Ander Bruckestand described Marco Travaglio as the main exponent of Russian propaganda in Italy and wrote that he had also received a "Vatnik Soup," adding that he had earned it. #Propaganda #Italia #MarcoTravaglio (translated)
Ander Bruckestand described Marco Travaglio as the main exponent of Russian propaganda in Italy and wrote that he had also received a "Vatnik Soup," adding that he had earned it. #Propaganda #Italia #MarcoTravaglio (translated)
Ander Bruckestand claimed that Marco Travaglio had been contradicted on La7 by Flavia Fratello, who she defined as one of the greatest professionals in Italian journalism, and thanked her. https://t.co/oCPoRN615q #giornalismo #FlaviaFratello #MarcoTravaglio (translated)
Ivan Grieco wrote to Marco Travaglio that he should only focus on Italian politics, an area where it was almost pleasant to listen to him. Regarding foreign policy, according to Grieco, Travaglio had not got anything right in recent years; he cited among the examples his definition of the Russian invasion as fake news and his statement that it was advisable to support Trump because he did not wage wars abroad. #Politica #Attualità #FakeNews (translated)
Caro @marcotravaglio, ogni volta che mi dico che più in basso di un certo livello tu non possa andare, ti presenti con una ruspa e cominci a scavare. Decidendo di sputare sulla Resistenza di ieri insultando quella di oggi, hai superato di nuovo una linea rossa, scegliendo la strada di un delirio revisionista, che somiglia tanto - diciamo anche troppo - alle manipolazioni che in Russia hanno portato a riscrivere la storia sui libri di testo, a mandare al macero tutti i testi politicamente non allineati, a mettere sotto controllo i copioni delle opere teatrali e dei film, perché celebrino ciò che serve al regime e non la verità. Ti piaccia o no, quella ucraina è Resistenza contro un invasore, una resistenza armata come la fu la nostra, con armi fornite anche da paesi stranieri come inglesi e americani fecero con i nostri eroici partigiani, i quali no, non avrebbero fatto un granché solo con pistole e fucili sottratti ai tedeschi. Puoi anche raccontare ai beoti che si bevono ogni tua menzogna che quella tra Russia e Ucraina è null'altro che una guerra tra Stati, ma chiunque non sia indottrinato dalla tua propaganda ha ancora ben impresse nella mente le scene di donne e bambini intenti a costruire molotov negli scantinati o in mezzo alle strade coperte di neve per respingere l'invasione appena iniziata, ma anche le storie di avvocati, scrittori, commercialisti e operai ritrovatisi disciplinatamente in fila fuori dai centri di reclutamento senza aver mai preso in mano un'arma fino ad allora, e ancora anziani e ragazzi protestare in strada nelle zone occupate cercando di fermare i carri armati russi a mani nude. Disconoscere ignobilmente il coraggio ed il sacrificio di un popolo intero che dal primo giorno cerca di salvare le proprie città, le proprie famiglie e delle libertà che il suo invasore vorrebbe sottrargli solo perché non le ha mai avute, dice del tuo approccio morale a questa guerra persino più di quanto il tuo sorrisetto saccente non faccia. In Ucraina non ci sono dubbi e non ci sono mai stati, nonostante tu a giorni alterni continui a copiare ed incollare la propaganda russa sulle volontà delle popolazioni russofone. Fin dal 2014 i sondaggi erano molto chiari: l'annessione alla Russia era chiesta solo da un quarto della popolazione. Il successivo sondaggio lo fecero i piedi e le ruote dei mezzi utilizzati per le evacuazioni: a guerra in Donbas iniziata, 1,5 milioni di ucraini fuggirono verso l'Ucraina e solo in 200.000 si diressero in Russia chiedendo la cittadinanza, perché sapevano tutti chi era l'aggressore. L'anno precedente, in