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#Putinism
Gunther Fehlinger-Jahn 7d

The author called for Spain’s Sánchez to follow Lula’s departure, arguing that Spain should move away from socialism and Putinism and return to an Atlantic-aligned course. They advocated a stronger Europe and NATO, victory for Ukraine, free markets, economic growth and prosperity, and opposed Moscow’s influence. https://t.co/YfNJsFEVuL #España #Libertad #Europa #BR #ES #EU #UA

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Antonello Uda 1w

Io Conte, NON lo voto. Perché mai dovrei farlo, per passare da una despota ad un opportunista? Articolo in collaborazione con AI DALLA RUSSIA A BIBBIANO, PASSANDO PER IL MIRACOLO DELLA TAP: LE FAKE NEWS E LA PROPAGANDA CHE HANNO COLPITO IL PD. COSA C'È DI VERO O PRESUNTO? Analizzando la recente storia politica italiana, l'ascesa del Movimento 5 Stelle e il violento scontro ideologico con il Partito Democratico si sono consumati su terreni strategici: dalle relazioni con la Russia di Putin al caso Bibbiano, fino alla durissima battaglia contro il gasdotto TAP. In tutti questi casi, il tempo e la giustizia hanno ridefinito i confini tra fatti reali e clamorose fake news. IL CAPITOLO RUSSIA, L'ENIGMA CONTE E LA FORTUNA DELLA TAP: Le ipotesi di un aiuto da parte della Russia di Putin all'ascesa del M5S si muovono sul confine tra relazioni politiche accertate e sospetti mai provati in tribunale. I contatti dei fedelissimi sono documentati: nel 2016 Manlio Di Stefano volò a Mosca al congresso di Russia Unita definendo l'Ucraina "uno stato fantoccio dell'Occidente", e Alessandro Di Battista sostenne a lungo la necessità di assecondare la visione geopolitica del Cremlino. Il punto di massimo interesse per Putin fu l'aspra resistenza del M5S contro il gasdotto TAP in Puglia: bloccare l'opera avrebbe favorito il monopolio energetico russo. Fortunatamente, una volta al governo nel 2018, il Movimento dovette fare retromarcia per evitare penali miliardarie, permettendo il completamento dell'infrastruttura. Oggi, nel pieno della crisi energetica e geopolitica mondiale, la TAP si è rivelata una salvezza assoluta per l'Italia: trasportando miliardi di metri cubi di gas dall'Azerbaigian, è diventata una delle principali rotte che ha permesso al nostro Paese di emanciparsi dal ricatto del gas russo e dal putinismo, calmierando i prezzi e salvandoci dal blackout energetico. Aver fatto l'opera "nonostante" i 5 Stelle è stata la nostra fortuna strategica. Per molti osservatori, l'attuale riluttanza di Giuseppe Conte a inviare aiuti militari a Kiev – che mette a rischio il "campo largo" con il PD – è vista come una "pistola fumante" di questa continuità geopolitica, anche se Conte rigetta le accuse parlando di puro pacifismo per costringere le parti a un tavolo di negoziato. Sul piano VERO c'è stata una forte convergenza comunicativa (con i blog vicini a Casaleggio che rilanciavano i network statali russi), ma sul piano PRESUNTO la magistratura italiana e il Copasir non hanno mai trovato alcuna prova di finanziamenti occulti o illeciti in denaro da Mosca per far vincere il M5S. IL CASO BIBBIANO E IL CROLLO DEL TEOREMA GIUDIZIARIO: Se il caso Russia si è basato su influenze geopolitiche, il caso Bibbiano (l'inchiesta del 2019 sui presunti affidi illeciti in Val d'Enza) è stato l'epicentro di una massiccia campagna di disinformazione utilizzata dal M5S (con Luigi Di Maio che coniò lo slogan "il partito di Bibbiano") e dal centrodestra per abbattere politicamente il PD. La fake news principale fu quella di associare l'intero Partito Democratico a presunti "lavaggi del cervello" e "elettroshock" sui bambini: in realtà, la terapia utilizzata era la legittima psicoterapia EMDR e l'unico legame strutturale con il PD era il sindaco locale, Andrea Carletti, indagato solo per questioni amministrative (abuso d'ufficio e falso) e poi completamente prosciolto. Il ridimensionamento giudiziario è stato totale: le sentenze hanno visto 11 assoluzioni su 14 imputati, smantellando quasi integralmente l'impianto accusatorio. Figure centrali come lo psicoterapeuta Claudio Foti sono state assolte in appello, e i giudici hanno stabilito chiaramente che non vi fu alcun sistema criminale, denunciando come il "clamore mediatico e politico abbia travolto i bambini e i loro familiari". IN SINTESI: La storia recente dimostra che il PD ha dovuto subire due violente ondate di propaganda. Da una parte, i sospetti di un asse Mosca-M5S alimentati da una reale sponda geopolitica originaria (dalle storiche barricate contro la TAP – opera che oggi ci salva dalla crisi energetica – fino alle attuali posizioni di Conte sull'Ucraina) ma privi di riscontri su fondi neri russi. Dall'altra, la drammatica strumentalizzazione di un'inchiesta locale a Bibbiano, trasformata in una fabbrica di fake news elettorali per accusare ingiustamente un partito di crimini contro i bambini, un teorema politico che la stessa giustizia italiana ha infine radicalmente demolito nei tribunali.

