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#oppressione
Il Fatto Quotidiano 10h

The system of techno-oppression in Morocco, documented by Amnesty International, reveals how illegal surveillance techniques aim to control and intimidate journalists, activists, and dissidents, using sophisticated technologies and invasive methods, without any legal oversight. #tecnooppressione #sorveglianza #dirittiumani (translated)

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Marocco, ecco il sistema di “tecno-oppressione” contro giornalisti e attivisti
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anna paola concia 1d

Anna Paola Concia wrote that the Danish social democratic Prime Minister Mette Frederiksen explicitly supported the ban on niqab and burqa even in educational institutions, justifying it with the fight against the oppression of women. Concia described the position as simple and straightforward and addressed her "left-wing friends." https://t.co/tvBOa7wBTc #Danimarca #uguaglianza #dirittidonne (translated)

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Marco Setaccioli 5d

Marco Setaccioli recalled that, twenty years earlier, Anna Politkovskaya had been shot and killed in the hallway of her home in Moscow. He claimed that Vladimir Putin had ordered her elimination on the day of his birthday and described her as a journalist, activist, and opponent who had denounced the crimes of the regime and the restrictions on freedoms. Setaccioli also cited a passage from *Putin's Russia* in which Politkovskaya attributed the responsibility for what was happening to the apathy and weak reactions of those who opposed Putin, arguing that they contributed to ensuring his impunity. He urged readers to compare the words of the journalist with those of politicians who, in his view, were ready to trade security for votes and claimed that Putin's Russia was not a danger. He urged them to ask themselves whether, with their "cowardice," they honored the memory of Politkovskaya or legitimized the world of violence, oppression, and death that, according to him, her murderer was building. #Putin #Apathy #Freedom (translated)

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Papa Leone XIV 2w

Invocare il nome di Dio per legittimare la violenza o l’oppressione costituisce una profanazione di questo nome. Nulla di ciò che deturpa la dignità umana può rivendicare un’autentica ispirazione divina. Il discorso religioso deve esortare costantemente a disarmare i cuori e le parole. #ViaggioApostolico #Francia https://t.co/VGjyZSc1tI #DignitàUmana #Pace #Religione

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ANSA.it 3w

Don Rito Maresca, uno dei sacerdoti della Rete Preti contro il genocidio, ha sottolineato l'importanza della sensibilizzazione delle comunità cristiane e dei pastori, evidenziando che il Vangelo debba necessariamente impegnarsi in prima persona nella questione della giustizia e dell'oppressione, come dimostrato dalla marcia tenutasi a Roma in memoria di 300 bambini palestinesi e libanesi uccisi. #PretiControIlGenocidio #Giustizia #TerraSanta

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Don Maresca: 'I preti contro il genocidio in marcia, il Vangelo ci metta la faccia'
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ANSA.it 3w

Rita Flores, ex membro delle Pussy Riot, racconta in un'intervista come la sua paura per minacce ricevute la costrinse a lavorare come infiltrata per l'intelligence russa Fsb, fino alla sua recente fuga dalla Russia, dove denunciò un clima di repressione e oppressione artistica. #PussyRiot #FSB #OpposizioneRussia

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L'ex Pussy Riot in fuga: 'Io costretta a spiare per Mosca'
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Greta Thunberg 4w

“lo stesso sistema responsabile della distruzione del pianeta e della crisi climatica è anche all’origine di guerre, genocidi e oppressione dei popoli”

L’Artico ha perso in quarant’anni la metà dei ghiacci: il dibattito sul futuro che ignoriamo
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ANSA.it 4w

Alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il potere totalitario e il capitalismo senza regole sono al centro di vari film in concorso, tra cui Ritorno a Buenos Aires di Marco Bechis e A Bit of Light di Ali Asgari, che affrontano tematiche di oppressione e ricerca di verità personale. #MostraVenezia #RitornoABuenosAires #CinemaPolitico

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A Venezia il potere che opprime, tra sensi di colpa e fughe
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Marco M.M. Aug 14

Non arriva il fresco, arriva qualcosa di più realistico, il caldo che perde intensità. La settimana 17-24 agosto continua a mostrare un segnale interessante e concreto, ma va raccontato con precisione. Non stiamo andando incontro a un brusco cambio atmosferico, né a una vera rottura dell’estate. La lettura più corretta è un’altra, dopo Ferragosto il caldo dovrebbe attenuarsi, soprattutto al Centro-Nord, con un calo termico generalmente nell’ordine di 3-4°C, localmente anche 5-6°C nelle zone dove l’instabilità, la ventilazione o un maggiore ricambio d’aria riusciranno a incidere di più. Non sarà quindi il passaggio improvviso dal forno al fresco. Sarà piuttosto una perdita di potenza della fase più pesante con meno compattezza anticiclonica, valori meno estremi, notti gradualmente un po’ più respirabili e atmosfera più dinamica, soprattutto sulle regioni centro-settentrionali e adriatiche. Le temperature potranno restare ancora moderatamente sopra media in diverse aree, perché siamo pur sempre nella seconda metà di agosto e veniamo da una massa d’aria molto calda e persistente ma il punto è che il caldo non dovrebbe più presentarsi con la stessa forza, la stessa continuità e la stessa oppressione dei giorni precedenti. Anche il segnale pluviometrico va letto bene. Non significa pioggia ordinata e diffusa per tutti, ma maggiore possibilità di rovesci, temporali e passaggi instabili, soprattutto al Centro-Nord. Quindi per ora niente proclami e niente titoloni da clickbait. Non finisce l’estate, non arriva ancora l’autunno e non crollano le temperature. Semplicemente, dopo una lunga fase dominante, il caldo più intenso comincia a mollare la presa. E in una stagione così pesante, anche un’attenuazione graduale può fare una differenza concreta perchè molti sono sfiniti da questa lunga e perdurante ondata di caldo. #meteo #caldo #estate