un altro sondaggio, una percentuale simile di sudtirolesi si era espresso a favore dell'annessione all'Austria, ma forse a te non è chiaro quale differenza ci sia tra l'avere come vicino un paese dell'odiata Europa e la pacifica Russia. Non perderò tempo a confutare per l'ennesima volta le tue cazzate di propaganda su Maidan e su presunti complotti della NATO, mi limito a postare una foto per mostrarti quello che secondo me un giornalista dovrebbe fare: ascoltare. Io ho ascoltato Mustafa Nayyem, dal cui post su Facebook del 21 novembre 2013 le proteste a Maidan sono effettivamente nate. Tu avresti potuto almeno ascoltare Carlo Smuraglia e Nello Sbracalari, due che la resistenza l'hanno fatta di persona, che non hanno mai avuto dubbio nel definire Resistenza quella ucraina e che oggi si vergognerebbero profondamente nel leggere su un giornale italiano, di un paese liberato dalla dittatura anche grazie al sacrificio di molti nostri connazionali, una quotidiana apologia di un autocrate imperialista, invasore e oppressore. Come italiano, come giornalista e come iscritto alla @FiapItalia provo per te infinita vergogna. #Resistenza #Ucraina #Libertà
Marco Travaglio, durante il programma Accordi & Disaccordi, ha dichiarato che il sostegno militare all'Ucraina va contro la Costituzione italiana, sottolineando la necessità di negoziati invece di ulteriori invii di armi. #Ucraina #Guerra #MarcoTravaglio

LETTERA AL MIO PEGGIOR ALLIEVO Stamattina ho letto uno dei tanti straordinari post del mio amico Mattia Madonia, che si chiedeva cosa direbbe Indro Montanelli del suo allievo @marcotravaglio, e così, davanti alla mia vecchia Olivetti Lettera 22, ho pensato di somministrare il post all’AI come elemento di contesto e le ho chiesto di commentare il “lavoro” di Travaglio come se a scrivere fosse Montanelli. L’AI ha scelto autonomamente una lettera aperta, che riporto di seguito senza correzioni. —- Caro Marco, la chiamo per nome, come si fa con i figliocci e con i traditori: due categorie che, in una vita lunga e litigiosa, ho imparato a non tenere troppo distanti. Le batto queste righe sulla Lettera 22 - la verde - che qualcuno ha avuto la bontà di recapitarmi quassù, o quaggiù, non ho ancora capito in quale reparto mi abbiano sistemato. La macchina per scrivere ha un difetto che è la sua unica virtù: batte una lettera per volta, e ogni tasto è un fatto. Con una Lettera 22 non si bara. Con una linea editoriale, a quanto vedo, sì. Le devo un ringraziamento e una frustata, nell’ordine. Il ringraziamento è per avermi copiato la posa: il bastian contrario, l’uomo solo controvento, quello che dà del somaro a tutti. Bravo. Ha imparato la mia faccia. Peccato che della mia faccia lei abbia preso la smorfia e buttato via l’osso: perché controcorrente ci si va per amore dei fatti, non per amore della corrente contraria. Il contrarianismo senza i fatti non è coraggio, ma vanità con l’elmetto. Veniamo alla frustata, che è più istruttiva. Io, la guerra di un piccolo popolo aggredito da un colosso, l’ho vista con questi occhi, nel Quaranta, sugli sci, al gelo, tra i finlandesi. Non commentai una riga: raccontai. Raccontai la neve, i cecchini bianchi, i carri sovietici che si impantanavano nella loro stessa arroganza. E il lettore, senza che io glielo dicessi, diventava profinlandese. Perché la verità, quando la lasci in pace, cammina da sola. È il mestiere, caro Marco. Quello che lei ha smesso di fare. Perché quando un altro piccolo popolo - lo scriva pure, il nome, Ucraina, non morde - si è trovato sotto lo stesso colosso, con lo stesso pretesto delle minoranze da proteggere e delle zone cuscinetto da inventare, lei che ha fatto? Ha lasciato parlare i fatti? No. Ha lasciato parlare le veline. Ha preso il comunicato