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#Finanziamenti
Ursula von der Leyen 11h

It will also provide additional funding for drones and missiles, to strengthen Ukraine's defenses and protect its skies. On the eve of possible new EU sanctions against Moscow, von der Leyen emphasized that Ukraine will be at the center of this week's European Council: the EU "will also provide additional funding for drones and missiles, to strengthen Ukraine's defenses and protect its skies." #Ucraina #Trump #TreguaEnergetica (translated)

Ucraina, Trump annuncia tregua energetica ma nessuno conferma
www.ansa.it
1995
Il Messaggero 3d

After the death of scientist Darya Shipilova, the Irkutsk laboratory is at the center of controversies regarding possible links to public funding and anti-plague tests conducted in collaboration with China, while the Siberian governor has declared the conclusion of the inspections without finding health issues. #PesteInSiberia #RobertKennedyJr #SalutePubblica (translated)

www.ilmessaggero.it
Peste in Siberia, viaggio nel laboratorio di Irkutsk: il giallo degli 800mila dollari da Kennedy Jr. e i test anti-epidemia con la Cina ad agosto
2570
Il Messaggero 3d

The anti-plague laboratory in Irkutsk is at the center of controversies following the death of researcher Darya Shipilova and over $800,000 in funding from Robert Kennedy Jr. for research projects, while doubts about safety and joint exercises with China concerning infectious diseases are intensifying. #PesteInSiberia #LaboratorioIrkutsk #KennedyJr (translated)

www.ilmessaggero.it
Russia, dentro il laboratorio anti-peste di Irkutsk: il giallo degli 800mila dollari da Kennedy Jr. e i test anti-epidemia con la Cina ad agosto
2570
ANSA.it 4d

Intesa Sanpaolo has announced a plan of 20 billion aimed at small and very small businesses in trade, crafts, and tourism, to support the local economy and ensure job stability, offering financing for innovation and incentives for digital payments. #PiccoleImprese #Innovazione #Commercio (translated)

www.ansa.it
Da Intesa Sanpaolo nuovo piano da 20 miliardi per artigianato, commercio e turismo
3141
L
lastampa.it 4d

Francis Halzen, the new Nobel laureate in Physics, recounts how he discovered his victory in Turin while working on a proposal for new funding, expressing his affection for the city that will always remain in his heart. #FrancisHalzen #NobelFisica #Torino (translated)

www.lastampa.it
Francis Halzen, “Il Nobel? Da bimbo sognavo di vincere il Tour. Torino sarà per sempre nel cuore”
1910
Il Post 6d

The article analyzes how ENI, an important energy and fossil fuels company, influences journalistic information in Italy through advertising and funding, highlighting a conflict of interest that limits press autonomy, especially following the company's recent decision to limit increases in automotive fuel prices. #ENI #informazione #conflittodinteressi (translated)

