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#attaccante
François Citron 14h

François Citron wrote that his son had watched Como-Roma and witnessed Malen's intervention and Gasperini's protests live, which he described as hysterical. He added that the child feared that the striker would come to their home to harm him, was afraid of bald men, and was driving the father out of the house. Citron asked AS Roma what he should have done. #Calcio #ASRoma #SerieA (translated)

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L
lastampa.it 2d

The coach Spalletti asks for a more aggressive version of Juventus already in the match against Cagliari, emphasizing the need to be more effective in attack even without a significant striker. #Juventus #Spalletti #Calcio (translated)

www.lastampa.it
Il diktat di Spalletti per sbloccare la Juve
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Soumaila Diawara reported that Mario Balotelli had addressed politicians around the world with a reflection on the exploitation of African wealth, asking whether this had contributed to mass migration from the continent. Balotelli had described Africa as rich in resources and questioned the reasons for wars, diseases, ignorance, and poverty. He had argued that the answer was well-known but often silent and had associated the slogan "Italy to Italians" with the idea that Africa should belong to Africans. #Africa #Politica #Migrazione (translated)

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Daniele Mari 6d

Daniele Mari reported that Mancini had expressed strong confidence in Pio Esposito's potential. According to Mancini, the forward was very eager to score and play, and within a couple of years, he could become a striker capable of making the team play, like Vieri or Toni. He specified that Esposito did not resemble Vieri in characteristics and that he perhaps resembled Toni more, but he said that his technical qualities could make him a great forward. #Calcio #SerieA #Attaccante (translated)

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Fabrizio Biasin 1w

Fabrizio Biasin wrote that Bosnia was in tears for Edin Dzeko's farewell to the national team and described the moment as the last dance of an extraordinary striker. https://t.co/YCBPpYrHj4 #Dzeko #nazionale #calcio (translated)

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Agenzia ANSA 2w

Dramatic break between Portugal and Cristiano Ronaldo: the forward, according to Portuguese and Spanish media, left the national team - leaving alone from the stadium while his teammates were training - after the statements of the coach, Jorge Jesus, who announced that he would not play in the Nations League match against Denmark in Copenhagen. #ANSA #ANSA https://t.co/NbierACauI #CristianoRonaldo #Portogallo #NationsLeague (translated)

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Wazza e4 2w

Lavoro di Pio da attaccante di 30 anni. Bravissimo. Goal di Bastoni. Italia Super. Forse forse stasera non leggeremo una patetica retorica #Italia #Calcio #Sport

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En3rix_ 2w

Gonçalo Ramos è l’attaccante più forte della serie a. Doppietta ad una delle squadre più forti del mondo e tutti a casa. Non capire che sia amorim a chiedergli questo lavoro è da incompetenti totali. #SerieA #Calcio #GonçaloRamos

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Il Messaggero 2w

Daniel Pablo Osvaldo, ex attaccante di Roma, Juve e Inter, è attualmente ricoverato in terapia intensiva con prognosi riservata a causa di un grave versamento pleurico nei polmoni, presso l'Ospedale Municipale di Llavallol a Buenos Aires. #Osvaldo #TerapiaIntensiva #VersamentoPleurico

www.ilmessaggero.it
Osvaldo ricoverato in terapia intensiva: prognosi riservata per l'ex attaccante di Roma, Juve e Inter
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Antonello Gioia 3w

Classifica km percorsi Milan in Serie A: 1. Goncalo Ramos (57,3) 2. Pavlovic (54,9) 3. De Winter (50,6). Tra quelli con 5 presenze su 5, chi ha corso di meno è Loftus-Cheek (25,8 km), anche meno di Maignan (25,9). Ramos è l'ottavo in Serie A per km percorsi, il primo attaccante #SerieA #Milan #Calcio

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François Citron 3w

Assurdo rigore negato all’Atalanta allo Juventus Stadium. Kalulu trattiene vistosamente in area l’attaccante avversario, ma per arbitro e VAR tutto regolare. Pretendo che Kalulu si presenti davanti ai microfoni chiedendo scusa per il gesto antisportivo. https://t.co/41CPSVJMxK #Atalanta #Juventus #Calcio

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Guido Olivares🇮🇹 3w

Lucca non sa cosa voglia dire attaccare il secondo palo. Per un attaccante pagato 35 milioni è grave #calcio #attaccante #Lucca

