WRLD

Search

#neuroni
Luciano Magaldi Sardella (PhD) 28m

LETTERE MERIDIANE — IL TEATRO-EDICOLA DI SAN SEVERO CONQUISTA IL MONDO SOURCE: SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/10/il-teatro-edicola-di-san-severo-conquista-il-mondo/?fbclid=IwY2xjawU4oqFleHRuA2FlbQIxMQBwZG9mAXNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR5rVEwYs6UUXg7v-P0SyIQ_DRb_F6ZiY58OcseYoV4J7atcTiERnhWaqKM2pw_aem_Njle1jq1XLzHr93KLBUcVA Dopo Broadway World, Los Angeles Journal, The Psychologist (British Psychological Association) ed Hollywood Beat Magazine, ora è arrivata la sua “consacrazione accademica” a cura della Stanford University. Come ho già sottolineato nel mio articolo sulla rivincita del GIO Festival a Foggia, celebrata dal BroadwayWorld per la prima mondiale scenica della giordaniana Marina (1888), la provincia di Foggia ha smesso ormai di essere periferia. Accade quando trova un’idea che sposta le coordinate: ebbene, a San Severo, a 40 chilometri da Foggia, è successo di nuovo. Solo che questa volta non serviva un’orchestra, ma sono bastate sei sedie. Il celebre Teatro-Edicola del sanseverese direttore artistico Francesco Gravino della Compagnia Teatrale Foyer’97 è finito sulla rivista accademica Stanford Social Innovation Review (SSIR) in qualità di caso di studio accademico. La notizia, rilanciata il 19 settembre 2026 da ANSA Nazionale, sembrava un refuso. Poi si è capito che non lo era. La SSIR, pubblicazione pluripremiata che copre soluzioni multisettoriali ai problemi globali, ha inserito il progetto nella sezione Dispatches con il reportage The Six-Seat Revolution. È il percorso inverso rispetto a quello del GIO Festival: non un’opera dimenticata che torna in un grande teatro storico italiano a ferro di cavallo, ma un teatro intero che rinasce dentro un luogo dismesso, dimenticato dall’uomo. Ci sono momenti in cui il passato e il futuro si intrecciano per creare qualcosa di visionario, innovativo, artisticamente “rivoluzionario”: San Severo ha vissuto uno di questi momenti la mattina del 27 marzo 2026, durante la Giornata Mondiale del Teatro, quando la saracinesca di un’edicola chiusa da sei anni in Via Matteo Tondi è stata riaperta “non per vendere giornali, ma per offrire emozionanti storie”, citando il motto graviniano. L’idea del visionario Francesco Gravino (nella foto sopra), direttore artistico, regista e attore della compagnia sanseverese Foyer ’97, attiva da almeno 30 anni in Capitanata si è basata sull’edicola, esagonale in metallo e vetro, concessa a titolo gratuito dal proprietario Pino Frau, ormai un relitto urbano creato dalla crisi dell’editoria degli inizi anni 2000: oggi in Italia le edicole attive sono scese da circa 35.000 nel 2005 a circa 20.000 nel 2024, con un calo del 42,8%. Gravino e altri undici attori l’hanno ristrutturata in due settimane di lavoro, senza fondi istituzionali, e l’hanno trasformata in quello che oggi è sotto esame della commissione londinese del Guinness World Record come “teatro più piccolo del mondo”. La formula è volutamente austera: sei spettatori alla volta fuori, attori dentro a meno di un metro, spettacoli di 15 minuti, rotazione continua dalle 11 alle 20.45, testi da Goldoni a Čechov, da Ibsen a Dacia Maraini. Sulla porta un QR code con un originale avvertimento teatrale: “Attenzione! Questo codice QR trasforma i passanti in attori. Scansionate solo se pronti.” I numeri hanno sùbito detto che non era una boutade: più di 60 persone in un solo pomeriggio, tre giornate inaugurali che hanno registrato il tutto esaurito. Ma soprattutto un’eco positiva che è andata oltre i confini sanseveresi. BroadwayWorld (proprio come il previo caso del GIO Festival) la più influente testata mondiale di critica teatrale con oltre 5,5 milioni di visualizzazioni mensili, il 27 aprile 2026 gli ha dedicato una copertura esclusiva: An Abandoned Italian Newsstand Just Became the World’s Smallest Theatre. Non una segnalazione, ma un’analisi: “Non c’è foyer, non c’è balconata, non c’è graticcia. C’è a malapena una quinta. Quello che c’è è qualcosa di quasi irriconoscibile come serata a teatro, e proprio per questo è ancora più potente.” BroadwayWorld ha colto l’idea manifesto di Gravino: “Questo è un teatro di prossimità. In un’epoca di distanza digitale, stiamo rimettendo il contatto umano al centro,” incorniciandolo come “Più che un abile esercizio di teatro site-specific. È una riappropriazione.”