WRLD

Search

#Fatica
Francky Longo 🇮🇲💀🌹 2d

Francky Longo reported that Raul Fernandez accused Marco Bezzecchi of deliberately pushing him towards the outside of the track, forcing him to cross the white line. According to Fernandez, the maneuver also allowed two Ducati, direct rivals, to pass. He said he had broken a finger and that he might have to go home the next day. Fernandez specified that he could accept a mistake, but he called an intentional maneuver a matter of sporting respect. Longo concluded by using vulgar words towards those who had accused Marc Márquez. #MotoGP #MotoGP #Sportività #Corse (translated)

2842
Il Fatto Quotidiano 2d

Max Verstappen secures pole position in the Sprint qualifying of the Singapore Grand Prix 2026, relegating George Russell and Charles Leclerc to second and third positions, while Lewis Hamilton and Kimi Antonelli struggle on the grid. #F1 #Verstappen #GpSingapore (translated)

www.ilfattoquotidiano.it
F1, qualifiche Sprint Gp Singapore: Verstappen on fire, firma la pole. Russell beffa Leclerc, male Hamilton | La griglia di partenza
2786
Nicola Zingaretti 4d

The author wrote that petrol and diesel had exceeded 2 euros per liter, while the cost of living was increasing and salaries were not sufficient. He added that families and businesses were in difficulty and that the right had approved the new electoral law, citing it as a priority of their own. #CaroPrezzi #Politica #LeggeElettorale #IT (translated)

3365
Il Fatto Quotidiano 4d

The Nations League has seen Spain maintain its unbeaten streak and Portugal shine without Ronaldo, while Germany struggles and Greece surprises with a historic victory against the Germans. #NationsLeague #Calcio #Portogallo (translated)

www.ilfattoquotidiano.it
Portogallo “finalmente in undici”, Spagna dominante e Germania in difficoltà anche con Klopp: cosa ha detto la Nations League
1688
Renan Augusto 5d

Renan Augusto stated that one of the paradoxes of the PT was having contributed, through its own policies, to part of the anti-PT sentiment it faced. He wrote that income and consumption had changed more rapidly than the social position and class perception of people who had socially ascended with these policies and who came to consider themselves close to an elite of which, according to him, they were not a part. Augusto predicted that this situation would have consequences and lamented the scenario. #PT #antipetismo #classe_social (translated)

3046
AlessandraOd00 7d

AlessandraOd00 wrote that for 15 years Matteo Renzi organized the Leopolda, with guests from different parties engaged in debates and thematic tables for three days. She added, with an ironic tone, that despite the effort, Renzi remained at 2%. https://t.co/fgY5kthec0 #politica #Leopolda #Renzi (translated)

12948
Luca Vismara 1w

Luca Vismara argued that Jonathan was gradually bringing others to his side, also because, according to him, they struggled to form an opinion. According to Vismara, the goal would have been to pit them against Marina and then avoid mentioning her, thereby getting out of it without responsibility. He called this Jonathan's strategy and urged the others to realize it. #GFVIP #GiocoDelPotere #Manipolazione #RealityShow (translated)

15051
Tutto Sotto Controllo (No)🦋 2w

La verità non ha bisogno di urlare. Ci sono persone che inventano, diffamano, costruiscono storie false per raccogliere due like in più, o per nutrire il proprio ego che vive solo in funzione della distruzione altrui. Non sanno che ogni parola inventata pesa. Pesa sulle persone, sulle famiglie, sulla stabilità emotiva, sul lavoro costruito con fatica. Loro scelgono altro: i fatti, il rispetto, l’amore, il tempo che mette tutto al suo posto. Chi diffama non racconta chi siamo noi. Racconta chi è lui. Javier ed Helena andranno avanti con amore, amicizia e lavoro vero. Il resto è solo rumore di sottofondo, Buonanotte a chi una vita la ha, #prestinez #verità #rispetto #amore

11462
L
lastampa.it 2w

L'articolo esplora le elezioni israeliane del 27 ottobre e il potenziale di Gadi Eisenkot, ex capo di Stato maggiore, di mettere fine all'era di Benjamin Netanyahu mentre entrambi i blocchi faticano a ottenere una maggioranza. #ElezioniIsraele #GadiEisenkot #Netanyahu

www.lastampa.it
Israele al voto: Gadi Eisenkot può chiudere l'era Netanyahu?
1720
Il Post 2w