www.ilpost.it
Charlie, andirivieni
1473
Antonello Uda 1w

Io Conte, NON lo voto. Perché mai dovrei farlo, per passare da una despota ad un opportunista? Articolo in collaborazione con AI DALLA RUSSIA A BIBBIANO, PASSANDO PER IL MIRACOLO DELLA TAP: LE FAKE NEWS E LA PROPAGANDA CHE HANNO COLPITO IL PD. COSA C'È DI VERO O PRESUNTO? Analizzando la recente storia politica italiana, l'ascesa del Movimento 5 Stelle e il violento scontro ideologico con il Partito Democratico si sono consumati su terreni strategici: dalle relazioni con la Russia di Putin al caso Bibbiano, fino alla durissima battaglia contro il gasdotto TAP. In tutti questi casi, il tempo e la giustizia hanno ridefinito i confini tra fatti reali e clamorose fake news. IL CAPITOLO RUSSIA, L'ENIGMA CONTE E LA FORTUNA DELLA TAP: Le ipotesi di un aiuto da parte della Russia di Putin all'ascesa del M5S si muovono sul confine tra relazioni politiche accertate e sospetti mai provati in tribunale. I contatti dei fedelissimi sono documentati: nel 2016 Manlio Di Stefano volò a Mosca al congresso di Russia Unita definendo l'Ucraina "uno stato fantoccio dell'Occidente", e Alessandro Di Battista sostenne a lungo la necessità di assecondare la visione geopolitica del Cremlino. Il punto di massimo interesse per Putin fu l'aspra resistenza del M5S contro il gasdotto TAP in Puglia: bloccare l'opera avrebbe favorito il monopolio energetico russo. Fortunatamente, una volta al governo nel 2018, il Movimento dovette fare retromarcia per evitare penali miliardarie, permettendo il completamento dell'infrastruttura. Oggi, nel pieno della crisi energetica e geopolitica mondiale, la TAP si è rivelata una salvezza assoluta per l'Italia: trasportando miliardi di metri cubi di gas dall'Azerbaigian, è diventata una delle principali rotte che ha permesso al nostro Paese di emanciparsi dal ricatto del gas russo e dal putinismo, calmierando i prezzi e salvandoci dal blackout energetico. Aver fatto l'opera "nonostante" i 5 Stelle è stata la nostra fortuna strategica. Per molti osservatori, l'attuale riluttanza di Giuseppe Conte a inviare aiuti militari a Kiev – che mette a rischio il "campo largo" con il PD – è vista come una "pistola fumante" di questa continuità geopolitica, anche se Conte rigetta le accuse parlando di puro pacifismo per costringere le parti a un tavolo di negoziato. Sul piano VERO c'è stata una forte convergenza comunicativa (con i blog vicini a Casaleggio che rilanciavano i network statali russi), ma sul piano PRESUNTO la magistratura italiana e il Copasir non hanno mai trovato alcuna prova di finanziamenti occulti o illeciti in denaro da Mosca per far vincere il M5S. IL CASO BIBBIANO E IL CROLLO DEL TEOREMA GIUDIZIARIO: Se il caso Russia si è basato su influenze geopolitiche, il caso Bibbiano (l'inchiesta del 2019 sui presunti affidi illeciti in Val d'Enza) è stato l'epicentro di una massiccia campagna di disinformazione utilizzata dal M5S (con Luigi Di Maio che coniò lo slogan "il partito di Bibbiano") e dal centrodestra per abbattere politicamente il PD. La fake news principale fu quella di associare l'intero Partito Democratico a presunti "lavaggi del cervello" e "elettroshock" sui bambini: in realtà, la terapia utilizzata era la legittima psicoterapia EMDR e l'unico legame strutturale con il PD era il sindaco locale, Andrea Carletti, indagato solo per questioni amministrative (abuso d'ufficio e falso) e poi completamente prosciolto. Il ridimensionamento giudiziario è stato totale: le sentenze hanno visto 11 assoluzioni su 14 imputati, smantellando quasi integralmente l'impianto accusatorio. Figure centrali come lo psicoterapeuta Claudio Foti sono state assolte in appello, e i giudici hanno stabilito chiaramente che non vi fu alcun sistema criminale, denunciando come il "clamore mediatico e politico abbia travolto i bambini e i loro familiari". IN SINTESI: La storia recente dimostra che il PD ha dovuto subire due violente ondate di propaganda. Da una parte, i sospetti di un asse Mosca-M5S alimentati da una reale sponda geopolitica originaria (dalle storiche barricate contro la TAP – opera che oggi ci salva dalla crisi energetica – fino alle attuali posizioni di Conte sull'Ucraina) ma privi di riscontri su fondi neri russi. Dall'altra, la drammatica strumentalizzazione di un'inchiesta locale a Bibbiano, trasformata in una fabbrica di fake news elettorali per accusare ingiustamente un partito di crimini contro i bambini, un teorema politico che la stessa giustizia italiana ha infine radicalmente demolito nei tribunali.

683
Il Fatto Quotidiano 1w

Bolivian Attorney General Mariaca has been arrested while investigating scandalous illegal funding between President Paz and operator Maga, amid increasing political tensions and allegations of corruption. #Bolivia #Corruzione #Narcotraffico (translated)

www.ilfattoquotidiano.it
Bolivia, arrestato il procuratore generale Mariaca: indagava sui finanziamenti illeciti tra il presidente Paz e il mondo Maga
1710
Il Messaggero 1w

Defense Minister Guido Crosetto accepts a cut to the funds for his ministry, but insists that the funding already planned for 2027 should not be touched, while Prime Minister Giorgia Meloni prioritizes support for families and businesses in a context of energy crisis. #Difesa #FondiEuropei #Meloni (translated)

www.ilmessaggero.it
Costi della Difesa, Crosetto cede: «Ma non si toccano i fondi per il 2027». Le telefonate con Meloni
1483
Marco Setaccioli 2w