. Il tutto, in un Mezzogiorno d’Italia spesso raccontato solo per criminalità organizzata e marginalizzazione. A quel sigillo se ne è aggiunto un altro, ancora più spiazzante per un’edicola di San Severo: il Los Angeles Journal, una delle testate più influenti della West Coast per le arti performative. Il 12 maggio 2026, titola in questo modo: San Severo’s Teatro Edicola as an Innovative Model for Los Angeles Theaters? aprendo così: “In una città del Sud Italia di cui Hollywood non ha mai sentito parlare, un regista teatrale ha appena costruito il palcoscenico più piccolo del mondo: sei posti, quindici minuti, zero distanza. Los Angeles dovrebbe prestare attenzione.” Il Los Angeles Journal non fa folklore, ma mette il chiosco di via Matteo Tondi accanto al presigioso teatro losangelino Ahmanson da 1600 posti, al Pantages di Broadway in Hollywood, ai 99-seat plan di Rogue Machine, all’ Odyssey, al Victory Theatre e all’ Hollywood Fringe. Rievoca persino l’Electrical Box Theatre di Ethan Marks, una vera e propria scatola elettrica foderata di velluto rosso in downtown Los Angeles, per dire che Gravino ha portato all’estremo la domanda che Los Angeles si fa da decenni: Quanto piccolo può diventare un palco prima di smettere di essere un palco? E riconosce il modello urbano sanseverese: costo quasi zero, due settimane di lavoro e una sestina di sedie, a fronte di una immediata copertura mediatica provinciale, regionale e nazionale, riconoscimento dell’ Amministrazione Comunale sanseverese, e un format esportabile (quasi) ovunque. Dopodiché, il terzo tassello americano è arrivato dall’ Hollywood Beat Magazine il 20 aprile 2026: Six seats. Fifteen minutes. One actor. No stage. Il magazine racconta il chiosco di Via Tondi rimasto dismesso per quasi sei anni, il presidio culturale contemporaneo da sei posti, inserendo Francesco Gravino nella genealogia alta: Richard Schechner e l’environmental theatre, Jerzy Grotowski e il teatro povero, Nicolas Bourriaud e l’estetica relazionale. Ma chiude con concretezza: non è una tesi, è fixing a street corner, ovvero aggiustare un angolo di strada urbana chiedendosi non quanto grande può diventare un teatro, ma quanto piccolo deve tornare per recuperare il suo potere originario. E infine, il celebre londinese The Psychologist, la rivista della British Psychological Society (BPS), la più antica società di psicologia al mondo, ha trasformato il Teatro-Edicola in caso di studio scientifico: il 30 luglio 2026 pubblica The world’s smallest theatre — and Psychologists’ next act, partendo dallo stesso dettaglio, la mattina del 27 marzo in cui la saracinesca metallica del chiosco esagonale di Via Tondi si riapre dopo sei anni, sei persone dentro, un attore a meno di un metro che inizia Chekhov. Descrive la formula: sei spettatori, 15 minuti, 11 attori su 10 ore, da Goldoni a Euripide, dentro un chiosco dove la quarta parete non si rompe perché architettonicamente non è mai esistita. Ma la BPS fa un passo oltre: cita gli studi del 2025 di Damien Gabriel su IBRO Neuroscience Reports, la performance live genera attivazione emotiva e fisiologica misurabilmente più forte del video e introduce la prossemica di Edward Hall: sotto il metro è spazio intimo, riservato a medici, amici stretti, amanti. In quello spazio da un metro quadrato, il respiro dell’attore è udibile, le microespressioni leggibili, il confine sé-altro diventa permeabile. Il Teatro-Edicola “non rende il teatro migliore, lo rende inevitabile”. Ed è qui che si capisce perché Stanford lo studia come caso di studio accademico di innovazione sociale, non come caso di originalità artistica. In Italia, nel frattempo, il circuito mediatico nazionale aveva già intercettato il fenomeno: RaiNews — TG2 Storie lo porta su RaiDue alla mezzanotte del 19 aprile. RTL 102.5 dedica spazio al format ideato da Gravino e sviluppato da Foyer’97 nel cuore di San Severo in Via Tondi, definendolo micro-palcoscenico permanente capace di portare teatro nello spazio pubblico. ANSA.it, Gazzetta del Mezzogiorno, La Repubblica, TG2000, Radio Capital, RSI svizzera, ANSA Brasile e tanti altri seguono. E per diritto di cronaca: Fiorello lo ha elogiato in La Pennicanzacome caso artistico ispirato al suo Edicola Fiore, nonché Biagio Antonacci, nel suo tour nell’anfiteatro augusteo di Lucera, ha fatto tappa “conoscitiva” nel Teatro-Edicola cantando la celebre e nostalgica Iris davanti ad un pubblico sicuramente maggiore dei “sei posti”. La Compagnia Teatrale Foyer ’97 di Francesco Gravino non è nata ieri: ha alle spalle il Teatro-Cantina del 2016, il teatro sottoterra, e nel 2011 una performance sulla torre campanaria di una chiesa del centro di San Severo a 45 metri d’altezza. Il Teatro Edicola completa, nelle parole di Gravino, “l’intera estensione verticale del teatro: sottoterra, piano strada, tetto”. E si prepara al trentennale del 2027 puntando ad acquistare l’edicola per renderla permanente esportando il “Modello San Severo” a Roma, Lucca, nei festival di Santarcangelo e Todi. Come per il GIO Festival, qualcuno potrebbe osare di affermare che si tratta solo di un exploit ma, quando BroadwayWorld ti mette accanto alla Los Angeles Opera House, il Los Angeles Journal ti propone come modello per Hollywood, Hollywood Beat Magazine ti legge con Grotowski e la British Psychological Society ti usa per spiegare i neuroni specchio, non è più un exploit ma un eccellente posizionamento artistico ed accademico. A chi ancora sussurra che Foggia e la Capitanata siano provincia, la risposta ora è scritta su due fronti opposti e complementari: il 5 giugno a Foggia un’opera di 138 anni ha ritrovato la scena al Giordano finendo su BroadwayWorld; il 27 marzo a San Severo un’edicola di 4 metri quadrati ha inventato una scena che non esisteva, finendo a Stanford, a Los Angeles, a Hollywood e a Londra. La periferia, quando ha un’idea precisa, diventa centro. Anche con sei sedie. Luciano Magaldi Sardella