dell’aggressore e gli ha messo addosso la cravatta buona del dubbio: l’«eh, ma la NATO», l’«eh, ma non è tutto bianco e nero». Certo che non è tutto bianco e nero. Ma quando un carro armato entra in casa d’altri, il colore glielo do io: è del colore del torto. Lei mi dirà che pone domande, che dubita, che non si fa arruolare. Il dubbio, caro figliolo, è un arnese sacro, a patto di usarlo su tutti. Il suo lo tira fuori sempre e soltanto contro gli aggrediti. Un dubbio a senso unico non è giornalismo: è ufficio stampa con la puzza sotto il naso. Le confesso una cosa, ché quassù (o quaggiù) si diventa sinceri per noia. Di errori ne ho collezionati a bizzeffe, alcuni imperdonabili, e ho pagato anche con del piombo nelle gambe, regalatomi da gente che il dubbio non lo tollerava affatto. Non le do lezioni di virtù: sarei ridicolo. Le do una lezione di mestiere, l’unica cosa su cui posso ancora permettermi la superbia. Ed è vecchia come il piombo dei tipografi: i fatti prima, l’opinione dopo, e mai - mai - l’opinione travestita da fatto. Lei ha fatto l’esatto contrario. Ha preso il mio metodo, l’ha capovolto, e ci ha appiccicato sopra la mia foto come un santino. È l’unico plagio che non le perdono: non quello dei fatti, ma quello della faccia. La saluto. E le lascio, come si usa tra maestri e cattivi allievi, un compito per casa: un giorno solo, uno, provi a far parlare i fatti dell’aggredito con la stessa generosità con cui fa parlare i dubbi dell’aggressore. Vedrà che fatica. Il mestiere è tutto lì. Suo, con l’affetto ruvido che si deve ai figli sbagliati, I. M. #giornalismo #opinione #scrittura
Dopo l’editoriale di oggi, è chiaro che chi continua a leggere il Fatto Quotidiano ha problemi che necessitano di essere indagati a fondo. Scrive @marcotravaglio che Putin è tra coloro che stanno cercando di evitare la terza guerra mondiale. Perché notoriamente invadere paesi sovrani, torturare civili e militari, disseminare le aree occupate di fosse comuni, rapire migliaia di bambini, cancellare intere città, arrestare o ammazzare chiunque anche in patria si opponga alla guerra sono tutti chiari segnali di uno slancio pacifista. E il drone in Germania? Dopo la figuraccia inanellata ieri con l’altro editoriale in cui derideva Merz per aver accusato la Russia proprio mentre il cancelliere tedesco presentava le prove che i due che avevano piazzato il mezzo esplosivo erano russi, oggi ipotizza un po’ di tutto, cioè che comunque potessero essere pagati dalla NATO per giustificare l’escalation oppure mandati dai falchi russi che si oppongono a Putin (il pacifista) per arrivare allo scontro nucleare. Poverino, il dittatore innocente, troppe ne ha dovute sopportare: dopo il golpe di Maidan (l’unico colpo di stato nella storia conclusosi con libere elezioni, ma vabbè), col conseguente governo fantoccio (eletto dal popolo, ma pure questo a quanto pare non importa) e il cruento allargamento della NATO avvenuto, pensate, per decisione libera degli Stati (assurdo, vero?), se pure alla fine fosse stato Putin a piazzare il drone a Lipsia, sarebbe la prova che non vuole alzare il tiro, ma solo giocare. E quando poi pensi di aver letto abbastanza, lo sguardo ti cade a centro pagina, dove trovi tutti i leader europei con l’elmetto pronti a fare la guerra alla Russia “senza prove”, per poter spendere tutto in armi. Meloni, Merz, Macron e la Kallas, quindi si attrezzino: prima di sparare un sol colpo si trovino anche loro una massaggiatrice uruguaiana pronta a confermare che Putin ha invaso l’Ucraina, altrimenti non se ne fa nulla. #politica #Russia #guerra
