti riducono le alleanze e tornano a una logica di sfere d'influenza, annullando così il predominio occidentale. #VerticeG2 #Cina #DottrinaAmericana

www.lastampa.it
Il G2 e la vittoria della Cina ai punti. Così il summit cancella l’Occidente
17348