www.letteremeridiane.org
Il teatro-edicola di San Severo conquista il mondo
47
𝓑𝓻𝓾⁷ ^•⩊•^ VAI VER O BTS 2d

Bru questioned when people began to be differentiated by nationality or continent and stated that within the ARMY and BTS, everyone was equal. She interpreted the phrase as a strong assertion, with several layers, and said that the audience had the ability to understand them. #BTS #ARMY #Inclusão (translated)

2665
Postimees 5d

According to the study, real changes in brain structure and neuronal activity, caused by elevated estrogen levels, are behind women's forgetfulness and distraction during pregnancy. #rasedus #ajukäitumine #mäluhäired (translated)

pmo.ee
Miks naised raseduse ajal unustavad? Teadlased leidsid sellele murele täpse selgituse
1467
Karl Deisseroth 6d

Karl Deisseroth, a neuroscientist, wondered along with his research group whether it was possible to use that protein to control specific groups of neurons, selecting them from the billions of nerve cells that make up the brain. #NobelMedicina #Optogenetica #Neuroscienze (translated)

Il Nobel per la Medicina a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel
www.ilpost.it
2154
Il Post 6d

The Nobel Prize in Medicine has been awarded to Karl Deisseroth, Peter Hegemann, and Georg Nagel for their innovations in the use of light to control neuronal activity, which is fundamental to understanding how the brain works. #NobelMedicina #Optogenetica #Neuroscienze (translated)

www.ilpost.it
Il Nobel per la Medicina a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel
2154
Observador 7d

The Nobel Prize in Medicine in 2026 was awarded to Karl Deisseroth, Peter Hegemann, and Georg Nagel for their discovery of optogenetics, a technique that uses light to control neurons and unveil the mysteries of the brain, with clinical applications in various diseases. #Nobel2026 #Optogenética #Cérebro (translated)

observador.pt
Nobel da Medicina distingue técnica que desvenda o cérebro
2154
Silvia Uscov 3w

Anularea alegerilor prezidențiale s-a produs după ce, într-un fel sau altul, aproape fiecare a participat la bâlci. Inclusiv cetățeanul bombardat de boți până i s-au încurcat neuronii și nici acum nu par să-și fi revenit. Cel convins că pune ștampila pe un candidat, dar votul #Alegeri2023 #Civism #FakeNews #RO

Mr. Storywise 3w

Archimedes oli oma tahvelarvuti taga, kui Rooma sõdur ta tappis. Kõlab loomulikult? Mitte eriti. Ja ometi võime just sinna jõuda, kui minevikku piisavalt „uuendame“. Peaaegu igas kultuuris leidub vanemate autorite moderniseeritud väljaandeid ning arutelusid õigekirja, sõnavara, toimetajamärkuste ja tänapäeva lugejale kohandamise üle. Üks antikvaar ütles mulle kord, et „aja paatina annab väärtust“ ja võib olla see, mis eristab originaali odavast koopiast. Avan Constantin Noica „Pühapäevased esseed“, jõuan Humanitase 1992. aasta väljaande kirjastaja eessõnani ja loen, et „õigekirja on ajakohastatud“. Noica lugemine võiks olla jalutuskäik läbi 1930. ja 1940. aastate. Selle asemel liigume tollases ajas moodsate prillidega, mugavalt Uberis istudes, ilma hirmuta eksida — ehk ilma riskita, et me ei mõista tolle aja sõnu, mida oleks võinud lihtsalt joonealustes märkustes „tõlkida“. Aga mis oleks, kui võtaksime ka tolleaegsed ajalehed ja „uuendaksime“ need? Ja miks mitte teha tolleaegsetele reklaamidele rebranding, et meie neuronid ei peaks liiga palju tööd tegema, nagu oleksime escape room’is? Miks siin peatuda? Võiksime uuendada ka ajalooõpikuid ja kirjutada, et Sürakuusa Archimedes tapeti Rooma sõduri poolt ajal, mil ta oma tahvelarvutis matemaatikat tegi. Põhiidee jääb samaks, eks? Ainult ajastu kaob. Ja veel üks asi: miks matemaatikud Pythagorast ei „uuenda“? Nad võivad muuta tähistust. Nad võivad tõestust teisiti selgitada. Nad võivad isegi joonise veebis animatsioonina õpilaste silme ees üles ehitada. Aga Pythagorase teoreem jääb Pythagorase teoreemiks. Kui me siis loeme vana autorit, miks mitte säilitada ka tema ajastu keel — ja panna tänapäevased selgitused märkustesse? Ja viimane küsimus Humanitasele ning ülikoolide kirjanduse ja filoloogia inimestele: kui tänased kooliõpilased teid mõnekümne aasta pärast # ja emoji’dega „uuendavad“, kas see meeldiks teile? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #PühapäevasedEssees #Archimedes #Pythagoras #Hashtag #Emoji #MrStorywise #UuendatudÕigekiri #KeeleAjalugu #20260920_1926 #Eesti #Estonian #EestiMaa #Estonia #Kirjandus #Ajalugu

810
Mr. Storywise 3w

Archimede al jere sul so tablet cuant che un soldât roman lu à copât. Al sunâ naturâl? No masse. E dut câs, se o “aiornìn” avonde il passât, o podìn rivâ propit culì. Cussì come in cuasi dutis lis culturis, a son edizions modernizadis di autôrs plui antîcs, cun discussions su ortografie, lessic, notis editoriâls e adatament pal letôr di vuê. Un antiquari mi à dit une volte che “la patine dal timp e je une valôr” e e pues fâ la diference tra un origjinâl e une copie di pôc valôr. O vierç “Sajs di Domenie” di Constantin Noica, o rivi ae prefazion dal editôr inte edizion Humanitas dal 1992 e o scuvierç che “la ortografie e je stade aiornade”. Lei Noica al podeve jessi come fâ une passeade tai agns 1930–1940. Invezit, o fasìn cheste passeade cun ocjâi modernis, comuts dentri un Uber, cence pôre di pierdisi — ven a stâi, cence il risc di no capî lis peraulis di chê epoche, che a podevin jessi semplicementri “tradotis” intes notis a pît di pagjine. E se o cjolessìn ancje i gjornâi di chê epoche e ju “aiornassìn”? E magari o podaressìn fâ ancje un rebranding des publicitâts di chei timps, cussì che i nestris neuronis no vedin di lavorâ masse, come se o fossin intun escape room. Parcè fermâsi culì? O podìn aiornâ ancje i libris di storie e scrivi che Archimede di Siracuse al è stât copât di un soldât roman intant che al faseve matematiche sul so tablet. La idee di fonde e reste la stesse, no? E sparìs dome la epoche. E ancjemò une robe: parcè i matematics no “aiornin” Pitagore? A puedin cambiâ la notazion. A puedin spiegâ la dimostrazion in un altri mût. A puedin ancje costruî il dissen online, cuntune animazion che si forme denant dai voi dai scolârs. Ma il teoreme di Pitagore al reste il teoreme di Pitagore. Alore, cuant che o leìn un autôr antîc, parcè no conservâ ancje la lenghe dal so timp — e meti lis spiegazions modernis intes notis? E une ultime domande par Humanitas e par chei che a lavorin tes facoltâts di letaris e filologjie: se fra cualchi deceni i scolârs di vuê us “aiornin” cun # e emoji, us plasarèsial? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #SajsDiDomenie #Archimede #Pitagore #Hashtag #Emoji #MrStorywise #OrtografieAiornade #StorieDeLenghe #20260920_1926 #Furlan #Friulian #Friûl #Italia #Italy #Leterature #Storie