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SUPERNONNO IL RITORNO Aug 11

PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica

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Silvia Sardone Aug 10

Scelta di buonsenso in #Portogallo: #burqa e #niqab non sono un simbolo di libertà, sono un simbolo di sottomissione e oppressione della donna. https://t.co/k7WuX3kJCf #Portogallo #burqa #niqab #PT

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L
lastampa.it Aug 3

L'articolo analizza le controversie legate all'invito di Giuseppe Conte a commemorare la strage di Sant'Anna, evidenziando come questa scelta metta in discussione i valori di pacifismo e resistenza contro l'oppressione, soprattutto in relazione all'attuale conflitto in Ucraina e alle posizioni politiche del leader del M5S. #Conte #Stazzema #pace

www.lastampa.it
Il campo largo e le contraddizioni di Conte
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Leonardo Panetta Jul 26

In questo intervento, il ricercatore Tommaso Virgili, esperto di mondo islamico, spiega come la fratellanza musulmana riesca a portare avanti le sue battaglie, cavalcando l’ubriacatura intersezionale dell’occidente illuminato. Esempio, l’hijab. Come far dimenticare che si tratta di uno strumento di oppressione verso le donne, in una società in lotta contro il patriarcato? Lo si accomuna a un diritto delle minoranze, affiancandolo alle battaglie femministe, anti-coloniali, lgbqt+ e così via. Istanze conservatrici, di un movimento bandito da molti paesi musulmani, trovano così sfogo nell’occidente tollerante, entrando in circolo con il bollino di qualità dei valori della tolleranza su cui si basa il nostro mondo. Così facendo, si anestetizza la percezione del rischio dell’estremismo, brandendo eventualmente la spada dell’islamofobia contro chi sollevi dubbi. Non stupisce quindi che di fronte a fatti come quelli di Berlino, dove l’intersezionalità sembra andare in corto circuito, c’è una corsa immediata della società liberale a derubricare al caso isolato, reimmettendo nel discorso il vero rischio, quello dell’estrema destra. Male che vada ci si può giocare la carta della necessità di avere più psicologi per contrastare lo squilibrio mentale. #Islam #Femminismo #Intersezionalità

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Bonifacio Castellane Jul 22

Sento alcuni compagni parlare di "abolizione della polizia" e devo dire che la cosa apre scenari molto interessanti. Anche il solo fatto di pensare ad una situazione di questo tipo significa che non hanno capito che il potere lo stanno gestendo loro da decenni. Devono sentirsi oppressi, l'oppressione è la loro stessa identità anche quando opprimono e vivono nel privilegio. #abolizionepolizia #oppressione #privilegio

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Piero Fassino Jun 21

Milioni di donne e uomini vivono da profughi e rifugiati, costretti all'esodo e alla fuga da carestie, povertà, guerre, dittature, violenze terribili. È dovere morale accoglierli, offrire l'opportunità di una vita libera dalla paura e da ogni oppressione e restituire loro dignità #accoglienza #dirittiumani #dignità #Therearenospecificcountriesmentionedinthetweet.

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Papa Leone XIV Jun 14

Fattosi nostro fratello, il Figlio di Dio guarda la gente, guarda l’umanità: vede l’oppressione che schiaccia e la violenza che toglie la forza. Vede le ferite delle guerre e il vuoto del consumismo. Vede volti ridotti a maschere, famiglie spezzate dal male e giovani illusi da falsi ideali. Gesù vede e ama. Ama e soffre per noi, con noi: la sua compassione esprime non solo vicinanza fraterna, ma volontà di redenzione. #VangeloDiOggi (Mt 9,36 – 10,8) #Fede #Compassione #Redenzione

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Card. Gianfranco Ravasi Jun 10

«Ecco il pianto degli oppressi che non hanno chi li consoli; da parte dei loro oppressori sta la violenza, ma per essi non c'è chi li consoli.» (Qohelet 4, 1) #Oppressione #Violenza #Consolazione #Thetweetdoesnotmentionanyspecificcountries.Therefore #therearenocountrycodestoreturn.

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Mathiasin May 28

abrogare il Code noir è un segno di rispetto «per la memoria di milioni di uomini, donne e bambini che hanno subito questa oppressione sulla loro carne».

Il voto per abrogare un codice schiavista vecchio di secoli, in Francia
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Реал Мадрид го отхвърли, но не и Барселона - световна звезда ще играе на "Камп Ноу"
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L
lastampa.it May 23

Il ministro della Sicurezza israeliano, Itamar Ben-Gvir, è descritto come un simbolo estremo di una politica di dominio e disparità in Israele, la cui crudeltà e visibilità permettono alle democrazie occidentali di indignarsi senza affrontare le radici sistemiche del problema, evidenziando che il vero problema non è solo lui, ma un'intera cultura politica che ha normalizzato l'oppressione e la privazione dei diritti di milioni di persone. #BenGvir #Israele #Occupazione

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Ben Givr, il nemico facile: ecco perché non si può accusare solo lui
10758
L
lastampa.it May 23

Il ministro della Sicurezza israeliano, Itamar Ben-Gvir, è descritto come un simbolo estremo di una politica di dominio e disparità in Israele, la cui crudeltà e visibilità permettono alle democrazie occidentali di indignarsi senza affrontare le radici sistemiche del problema, evidenziando che il vero problema non è solo lui, ma un'intera cultura politica che ha normalizzato l'oppressione e la privazione dei diritti di milioni di persone. #BenGvir #Israele #Occupazione

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Na Hrvaškem prijeli Ukrajinca osumljenega sabotaže Severnega toka
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