Le esportazioni di petrolio nello stretto di Hormuz sono aumentate avvicinandosi ai livelli pre-guerra, grazie all'efficacia delle petroliere a eludere il blocco iraniano con l'assistenza degli Stati Uniti, mentre il regime iraniano fatica a limitare il traffico marittimo. #petrolio #Hormuz #Iran

www.ilpost.it
Le esportazioni di petrolio nello stretto di Hormuz sono vicine al livello pre-guerra
1720
precipitevolissimevolmente 2w

Una notizia davvero bruttissima: ci ha lasciato il nostro Stefano Verbania. Stefano Milani, il milanista di Verbania che in questi anni ha raccontato la sua battaglia con una sincerità e un coraggio rari. Sempre in lotta «per vivere anche solo un giorno di più», come scriveva lui stesso. Ha continuato a parlare di Milan, di Berlusconi, di Liedholm, Sacchi, Capello e Ancelotti anche quando la vista e le forze lo tradivano, anche dopo le trasfusioni, anche quando doveva affrontare un intervento per tornare a vedere. Ci ha lasciato una lezione di vita: non nascondere la fatica, non spegnere la passione, non smettere di voler bene alla propria squadra e alle persone intorno. In tanti lo abbiamo seguito, gli abbiamo scritto, abbiamo pregato e sperato con lui. Ciao Stefano. Ti abbiamo voluto tutti bene e continueremo a volertene. Forza Milan, sempre. ❤️🖤 Riposa in pace. #Milan #ForzaMilan #RiposaInPace

14242
Ultimora.net - POLITICS 2w

Giorgia #Meloni: “Leggo le polemiche della sinistra perché non sono andata all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove l'Italia è rappresentata dal ministro degli Esteri come accade per molti Paesi europei, e perché lunedì sera ero invece alla cena inaugurale della settimana della moda a Milano. Ci sono andata per dire a un settore che vale oltre 86 miliardi di export che il Governo c'è. Non solo a parole: 100 milioni per gli investimenti e un lavoro serio sulla formazione e sul capitale umano, perché è lì che quelle imprese faticano di più a trovare le competenze che servono. Prendo atto che per la sinistra la settimana della moda è una passerella. Per me sono le persone che ci lavorano: sarte, modellisti, pellettieri, tecnici, piccole imprese che tengono in piedi la parte di Italia che il mondo ci invidia. Chiamare "figuraccia" la vicinanza a un comparto in difficoltà dice tutto di quanto conoscono l'Italia reale.” #Italia #Moda #Governo

13354
Antonio Belloni 2w

Moreira sulla dx a ricevere così alto mi sembra proprio non a suo agio. Meglio a sx come già si è visto nel Milan, e meglio partendo più basso per guadagnare campo in velocità. Nelle ricezioni alte nello stretto fa fatica. #Calcio #Milan #Moreira

12210
Federico Albano 2w

#Leclerc non riesce a fare un giro... ne avrà iniziati 10 ma non riesce a farne uno buono. gli è già successo in passato su questa pista in fp3 di far fatica a trovare il giro. Vediamo #AzerbaijanGP https://t.co/R7sZ0SsxkB #F1 #AzerbaijanGP #Leclerc

18900
Inter ⭐⭐ 3w

Quando il tuo nome viene associato a un gesto tecnico, per giunta tra i più difficili del calcio, significa che hai lasciato il segno. Pablo Daniel Osvaldo, per molti, era quasi sinonimo di rovesciata. Arrivato in Italia giovanissimo, esplode alla Roma, dove potenza, tecnica e l’esultanza con la mitraglia gli valgono persino un paragone ingombrante: Batistuta. All’Inter arriva in prestito dal Southampton, come alternativa a Icardi. Segna due volte nel 7-0 al Sassuolo, poi trova la rete anche contro l’Atalanta. A San Siro l’Inter fatica e la difesa bergamasca non concede spazi. Serve una magia: su una punizione, Osvaldo si coordina all’altezza del dischetto e gira al volo il pallone in rete. Non è una rovesciata, ma è comunque un gesto tecnico da applausi. Sarà uno dei suoi ultimi gol da professionista. Pochi mesi dopo, una lite con Icardi chiuderà la sua avventura nerazzurra. Osvaldo lascerà il calcio a trent’anni. Una carriera fuori dagli schemi, con un ultimo lampo a San Siro. #Calcio #Osvaldo #Sport