1273
Mr. Storywise 3w

Archimede el gera co la so tablet quando che un soldà romano el l’ha copà. Sona naturale? Mia tanto. E però, se “atualizémo” abbastanza el pasà, podémo rivar proprio qua. Quasi ogni cultura la ga edission modernizà de autori veci, co discussion su ortografia, vocabolario, note editoriali e adatamento par el letor de ancuo. Un antiquario el me ga dito una volta che “la patina del tempo la dà valor” e la pol far la diferenza tra un originale e una copia da poco. Verzo “Saggi de Domenega” de Constantin Noica, rivo a la prefassion de l’editor ne l’edission Humanitas del 1992 e scopro che “l’ortografia la xe stà atualizada”. Lézar Noica el podaria èsar sta come far una passegiada nei ani 1930–1940. Inveze, fasémo sta passegiada co ociai moderni, comodi dentro a un Uber, sensa paura de perderse — cioè sensa el rischio de no capir le parole de quel tempo, che le se podaria semplicemente “tradùzar” in nota a piè de pagina. E se ciapàsimo anca i giornai de l’epoca e li “atualizàsimo”? E magari podémo far anca un rebranding de le publicità de quel tempo, cussì i nostri neuroni no i ga da lavorar massa, come se fóssimo in un escape room. Parché fermarse qua? Podémo atualizar anca i libri de storia e scrìvar che Archimede de Siracusa el xe stà copà da un soldà romano mentre el faseva matematica su la so tablet. L’idea de fondo la resta la stessa, no? Sparisse solo l’epoca. E ancora una roba: parché i matematici no i “atualiza” Pitagora? I pol cambiar la notazion. I pol spiegar la dimostrazion in n’altro modo. I pol anca costruir el disegno online, co una animazion che la se forma davanti ai oci dei scolari. Ma el teorema de Pitagora el resta el teorema de Pitagora. Alora, quando che lézemo un autor vecio, parché no conservar anca la lengua del so tempo — e meter le spiegazion moderne in nota? E una ultima domanda par Humanitas e par quei che i lavora ne le facoltà de lettere e filologia: se fra qualche decenio i scolari de ancuo i ve “atualiza” co # e emoji, ve piase? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #SaggiDeDomenega #Archimede #Pitagora #Hashtag #Emoji #MrStorywise #OrtografiaAtualizada #StoriaDeLaLengua #20260920_1926 #Veneto #Venetian #Veneto #Italia #Italy #Letteratura #Storia

1620
Mr. Storywise 3w

Archimedi era supra a so tabletta quannu un surdatu rumanu l’ammazzau. Sona naturali? Nun tantu. Eppuru, si “attualizzamu” abbastanza u passatu, putemu arrivari propriu cca. Quasi ogni cultura havi edizzioni mudernizzati di auturi antichi, cu discussioni supra l’ortugrafia, u vucabbulariu, li noti editoriali e l’adattamentu pi lu litturi cuntimpuraneu. Un antiquariu mi dissi na vota ca “a patina dû tempu duna valuri” e pò fari a diffirenza tra un urigginali e na copia economica. Apro “Saggi di Duminica” di Constantin Noica, arrivu ô prefaziu di l’edituri nta l’edizzioni Humanitas dû 1992 e scummogghiu ca “l’ortugrafia fu attualizzata”. Lèggiri Noica putìa essiri comu fari na passiata ntê anni 1930–1940. Inveci, facemu sta passiata cu occhiali muderni, assittati còmodi nta n’Uber, senza timuri di pèrdiri a strata — vali a diri, senza u risicu di nun capiri li paroli dâ so èpuca, ca si putìanu simplicimenti “tradùciri” ntê noti a pedi di pàggina. E si pigghiassimu puru li jurnali di dda èpuca e li “attualizzassimu”? E magari putìamu fari puru un rebranding dî pubblicità d’allura, accussì li nostri neuroni nun hannu a travagghiari troppu, comu si fussimu nta n’escape room. Picchì firmàrisi cca? Putìamu attualizzari puru li libri di storia e scrìviri ca Archimedi di Sarausa fu ammazzatu di un surdatu rumanu mentri facìa matematica supra a so tabletta. L’idea di funnu arresta a stessa, no? Sparisci sulu l’èpuca. E n’autra cosa: picchì li matematici nun “attualìzzanu” Pitagora? Ponnu canciari a nutazzioni. Ponnu spiegari a dimustrazioni nta n’autru modu. Ponnu puru custruiri u disegnu online cu n’animazzioni ca si forma davanti all’occhi dî sculari. Ma u tiurema di Pitagora arresta u tiurema di Pitagora. Allura, quannu liggemu un auturi anticu, picchì nun mantèniri puru a lingua dâ so èpuca — e mèttiri li spiegazzioni muderni ntê noti? E n’ùrtima dumanna pi Humanitas e pi chiddi chi travagghianu ntê facoltà di littri e filuluggìa: si tra quarchi dicènniu li sculari d’oggi vi “attualìzzanu” cu # e emoji, vi piacissi? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #SaggiDiDuminica #Archimedi #Pitagora #Hashtag #Emoji #MrStorywise #OrtugrafiaAttualizzata #StoriaDâLingua #20260920_1926 #Sicilianu #Sicilian #Sicilia #Italy #Littiratura #Storia