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Paolo Ziliani 3w

Nel giorno dei 100 anni di San Siro, lo stadio dedicato a Meazza che tenne a battesimo Sandrino al debutto nel 1961, Mazzola se ne va: una vita per l’Inter da campione eccelso Figlio di una leggenda vivente come papà Valentino scomparso a Superga, Mazzola è riuscito nell’impossibile impresa di arrampicarsi sul suo piedistallo. Un altro mito della Grande Inter che se ne va Sembra quasi che abbia voluto sceglierlo, il giorno della sua morte, Sandro Mazzola: che ci ha lasciato oggi, 19 settembre 2026, nel giorno in cui lo stadio di San Siro che negli anni 60 e 70 lo vide eccelso e inimitabile primattore compie 100 anni; lo stadio che porta il nome di Giuseppe Meazza, altra leggenda interista, l’uomo che - guarda caso - tenne a battesimo in Serie A come allenatore proprio lui, Sandrino Mazzola, il 10 giugno 1961 in un match passato alla storia del calcio italiano: quel Juventus-Inter 9-1 in cui Angelo Moratti, papà di Massimo, in segno di protesta contro la FIGC del presidente Umberto Agnelli - en passant anche presidente della Juventus - decise di schierare la formazione De Martino, cioè la Primavera di oggi, dopo l’annullamento della vittoria a tavolino data all’Inter per l’invasione di campo che il 16 aprile aveva costretto l’arbitro Gambarotta a sospendere al 30’ del primo tempo, sullo 0-0, la partita al Comunale di Torino. La FIGC del presidente Umberto Agnelli accolse il ricorso del presidente della Juventus Umberto Agnelli e in barba a ogni precedente in materia dispose la ripetizione della partita: che l’Inter, appunto, boicottò mandando in campo i ragazzi e spedendo in panchina non Helenio Herrera ma Giuseppe Meazza. L’uomo di cui San Siro che oggi compie 100 anni porta il nome. L’uomo che proprio in quell’occasione tenne a battesimo Mazzola al debutto in Serie A in cui Sandro mise la firma all’unico gol nerazzurro di una partita surreale - oggi diremmo distopica - entrata subito nella storia non proprio adamantina del nostro calcio borderline. Raccontare Mazzola a chi non ha avuto la fortuna di vederlo giocare, diciassette lunghe stagioni dal 1960 al 1977, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro scudetti, il titolo di campione d’Europa con l’Italia nel 1968, capocannoniere sia in Serie A (1964-65, 17 gol) sia in Coppa dei Campioni (1963-64, 7 gol), una vita per l’Inter prima da giocatore e capitano (417 partite, 116 gol), poi da dirigente prima con Fraizzoli e poi con Massimo Moratti, raccontare Mazzola a parole - dicevo - non è facile. Ma a fotografarne la grandezza tecnica basta forse una tabella, quella che vedete sotto: è tratta dall’Albo d’Oro del Pallone d’Oro e si riferisce al 1971. Un’edizione del Pallone d’Oro in cui Mazzola, a quel tempo 29enne, si piazza al secondo posto dietro Johan Cruyff e davanti a George Best: e anche se ai tempi non eravate ancora nati o eravate troppo piccoli per ricordare, che fuoriclasse immensi siano stati Cruyff dell’Ajax e Best del Manchetser United credo lo sappiate tutti. Erano, è vero, tempi d’oro per il calcio italiano: che due anni prima, nel 1969, aveva trionfato con Rivera Pallone d’Oro e Gigi Riva secondo e che di lì a due anni avrebbe portato nientemeno che un portiere, Dino Zoff, sul secondo gradino del podio tra Cruyff (vincitore) e Gerd Muller (terzo classificato). Sandro Mazzola è stato un campione unico. Numero 8 della leggendaria Grande Inter di Helenio Herrera, in cui il 9 era Peirò (e prima Di Giacomo) e il 10 Luisito Suarez, Mazzola era un ibrido unico nel suo genere capace com’era, grazie alla sue doti di tecnica e velocità, scatto e resistenza di essere al tempo stesso eccelso attaccante e eccelso centrocampista, all’occorrenza anche di fatica. Ma ancora una volta sono le immagini, più della parole, a raccontare tutto di lui. E anche se quelle in bianco e nero non rendono giustizia, riguardatevi il gol che l’8 dicembre 1966 Mazzola segnò in Coppa dei Campioni sul campo dell’allora fortissimo Vasas Budapest: gol dell’1-0 dopo imbeccata di Bedin a innescarne la corsa. https://t.co/e90SQPEyK2 Sarti, Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso. Emoziona rileggere i nomi della Grande Inter degli anni Sessanta; e rattrista e fa male sapere che con la scomparsa di Mazzola sono oggi soltanto due i sopravvissuti: Gianfranco Bedin, classe 1945, e Aristide Guarneri, classe 1938, che ho la fortuna di incrociare ogni tanto nella città dove vivo, Cremona, nei pressi di Piazza Marconi, in perfetta forma: tutto diresti tranne che di trovarti di fronte a un ottantottenne. A pochi giorni dal crudele addio a Franco Baresi, leggenda del Milan, il calcio italiano s’inchina e piange Sandro Mazzola. Campione d’Europa nel 1968, vicecampione del mondo nel 1970, campione per sempre nel cuore non solo dei tifosi dell’Inter e della nazionale ma di tutti gli sportivi italiani. Capace di compiere la più difficile e grande delle imprese: salire - e rimanervi - sul piedistallo di un papà, il Valentino Mazzola scomparso a Superga, per classe, bravura e carisma inarrivabile. P.S. Se l’articolo ti è piaciuto e ancora non conosci il mio profilo “Palla Avvelenata” su https://t.co/l4gP5JEXPE vieni a dargli un’occhiata; e valuta la possibilità di abbonarti (6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale) per avere ogni giorno una lettura di qualità e un giornalismo libero e indipendente. “Palla Avvelenata” è un bestseller di Substack con abbonati in USA, Francia, Inghilterra e altri Paesi del mondo #SanSiro #SandroMazzola #Inter