The peaceful Russia in 2027 will further increase military spending while cutting school, pensions, and healthcare. While we are abundant with pseudo-intellectual politicians and "openly biased" journalists shouting against war-mongering Europe, solely responsible for the war that, according to them, Russia has suffered rather than declared, Moscow shows its willingness to dialogue by increasing military spending by an additional 27% year on year. This is reported by Reuters, which has seen a draft of the budget that will be presented to the Duma in the coming days. Defense spending is expected to rise to 17.1 trillion rubles (202 billion dollars) compared to the 13.5 trillion planned for 2026, an impressive figure in itself but even more chilling when considering the gap between projected and actual investments. This year, despite forecasts, the final defense budget could come close to 18 trillion, and the count may even be partial, as some expenses are classified and others are included in other chapters. In contrast, funding for social policies, which includes items such as pensions, payments to war veterans, and maternity allowances, will decrease by 7% in 2027. Education funding will decrease by 6% and healthcare by 6.8%, compared to the initial plan. Spending allocated to the "national economy" section, which includes road construction and other infrastructure projects as well as subsidies for agriculture and other sectors, will be reduced by 7.4%. Significant increases in taxes and public utility rates are also expected. The drastic worsening of the financial situation in recent years has forced the Kremlin to drain its financial reserves, increase the deficit, and raise public debt, which in 2027 will continue to grow to 21.7% of GDP - according to Moscow's optimistic forecasts - surpassing the 20% threshold considered "safe" for economic and financial stability. Debt poses a systemic danger given the crazy interest rates the Russian central bank has had to impose to curb runaway inflation. Indeed, 9.4% of the 2027 budget will be spent on debt service, rising to 10.6% by 2029. When someone tells us that peace is not being made because "Europe has not yet appointed its representative for negotiations" or that "Zelensky has banned talks by decree," instead of saying that Russia has so far rejected all ceasefire and truce proposals, that it spends on weapons, in purchasing power terms, as much as our entire continent, and that it already teaches young generations to hate us and how to fight us, we know they are mainly trying to hide from us that to the east there are those who see us and treat us as an enemy and have dedicated their entire economy to our destruction instead of the well-being of their people. (translated)

11687
Marco Setaccioli 2w

TRAVAGLIO MENTE, LO CONFERMA L'ORDINE!!! Per la prima volta l'Ordine dei Giornalisti mette nero su bianco che Travaglio non dice la verità ed i suoi interventi, inclusi quelli televisivi, sono "apertamente orientati" (tradotto, è anche fazioso). Il Consiglio di Disciplina dell'OdG del Piemonte mi ha dato ragione su tutta la linea, scrivendo chiaramente che quella dei cinque miliardi della Nuland - spesi dagli USA in 22 anni in Ucraina e non per finanziare Maidan, come invece scritto falsamente dal Fatto - è un'affermazione "inesatta" (cioè una bufala), che "può indurre in errore" il lettore. A rafforzamento del concetto, l'Ordine aggiunge anche che "appare indubbio che Travaglio abbia usato la dichiarazione di Nuland sui finanziamenti all'Ucraina in una sintesi scorretta dal punto di vista formale". Si tratta, va detto, di una vittoria di Pirro, perché la decisione presa è di "non luogo a procedere", cioè nessuna azione disciplinare. La ragione è che - la supercazzola qui è straordinaria - proprio in ragione della faziosità di Travaglio non si può certo pretendere che faccia informazione neutrale e perché, anche se quella frase era falsa, "il suo ragionamento ha un'ampiezza che oltrepassa quella singola locuzione". Inoltre - prendiamola a ridere - la rettifica dovrebbe chiederla la Nuland!!! Una capolavoro pilatesco che da un lato seppellisce il nostro codice deontologico, trattando menzogne alla stregua di opinioni, ma dall'altro mette una pietra tombale sulla credibilità di chi sulla questione Ucraina scrive e dice cose che non hanno alcuna attinenza con la realtà. #Giornalismo #Fatti #Verità

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Gianni Infantino 2w

«maggior livello possibile di finanziamenti aggiuntivi che possa essere erogato in modo responsabile»Gianni Infantino ha detto che la FIFA (la federazione internazionale di calcio, di cui è presidente da dieci anni) distribuirà molti più soldi alle 211 federazioni nazionali associate, e che lo farà attingendo alle proprie riserve di oltre 5 miliardi di euro. #FIFA #GianniInfantino #calcio

Gianni Infantino ha detto che la FIFA distribuirà più soldi ai suoi membri, ma non ha detto quanti
www.ilpost.it
1377
Il Post 2w