579
Mr. Storywise 3w

Arhimede sta la tabletă când un soldat roman l-u omorât. Sună firesc? Nu prea. Și totuși, dacă actualizăm trecutu destul, exact acolea putem s-ajungem. Aproape toate culturile au ediții modernizate di autori vecl’i, cu discuții despre ortografie, vocabular, note editoriale și adaptarea pentru cititoru di ază. Un anticar mi-a spus odată că „patina timpului dă valoare” și că poate face diferența între un original și o copie ieftină. Deschid „Eseuri di Duminică” di Constantin Noica, ajung la prefața editurii Humanitas din ediția di 1992 și aflu că „ortografia a fost actualizată”. Să-l citești pe Noica putea să fie ca o plimbare prin anii 1930–1940. Dar noi facem plimbarea cu ochelari moderni, stând comod într-un Uber, fără frică să ne pierdem — adică fără riscul să nu înțelegem cuvintele vremii, care puteau fi „traduse” în note jos pe pagină. Ce-ar fi să luăm și ziarele di atunci și să le „actualizăm”? Și reclamele di atunci să le facem rebranding, ca să nu punem neuronii prea mult la lucru, ca într-un escape room. De ce să ne oprim aici? Putem actualiza și cărțile di istorie și să scriem că Arhimede din Siracuza a fost omorât di un soldat roman când făcea matematică pe tabletă. Ideea di bază rămâne, nu? Numai epoca dispare. Și încă ceva: de ce matematicienii nu-l „actualizează” pe Pitagora? Pot schimba notația. Pot explica demonstrația altfel. Pot chiar face desenul online, cu o animație care apare înaintea ochilor școlarilor. Dar teorema lui Pitagora rămâne teorema lui Pitagora. Atunci, când citim un autor vecl’i, de ce să nu păstrăm și limba vremii lui — iar explicațiile moderne să le punem în note? Și o ultimă întrebare pentru Humanitas și pentru cei di la facultățile di litere și filologie: dacă peste câteva decenii școlarii di ază vă „actualizează” cu # și emoji, v-ar plăcea? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #EseuriDiDuminică #Arhimede #Pitagora #Hashtag #Emoji #MrStorywise #OrtografieActualizată #IstoriaLimbii #20260920_1926 #Vlășéște #MeglenoRomanian #Meglenoromână #Literatură #Istorie

1157
Mr. Storywise 3w

Arhimede era pi tabletă cându fu omorât di un soldat roman. Sună firescu? Nu prea. Și totuși, dacă actualizăm trecutlu destul, exact aici putem ajunge. Aproape tuti culturili au ediții modernizate ale autorilor mai vechi, cu discuții despre ortografie, vocabular, note editoriale și adaptarea pentru cititorlu di ază. Un anticar mi-a spus odată că „patina timpului dă valoare” și poate face diferența între un original și o copie ieftină. Deschid „Eseuri di Duminică” di Constantin Noica, ajung la prefața editurii în ediția Humanitas din 1992 și aflu că „ortografia a fost actualizată”. Să-l citești pe Noica putea să fie o plimbare prin anii 1930–1940. În loc de asta, facem plimbarea cu ochelari moderni, așezați comod într-un Uber, fără teamă că ne pierdem — adică fără riscul să nu înțelegem cuvintele vremii, care puteau fi simplu „traduse” în note de subsol. Ce-ar fi să luăm și ziarele epocii și să le „actualizăm”? Și poate să facem și un rebranding reclamelor vremii, ca să nu punem neuronii prea mult la treabă, ca într-un escape room. De ce să ne oprim aici? Putem actualiza și manualele de istorie și să scriem că Arhimede din Siracuza a fost omorât de un soldat roman în timp ce făcea matematică pe tabletă. Ideea de bază rămâne aceeași, nu? Doar epoca dispare. Și încă ceva: de ce matematicienii nu-l „actualizează” pe Pitagora? Pot schimba notația. Pot explica demonstrația altfel. Pot chiar construi desenul online printr-o animație care se desfășoară sub ochii școlarilor. Dar teorema lui Pitagora rămâne teorema lui Pitagora. Atunci, când citim un autor vechi, de ce să nu păstrăm și limba epocii lui — iar explicațiile moderne să le punem în note? Și o ultimă întrebare pentru Humanitas și pentru cei care lucrează în facultățile de litere și filologie: dacă peste câteva decenii școlarii de azi vă „actualizează” cu # și emoji, v-ar plăcea? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #EseuriDiDuminică #Arhimede #Pitagora #Hashtag #Emoji #MrStorywise #OrtografieActualizată #IstoriaLimbii #20260920_1926 #Armãneashce #Aromanian #România #Romania #Literatură #Istorie

694
Mr. Storywise 3w

Arquímedes yera con a suya tableta quan un soldau romano lo mató. Sona natural? No gaire. Y, encara, ye exactament aquí an podemos plegar si “actualizamos” prou o pasau. Casi todas as culturas tienen edizions modernizadas d’autors antiguos, acompangadas de debats sobre a ortografía, o vocabulario, as notas editorials y l’adaptación ta o lector contemporanio. Un antiquario me dizió una vegada que “a patina d’o tiempo da valor” y puede marcar a diferenzia entre un orichinal y una copia barata. Ubro “Ensayos d’o Domingo” de Constantin Noica, plego ta o prólogo d’o editor en a edición Humanitas de 1992 y descubro que “a ortografía ha estau actualizada”. Leyer a Noica podría haber estau un paseo por os anyos 1930–1940. En cuenta d’ixo, femos ixe paseo con gafas modernas, bien acomodaus en un Uber, sin miedo de perder-nos — ye dizir, sin o riesgo de no entender as palabras d’a época, que se podrían haber “traduzido” simplament en notas a pie de pachina. Qué pasaría si prendiésenos tamién os periódicos d’a época y los “actualizásenos”? Y talmén podríamos fer tamién un rebranding d’os anuncios d’alavez, ta no fer treballar masiau os nuestros neuronios, como si estuésenos en un escape room. Por qué parar aquí? Podríamos actualizar tamién os libros d’historia y escribir que Arquímedes de Siracusa estió matau por un soldau romano mientres feba matematicas en a suya tableta. A ideya de fondo queda igual, no? Nomás desapareixe a época. Y encara una cosa: por qué os matematicos no “actualizan” a Pitágoras? Pueden cambiar a notazión. Pueden explicar a demostración d’atra manera. Pueden mesmo construyir a figura online con una animazión que se va formando debant d’os güellos d’os escolars. Pero o teorema de Pitágoras sigue estando o teorema de Pitágoras. Alavez, quan leyemos un autor antiguo, por qué no conservar tamién a luenga d’a suya época — y meter as explicazions modernas en as notas? Y una zaguera pregunta ta Humanitas y ta qui treballan en facultatz de letras y filolochía: si dentro d’unas decadas os escolars d’agora vos “actualizan” con # y emoji, vos fería goyo? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #EnsayosDOdomingo #Arquímedes #Pitágoras #Hashtag #Emoji #MrStorywise #OrtografíaActualizada #HistoriaDÁLuenga #20260920_1926 #Aragonés #Aragonese #Espanya #Spain #Literatura #Historia