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Pedri González 4w

«La gente vuole sempre un attaccante che segni 40 gol all’anno, ma posso assicurarvi che a questa squadra non mancheranno di certo i gol»

Il Barcellona sta segnando tantissimi gol
www.ilpost.it
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Fabrizio Biasin 4w

TycSports e il retroscena sul no di Lautaro al Barcellona: “…Molto prima che le trattative per Julian Alvarez fallissero, il Barça aveva già corteggiato Lautaro Martínez per affidargli la maglia n.9, libera dopo la partenza di Lewandowski. Il primo approccio è avvenuto durante i Mondiali. Lautaro non ha giocato contro la Spagna ed è tornato al suo club sconsolato. Non c'era molto tempo per pensarci, ma per l’attaccante tutto è sempre stato molto chiaro. Il “no” di Lautaro al Barça è stato molto più di un'offerta rifiutata - l'ultima di una lunga serie negli ultimi anni - è stata una dichiarazione d'amore per l'Inter” #LautaroMartinez #Barcellona #Inter

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Amala 4w

Guarro - L’#Inter sta seguendo con grande attenzione il laterale del Monza Jay #Robinson, il classe 2007 ad oggi ha ben impressionato, verrà seguito ancora durante l’anno. Oltre a lui, si stanno seguendo l’attaccante del Cagliari #Mendy e il centrocampista del Cagliari #Romano. https://t.co/SmtY3FPQ34 #Calciomercato #SerieA #GiovaniTalenti