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Nona Mikhelidze 2w

I have rarely read an interview so infused with Putinism, even more than Putin himself, as that of Bettini. If those assumptions were to become the basis for formulating the left's proposals for Europe, I say that left would be dangerous for the 🇪🇺. #Putinismo #Sinistra #Europa (translated)

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Marco Paleari 2w

It is indicative of the lack of intelligence of the Putinists that they fill X with posts calling Zelensky a clown (due to his past as a comedian) without realizing that, in fact, they are asserting that Russia is being kicked in the ass by a clown. #Putinismo #Zelensky #Intelligenza (translated)

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Tere Sammallahti 🇫🇮💙🇺🇦 3w

@ABulavtsev Ei, minä blokkasin sinut, koska vaadit itårajaa auki ja sinusta haisee putinismi kilpmetrin päähän. Näin olen tehnyt kaikille, jotka ovat selvästi Venäjän imperialismin asiamiehiä. #Venäjä #Putinismi #Imperialismi

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Marco Setaccioli 3w

Se @GiuseppeConteIT voleva un mandato forte dalla base, NON lo ha avuto. Su quasi 107.000 iscritti, cioè di gente che si è teoricamente “tesserata” proprio per dire la sua, solo 45.340 hanno risposto ad almeno un quesito, il 42,4%. Meno di due anni fa il primo voto sullo statuto coinvolse 54.452 iscritti su 88.933 (61,2%) e la ripetizione del voto di dicembre circa 58.000, sfiorando il 65%. Il dato interessante è poi che il quesito identitario su riarmo ed aiuti all’Ucraina, quello sul quale si è concentrata la maggior parte della campagna del duo Conte-Travaglio, è stato uno di quelli che ha convinto meno gli iscritti. Il blocco nel quale era incluso ha raggiunto un’affluenza di quasi 5.000 voti in meno rispetto alla parte riguardante ambiente, energia ed educazione digitale. All’interno del blocco, poi, pur in un contesto plebiscitario - è andato a votare chi sostiene attivamente le politiche del M5S -, il no all’aumento delle spese militari e lo stop agli aiuti a Kyiv hanno ottenuto rispettivamente il 91,8 ed il 91,7% di consensi, decisamente non all’altezza delle aspettative, visto che gli altri quesiti dello stesso blocco sono stati approvati in media dal 96,4% dei votanti. Peggio hanno fatto solo il voto ai sedicenni, la depenalizzazione della coltivazione di cannabis e l’adozione da parte delle coppie omogenitoriali. Alla fine insomma solo un iscritto su tre appoggia la linea di genuflessione verso l’imperialismo russo, questo nonostante la martellante ed ossessiva insistenza con cui se ne è parlato e sebbene su quello Conte abbia preventivamente tracciato delle linee rosse con gli “alleati”, al punto di far sfilare sul palco di Nova un pezzo rilevante del putinismo e del pacifintismo italico e non solo. Trascinare un’intera coalizione e poi l’Italia su posizioni che non hanno convinto nemmeno i suoi, a questo punto, potrebbe essere per lui una strada un po’ in salita. #M5S #GiuseppeConte #PoliticaItaliana

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Daniel Szeligowski 4w

A conclusion which follows from the assumption that "the war is embedded in Putinism, just as Putinism is embedded in the war" is that Russia's failure to subjugate Ukraine would inevitably lead to the collapse of Putinism and of Putin himself. This, therefore, should be the goal #Putinism #Ukraine #Russia #RU #UA

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Gunther Fehlinger-Jahn Sep 2

MAGA – RUSSIA LINKS: THE KREMLIN IS SAYING THE QUIET PART OUT LOUD. Kirill Dmitriev openly tries to sell Putinism to MAGA as an alliance of “Christianity,” “traditional values,” “strong borders” and “truth.” So I ask him directly: MR KIRILL DMITRIEV — HOW CHRISTIAN IS YOUR https://t.co/BxC6Dr3Lm2 #MAGA #Putinism #Christianity #RU

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Gunther Fehlinger-Jahn Aug 31

Austria must confront Putinism and the Russian “Z” war ideology with the same seriousness it applies to other anti-democratic extremist movements. @_CStocker No tolerance for organizations, propaganda networks or symbols that glorify Russia’s war of aggression, political violence #Austria #Putinism #NoWar #AT #RU