13612
EROS BORRA 3w

SONO STATO A NEGRE STASERA CHE FATICA CARICARMENE UNA IN MACCHINA. NE UN FALÒ O UN LAMPIONE IN STRADA, TUTTO BUIO. PER FORTUNA UNA HA SORRISO E SONO RIUSCITO A INTRAVEDERLA AI LATI DELLA STRADA #negre #strada #buio

15738
Mr. Storywise 3w

Archimede steva ncopp' 'a tavuletta quanno nu surdato rumano 'o accerette. Sona naturale? Nun tanto. Eppure, si “aggiornammo” abbastanza 'o passato, è proprio llà ca putimmo arrivà. Quase ogne cultura tene edizioni modernizzate d'autori cchiù antichi, cu discussioni ncopp' 'a grafia, 'o vocabolario, 'e note editoriali e ll'adattamento p' 'o lettore 'e oggi. Nu antiquario na vota me dicette ca “'a patina d' 'o tiempo dà valore” e pò essere chello ca fa 'a differenza tra n'originale e na copia economica. Apro “Saggi d' 'a dummeneca” 'e Constantin Noica, arrivo ô prefazio d' 'o editore dint' all'edizione Humanitas d' 'o 1992 e scopro ca “'a grafia è stata aggiornata”. Leggere Noica puteva essere na cammenata dint' ê anne 1930–1940. Invece facimmo sta cammenata cu ll'uocchie moderne, assettate comode dint' a n'Uber, senza paura 'e ce perdere — vale a dicere, senza 'o rischio 'e nun capì 'e parole d' 'o tiempo, ca se putevano semplicemente “tradurre” dint' ê note a piè 'e pagina. E si pigliassimo pure 'e giurnale d' 'o tiempo e 'e “aggiornassimo”? E magari putimmo fa pure nu rebranding d' 'e pubblicità d' 'a stessa epoca, accussì nun facimmo faticà troppo 'e neuroni, comme si stessimo dint' a n'escape room. Pecché fermarse ccà? Putimmo aggiornà pure 'e libre 'e storia e scrivere ca Archimede 'e Siracusa fuje acciso da nu surdato rumano mentre faceva matematica ncopp' 'a tavuletta soja. Ll'idea 'e fondo resta 'a stessa, no? Scompare sulamente ll'epoca. E n'ata cosa: pecché 'e matematici nun “aggiornano” Pitagora? Pònno cagnà 'a notazione. Pònno spiegà 'a dimostrazione n'ata manera. Pònno pure costruì 'a figura online cu n'animazione ca se forma sotto ll'uocchie d' 'e scolare. Ma 'o teorema 'e Pitagora resta 'o teorema 'e Pitagora. Allora, quanno leggimmo n'autore antico, pecché nun conservammo pure 'a lengua d' 'o tiempo suo — e mettimmo 'e spiegazioni moderne dint' ê note? E na domanda finale a Humanitas e a chille ca lavorano dint' ê facoltà 'e lettere e filologia: si tra quacche decennio 'e scolare 'e oggi ve “aggiornano” cu # e emoji, ve piacerebbe? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #SaggiDellaDummeneca #Archimede #Pitagora #Hashtag #Emoji #MrStorywise #GrafiaAggiornata #StoriaDellaLengua #20260920_1926 #Napulitano #Neapolitan #Italia #Italy #Letteratura #Storia

694
𝗧𝗛𝗘 𝗕𝗢𝗦𝗦⭐⭐🪖 3w

Approccio o non Approccio prendi il primo su un ennesimo orrore a destra, perché abbiamo un ragazzo che fa il massimo, ma a livello difensivo è un problema, poi se devi attaccare ti fa la differenza, ma in una partita devi saper fare entrambe le fasi. Secondo gol errore di lettura in primis dei cc, poi in difesa orribili..segnalo che nella prima frazione nonostante i due gol della Roma, i nostri creano 3 occasioni vere sull'1-0. Secondo tempo subito gol, poi tanta fatica ma alla fine porti a casa un pareggio meritato. Fondamentale per come si era messa non averla persa, quindi va bene cosi..chiudiamo questa prima parte imbattuti con 4pt in due scontri diretti. AVANTI #INTER 🖤💙 #SerieA #Calcio #INTER