Gianni Infantino ha annunciato che la FIFA aumenterà i finanziamenti alle sue federazioni membri, senza però specificare l'ammontare, e discuterà ulteriormente della questione il 15 ottobre a Zurigo. #FIFA #GianniInfantino #calcio

www.ilpost.it
Gianni Infantino ha detto che la FIFA distribuirà più soldi ai suoi membri, ma non ha detto quanti
1377
Il Post 2w

I ricercatori del CNR, il più grande ente pubblico di ricerca in Italia, si sentono sempre più spinti a cercare finanziamenti esterni piuttosto che a dedicarsi esclusivamente alla ricerca, a causa di un grave sottofinanziamento che limita le loro opportunità e progetti. #CNR #ricerca #finanziamenti

www.ilpost.it
I ricercatori del CNR si sentono più che altro ricercatori di soldi
1614
Bonifacio Castellane 2w

Su La7 Mieli ha lanciato con molta efficacia la Finestra di Overton: "Bisogna sapere l'arabo" e uno lì in studio ha subito ribadito: "I poliziotti che non sanno l'arabo sono un problema". Leggo molte reazioni indignate e incredule ma la chiave di lettura è banale: il Parastato gramsciano si sta attrezzando per erogare corsi di arabo obbligatori per operatori e "fortemente consigliati" per i cittadini. È l'occasione per riportare a scuola potenzialmente 60 milioni di persone e reclutare decine di migliaia di addetti. Con la vittoria della Sinistra sarà uno dei primi provvedimenti. Con la vittoria della Destra sarà una dura lotta per limitare i finanziamenti al minimo. Tale è la vita in terra ostile. #FinestraDiOverton #LinguaAraba #Politica italiana

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un girovago 3w

Questo è il paese dove il più ricco parlamentare d'Italia riceve finanziamenti per i suoi giornali ma non paga un euro di tasse perchè le sue cliniche con un gioco di scatole cinesi hanno la sede tra Londra e il Lussemburgo. Provo un profondo disprezzo per questa persona https://t.co/l8vDkziYYF #Italia #Politica #Economia

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ANSA.it 3w

Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha dichiarato che per affrontare la legge di Bilancio è necessario uno scostamento di bilancio da miliardi, sottolineando l'urgenza di investimenti e finanziamenti per i lavori già effettuati e per garantire un futuro innovativo per l'Italia. #LeggeDiBilancio #Investimenti #Infrastrutture

www.ansa.it
Salvini: 'In manovra serve uno scostamento di bilancio da miliardi'
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Luciano Magaldi Sardella (PhD) 3w