Caro @marcotravaglio, dopo un migliaio di editoriali, infiniti articoli denigratori sull’Ucraina, due libri, decine di spettacoli teatrali, migliaia di monologhi televisivi dalla Gruber e sul Nove, gli italiani rifiutano di farsi prendere per il culo da te. Invece di predicare la resa dell’Ucraina non è ora di dichiarare la tua? #Ucraina #Libertà #Giornalismo
Quello che impressiona della vicenda Falcone-@marcotravaglio non è solo che la sorella di un magistrato eroe ucciso dalla mafia sia dovuta intervenire per difendere la memoria di una figura alla quale dovremmo portare tutti profondo rispetto, ma il disprezzo che il nostro direttorissimo mostra verso questa figura e il perché. Non possiamo non ricordare che Giovanni Falcone è stato oggetto e in qualche modo “vittima” di una delle più clamorose figuracce giornalistiche degli ultimi anni che ha avuto per protagonista proprio il @fattoquotidiano. In piena campagna elettorale per i referendum sulla separazione delle carriere il giornale provò infatti ad “abusare” del cadavere di Falcone, usandolo come vessillo per sostenere le ragioni del NO. Secondo la testata, il magistrato antimafia aveva addirittura rilasciato un’intervista a Repubblica nel gennaio del 1992 nel quale criticava aspramente la separazione. Una notizia così circostanziata da essere ripresa pure da Nicola Gratteri durante la puntata di @diMartedi su La7 del 4 novembre 2025, con tanto di lettura del testo col cellulare. Quell’articolo era però in realtà una bufala e il clamore fu tale che il Fatto si dovette persino scusare per non aver verificato la fonte (si sa che loro si fidano solo delle massaggiatrici uruguaiane). È emerso poi peraltro che la vera posizione di Falcone era esattamente quella opposta, cioè favorevole alla distinzione tra le carriere. Un trauma che ha indotto Travaglio a meditare la sua piccola velenosa vendetta, rimasta in incubazione fino a ieri, quando ha pensato bene di trasformare il martire della lotta alla mafia, fatto saltare in aria con moglie e scorta, il simbolo che lui stesso aveva scelto - sbagliando - come totem della battaglia referendaria, in un collaboratore di Andreotti, non un politico qualunque. Su quanto sia indegno tutto questo non credo si debba aggiungere altro a quello che ha scritto Maria Falcone, soprattutto nel chiedere rispetto per un grande servitore dello Stato col quale siamo e saremo tutti eterni debitori. #GiovanniFalcone #Mafia #Rispetto
Lo scrivo senza giri di parole, in modo che il concetto non sia fraintendibile. Ritengo @GiuseppeConteIT, @RoVannacci, @marcotravaglio e i tanti che si stanno spendendo per spingerci a sottovalutare i rischi per la nostra democrazia UN PROBLEMA DI SICUREZZA NAZIONALE. https://t.co/k44OCElha9 #Democrazia #Sicurezza #Politica
🔥Vu d'Italie 🇮🇹 : La coalition des volontaires est un rassemblement de "mythomanes" et des "velléitaires" emmenés par @EmmanuelMacron, un "cadavre politique ambulant" se disant prêt à "verser le sang, sans préciser le sang de qui, mais sans doute pas le sien, du moins jusqu'à la prochaine patate de Brigitte" (@marcotravaglio via @fattoquotidiano). #Italie #Politique #EmmanuelMacron
I volenterosi sono “mitomani”, Macron è un capocomico e non verserà sangue “almeno fino al prossimo sganassone di Brigitte”, per Starmer l’Hôtel des Invalides è “il posto giusto”. Anche oggi @marcotravaglio ha vinto le olimpiadi dello squallore. https://t.co/GkURaPe2fX #politica #satira #attualità