15289
Luciano Magaldi Sardella (PhD) 3w

"FOGGIA SERA": DA SAN SEVERO ALLA STANFORD UNIVERSITY: LA "RIVOLUZIONE A SEI POSTI" DEL TEATRO EDICOLA SOURCE: https://foggiasera.it/2026/09/19/da-san-severo-alla-stanford-university-la-rivoluzione-a-sei-posti-del-teatro-edicola-by-luciano-magaldi-sardella/ SAN SEVERO (FG) - La Stanford Social Innovation Review (SSIR), la rivista accademica pubblicata dallo Stanford Center on Philanthropy and Civil Society della prestigiosa Stanford University, la seconda al mondo nello Shanghai Ranking of World Universities, è il punto di riferimento mondiale per ricercatori, policy maker e operatori dell'imprenditoria innovativa e della filantropia che ha pubblicato il reportage "The Six-Seat Revolution" sul Teatro Edicola di San Severo, il teatro più piccolo del mondo nato dall'intuizione di Francesco Gravino, direttore artistico della compagnia Foyer '97. A firmarlo è Luciano Magaldi Sardella, ricercatore indipendente e giornalista internazionale, originario di Orta Nova con radici materne sanseveresi, già autore di studi pubblicati su riviste accademiche internazionali. Il pezzo è apparso nell'edizione settembrina (Fall 2026) della review accademica, nell'ambito della sezione dedicata ad Arti e Cultura. Una presenza che proietta San Severo, e più in generale la Capitanata, nell'élite internazionale della ricerca sull'innovazione culturale e urbana. Il teatro nasce da una edicola dismessa Tutto comincia il 27 marzo 2026, Giornata Mondiale del Teatro, in Piazza Municipio a San Severo. Un'edicola inutilizzata da anni in via Matteo Tondi apre la sua saracinesca per rivelare, al posto di giornali e sigarette, un attore in scena. Dentro: sei sedie. Ogni quindici minuti, un nuovo pubblico prende posto. Prendendo ispirazione dal formato televisivo di Edicola Fiore del noto presentatore siciliano di di radio e tv, nasce il Teatro Edicola, una struttura ormai mediaticamente riconosciuta come il teatro più piccolo al mondo per dimensioni e capienza: quattro metri quadrati complessivi, con uno spazio scenico inferiore ai due metri. Gravino guida la Foyer '97 da quasi trent'anni, costruendo un percorso artistico esigente in un contesto, quello dell'Italia meridionale, storicamente penalizzato dal punto di vista dei finanziamenti pubblici alla cultura. Eppure, quando ha visto quella edicola vuota, ha scelto la strada della provocazione: trasformare il minimo indispensabile in un manifesto sul senso stesso del teatro. Il modello e i suoi effetti misurabili La stagione inaugurale è durata tre giorni. Tutti gli spettacoli sono andati esauriti. In un solo pomeriggio, oltre sessanta persone hanno assistito alle rappresentazioni. Il costo dell'intera operazione pilota è stato inferiore ai tremila dollari. La formula è radicale nei suoi elementi costitutivi: spettacoli della durata di cinque-dodici minuti, pensati appositamente per lo spazio rotazione del pubblico ogni quindici minuti contatto visivo diretto e inevitabile tra attore e spettatore nessuna distanza architettonica o psicologica tra scena e platea biglietto proposto a cinque euro a persona, con un modello economico ibrido che prevede supporto municipale, sponsor locali e ricavi da botteghino. Secondo l'analisi pubblicata sulla Stanford Social Innovation Review, il Teatro Edicola rappresenta un modello replicabile di rigenerazione urbana a basso costo e alto impatto, in grado di riattivare spazi commerciali abbandonati (edicole, tabaccherie, cabine telefoniche) senza necessità di grandi investimenti infrastrutturali. La voce di chi ha costruito tutto Francesco Gravino non ha dubbi sul senso dell'operazione: «Non servono grandi teatri per cambiare un pezzo di città. Serve una buona idea e il coraggio di restituire alla collettività uno spazio che ha perso la sua funzione». E sulla portata del riconoscimento internazionale: «Teatro Edicola nasce per dimostrare che un luogo di incontro e cultura può nascere dovunque, anche in due metri quadrati. Che oggi questo lavoro venga studiato a livello internazionale e che arrivino richieste di informazioni da città come Lucca e Roma è la conferma che la strada è quella giusta». Il regista ha anche spiegato la scelta simbolica del luogo: l'edicola era il punto in cui ogni mattina ci si fermava, ci si aggiornava, ci si riconosceva come comunità. La sua scomparsa ha lacerato una trama sociale precisa. Restituirle una funzione culturale significa ricucire quel tessuto da dove si era strappato. Le sfide: scalabilità, riconoscimento istituzionale, radicamento Il reportage della SSIR non si limita a celebrare il progetto ma analizza anche i nodi critici. Il primo è la sostenibilità nel tempo: un'attivazione di tre giorni, per quanto riuscita, non costituisce ancora un programma stabile, una vera e propria programmazione stagionale (weekend dalla primavera all'autunno) con un roster rotante di compagnie locali e regionali. Il secondo nodo riguarda la replicabilità senza perdita d'identità: il Teatro Edicola funziona anche grazie alle radici profonde della Foyer '97 nel territorio sanseverese. Trapiantare il modello altrove richiede non solo un kit fisico, ma un intero processo di costruzione comunitaria. Il terzo ostacolo è istituzionale: in un sistema di finanziamento pubblico che premia le organizzazioni con sedi consolidate e metriche di output prevedibili, un progetto deliberatamente sperimentale, iperlocalista e per sua natura impermanente fatica ad accedere ai canali ordinari del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) del Ministero della Cultura. Una lezione che viaggia oltre la Puglia Nella "Stanford Social Innovation Review" l'autore conclude che le intuizioni del Teatro Edicola trascendono il contesto sanseverese: in qualsiasi comunità in cui le istituzioni culturali faticano a raggiungere pubblici giovani, diversi o economicamente marginali, il principio della prossimità si rivela dirompente: incontrare le persone dove già si trovano, negli spazi che abitano quotidianamente. Dal popoloso centro della Daunia alle pagine della Stanford University: San Severo e la sua edicola dimostrano che sei sedie, quattro metri quadrati e una visione sono sufficienti per cambiare il modo in cui una città pensa sé stessa. E per offrire al mondo un modello che costa meno di quanto si creda ma vale molto di più di quanto si immagini.