"FOGGIA SERA": DA SAN SEVERO ALLA STANFORD UNIVERSITY: LA "RIVOLUZIONE A SEI POSTI" DEL TEATRO EDICOLA SOURCE: https://foggiasera.it/2026/09/19/da-san-severo-alla-stanford-university-la-rivoluzione-a-sei-posti-del-teatro-edicola-by-luciano-magaldi-sardella/ SAN SEVERO (FG) - La Stanford Social Innovation Review (SSIR), la rivista accademica pubblicata dallo Stanford Center on Philanthropy and Civil Society della prestigiosa Stanford University, la seconda al mondo nello Shanghai Ranking of World Universities, è il punto di riferimento mondiale per ricercatori, policy maker e operatori dell'imprenditoria innovativa e della filantropia che ha pubblicato il reportage "The Six-Seat Revolution" sul Teatro Edicola di San Severo, il teatro più piccolo del mondo nato dall'intuizione di Francesco Gravino, direttore artistico della compagnia Foyer '97. A firmarlo è Luciano Magaldi Sardella, ricercatore indipendente e giornalista internazionale, originario di Orta Nova con radici materne sanseveresi, già autore di studi pubblicati su riviste accademiche internazionali. Il pezzo è apparso nell'edizione settembrina (Fall 2026) della review accademica, nell'ambito della sezione dedicata ad Arti e Cultura. Una presenza che proietta San Severo, e più in generale la Capitanata, nell'élite internazionale della ricerca sull'innovazione culturale e urbana. Il teatro nasce da una edicola dismessa Tutto comincia il 27 marzo 2026, Giornata Mondiale del Teatro, in Piazza Municipio a San Severo. Un'edicola inutilizzata da anni in via Matteo Tondi apre la sua saracinesca per rivelare, al posto di giornali e sigarette, un attore in scena. Dentro: sei sedie. Ogni quindici minuti, un nuovo pubblico prende posto. Prendendo ispirazione dal formato televisivo di Edicola Fiore del noto presentatore siciliano di di radio e tv, nasce il Teatro Edicola, una struttura ormai mediaticamente riconosciuta come il teatro più piccolo al mondo per dimensioni e capienza: quattro metri quadrati complessivi, con uno spazio scenico inferiore ai due metri. Gravino guida la Foyer '97 da quasi trent'anni, costruendo un percorso artistico esigente in un contesto, quello dell'Italia meridionale, storicamente penalizzato dal punto di vista dei finanziamenti pubblici alla cultura. Eppure, quando ha visto quella edicola vuota, ha scelto la strada della provocazione: trasformare il minimo indispensabile in un manifesto sul senso stesso del teatro. Il modello e i suoi effetti misurabili La stagione inaugurale è durata tre giorni. Tutti gli spettacoli sono andati esauriti. In un solo pomeriggio, oltre sessanta persone hanno assistito alle rappresentazioni. Il costo dell'intera operazione pilota è stato inferiore ai tremila dollari. La formula è radicale nei suoi elementi costitutivi: spettacoli della durata di cinque-dodici minuti, pensati appositamente per lo spazio rotazione del pubblico ogni quindici minuti contatto visivo diretto e inevitabile tra attore e spettatore nessuna distanza architettonica o psicologica tra scena e platea biglietto proposto a cinque euro a persona, con un modello economico ibrido che prevede supporto municipale, sponsor locali e ricavi da botteghino. Secondo l'analisi pubblicata sulla Stanford Social Innovation Review, il Teatro Edicola rappresenta un modello replicabile di rigenerazione urbana a basso costo e alto impatto, in grado di riattivare spazi commerciali abbandonati (edicole, tabaccherie, cabine telefoniche) senza necessità di grandi investimenti infrastrutturali. La voce di chi ha costruito tutto Francesco Gravino non ha dubbi sul senso dell'operazione: «Non servono grandi teatri per cambiare un pezzo di città. Serve una buona idea e il coraggio di restituire alla collettività uno spazio che ha perso la sua funzione». E sulla portata del riconoscimento internazionale: «Teatro Edicola nasce per dimostrare che un luogo di incontro e cultura può nascere dovunque, anche in due metri quadrati. Che oggi questo lavoro venga studiato a livello internazionale e che arrivino richieste di informazioni da città come Lucca e Roma è la conferma che la strada è quella giusta». Il regista ha anche spiegato la scelta simbolica del luogo: l'edicola era il punto in cui ogni mattina ci si fermava, ci si aggiornava, ci si riconosceva come comunità. La sua scomparsa ha lacerato una trama sociale precisa. Restituirle una funzione culturale significa ricucire quel tessuto da dove si era strappato. Le sfide: scalabilità, riconoscimento istituzionale, radicamento Il reportage della SSIR non si limita a celebrare il progetto ma analizza anche i nodi critici. Il primo è la sostenibilità nel tempo: un'attivazione di tre giorni, per quanto riuscita, non costituisce ancora un programma stabile, una vera e propria programmazione stagionale (weekend dalla primavera all'autunno) con un roster rotante di compagnie locali e regionali. Il secondo nodo riguarda la replicabilità senza perdita d'identità: il Teatro Edicola funziona anche grazie alle radici profonde della Foyer '97 nel territorio sanseverese. Trapiantare il modello altrove richiede non solo un kit fisico, ma un intero processo di costruzione comunitaria. Il terzo ostacolo è istituzionale: in un sistema di finanziamento pubblico che premia le organizzazioni con sedi consolidate e metriche di output prevedibili, un progetto deliberatamente sperimentale, iperlocalista e per sua natura impermanente fatica ad accedere ai canali ordinari del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) del Ministero della Cultura. Una lezione che viaggia oltre la Puglia Nella "Stanford Social Innovation Review" l'autore conclude che le intuizioni del Teatro Edicola trascendono il contesto sanseverese: in qualsiasi comunità in cui le istituzioni culturali faticano a raggiungere pubblici giovani, diversi o economicamente marginali, il principio della prossimità si rivela dirompente: incontrare le persone dove già si trovano, negli spazi che abitano quotidianamente. Dal popoloso centro della Daunia alle pagine della Stanford University: San Severo e la sua edicola dimostrano che sei sedie, quattro metri quadrati e una visione sono sufficienti per cambiare il modo in cui una città pensa sé stessa. E per offrire al mondo un modello che costa meno di quanto si creda ma vale molto di più di quanto si immagini.