1389
Mr. Storywise 3w

Arhimedes istui tablettinsa ääressä, kun roomalainen sotilas tappoi hänet. Kuulostaako luonnolliselta? Ei oikein. Ja kuitenki juuri sinne voimme päätyä, jos “päivitämme” mennyttä aikaa tarpeeksi. Melkein jokahisessa kulttuurissa on vanhempien kirjailijoiden nykyaikaistettuja painoksia, ja samalla keskustellaan oikeinkirjoituksesta, sanastosta, toimituksellisista huomautuksista ja tekstin sovittamisesta nykyajan lukijalle. Yksi antiikkikauppias sanoi miulle kerran, jotta “ajan patina antaa arvoa” ja voi olla juuri se, mikä erottaa alkuperäisen halvasta kopiosta. Avaan Constantin Noican “Sunnuntaiesseet”, tulen Humanitas-kustantamon vuoden 1992 painoksen esipuheeseen ja luen, jotta “oikeinkirjoitus on päivitetty”. Noican lukeminen olisi voinut olla kävely 1930- ja 1940-luvuille. Sen sijah teemme tuon kävelyn nykyajan lasit silmillä, mukavasti Uberissa istuen, ilman pelkoa eksymisestä — siis ilman vaaraa, ettemme ymmärtäisi sen ajan sanoja, jotka olisi voitu yksinkertaisesti “kääntää” alaviitteissä. Entä jos ottaisimme myös sen ajan sanomalehdet ja “päivittäisimme” ne? Ja ehkä voisimme tehdä myös sen ajan mainoksille rebrandingin, jotta neuronimme eivät joutuisi liikaa töihin, aivan kuin olisimme escape roomissa. Miksi pysähtyä siihen? Voisimme päivittää myös historian oppikirjat ja kirjoittaa, jotta Syrakusan Arhimedeen tappoi roomalainen sotilas hänen tehdessään matematiikkaa tabletillaan. Perusajatus pysyy samana, eikö niin? Vain aikakausi katoaa. Ja vielä yksi asia: miksi matemaatikot eivät “päivitä” Pythagorasta? He voivat muuttaa merkintätapaa. He voivat selittää todistuksen toisella tavalla. He voivat jopa rakentaa piirroksen verkossa animaation avulla niin, että se syntyy oppilaiden silmien edessä. Mutta Pythagoraan lause pysyy Pythagoraan lauseena. Kun siis luemme vanhempaa kirjailijaa, miksi emme säilyttäisi myös hänen aikansa kieltä — ja panisi nykyajan selityksiä huomautuksiin? Ja vielä yksi viimeinen kysymys Humanitasille ja yliopistojen kirjallisuus- ja filologiaosastojen ihmisille: jos tämän päivän koululaiset “päivittävät” teidät muutaman vuosikymmenen päästä # ja emoji’loilla, pidättekö siitä? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #Sunnuntaiesseet #Arhimedes #Pythagoras #Hashtag #Emoji #MrStorywise #PäivitettyOikeinkirjoitus #KielenHistoria #20260920_1926 #Karjala #Karelian #Suomi #Finland #Kirjallisuus #Historia

1389
Mr. Storywise 3w

Archimede steva ncopp' 'a tavuletta quanno nu surdato rumano 'o accerette. Sona naturale? Nun tanto. Eppure, si “aggiornammo” abbastanza 'o passato, è proprio llà ca putimmo arrivà. Quase ogne cultura tene edizioni modernizzate d'autori cchiù antichi, cu discussioni ncopp' 'a grafia, 'o vocabolario, 'e note editoriali e ll'adattamento p' 'o lettore 'e oggi. Nu antiquario na vota me dicette ca “'a patina d' 'o tiempo dà valore” e pò essere chello ca fa 'a differenza tra n'originale e na copia economica. Apro “Saggi d' 'a dummeneca” 'e Constantin Noica, arrivo ô prefazio d' 'o editore dint' all'edizione Humanitas d' 'o 1992 e scopro ca “'a grafia è stata aggiornata”. Leggere Noica puteva essere na cammenata dint' ê anne 1930–1940. Invece facimmo sta cammenata cu ll'uocchie moderne, assettate comode dint' a n'Uber, senza paura 'e ce perdere — vale a dicere, senza 'o rischio 'e nun capì 'e parole d' 'o tiempo, ca se putevano semplicemente “tradurre” dint' ê note a piè 'e pagina. E si pigliassimo pure 'e giurnale d' 'o tiempo e 'e “aggiornassimo”? E magari putimmo fa pure nu rebranding d' 'e pubblicità d' 'a stessa epoca, accussì nun facimmo faticà troppo 'e neuroni, comme si stessimo dint' a n'escape room. Pecché fermarse ccà? Putimmo aggiornà pure 'e libre 'e storia e scrivere ca Archimede 'e Siracusa fuje acciso da nu surdato rumano mentre faceva matematica ncopp' 'a tavuletta soja. Ll'idea 'e fondo resta 'a stessa, no? Scompare sulamente ll'epoca. E n'ata cosa: pecché 'e matematici nun “aggiornano” Pitagora? Pònno cagnà 'a notazione. Pònno spiegà 'a dimostrazione n'ata manera. Pònno pure costruì 'a figura online cu n'animazione ca se forma sotto ll'uocchie d' 'e scolare. Ma 'o teorema 'e Pitagora resta 'o teorema 'e Pitagora. Allora, quanno leggimmo n'autore antico, pecché nun conservammo pure 'a lengua d' 'o tiempo suo — e mettimmo 'e spiegazioni moderne dint' ê note? E na domanda finale a Humanitas e a chille ca lavorano dint' ê facoltà 'e lettere e filologia: si tra quacche decennio 'e scolare 'e oggi ve “aggiornano” cu # e emoji, ve piacerebbe? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #SaggiDellaDummeneca #Archimede #Pitagora #Hashtag #Emoji #MrStorywise #GrafiaAggiornata #StoriaDellaLengua #20260920_1926 #Napulitano #Neapolitan #Italia #Italy #Letteratura #Storia