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Cristian Palusci 4w

NOVITÀ SUL CASO REVOLUT La novità più eclatante è arrivata dal canale specializzato International Cyber Digest, che è entrato in contatto diretto con gli aggressori. L'hacker ha dichiarato che l'operazione contro Revolut è in atto da ben sei mesi. L'attaccante sostiene di non aver colpito solo i clienti Revolut, ma di aver compromesso diversi dipartimenti delle forze dell'ordine italiane, rubando circa 147 Gigabyte di dati sensibili dai loro sistemi. Secondo il ricattatore, l'accesso ai sistemi di polizia italiani sarebbe servito proprio come "base operativa" e punto di ingresso per inviare le false richieste governative (tramite PEC istituzionali autentiche) a cui Revolut ha poi abboccato. Nota di cautela: mentre l’incidente che ha coinvolto Revolut è confermato dall'azienda, la violazione massiccia dei server delle forze dell'ordine italiane rimane al momento una rivendicazione dell'hacker e non è ancora stata confermata o smentita ufficialmente dal Viminale o dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Contestualmente, da alcune ore si registra un’escalation dell'estorsione su Telegram verso i clienti Revolut "High-Profile" Come avevo già scritto nel report di ieri, gli hacker continuano a pubblicare regolarmente i dossier completi dei clienti, al ritmo di uno al giorno, all'interno di canali Telegram dedicati e nel contempo minacciano di diffondere informazioni ancora più scottanti relative a clienti di alto profilo, qualora Revolut continuerà a rifiutarsi di pagare il riscatto. Oltre ai dati dei clienti, gli hacker stanno minacciando di pubblicare dettagli riservati su come Revolut gestisce internamente le richieste di informazioni governative, per dimostrare quella che definiscono una "grave negligenza" da parte della fintech (e direi che sulla negligenza di Revolut abbiamo pochi dubbi). La buona notizia è che da ieri a livello internazionale il dibattito si è spostato sulla sicurezza dei processi di verifica bancari. Gli esperti di cybersecurity stanno evidenziando come le finte richieste legali (subpoenas) da parte delle autorità siano diventate un problema sistemico gigantesco: colossi finanziari e tecnologici ricevono migliaia di richieste d'emergenza ogni settimana, e verificarle tutte in tempi record (spesso sotto pressione temporale) sta mostrando falle procedurali clamorose in tutto il settore, non solo in Revolut. In breve, quello che ieri sembrava "solo" un caso di phishing mirato contro una banca, oggi si sta profilando come un potenziale scandalo di cybersicurezza che coinvolge le istituzioni pubbliche italiane e internazionali. Perché sebbene oggi in molti sembrino avere già tutta la verità in tasca, sono convinto che nei prossimi giorni emergeranno ulteriori dettagli che riguardano anche agenzie internazionali. La mia convinzione deriva dal fatto che a oggi è stata documentata la sottrazione di dati personali di circa 700 clienti Revolut di varie nazionalità, tra cui Francia Spagna e Svizzera. E ciò mi fa dubitare del fatto che una singola agenzia governativa italiana abbia facoltà di raccogliere dati a tappeto relativi a cittadini UE ed extra UE. Restate sintonizzati #Revolut #Cybersecurity #Hacking #ProtezioneDati

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Matteo G.P. Flora 4w

La compromissione dei dati di @Revolut sembra essere molto, ma MOLTO più grave di quanto raccontato. Se le affermazoni dell'attaccante sono corrette, Revolut non è stata "bucata", ma ha risposto ad una PEC (compromessa dall'attaccante) direttamente delle Forze dell'Ordine, a una richiesta di informazioni. Cosa che è TENUTA a fare. Questo significa che ci aspettiamo dal @Viminale che confermi o smentisca, perché se la compromissione riguarda mail legittime (PEC), il problema NON È LIMITATO A REVOLUT ed è ORDINI DI MAGNITUDO più grande e pericoloso. E può coinvolgere OGNI SERVIZIO e OGNI DATO. La compromissione qui non è di @Revolut, è di una (o più) Forze dell'Ordine Italiane. #sicurezza #privacy #informazione

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Daniele Mari 4w

⚫️🔵 Diouf: "Non avrei mai pensato di giocare in questo ruolo. Iniziare le partite così e poi continuare a farlo… Chi mi conosce sa che non sono un centrocampista ultra-difensivo e sono un po’ sorpresi. Da quinto, comunque vada, fai parte della linea dei cinque dietro. Non sei un attaccante. Quando hai la palla giochi come un’ala, ma quando non ce l’hai devi ripiegare in difesa, devi stare dentro il blocco arretrato. Quindi richiede moltissimo sforzo. Alla fine delle partite sei completamente sfinito. È successo più che altro durante una partita. Stavamo perdendo contro il Milan e il mister ha voluto provare qualcosa. Ero entrato bene, avevo creato qualche situazione favorevole. Ho caratteristiche adatte per giocare sulla fascia: volume di gioco, corse ad alta intensità, creatività. Da quel giorno è rimasto tutto così" (Equipe) #Calcio #SerieA #Sport

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NapoliHub 4w

🎶 #Napoli, Noa #Lang fa discutere ma brilla fuori dal campo: l’attaccante olandese è in assoluto il calciatore più ascoltato su #Spotify a livello globale, “Noano” ha collezionato 111 milioni di stream con le sue canzoni. @PulseSportsNG #Calcio #Musica #Spotify

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