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Luciano Magaldi Sardella (PhD) 3w

"PUGLIA IN": DA SAN SEVERO ALLA STANFORD UNIVERSITY: LA "RIVOLUZIONE A SEI POSTI" DEL TEATRO EDICOLA SOURCE: https://www.pugliain.net/301723-san-severo-teatro-edicola/ SAN SEVERO (FG) - La "Stanford Social Innovation Review (SSIR)", la rivista accademica pubblicata dallo "Stanford Center on Philanthropy and Civil Society" della prestigiosa Stanford University, la seconda al mondo nello Shanghai Ranking of World Universities, è il punto di riferimento mondiale per ricercatori, policy maker e operatori dell’imprenditoria innovativa e della filantropia che ha pubblicato il reportage “The Six-Seat Revolution” sul Teatro Edicola di San Severo, il teatro più piccolo del mondo nato dall’intuizione di Francesco Gravino, direttore artistico della compagnia Foyer ’97. A firmarlo è Luciano Magaldi Sardella (nella foto in alto), ricercatore indipendente e giornalista internazionale, originario di Orta Nova con radici materne sanseveresi, già autore di studi pubblicati su riviste accademiche internazionali. Il pezzo è apparso nell’edizione settembrina (Fall 2026) della review accademica, nell’ambito della sezione dedicata ad Arti e Cultura. Una presenza che proietta San Severo, e più in generale la Capitanata, nell’élite internazionale della ricerca sull’innovazione culturale e urbana. Il teatro nasce da una edicola dismessa Tutto comincia il 27 marzo 2026, Giornata Mondiale del Teatro, in Piazza Municipio a San Severo. Un’edicola inutilizzata da anni in via Matteo Tondi apre la sua saracinesca per rivelare, al posto di giornali e sigarette, un attore in scena. Dentro: sei sedie. Ogni quindici minuti, un nuovo pubblico prende posto. Prendendo ispirazione dal formato televisivo di Edicola Fiore del noto presentatore siciliano di di radio e tv, nasce il Teatro Edicola, una struttura ormai mediaticamente riconosciuta come il teatro più piccolo al mondo per dimensioni e capienza: quattro metri quadrati complessivi, con uno spazio scenico inferiore ai due metri. Gravino guida la Foyer ’97 da quasi trent’anni, costruendo un percorso artistico esigente in un contesto, quello dell’Italia meridionale, storicamente penalizzato dal punto di vista dei finanziamenti pubblici alla cultura. Eppure, quando ha visto quella edicola vuota, ha scelto la strada della provocazione: trasformare il minimo indispensabile in un manifesto sul senso stesso del teatro. Il modello e i suoi effetti misurabili La stagione inaugurale è durata tre giorni. Tutti gli spettacoli sono andati esauriti. In un solo pomeriggio, oltre sessanta persone hanno assistito alle rappresentazioni. Il costo dell’intera operazione pilota è stato inferiore ai tremila dollari. La formula è radicale nei suoi elementi costitutivi: spettacoli della durata di cinque-dodici minuti, pensati appositamente per lo spazio rotazione del pubblico ogni quindici minuti contatto visivo diretto e inevitabile tra attore e spettatore nessuna distanza architettonica o psicologica tra scena e platea biglietto proposto a cinque euro a persona, con un modello economico ibrido che prevede supporto municipale, sponsor locali e ricavi da botteghino Secondo l’analisi pubblicata sulla Stanford Social Innovation Review, il Teatro Edicola rappresenta un modello replicabile di rigenerazione urbana a basso costo e alto impatto, in grado di riattivare spazi commerciali abbandonati (edicole, tabaccherie, cabine telefoniche) senza necessità di grandi investimenti infrastrutturali. La voce di chi ha costruito tutto Francesco Gravino non ha dubbi sul senso dell’operazione: «Non servono grandi teatri per cambiare un pezzo di città. Serve una buona idea e il coraggio di restituire alla collettività uno spazio che ha perso la sua funzione». E sulla portata del riconoscimento internazionale: «Teatro Edicola nasce per dimostrare che un luogo di incontro e cultura può nascere dovunque, anche in due metri quadrati. Che oggi questo lavoro venga studiato a livello internazionale e che arrivino richieste di informazioni da città come Lucca e Roma è la conferma che la strada è quella giusta». Il regista ha anche spiegato la scelta simbolica del luogo: l’edicola era il punto in cui ogni mattina ci si fermava, ci si aggiornava, ci si riconosceva come comunità. La sua scomparsa ha lacerato una trama sociale precisa. Restituirle una funzione culturale significa ricucire quel tessuto da dove si era strappato. Le sfide: scalabilità, riconoscimento istituzionale, radicamento Il reportage della SSIR non si limita a celebrare il progetto ma analizza anche i nodi critici. Il primo è la sostenibilità nel tempo: un’attivazione di tre giorni, per quanto riuscita, non costituisce ancora un programma stabile, una vera e propria programmazione stagionale (weekend dalla primavera all’autunno) con un roster rotante di compagnie locali e regionali. Il secondo nodo riguarda la replicabilità senza perdita d’identità: il Teatro Edicola funziona anche grazie alle radici profonde della Foyer ’97 nel territorio sanseverese. Trapiantare il modello altrove richiede non solo un kit fisico, ma un intero processo di costruzione comunitaria. Il terzo ostacolo è istituzionale: in un sistema di finanziamento pubblico che premia le organizzazioni con sedi consolidate e metriche di output prevedibili, un progetto deliberatamente sperimentale, iperlocalista e per sua natura impermanente fatica ad accedere ai canali ordinari del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) del Ministero della Cultura. Una lezione che viaggia oltre la Puglia Nella "Stanford Social Innovation Review" l’autore conclude che le intuizioni del Teatro Edicola trascendono il contesto sanseverese: in qualsiasi comunità in cui le istituzioni culturali faticano a raggiungere pubblici giovani, diversi o economicamente marginali, il principio della prossimità si rivela dirompente: incontrare le persone dove già si trovano, negli spazi che abitano quotidianamente. Dal popoloso centro della Daunia alle pagine della Stanford University: San Severo e la sua edicola dimostrano che sei sedie, quattro metri quadrati e una visione sono sufficienti per cambiare il modo in cui una città pensa sé stessa. E per offrire al mondo un modello che costa meno di quanto si creda ma vale molto di più di quanto si immagini.