927
Luciano Magaldi Sardella (PhD) 3w

"PUGLIA IN": DA SAN SEVERO ALLA STANFORD UNIVERSITY: LA "RIVOLUZIONE A SEI POSTI" DEL TEATRO EDICOLA SOURCE: https://www.pugliain.net/301723-san-severo-teatro-edicola/ SAN SEVERO (FG) - La "Stanford Social Innovation Review (SSIR)", la rivista accademica pubblicata dallo "Stanford Center on Philanthropy and Civil Society" della prestigiosa Stanford University, la seconda al mondo nello Shanghai Ranking of World Universities, è il punto di riferimento mondiale per ricercatori, policy maker e operatori dell’imprenditoria innovativa e della filantropia che ha pubblicato il reportage “The Six-Seat Revolution” sul Teatro Edicola di San Severo, il teatro più piccolo del mondo nato dall’intuizione di Francesco Gravino, direttore artistico della compagnia Foyer ’97. A firmarlo è Luciano Magaldi Sardella (nella foto in alto), ricercatore indipendente e giornalista internazionale, originario di Orta Nova con radici materne sanseveresi, già autore di studi pubblicati su riviste accademiche internazionali. Il pezzo è apparso nell’edizione settembrina (Fall 2026) della review accademica, nell’ambito della sezione dedicata ad Arti e Cultura. Una presenza che proietta San Severo, e più in generale la Capitanata, nell’élite internazionale della ricerca sull’innovazione culturale e urbana. Il teatro nasce da una edicola dismessa Tutto comincia il 27 marzo 2026, Giornata Mondiale del Teatro, in Piazza Municipio a San Severo. Un’edicola inutilizzata da anni in via Matteo Tondi apre la sua saracinesca per rivelare, al posto di giornali e sigarette, un attore in scena. Dentro: sei sedie. Ogni quindici minuti, un nuovo pubblico prende posto. Prendendo ispirazione dal formato televisivo di Edicola Fiore del noto presentatore siciliano di di radio e tv, nasce il Teatro Edicola, una struttura ormai mediaticamente riconosciuta come il teatro più piccolo al mondo per dimensioni e capienza: quattro metri quadrati complessivi, con uno spazio scenico inferiore ai due metri. Gravino guida la Foyer ’97 da quasi trent’anni, costruendo un percorso artistico esigente in un contesto, quello dell’Italia meridionale, storicamente penalizzato dal punto di vista dei finanziamenti pubblici alla cultura. Eppure, quando ha visto quella edicola vuota, ha scelto la strada della provocazione: trasformare il minimo indispensabile in un manifesto sul senso stesso del teatro. Il modello e i suoi effetti misurabili La stagione inaugurale è durata tre giorni. Tutti gli spettacoli sono andati esauriti. In un solo pomeriggio, oltre sessanta persone hanno assistito alle rappresentazioni. Il costo dell’intera operazione pilota è stato inferiore ai tremila dollari. La formula è radicale nei suoi elementi costitutivi: spettacoli della durata di cinque-dodici minuti, pensati appositamente per lo spazio rotazione del pubblico ogni quindici minuti contatto visivo diretto e inevitabile tra attore e spettatore nessuna distanza architettonica o psicologica tra scena e platea biglietto proposto a cinque euro a persona, con un modello economico ibrido che prevede supporto municipale, sponsor locali e ricavi da botteghino Secondo l’analisi pubblicata sulla Stanford