L
lastampa.it Jul 26

L'analisi della guerra in Ucraina evidenzia come gli attacchi ai magazzini di Wildberries, l'equivalente russo di Amazon, non solo mirano a colpire le infrastrutture economiche, ma anche a scuotere la coscienza dell'opinione pubblica russa, mettendo in crisi il mito del benessere sostenuto dal regime di Putin, mentre molti imprenditori, in particolare donne, lamentano la perdita delle loro attività. #GuerraInUcraina #Wildberries #Putinism

www.lastampa.it
Guerra in Ucraina, i raid sull’Amazon russa mandano in frantumi il sogno putiniano
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Gunther Fehlinger-Jahn Jul 12

This is our summer of victory Crimea and Qeshm will be liberated Socialism, Putinism, Islamism will be defeated by the Free Flamingo https://t.co/yzX2qNoLLo #SummerOfVictory #Liberation #FreeFlamingo #RU #IR

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Carlo Calenda Jul 10

Per Conte e’ Draghi la minaccia bellicista non la Russia. Per me la vera minaccia è il cretinismo filo putiniano al Governo. #Draghi #putinismo #politica #IT

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Marco Setaccioli Jun 29

Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo. La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo. Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato"). Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo. Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status. La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario. Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni. Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica. Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo. Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema. #Russia #Storia #Propaganda

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Thomas Jäger Jun 19

Ukraines Langstreckensanktionen haben im Informationsraum das Märchen von der "Militärischen Spezialoperation" enttarnt. Nun wird der "Krieg gegen Westen/NATO/EU" als nächstes Märchen aufgetischt. Die Putinisten hierzulande sind schon dabei, es mit Nuklearangst zu garnieren. #Ukraine #Krieg #Putinismus

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adevarul.ro Jun 8

Articolul lui Bernard Guetta discută despre inevitabilitatea căderii lui Vladimir Putin și despre impactul acesteia asupra sistemului putinist, subliniind că, în ciuda dificultăților economice și a nemulțumirii populare, viitorii lideri ruși se vor confrunta cu rivalități interne și un vid de putere, iar Rusia va continua un drum lung și incert spre libertate, similar cu experiențele istorice ale altor națiuni. #putinism #VladimirPutin #Ucraina

adevarul.ro
Era post-putinismului
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Mugur Ciuvica Jun 1

A fost si un lucru bun, cu drona ruseasca. A scos toti putinistii la suprafata.👍 In Romania multi erau #putinisti sub acoperire, o ardeau sub diverse deghizari. Cand a cazut drona, s au deschis toate conservele rusesti, fix cu explicatiile si cu cuvintele rusilor. #Romania #Putinism #Drona

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Novinky May 28

Saša Mitrofanov ve svém článku analyzuje paralely mezi různými totalitárními režimy 20. století a současnými politickými fenomény, argumentuje, že současné vedení v Česku se vrací k principům normalizace, kde je postavení jednotlivce určováno oddaností vůdci nikoli schopnostmi, a poukazuje na to, že tato situace je výsledkem pomsty neschopných a všehoschopných za události listopadu 1989. #normalizace #putinismus #meritokracie

www.novinky.cz
Očima Saši Mitrofanova: Pomsta neschopných a všehoschopných
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Gunther Fehlinger-Jahn May 12

Alois Mock hat den Eisernen Vorhang geöffnet. Heute braucht Österreich wieder Mut zur Westbindung. „Nur die NATO kann die Volkspartei retten.“ Neutralitätsillusionen schützen uns nicht gegen Putinismus, hybride Kriegsführung und geopolitische Realität. Sicherheit gibt es nur https://t.co/usjUS1G879 #IronCurtain #NATO #Geopolitics #AT #RU

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Džamila Stehlíková May 7

Umělec Yarockij, odsouzený za karikaturu s Putinem, zemřel ve vězení v kolonii K‑9 v Krasnodarském kraji: v noci na 7. května spáchal sebevraždu. O události informoval jiný politický vězeň Nozdrinov. Smrt člověka, který skončil za mřížemi kvůli kresbě, je obžalobou putinismu. https://t.co/ShvPGDwFAP #Umění #LidskáPráva #PolitickáVězenství

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iDNES.cz Apr 29

Ruský novinář a spisovatel Dmitry Glukhovsky ve své knize My-Deník pádu kriticky analyzuje mafiánské aspekty putinovského režimu, odhaluje kremelskou propagandu a zkorumpovanost, zatímco varuje před iluzemi o současném Rusku, které podle něj vládne prostřednictvím moci silnějšího a beztrestného zločinu. #DmitryGlukhovsky #Rusko #Putinismus

neviditelnypes.lidovky.cz
MY: Reportáže Rusa z Ruska - Neviditelný pes
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