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Da San Severo alla Stanford University: la “Rivoluzione a Sei Posti” del Teatro Edicola
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Luciano Magaldi Sardella (PhD) 3w

CIVICO 93": DA SAN SEVERO ALLA STANFORD UNIVERSITY: LA "RIVOLUZIONE A SEI POSTI" DEL TEATRO EDICOLA" SOURCE: https://www.civico93.it/da-san-severo-alla-stanford-university-la-rivoluzione-a-sei-posti-del-teatro-edicola/ SAN SEVERO (FG) - Il reportage accademico di Luciano Magaldi Sardella sul microteatro di Francesco Gravino approda sulla rivista più autorevole al mondo in materia di innovazione sociale: sei sedie e quattro metri quadrati che cambiano il modo di pensare il teatro e la città. La Stanford Social Innovation Review (SSIR), la rivista accademica pubblicata dallo Stanford Center on Philanthropy and Civil Society della prestigiosa Stanford University, la seconda al mondo nello "Shanghai Ranking of World Universities", è il punto di riferimento mondiale per ricercatori, policy maker e operatori dell'imprenditoria innovativa e della filantropia che ha pubblicato il reportage "The Six-Seat Revolution" sul Teatro Edicola di San Severo, il teatro più piccolo del mondo nato dall'intuizione di Francesco Gravino, direttore artistico della compagnia Foyer '97. A firmarlo è Luciano Magaldi Sardella, ricercatore indipendente e giornalista internazionale, originario di Orta Nova con radici materne sanseveresi, già autore di studi pubblicati su riviste accademiche internazionali. Il pezzo è apparso nell'edizione settembrina (Fall 2026) della review accademica, nell'ambito della sezione dedicata ad Arti e Cultura. Una presenza che proietta San Severo, e più in generale la Capitanata, nell'élite internazionale della ricerca sull'innovazione culturale e urbana. Il teatro nasce da una edicola dismessa Tutto comincia il 27 marzo 2026, Giornata Mondiale del Teatro, in Piazza Municipio a San Severo. Un'edicola inutilizzata da anni in via Matteo Tondi apre la sua saracinesca per rivelare, al posto di giornali e sigarette, un attore in scena. Dentro: sei sedie. Ogni quindici minuti, un nuovo pubblico prende posto. Prendendo ispirazione dal formato televisivo di Edicola Fiore del noto presentatore siciliano di di radio e tv, nasce il Teatro Edicola, una struttura ormai mediaticamente riconosciuta come il teatro più piccolo al mondo per dimensioni e capienza: quattro metri quadrati complessivi, con uno spazio scenico inferiore ai due metri. Gravino guida la Foyer '97 da quasi trent'anni, costruendo un percorso artistico esigente in un contesto, quello dell'Italia meridionale, storicamente penalizzato dal punto di vista dei finanziamenti pubblici alla cultura. Eppure, quando ha visto quella edicola vuota, ha scelto la strada della provocazione: trasformare il minimo indispensabile in un manifesto sul senso stesso del teatro. Gravino guida la Foyer '97 da quasi trent'anni, costruendo un percorso artistico esigente in un contesto, quello dell'Italia meridionale, storicamente penalizzato dal punto di vista dei finanziamenti pubblici alla cultura. Eppure, quando ha visto quella edicola vuota, ha scelto la strada della provocazione: trasformare il minimo indispensabile in un manifesto sul senso stesso del teatro. Il modello e i suoi effetti misurabili La stagione inaugurale è durata tre giorni. Tutti gli spettacoli sono andati esauriti. In un solo pomeriggio, oltre sessanta persone hanno assistito alle rappresentazioni. Il costo dell'intera operazione pilota è stato inferiore ai tremila dollari. La formula è radicale nei suoi elementi costitutivi: ● spettacoli della durata di cinque-dodici minuti, pensati appositamente per lo