Social Innovation Review, il Teatro Edicola rappresenta un modello replicabile di rigenerazione urbana a basso costo e alto impatto, in grado di riattivare spazi commerciali abbandonati (edicole, tabaccherie, cabine telefoniche) senza necessità di grandi investimenti infrastrutturali. La voce di chi ha costruito tutto Francesco Gravino non ha dubbi sul senso dell’operazione: «Non servono grandi teatri per cambiare un pezzo di città. Serve una buona idea e il coraggio di restituire alla collettività uno spazio che ha perso la sua funzione». E sulla portata del riconoscimento internazionale: «Teatro Edicola nasce per dimostrare che un luogo di incontro e cultura può nascere dovunque, anche in due metri quadrati. Che oggi questo lavoro venga studiato a livello internazionale e che arrivino richieste di informazioni da città come Lucca e Roma è la conferma che la strada è quella giusta». Il regista ha anche spiegato la scelta simbolica del luogo: l’edicola era il punto in cui ogni mattina ci si fermava, ci si aggiornava, ci si riconosceva come comunità. La sua scomparsa ha lacerato una trama sociale precisa. Restituirle una funzione culturale significa ricucire quel tessuto da dove si era strappato. Le sfide: scalabilità, riconoscimento istituzionale, radicamento Il reportage della SSIR non si limita a celebrare il progetto ma analizza anche i nodi critici. Il primo è la sostenibilità nel tempo: un’attivazione di tre giorni, per quanto riuscita, non costituisce ancora un programma stabile, una vera e propria programmazione stagionale (weekend dalla primavera all’autunno) con un roster rotante di compagnie locali e regionali. Il secondo nodo riguarda la replicabilità senza perdita d’identità: il Teatro Edicola funziona anche grazie alle radici profonde della Foyer ’97 nel territorio sanseverese. Trapiantare il modello altrove richiede non solo un kit fisico, ma un intero processo di costruzione comunitaria. Il terzo ostacolo è istituzionale: in un sistema di finanziamento pubblico che premia le organizzazioni con sedi consolidate e metriche di output prevedibili, un progetto deliberatamente sperimentale, iperlocalista e per sua natura impermanente fatica ad accedere ai canali ordinari del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) del Ministero della Cultura. Una lezione che viaggia oltre la Puglia Nella "Stanford Social Innovation Review" l’autore conclude che le intuizioni del Teatro Edicola trascendono il contesto sanseverese: in qualsiasi comunità in cui le istituzioni culturali faticano a raggiungere pubblici giovani, diversi o economicamente marginali, il principio della prossimità si rivela dirompente: incontrare le persone dove già si trovano, negli spazi che abitano quotidianamente. Dal popoloso centro della Daunia alle pagine della Stanford University: San Severo e la sua edicola dimostrano che sei sedie, quattro metri quadrati e una visione sono sufficienti per cambiare il modo in cui una città pensa sé stessa. E per offrire al mondo un modello che costa meno di quanto si creda ma vale molto di più di quanto si immagini.

www.pugliain.net
Da San Severo alla Stanford University: la “Rivoluzione a Sei Posti” del Teatro Edicola
927