694
Mr. Storywise 3w

Archimede o l’êa in sciâ seu tabletta quande un sordâ roman o l’ha ammazzòu. O pâ naturale? Miga tanto. E pö, se “agiornemmo” o passò abbastanza, o risco o l’é pròpio quello de arrivâ fin-a lì. Quæxi tutte e culture gh’han edizioin modernizzæ de autô do passò, con discussioin in sciâ grafia, o vocaboläio, e nòtte editoriæ e l’adatamento pe-o letô de ancheu. Un antiquäio o m’ha dito unna vòtta che “a patina do tempo a dà valô” e a peu fâ a differensa tra un originale e unna còpia da pöco. Arvo “Saggi da domenega” de Constantin Noica, arrivo a-a prefassion de l’editô inte l’edizion Humanitas do 1992 e descovro che “a grafia a l’é stæta agiornâ”. Leze Noica o porrie êse stæto unna passegiâ inte anni 1930–1940. Invece femmo quella passegiâ con e lenti moderne, assettæ comodi inte un Uber, sensa a pöia de perde a stradda — cioè sensa o risco de no capî e paròlle de quell’epoca, che se porrie semplicemente “traduî” inte nòtte a pé de pagina. E se piggiessimo anche i giornali de quell’epoca e i “agiornassimo”? E magari se porrie fâ anche o rebranding de-e pubblicitæ de quell’epoca, coscì i nostri neuroni no gh’han da travaggiâ tròppo, comme se fossimo inte un escape room. Perché fermâse lì? Se porrie agiornâ anche i libri de stöia e scrive che Archimede de Siracusa o l’é stæto ammazzòu da un sordâ roman mentre o faseiva matematica in sciâ seu tabletta. L’idea de fondo a resta a mæxima, no? O l’é solo l’epoca che a sparisce. E ancora unna cösa: perché i matematici no “agiornan” Pitagora? Peuan cambiâ a notassion. Peuan spiegâ a dimostrazion in un atro mòddo. Peuan fin-a costruî a figura online con unna animassion che a se forma davanti a-i euggi di scolari. Ma o teorema de Pitagora o resta o teorema de Pitagora. Alôa, quande lezemmo un autô do passò, perché no conservâ anche a lengua do seu tempo — e mette e spiegassioin moderne inte nòtte? E unna domanda finale pe Humanitas e pe quelli che travaggian inte facoltæ de lettere e filologia: se tra quarche decennio i scolari de ancheu ve “agiornan” con # e emoji, ve piaxe? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #SaggiDaDomenega #Archimede #Pitagora #Hashtag #Emoji #MrStorywise #GrafiaAgiornâ #StöiaDaLengua #20260920_1926 #Ligure #Ligurian #Monaco #Munegu #Letteratua #Stöia

1042
Mr. Storywise 3w

Arkhimedes oli tabletillaan, kun roomalainen sotilas tappoi hänet. Kuulostaako luontevalta? Ei oikein. Ja silti juuri tähän voidaan päätyä, jos menneisyyttä “päivitetään” tarpeeksi pitkälle. Lähes jokaisessa kulttuurissa on vanhempien kirjailijoiden modernisoituja painoksia, ja niiden ympärillä käydään keskustelua oikeinkirjoituksesta, sanastosta, toimituksellisista huomautuksista ja tekstien mukauttamisesta nykyajan lukijalle. Eräs antiikkikauppias sanoi minulle kerran, että “ajan patina tuo arvoa” ja voi olla juuri se, mikä erottaa alkuperäisen halpajäljennöksestä. Avaan Constantin Noican “Sunnuntaiesseet”, pääsen Humanitasin vuoden 1992 painoksen kustantajan esipuheeseen ja huomaan, että “oikeinkirjoitus on päivitetty”. Noican lukeminen olisi voinut olla kävelyretki 1930- ja 1940-luvuille. Sen sijaan teemme tuon matkan nykyaikaiset silmälasit päässä, mukavasti Uberissa istuen, ilman pelkoa eksymisestä — eli siitä, ettemme ymmärtäisi ajan sanoja, jotka olisi voitu yksinkertaisesti “kääntää” alaviitteissä. Entä jos ottaisimme myös aikakauden sanomalehdet ja “päivittäisimme” ne? Ja ehkä meidän pitäisi myös rebrändätä ajan mainokset, jotta neuronimme eivät joutuisi työskentelemään liikaa, aivan kuin olisimme escape roomissa. Miksi pysähtyä siihen? Voisimme päivittää myös historian oppikirjat ja kirjoittaa, että Syrakusan Arkhimedeen tappoi roomalainen sotilas tämän tehdessä matematiikkaa tabletillaan. Perusajatus säilyy samana, eikö niin? Vain aikakausi katoaa. Ja vielä yksi asia: miksi matemaatikot eivät “päivitä” Pythagorasta? He voivat muuttaa merkintätapaa. He voivat selittää todistuksen eri tavalla. He voivat jopa rakentaa kuvion verkossa animaation avulla niin, että se syntyy oppilaiden silmien edessä. Mutta Pythagoraan lause pysyy Pythagoraan lauseena. Kun siis luemme vanhempaa kirjailijaa, miksi emme säilyttäisi myös hänen aikansa kieltä — ja laittaisi nykyaikaisia selityksiä huomautuksiin? Ja vielä yksi viimeinen kysymys Humanitasille ja yliopistojen kirjallisuuden ja filologian ihmisille: jos tämän päivän koululaiset “päivittävät” teidät muutaman vuosikymmenen päästä # -merkeillä ja emojeilla, pitäisittekö siitä? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #Sunnuntaiesseet #Arkhimedes #Pythagoras #Hashtag #Emoji #MrStorywise #PäivitettyOikeinkirjoitus #KielenHistoria #20260920_1926 #Suomi #Finnish #Kirjallisuus #Historia