Travaglio si è appena guadagnato una nuova segnalazione all’Ordine dei Giornalisti del Piemonte, per via dell’editoriale di oggi che in termini di deliri, brucia letteralmente ogni precedente record. Oggi dal prontuario della propaganda russa il Direttore del fatto ha addirittura ripescato la maxi-balla dei biolab ucraini finanziati dagli USA, una mistificazione colossale che ha imbarazzato l’intelligence statunitense, dopo che l’ex capa del DNI Tulsi Gabbard aveva “desecretato materiale classificato” e divertito i grandi capi della propaganda russa dai quali gran parte di quelle idiozie era stata in realtà copiata e incollata. Il punto è che questa teoria è stata ampiamente debunkata e nelle slide della Gabbard, già nota da oltre un decennio per la sua puntuale opera di disinformazione in favore di Mosca, sono emersi errori grossolani e vere proprie manipolazioni di qualità così infima da aver fatto ridere ogni essere dotato di pollice opponibile, mandando però in visibilio terrapiattisti, complottisti, schiechimichisti, cioè, appunto, i lettori del Fatto. Per @marcotravaglio non sembra però essere un problema il fatto che i “biolab”, che sono così segreti da essere stati finanziati con un programma pubblico dal 2005 e spesso inaugurati con cerimonie ufficiali, siano in realtà centri di ricerca epidemiologica, laboratori di analisi e universitari. Così come non sembra voler sottilizzare sul fatto che nella mappa dell’Ucraina diffusa dal DNI, Kyiv sia lontanissima dalla sua posizione reale, dei laboratori vengano collocati in una località chiamata Cherniv, che nemmeno esiste, ed altri ancora vengano segnalati in Crimea e a Kherson, la prima, sotto il controllo russo dal 2014, e la seconda occupata per mesi da soldati che hanno portato via dalle case persino i servizi di posate ma non hanno scovato questi pericolosissimi luoghi dove si progettano pandemie. Non sembra aver fatto caso neanche al dettaglio che i micidiali laboratori scovati dalla Gabbard sono tutti di livello BSL-2 o 3 mentre per manipolare virus letali sono necessari centri che abbiano un livello di Biosafety 4 che in Ucraina semplicemente non esistono. Si preoccupa però di elencare i ceppi conservati dai “fascionazionalisti” che secondo Travaglio tengono in mano Zelensky (il cui governo è definito, come sempre, “regime”), dimenticando che sono presenti nei laboratori di mezzo mondo e che ad esempio lo Spallanzani (dove invece c’è un laboratorio BSL-4) ne ha molti di più. Silenzio anche sul fatto che mezzo report, spacciato come “di intelligence” è semplicemente copiato e incollato da un delirante documento presentato all’ONU dalla Russia nel 2022, nel quale si favoleggia, tra le altre cose, anche di zanzare killer, geneticamente modificate per ammazzare solo soldati russi. Quello che fa (amaramente) sorridere è che il pezzo si apre con la celebre scena di Colin Powell che agita vergognosamente una fiala con le finte prove delle armi di distruzione di massa di Saddam e la denuncia della guerra in Iraq che ne è seguita, facendo 600.000 morti. Che quelle stesse cazzate siano oggi tra le ragioni del più grande conflitto degli ultimi 80 anni, scatenata però da Mosca, per Travaglio è invece quasi comprensibile ed anzi male fa l’Europa a non porsi il problema (testualmente: «Sulle false armi di distruzione di massa di Saddam abbiamo fatto una guerra, su quelle vere di Zelensky&C. tutti tacciono.»). Ecco, io direi che se non vogliamo che l’informazione diventi definitivamente un circo, forse è ora che gli ordini regionali si diano una svegliata. #disinformazione #giornalismo #propaganda
Quando vedo Albina Perri @SettGiallo attaccata in maniera becera da colleghe o pseudocolleghe, quando sento dare del coglione a #Civardi con giri di parole nemmeno troppo sottili, quando leggo su Facebook la beatificazione di #Sempio lodato per il suo meraviglioso equilibrio e la sua incredibile capacità di controllo, quando ascolto @robertosaviano dire che dovrebbero parlare di Garlasco solo quelli che hanno la "patente", quando mi imbatto nell'intellettualissimo @marcotravaglio e lo scopro, del tutto scomposto, impegnato ad insultare chiunque osi mettere in discussione la colpevolezza di Stasi, come un qualunque bullo delle medie, non posso fare a meno di chiedermi cosa ci sia davvero dietro all'omicidio della povera Chiara Poggi. In un mondo normale fuori Stasi, dentro Sempio e a nessuno sarebbe fregato un cazzo. Invece... #Giustizia #Opinione #Società