spazio ● rotazione del pubblico ogni quindici minuti ● contatto visivo diretto e inevitabile tra attore e spettatore ● nessuna distanza architettonica o psicologica tra scena e platea ● biglietto proposto a cinque euro a persona, con un modello economico ibrido che prevede supporto municipale, sponsor locali e ricavi da botteghino Secondo l'analisi pubblicata sulla Stanford Social Innovation Review, il Teatro Edicola rappresenta un modello replicabile di rigenerazione urbana a basso costo e alto impatto, in grado di riattivare spazi commerciali abbandonati (edicole, tabaccherie, cabine telefoniche) senza necessità di grandi investimenti infrastrutturali. La voce di chi ha costruito tutto Francesco Gravino non ha dubbi sul senso dell'operazione: «Non servono grandi teatri per cambiare un pezzo di città. Serve una buona idea e il coraggio di restituire alla collettività uno spazio che ha perso la sua funzione». E sulla portata del riconoscimento internazionale: «Teatro Edicola nasce per dimostrare che un luogo di incontro e cultura può nascere dovunque, anche in due metri quadrati. Che oggi questo lavoro venga studiato a livello internazionale e che arrivino richieste di informazioni da città come Lucca e Roma è la conferma che la strada è quella giusta». Il regista ha anche spiegato la scelta simbolica del luogo: l'edicola era il punto in cui ogni mattina ci si fermava, ci si aggiornava, ci si riconosceva come comunità. La sua scomparsa ha lacerato una trama sociale precisa. Restituirle una funzione culturale significa ricucire quel tessuto da dove si era strappato. Le sfide: scalabilità, riconoscimento istituzionale, radicamento Il reportage della SSIR non si limita a celebrare il progetto ma analizza anche i nodi critici. Il primo è la sostenibilità nel tempo: un'attivazione di tre giorni, per quanto riuscita, non costituisce ancora un programma stabile, una vera e propria programmazione stagionale (weekend dalla primavera all'autunno) con un roster rotante di compagnie locali e regionali. Il secondo nodo riguarda la replicabilità senza perdita d'identità: il Teatro Edicola funziona anche grazie alle radici profonde della Foyer '97 nel territorio sanseverese. Trapiantare il modello altrove richiede non solo un kit fisico, ma un intero processo di costruzione comunitaria. Il terzo ostacolo è istituzionale: in un sistema di finanziamento pubblico che premia le organizzazioni con sedi consolidate e metriche di output prevedibili, un progetto deliberatamente sperimentale, iperlocalista e per sua natura impermanente fatica ad accedere ai canali ordinari del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo (FNSV) del Ministero della Cultura. Una lezione che viaggia oltre la Puglia Nella Stanford Social Innovation Review l'autore conclude che le intuizioni del Teatro Edicola trascendono il contesto sanseverese: in qualsiasi comunità in cui le istituzioni culturali faticano a raggiungere pubblici giovani, diversi o economicamente marginali, il principio della prossimità si rivela dirompente: incontrare le persone dove già si trovano, negli spazi che abitano quotidianamente. Dal popoloso centro della Daunia alle pagine della Stanford University: San Severo e la sua edicola dimostrano che sei sedie, quattro metri quadrati e una visione sono sufficienti per cambiare il modo in cui una città pensa sé stessa. E per offrire al mondo un modello che costa meno di quanto si creda ma vale molto di più di quanto si immagini.

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DA SAN SEVERO ALLA STANFORD UNIVERSITY: LA “RIVOLUZIONE A SEI POSTI” DEL TEATRO EDICOLA - Civico93 | Be original
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