926
Mr. Storywise 3w

Arkhimedes oli tabletillaan, kun roomalainen sotilas tappoi hänet. Kuulostaako luontevalta? Ei oikein. Ja silti juuri tähän voidaan päätyä, jos menneisyyttä “päivitetään” tarpeeksi pitkälle. Lähes jokaisessa kulttuurissa on vanhempien kirjailijoiden modernisoituja painoksia, ja niiden ympärillä käydään keskustelua oikeinkirjoituksesta, sanastosta, toimituksellisista huomautuksista ja tekstien mukauttamisesta nykyajan lukijalle. Eräs antiikkikauppias sanoi minulle kerran, että “ajan patina tuo arvoa” ja voi olla juuri se, mikä erottaa alkuperäisen halpajäljennöksestä. Avaan Constantin Noican “Sunnuntaiesseet”, pääsen Humanitasin vuoden 1992 painoksen kustantajan esipuheeseen ja huomaan, että “oikeinkirjoitus on päivitetty”. Noican lukeminen olisi voinut olla kävelyretki 1930- ja 1940-luvuille. Sen sijaan teemme tuon matkan nykyaikaiset silmälasit päässä, mukavasti Uberissa istuen, ilman pelkoa eksymisestä — eli siitä, ettemme ymmärtäisi ajan sanoja, jotka olisi voitu yksinkertaisesti “kääntää” alaviitteissä. Entä jos ottaisimme myös aikakauden sanomalehdet ja “päivittäisimme” ne? Ja ehkä meidän pitäisi myös rebrändätä ajan mainokset, jotta neuronimme eivät joutuisi työskentelemään liikaa, aivan kuin olisimme escape roomissa. Miksi pysähtyä siihen? Voisimme päivittää myös historian oppikirjat ja kirjoittaa, että Syrakusan Arkhimedeen tappoi roomalainen sotilas tämän tehdessä matematiikkaa tabletillaan. Perusajatus säilyy samana, eikö niin? Vain aikakausi katoaa. Ja vielä yksi asia: miksi matemaatikot eivät “päivitä” Pythagorasta? He voivat muuttaa merkintätapaa. He voivat selittää todistuksen eri tavalla. He voivat jopa rakentaa kuvion verkossa animaation avulla niin, että se syntyy oppilaiden silmien edessä. Mutta Pythagoraan lause pysyy Pythagoraan lauseena. Kun siis luemme vanhempaa kirjailijaa, miksi emme säilyttäisi myös hänen aikansa kieltä — ja laittaisi nykyaikaisia selityksiä huomautuksiin? Ja vielä yksi viimeinen kysymys Humanitasille ja yliopistojen kirjallisuuden ja filologian ihmisille: jos tämän päivän koululaiset “päivittävät” teidät muutaman vuosikymmenen päästä # -merkeillä ja emojeilla, pitäisittekö siitä? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #Sunnuntaiesseet #Arkhimedes #Pythagoras #Hashtag #Emoji #MrStorywise #PäivitettyOikeinkirjoitus #KielenHistoria #20260920_1926 #Suomi #Finnish #Kirjallisuus #Historia

1042
Mr. Storywise 3w

Arhimede stătea pe tabletă când a fost ucis de un soldat roman. Sună firesc? Nu prea. Și totuși, dacă „actualizăm” trecutul suficient de mult, exact aici putem ajunge. Aproape fiecare cultură are ediții modernizate ale autorilor mai vechi și discuții despre ortografie, vocabular, note editoriale sau adaptarea pentru cititorul contemporan. Un anticar mi-a spus cândva că „patina timpului dă valoare” și face diferența dintre un original și o copie ieftină. Deschid „Eseuri de Duminică”, ajung la „Prefața editurii” Humanitas și aflu că „ortografia a fost actualizată” în ediția din 1992. Chiar și așa, lecturându-l pe Noica, am fi făcut o plimbare prin anii 1930–1940, dar cu ochelari moderni, stând confortabil într-un Uber, fără grija că nu ajungem la destinație — adică fără riscul de a nu înțelege cuvintele vremii, care ar putea fi „traduse” în subsolul paginii. Ce-ar fi să luăm și ziarele epocii și să le „actualizăm”? Iar reclamele vremii să le trecem printr-un rebranding, ca să nu punem neuronii prea mult la treabă, ca într-un escape room. Dar să actualizăm și manualele de istorie, iar descrierea lui Arhimede din Siracuza să precizeze că a fost ucis de un soldat roman în timp ce rezolva la mate pe tabletă. Ideea de bază rămâne, nu? Doar epoca dispare. Și încă ceva: de ce matematicienii nu-l „actualizează” pe Pitagora? Pot schimba notația. Pot explica altfel demonstrația. Pot chiar construi online desenul, printr-o animație, sub ochii școlarilor. Dar teorema lui Pitagora rămâne teorema lui Pitagora. Atunci, când citim un autor vechi, de ce nu păstrăm și limba epocii lui — iar explicațiile moderne să le punem în note? Și o ultimă întrebare pentru Humanitas și pentru cei de la Facultatea de Litere: dacă și școlarii de azi vă vor „actualiza” peste câteva decenii cu # și emoji, v-ar conveni? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #EseuriDeDuminică #Arhimede #Pitagora #Hashtag #Emoji #MrStorywise #ActualizareOrtografie #IstoriaLimbii #20260920_1926 #Romanian #România #LimbaRomână

695