Ohi ohi: Qui c'è @GiuseppeConteIT che è fischiato per le sue posizioni un po' putiniane dalla piazza di Repubblica. cc @marcotravaglio https://t.co/tE89Bg3Jie #politica #Italia #GiuseppeConte
Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, critica la parata del 2 giugno per l'ipocrisia di celebrare la Repubblica con droni e armamenti, suggerendo che l'Italia, piuttosto che ripudiare la guerra, mostra segni di militarizzazione e chiede una celebrazione più incentrata sulla pace e il dialogo. #2Giugno #MarcoTravaglio #FestaDellaRepubblica

Mi scuso con chi ha letto il mio post ironico di ieri col quale anticipavo l’editoriale di oggi di @marcotravaglio prevedibilmente dedicato al drone russo precipitato su un palazzo in Romania. Avevo azzeccato l’argomento, ma parlando di palazzi lanciati contro i droni, non mi ero spinto abbastanza in là con la fantasia. Perché in fondo non era così scontato, per quanto prevedibile, che il direttore della Pravda utilizzasse il caso di Galati per rilanciare la teoria dell’aggressione da parte dei Baltici, i quali, ci dice ancora, mandando in visibilio il pubblico complottista al quale vende le sue bufale, ospitano basi segrete dalle quali l’Ucraina attacca la Russia. Ha insomma messo per iscritto gli striduli deliri della ex quasi ambasciatrice, non perché esista una qualche prova di tutto questo, ma perché si tratta della versione imposta dal Cremlino a propagandisti e Z-blogger, e a questa anche le cheerleader di casa nostra disciplinatamente si adeguano. Per ridicolizzare il caso romeno Travaglio passa in rassegna i vari casi di falsi avvistamenti, omettendo di dire che la psicosi derivava da quelli veri. Nell’articolo non troverete infatti nessun riferimento al fatto che lo sconfinamento dell’altra notte è stato il 28esimo accertato in Romania da parte di droni russi. Torna a grande richiesta anche il tetto danneggiato in Polonia nel settembre 2025 (perché a Varsavia come a Kyiv, si sa che hanno il vizio di autobombardarsi), senza dire che i caccia che hanno lanciato quel missile non si erano messi a sparare a caso, ma inseguivano una ventina di droni russi un tantino fuori rotta. Ed erano russi non perché lo dica NATO, ma perché i tracciati radar confermano che erano partiti dalla Russia e perché i rottami di ben 17 velivoli di quello sciame, ritrovati in un’area di decine di km erano di modelli in uso esclusivamente alla Russia. Un vizio, quello di omettere proprio quei dettagli che rendono le notizie attinenti alla realtà, che Travaglio replica anche nel finale. Nel riferire le parole del ministro degli Esteri lituano sulla distruzione da parte della NATO delle basi a Kaliningrad, gli ha intanto attribuito una frase pronunciata da un generale lettone durante una conferenza mesi fa, ma ha anche dimenticato di dire che la premessa dell’intero discorso era “Se la Russia ci attacca…”. Un dettaglio, appunto. #Giustizia #Informazione #Geopolitica
Stanotte in Romania si è schiantato un drone russo contro un palazzo, ferendo 2 persone. Oggi @marcotravaglio ci dirà che in realtà deve essere partito dal territorio ucraino e @ElenaBasileIT ci spiegherà che gli ucraini lo hanno assemblato utilizzando pezzi di quelli che cadono nei campi, per poi lanciarlo contro la Romania e far ricadere la colpa sui russi. Perfidi questi ucraini, i quali scommetto saranno anche ritenuti responsabili dell’attacco ad una nave container turca a largo di Odesa. I russi, come sanno tutti, non colpiscono obiettivi civili 🤡 #drone #Romania #Ucraina